
IL
TEMPIO DEGLI AVVOLTOI
Presentazione dello scritto:
Il
succinto brano denominato “Il Tempio degli Avvoltoi”, è
stato elaborato sul finire degli anni ottanta da Frasa, per un saggio
che l’autrice doveva interpretare alla fine dell’anno, in
una scuola di recitazione di Milano. Ecco spiegata la brevità del
testo.
---------------------------------
Umanità:
Ho aspettato invano per molti inverni… il passare delle rondini
bianche. Desidero conoscere quello che si cela dietro la nube del tempo.
Arrivare a comprendere lo scandire delle tenebre… o lo scintillio
della rugiada color fuoco. Ambisco capire se l’umanità è
piena di certezze fondate… o di paure coperte dal respiro color
nebbia. Mi hanno detto di venire a cercare la risposta qui; dove vivono
da milioni di anni, le due sole essenze che possono colmare i miei quesiti…
La dama della NOTTE e la dama della LUCE.
Vi prego USCITE! Fate intravedere i vostri volti! Non lasciatemi con un
sospiro nel vuoto, e con l’animo legato al terreno. Aiutatemi a
capire e a comprendere, ciò di cui la conoscenza mi ha serrato
le porte!
Dama
della Notte: Chi sei? Come osi disturbarci? Sarà il solito
bambino, disperso tra i ghiacci della nube… chiamata pochezza?
Dama
della Luce: Erano molti anni, che nessuno osava alzare lo sguardo
su di noi. Abbiamo udito che vuoi delle risposte… le avrai.
Dama
della Notte: Risposte! Domande! Un essere umano che chiede…
ESIGE! Qui non sei di fronte ai tuoi simili, ai quali ordini e ottieni.
Noi siamo tutto quello che vedi… e che MAI potrai possedere!
Dama
della Luce: Tragica come sempre… Esponi pure i tuoi desideri,
e non fare caso alle sue parole… È la dama della notte, e
come si sa… ama nascondere, più che a rivelare.
Umanità:
Vorrei comprendere come sarà il nostro destino nel prossimo futuro…
E come si potrà vedere l’aurora, senza che dalle nubi cadano
vivide lacrime…
Dama
della Luce: Scostare la porta dell’indifferenza…
Coprire le macchie con un pennello di luce. Portare un carretto sulla
via… e seminare attorno parole e frasi che germogliano al sole dei
desideri. Centellinare la sapienza, come fa un bimbo quando scopre di
essere vivo. Aprire un quaderno, e scrivere poesie al vicino… e
al lontano. Senza per questo cadere nel falso.
Dama
della Notte: Che frasi sconnesse dici! Dimentichi le mura a cui
dietro molti si nascondono. Creare una parola per pensarne una di meno…
Gestire gli altri con le mani nell’oro… e l’anima nel
fango! Scartare le bugie, per poi ripiegarle nelle tasche… e infine
portarle fuori al momento migliore. Fermare il tempo degli altri, per
accelerare il proprio!
Dama
della Luce: Non esagerare! La compiutezza a volte… arriva
mediante gli errori passati. Gli sbagli… se gestiti con l’arguzia
dell’amore, sono le chiavi che apriranno la porta della vita.
Umanità:
Cercavo la verità e ritrovo solo confusione… È mai
possibile che non ci sia amore, senza perfidia… Amicizia, senza
odio… E che i colori dell’arcobaleno, si debbano scontrare
con il nulla più totale?
Dama
della Notte: AH! AH! Povero illuso! Hai mai visto una preda senza
cacciatore? Un insetto che non incontri una ragnatela? Una carcassa senza
avvoltoi? Le tue domande… I tuoi perché… non hanno
altra ragione di esistere!
Dama
della Luce: Cara dama della notte… la purezza sarà
l'ultima delle vittorie. È inutile avvolgere la verità con
un panno sporco. Sarà lui stesso un giorno… a venire da noi,
e a dirci come sia possibile che l’infinito… possa giacere
nella mano di un fanciullo.
Umanità:
Come una meteora sospinta al centro di un buco nero… le vostre frasi
hanno sospinto i miei pensieri nel nulla. Riesco solo a intravedere una
bilancia formata da due conchiglie d’oro… Allo schiudersi
della prima, scorgo una culla sospinta dalle ali del sole… e nell’altra
uno scorpione in cerca di una preda.
Parole rinchiuse in un cofanetto smeraldo, come la speranza di un futuro
libero da ipocrisie. Farò così. Tornerò sui miei
passi… e concepirò la mia linea di vita, come un gabbiano
che affannosamente rincorre i raggi del sole.
Addio fanciulle solitarie. E serbate memoria di questo… sarò
io a fare di voi… il mio perché.
--------------------------------- |