Failte!
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Figli del Bosco - Teuta Vidugena

fieri gallici e irosi irlandesi

Il nostro clan spirituale (non un'associazione culturale!) rievoca la sensibilità delle antiche genti. Il nostro clan è nato da un sentimento comune verso di Lei, verso quella che i Celti vedevano come divintà. L’amore per la Dea, per ogni sua manifestazione è intrinseco in noi, lo stesso amore e quella stessa sensazione di essere parte di un Tutto sentito da quel popolo che sta alle nostre radici.  Da questo sentimento, in un ventoso pomeriggio d’autunno, è scaturito il resto... ed ora eccoci qui a raccontarvi di questo viaggio... che trasforma, che porta a essere più  indipendenti e liberi con la testa, un viaggio dentro noi stessi... alla ricerca di qualcosa che solo in apparenza è perduto ma è rimasto e risplende nel cuore di chi sa ascoltare le parole del vento e delle foglie... Attorno al fuoco, nel nostro accampamento ci sono sempre scene di rievocazione tra cui l’allenamento dei guerrieri, l’artigiano, le danze che avvenivano in occasione delle festività stagionali (equinozi e solstizi) e nelle ricorrenze dell’agricoltura e dell’allevamento come per esempio la nascita degli agnelli, la mietitura, l’ultimo raccolto prima dell'inverno... Feste che sopravvivono ancora in tante tradizioni popolari o folkloristiche come i pali di Maggio, le feste della vendemmia e della castagna… Vesti, attrezzature e armi sono stati in parte prodotti da noi (per quanto possibile) e in parte ricercati per poter attenersi il più possibile alle poche fonti storiche che ci sono arrivate: molti degli scritti romani, altrettante vecchie tradizioni raccontate dai nostri anziani e una parte, proveniente dell’ultimo baluardo della civiltà celtica, arriva dall’Irlanda, tramandata dai bardi diventati poi monaci al tempo di San Patrizio. Contrariamente alle voci che corrono riguardo al tema “Celti” e le connessioni con partiti politici e Politici, ci teniamo a precisare che non siamo legati ad alcuno schieramento politico…  il nostro è puro desiderio di ricordare e far conoscere i popoli che stanno alle nostre radici, alcuni dei quali, come i Friniati, hanno lasciato il nome alle nostre montagne…

 

Il nostro fuoco è sempre acceso e benvenuti sono tutti i viandanti che desiderano dialogare e domandare

di coloro che sono alle nostre radici…

 

 

Come il richiamo ad un'antico sapere,

ad un'antico vivere e vedere,

i nostri cuori hanno cantato

e nell'armonia delle foglie di un albero il vento ha sussurrato:

'...bentornati, Figli del Bosco...

bentornati a tutti i Figli della Dea...'

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tùs go deirad, go deo! )0( iniziando alla fine,  per sempre!