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Creato da nnsmettodsognare il 17/03/2008

LA SFIDA

"La speranza è la decisione militante di vivere con la certezza che noi non abbiamo esplorato tutti i possibili se non tentiamo l'impossibile" (R. Garaudy)

 

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Case Economiche Popolari - Prima parte

Post n°44 pubblicato il 03 Giugno 2008 da nnsmettodsognare
 

Per fare un uomo ci voglion vent'anni, per fare un bimbo un'ora d'amore, per una vita migliaia di ore, per il dolore è abbastanza un minuto, per il dolore è abbastanza un minuto.

La musica di Guccini risuona alta.

Che caldo atroce, eppure è ancora aprile.

Sarà che questo stanzone con annessa piccola cucina lurida e bagno, è all'ultimo piano del vecchio palazzo senza riscaldamento, con i muri scrostati; deve essere disposto in modo da prendere sole tutto il giorno.

E' una casa di studenti fuori sede in cui risuonano fino al pomeriggio gli echi del mercato settimanale che si svolge nella via sottostante.

Beppe, accovacciato per terra, suona i tamburi africani che gli ho regalato per il suo compleanno.

Io mi riposo buttata sul materasso del suo letto, di cui sento ogni molla lungo la schiena.

"Mi sa che dobbiamo riprendere a studiare Beppe, pausa finita."
"Ehi piccola, fai finire la canzone almeno."
Mi piace quando mi chiama così, siamo stati insieme per un po', ora siamo solo amici ma mi piace questo piccola, così intimo e tenero anche.

"Sai al liceo da mio fratello sono passate delle ragazze di Scienze Politiche, hanno parlato di bambini, bambini non ho capito bene, del San Paolo."
"Come Paolo VI?"
"Come il vostro Paolo VI di Taranto si, qui si chiama San Paolo, ma la gente lo chiama CEP, con la sigla dell'edilizia popolare."
"Tu lo sai vero che io abito lì?"
"Me lo hai detto, che c'è tua mamma, ci vai il fine settimana. Tua mamma da sola", mi avvicino a lui e mi siedo per terra "da quando tuo papà è morto, quel maledetto tumore, ma quanti ne muoiono dell'Ilva così?"
"Tanti, troppi, pure il papà di Giovanni e il padre di Carletto ora ha scoperto di essere ammalato. Ma dimmi, queste ragazze, questi bambini, cosa fanno?"
"Non ho ben capito, un doposcuola, se vuoi mi informo."
"Si dai, chissà che non possiamo fare qualcosa noi, noi che non ci accontentiamo di questo mondo ingiusto, noi che amiamo i lupi e ogni nostro fratello."
Sorrido. "Si si, va bene, guarda che il '68 è finito da un pezzo, siamo nel 1990 e intanto, a proposito di lupi, non mi ci porti sul Pollino in tenda con te con la storia che le femmine non possono arrampicarsi sulle montagne. Posso venire la prossima volta?"
Ride e fa cenno di no, scuotendo i lunghissimi capelli dorati: "Roba da maschi piccola."

Mi alzo e gli passo le mani per aiutarlo a tirarsi su: "Giovane biondo sarà meglio che riprendiamo con gli integrali doppi o il tuo primitivo maschilismo mi farà arrabbiare."

Lo spingo verso la cucina.

Si siede al tavolo ricolmo di libri e appunti mentre io preparo meccanicamente la macchinetta per il caffè.

"Ma dove sta scritto poi che lo devo preparare io il caffè qui?"
"Approfitti del mio letto per riposarti, prepara almeno il caffè donna."
La mia risata risuona nella stanza.

 

"Pronto? Buongiorno sono Chiara, vorrei parlare con Maria Cristina."
Una voce maschile risponde:"La signorina Maria Cristina è fuori casa al momento, se vuole può lasciare un messaggio."
Penso: "La signorina Maria Cristina? Ma chi è questa snob?"
"Le dica che ho chiamato per avere informazioni sulla loro associazione di volontariato, può richiamarmi a questo numero, la ringrazio."
Appuntamento di fronte al liceo.

Cavolo ci ho passato un sacco di  tempo appoggiata su questi muri  all'entrata e all'uscita di scuola.

C'è una ragazza poco più grande di noi, jeans firmati, camicia bianca di seta, collanina d'oro con una croce, Clarks ai piedi.

Non sarà quella Maria Cristina mi auguro. Miss perfezione.

Si avvicina: "Siete Chiara e Beppe?"
Mentre formulo il pensiero: "Oh mio Dio, è proprio lei!", mi rendo conto che pensieri molto simili devono attraversare la sua mente riguardo noi due.

Non passiamo inosservati in effetti.

Io indosso la mia solita micro minigonna di jeans scolorito, un gilet di panno rosso con specchietti e ricami che ho comprato allo stand ucraino del padiglione delle nazioni all'ultima Fiera del Levante; ho due treccine sottili che mi incorniciano il volto mescolate al resto dei capelli sciolti e una miriade di collanine di perline colorate lunghe fino alla vita.

Beppe sembra appena tornato da Woodstock.

E' un bravo ragazzo lui, sembra chissà cosa ma nella realtà è un grande.

Figlio di un operaio dell'Ilva e di mamma casalinga sta continuando, nonostante la morte del padre, gli studi di ingegneria.

Studia e lavora, non fuma, non beve, non si droga certo.

Ha ottenuto il bollino blu di mia madre, quindi deve essere ok per forza.

Mamma ha la mania di voler conoscere tutti i miei amici.

Ha la sua tattica, li invita gentilmente a pranzo e dopo averli abboffati di paste al forno e bignè al cioccolato, comincia con il terzo grado facendosi raccontare vita, morte e miracoli di parenti fino alla settima generazione.

Fidarsi semplicemente di sua figlia no eh?

Maria Cristina ci dice dei bambini, ci invita ad andare a vedere di persona.

Sono alla chiesa centrale del San Paolo, due pomeriggi a settimana.

"Venite pure quando volete, vi aspetto."
Sorride, un sorriso un po' imbarazzato, va via.

"Oh ma l'hai vista quella?"
"Si Beppe ma tu non dici sempre che le persone non vanno giudicate dall'aspetto? Poi a noi che interessa scusa? Vogliamo fare qualcosa per i bambini, mica prendere un cocktail con Maria Luigia ,Cristina come cavolo si chiama lei."
"Odio quando le donne hanno ragione."
Rido: "Ti conosco, odi le donne tu!"


"Dov'è che devi andare?"
Mia madre ha l'aria terrorizzata e la voce di una che sta per dire: "Non vai proprio da nessuna parte tu signorina."
"Al San Paolo mamma, ma alla chiesa, c'è un doposcuola per i bambini."
"E come ci arrivi di grazia?"
"Con l'autobus."
"Ti rendi conto? Hai idea di chi sale su quell'autobus?"
"Suppongo tutti quelli che abitano lì."
"Appunto. Delinquenti. Scippatori."
"Si, assassini, stupratori e già che ci siamo facciamo pure Jack lo Squartatore. Guarda che io ho deciso che ci vado e basta."
"E' pericoloso, in quel quartiere sparano."
"Ci vado alle tre del pomeriggio mamma e poi perché dovrebbero sparare me scusa? Sono parente di Savino Parisi io?"
"Quelli sparano senza guardare."
"Ma dai esageri, ci vanno altre ragazze. Maria Cristina, quella che è andata a parlare al liceo, lei ho scoperto, è la figlia del generale dei carabinieri, ti pare che se fosse pericoloso suo padre la manderebbe?"
"Ho detto che non vai."
"Si certo, ciao mamma."
 
Sbatto la porta e sento urlare: "Quando torni facciamo i conti."



Mi sono divertita molto a scrivere il racconto per il gioco di Writer.

Così ho deciso di riprovarci. Visto che non ho il dono della sintesi, ho pensato di lasciarvi un po' di suspense e proseguire con un'altra o con due altre parti.

Per fare un uomo - F. Guccini & I Nomadi

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Commenti al Post:
ilike06
ilike06 il 03/06/08 alle 09:16 via WEB
leggerò. ora devo andare. bacetti :)
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/06/08 alle 10:11 via WEB
Ti aspetto :) baci, baci.
 
MARIONeDAMIEL
MARIONeDAMIEL il 03/06/08 alle 12:55 via WEB
Sai che è molto bello? Ma vivevi in quegli edifici nelle foto? Mi è un pò difficile immaginarti con quel coso rosso addosso... però ora che ci penso io avevo i jeans sdruciti e il montgomery :) Alla prox puntata allora. p.s. ci dirai che fine ha fatto il tuo amico eh. Un abbraccio!
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/06/08 alle 12:59 via WEB
Grazie. No in quegli edifici ci vivevano i bambini di cui ti racconterò alla prossima puntata, insieme alla fine che ha fatto il mio amico :) Che tipo!! Anzi che tipi che eravamo!! Un abbraccio!
 
carpediem56maestral0
carpediem56maestral0 il 03/06/08 alle 14:30 via WEB
O.K., ti autorizzo a continuare...(bravissima...)....;-)))))
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/06/08 alle 14:36 via WEB
Un commento così da quella che ritengo la Victor Hugo femminile siciliana è un onore :))) Grazie!!
 
EvolutionMoka
EvolutionMoka il 03/06/08 alle 14:55 via WEB
Bhè, a questo punto devi continuare per forza... la mia curiosità aspetta ;-)
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/06/08 alle 17:37 via WEB
Aver provocato curiosità è già un grande risultato :)
 
quotidiana_mente
quotidiana_mente il 03/06/08 alle 16:36 via WEB
Anch'io reclamo a gran voce il seguito! (brava!)
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/06/08 alle 17:37 via WEB
Va bene, va bene, promesso :) Grazie!
 
ilmondodiAle
ilmondodiAle il 03/06/08 alle 18:04 via WEB
Hai una capacità narrativa notevole. E ora fa presto a scrivere il seguito. la suspense è utile, ma quando trovo una cosa che mi piace molto non vedo l'ora di sapere come finisce...Attendo ansiosa...Ciao (ma come posso chiamarti?).Un bacio, Ale:-))
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/06/08 alle 18:10 via WEB
Grazie!! Sarà fatto! Sogno, dream, Chiara anche se non è il mio vero nome, come preferisci :) Un bacio.
 
MARA_MAO
MARA_MAO il 03/06/08 alle 21:10 via WEB
Accidenti ma sei davvero brava, ogni volta mi incantano i tuoi racconti, aspetto con ansia il seguito della storia. buonanotte un sorriso da *MARAMAO*
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 04/06/08 alle 06:47 via WEB
Ti ringrazio tanto davvero! Buona giornata a te :)
 
mon1974
mon1974 il 03/06/08 alle 21:37 via WEB
Bene, molto bello e curioso...aspetto anche io il resto della storia di questi due ragazzi del '68 o giù di lì..:-)
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 04/06/08 alle 06:48 via WEB
Il mio amico pensava di viverci davvero, io ero un attimo più avanti nei tempi :)
 
ilike06
ilike06 il 03/06/08 alle 23:27 via WEB
attendiamo pazientemente :)
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 04/06/08 alle 06:49 via WEB
E si, devo scrivere, appena mi lasciano una mezzoretta lo faccio :)
 
MareMatta
MareMatta il 04/06/08 alle 00:06 via WEB
uhm...per fare un bimbo ci vuole un'ora??? questa l'ho già sentita da qualche parte...quindi deve esser proprio vero :-O
giuro, domani lascerò un commento serio :)
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 04/06/08 alle 06:49 via WEB
giuri?? addirittura :)))
 
upmarine
upmarine il 04/06/08 alle 01:17 via WEB
Odio le donne che usano i quartieri di taranto come esca. Amo le donne che sanno raccontare. Vorrei vedere te quando il tuo bimbo ti sbatterà la porta ridendo alle tue parole di preoccupazione. Bacio.
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 04/06/08 alle 06:51 via WEB
Non era fatto di proposito :) Questo è un racconto autobiografico e, a parte qualche nome, il resto è tutto vero, compreso che quel mio amico veniva proprio da Paolo VI. Ti ringrazio, mi è sempre piaciuto scrivere, sto scoprendo qui di saper raccontare. Diventerò più cattiva di mia madre quando succederà, ma Up, avevo 19 anni, a quell'età pensi di avere il mondo in mano. Bacio.
 
MareMatta
MareMatta il 05/06/08 alle 20:00 via WEB
oh che bello...confesso che ne avevo letto solo metà...mi perdoni??? un bacio tesora!
 
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