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Creato da nnsmettodsognare il 17/03/2008

LA SFIDA

"La speranza è la decisione militante di vivere con la certezza che noi non abbiamo esplorato tutti i possibili se non tentiamo l'impossibile" (R. Garaudy)

 

« COME UN GUSCIO DI NOCECHE VALORE HA LA VITA »

A MIO RISCHIO E PERICOLO

Post n°210 pubblicato il 02 Marzo 2009 da nnsmettodsognare
 

A mio rischio e pericolo di cancellazione da molti blog amici.



Peccato pensare che in futuro questi manifesti andranno a rivestire le pareti di un bel museo.

Il prossimo sistema di comunicazione sarà virtuale, come sembra lo debba diventare la protesta.

Condivido in pieno il vostro punto di vista: questa cosa dello sciopero mentre si lavora mi pare una grande sciocchezza, soprattutto non ne vedo l'efficacia.

Volevo tuttavia che qualcuno di voi, più addentro alla politica di me, più vicino ai sindacati, di tutti quelli tra voi che tanto ammiro per la coerenza, la capacità di crederci e di lottare, mi spiegasse:

-         cosa è stato ottenuto in anni di lotte?

-         come mai i vostri slogan si ripetono tal quali ad ogni governo?

-        possibile che non ci sia nulla di più originale del semplice più lavoro, più salario?Magari i problemi sono altri anche, che so le reali politiche a sostegno della famiglia, l'efficacia e l'efficienza della scuola  piuttosto che la sua facile classificazione in laica e clericale, la corruzione della classe politica e la sua assoluta incapacità ad aver piani di lungo respiro.


Perdonate il tono polemico, quelli che mi conosono davvero sanno che mi viene tanto naturale a volte, senza intenzione assoluta di offesa . . . forse sono una sindacalista mancata senza saperlo :-)
Mi rivolgo da cittadina ignorante a voi che reputo sinceramente esperti e sostenuti da onestà morale e intellettuale.

Sapreste proporre un'alternativa davvero valida  per una forma di protesta che porti a risultati programmati e non estemporanei per tutti, magari non soltanto per specifiche categorie di lavoratori, ed eviti i disagi, ammettetelo eccessivamente pesanti di recente, ai semplici cittadini qualunquisti e superficiali come me?

Post scriptum delle 14:33: dai primi commenti mi pare che nella foga che mi è propria, devo aver espresso male un concetto primario. Ritengo che il diritto di sciopero sia inviolabile; soltanto mi pare che ad oggi la forma in cui è stato applicato o i suoi contenuti non abbiano portato a risultati visto il punto in cui ci troviamo. Oltre la facile e assolutamente condivisa non approvazione dello sciopero virtuale, sapete ripensarvi, come sindacato soprattutto, in ottica più moderna con proposte diverse che tengano conto di tutti i cittadini?

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Commenti al Post:
altro_che_mela
altro_che_mela il 02/03/09 alle 12:21 via WEB
Tornerò, perchè il discorso è troppo lungo e ampio. Come torneranno gli scioperi e altre forme di protesta se la crisi affonderà sempre più il suo piede nella melma. Non ci saranno leggi regolamentative dello sciopero se la povertà prende piede, perchè non ci saranno più lavoratori che possano scioperare. Solo guerre tra poveri. Felice giornata, vado a produrre. Finchè dura :-)
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 02/03/09 alle 14:04 via WEB
Qui resto Mela, in attesa del tuo parere che sono certa sarà quello che cerco: circostanziato e sostenuto da conoscenza della materia. Sempre che non mi facciano fuori prima :-))
 
Eric_Van_Cram
Eric_Van_Cram il 02/03/09 alle 12:48 via WEB
un'alternativa valida? eliminare i cittanidi qualunquisti e superficiali...
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 02/03/09 alle 14:02 via WEB
Io pensavo di rischiare il depennamento dalla lista dei blog mica la vita :-)
Troppo facile questa soluzione, pare quella della pubblicità di non ricordo cosa: "Ti piace vincere facile?".
 
   
Eric_Van_Cram
Eric_Van_Cram il 02/03/09 alle 19:22 via WEB
ok, allora commentiamo seriamente... A mio avviso, i datori di lavoro e i lavoratori dipendenti sono portatori di interessi in conflitto (e non credo di dovere spiegare che cosa intendo :). questo conflitto può essere risolto "pacificamente", però può succedere che a volte ciò non succeda. se non succede il conflitto esce dai riti della contrattazione ovattata e arriva allo scontro di forza. anche quest'ultimo, ovviamente, è ampiamente ritualizzato e formalizzato, non si va sotto casa del datore di lavoro a prenderlo a sberle, si usano strumenti di lotta non violenti. per gli eventuali disagi di altri cittadini si può cercare di limitare il danno, però in alcune situazioni l'unico effetto raggiungibile dallo sciopero è proprio quello di creare disagio all'utenza (quando il datore di lavoro è lo stato e non trae un guadagno diretto dall'attività svolta dai lavoratori), contando proprio sul fatto che il datore di lavoro ceda per non inimicarsi l'utenza (che dovrebbe di suo aver modo di valutare se le ragioni dello sciopero sono legittime, ma con l'informazione tutta in mano al signor b la cosa è piuttosto dura)
 
     
MARIONeDAMIEL
MARIONeDAMIEL il 02/03/09 alle 21:56 via WEB
Eric, questa la metto nel Devoto al posto della sua definzione..:)
 
     
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/03/09 alle 06:47 via WEB
Grazie Eric. Tutto sommato, nonostante il mio livello basso in queste cose, pensavo di riuscire ad arrivarci anche da sola ad una definizione di sciopero :-) ma apprezzo che tu abbia scritto di nuovo.
 
akhenaton49
akhenaton49 il 02/03/09 alle 14:24 via WEB
Leggo qui sotto che il testo del messaggio non può superare i 30000 caratteri. Pochini per rispondere in modo articolato e circostanziato. Per il momento una notazione: lo statuto dei lavoratori e in generale i diritti dei lavoratori sul posto di lavoro non furono magnanimamente concessi da un sovrano illuminato, ma furono il risultato di lotte, anche feroci, con grandi sacrifici e vittime (lo ricordo bene perchè purtroppo ero già grandicello). Sembra una banalità ma bisogna ricordarlo perchè altrimenti si rischia di considerare tutto come scontato e come un diritto naturale che si acquisisce automaticamente alla nascita, avendo ormai perso, nella memoria collettiva, le tracce delle sue origini. Ora ti lascio un po'in ... "pasto" anche agli altri, poi magari mi rifaccio vivo. Ak
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 02/03/09 alle 14:40 via WEB
Ti ho risposto nel post scriptum. Mi piace mettermi in pasto agli altri Ak, con la convinzione che io non ho verità da vendere ma solo opinioni da esprimere. E che soltanto dal confronto, che può essere anche scontro vista la personcina che sono, può nascere qualcosa di positivo per tutti.
 
   
akhenaton49
akhenaton49 il 02/03/09 alle 15:01 via WEB
Ho letto il P.S. ma mi sembra che tu attribuisca al sindacato un ruolo che non ha e che non può avere. Il suo ruolo principale è deve rimanere quello della tutela della categoria che rappresenta. Insomma non deve essere un partito, anche se spesso ha fatto invasioni di campo. La responsabilità principale rimane alla politica. Dateci una politica seria e tutto diventerà conseguente. Tanto per alleggerire, approfitto per protestare a gran voce perchè, pur essendo regolarmente iscritto al Sindacato Pensionati (S.P.I.) a me non è riconosciuto il diritto "inviolabile" di sciopero! :))
 
     
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/03/09 alle 06:50 via WEB
Ok, allora le domande possono valere anche per i politici: - cosa è stato ottenuto in anni di lotte politiche di sinistra? - possibile cambino solo le facce (e neanche) e i contenuti rimangano vana propaganda? Dateci una politica seria, questo lo chiedo da molto prima di voi che fino a Franceschini ci avete creduto ancora- Se è per questo neanche alle casalinghe è riconosciuto, quindi da giugno faremo mal comune mezzo gaudio!
 
MARIONeDAMIEL
MARIONeDAMIEL il 02/03/09 alle 22:05 via WEB
Cancellarti dai blog amici? per così poco? esagerata! Si cancella un uomo che ti fa del male, mica un'amica che ha idee opposte... :) Bè, venendo al tema, io sposo le sagge parole di ak, che mi sembra proprio abbia parlato con la "digilenza del buon padre di famiglia", come da definizione del codice civile :) Ora comincio a divagare, è finita.. Rispondendo alle tue domande (anche se ti confesso che le trovo un pò ingenue), alla prima ha già risposto ak, è la storia delle lotte sindacali che ci ha portato a tutto quello che abbiamo di buono oggi; aspettare degli imprenditori illuminati sarebbe stata pia illusione. Gli slogan, bè, non fermarti alle apparenze, gli slogan sono necessari come parole d'ordine, come manifestazione, come visibilità, la piattaforma contrattuale è ben più articolata ma difficile da sintetizzare in due parole; tutto parte e arriva dal salario, dallo stipendio, chiamalo come vuoi. Se uno noon ha di che riempire la pancia (anche se oggi non stiamo poi così male, ma solo perchè molti si appoggiano ancora ai genitori) è illusorio pensare che aspiri a risolvere i grandi problemi della società.. il lavoro è e deve essere prima di tutto dignità. Molti hanno perso la vita per far scrivere questo nella nostra Costituzione. Ciao.
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/03/09 alle 07:00 via WEB
Mi aspettavo un aggettivo più adeguato da una signora di sinistra che non può e non deve mettersi al livello degli avversari ... retoriche, io avrei detto retoriche Marion, non ingenue :-)
Prima domanda: cosa è stato ottenuto in anni di lotte? Ha risposto Ak: in pratica 103 anni di storia di CGIL sono serviti a far conoscere a noi che non abbiamo scritto la Costituzione che è riconosciuto il diritto di sciopero. Ah no, ci hanno anche dato le macchinette del caffè e la pausa pranzo. Nulla hanno potuto contro il precariato, le differenze tra lavoro (e paga) maschile e femminile, il lavoro nero, la difesa di alcune categorie di lavoratori cui non frega nulla a nessuno ... Seconda e terza domanda: gli slogan sono il sunto del programma, pagatemi due centesimi di più e vi solleverò il mondo. Che poi in certe situazioni due centesimi facciano molto è indubbio, ma io non credo proprio che siano solo queste le questioni da affrontare. E comunque sempre a favore di alcuni, non dell'azienda nel suo complesso. Che se va bene l'azienda è un bene per tutti, non solo per il "padrone". Molti hanno perso la vita e quelli, insieme a tanti che sono venuti negli anni a seguire, sono persone cui dobbiamo molto e da ammirare. Ma oggi credo che le situazioni di un sindacato che fa solo i propri interessi piccoli siano troppo diffuse per non avere il coraggio di affrontarle con un minimo di spirito critico. Mettersi in discussione ogni tanto? Ciao cara :-)
 
   
MARIONeDAMIEL
MARIONeDAMIEL il 04/03/09 alle 22:12 via WEB
Se stiamo qui a commentare, ci mettiamo eccome in discussione no? :) Si forse l'aggettivo era sbagliato, quello che mi viene in mente è "ridicolo"... scusa ma è ridicolo elencare tutto ciò che si è ottenuto in anni di lotte (altrochè le nostre, ce ne son state di molto più dure), altrochè la pausa caffè o pranzo... penso che matta le abbia elencate, mi scuso per non riuscire a leggere tutti i commenti. Dicevo che è assurdo, a mio modo di vedere, mettere in discussione "il sindacato"; è innegabile che se non ci fosse (fosse stato, ma anche ora) la situazione per i lavoratori sarebbe disastrosa e insostenibile, da terzo mondo. Se poi tu parli di "sindacalisti", quello è un altro paio di maniche... ammetto che ci siano sindacalisti che fanno i loro interessi e non quelli dei lavoratori, o che magari non abbiano una corretta visione d'insieme.. ma il sindacato è un'altra cosa. Non è discutibile. E' discutibile tutto il resto, l'organizzazione, la frammentazione, le modalità di consultazione, quello che vuoi. Ma il discorso va ben precisato e scisso. Come sempre io punto all'idea, che poi ci vogliano sempre gli uomini per realizzarla... questo è in tutte le cose. Un bacio!
 
     
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 05/03/09 alle 07:33 via WEB
Marion,se un giorno divento rappresentante della Direzione per la Qualità ti posso assumere come mia assistente? Sei proprio entrata nello spirito del miglioramento continuo, da ingenue a ridicole è un bel passo avanti :-) Come ho detto a Mela ci mancherebbe che non riconosco il valore del sindacato, non era questo lo spirito del post e neanche delle domande. Oggi siamo a un altro punto , mi pare negativo, e se vogliamo sottilizzare per non dirselo troppo chiaramente, non è per via del sindacato ma dei sindacalisti (che fanno il sindacato). In ogni caso la parola discutibile apre una porta alla speranza, come il commento di Matta, unico che ha tentato di dare risposta a tutte le domande compresa quella del post scriptum. E con ciò passo e chiudo :-) Bacione!
 
     
MARIONeDAMIEL
MARIONeDAMIEL il 05/03/09 alle 13:48 via WEB
Viva Matta allora :) mi precipito a casa! baci!
 
Tesi89
Tesi89 il 03/03/09 alle 01:26 via WEB
E' tardissimo, ma per non scappare via senza lasciare un commento su un argomento così importante e nello stesso tempo non ripetere a vuoto concetti già espressi, mi associo pienamente alle idee sostenute da, in ordine di apparizione: 1- Mela 2-Ak 3- Marion... e comunque non ti cancellerei mai e poi mai dai miei blog amici!....:))) Buona notte,cara Sogno.
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/03/09 alle 07:02 via WEB
Rileggo le loro allora :-) Buona giornata Tesina:-)
 
altro_che_mela
altro_che_mela il 03/03/09 alle 10:11 via WEB
lascio dei flash man mano che passo, perchè sulla nascita la storia e la funzione del sindacato si è scritto tanto e non si finirà mai di scrivere. Pongo io una domanda a te: le sigle sindacali dichiarano uno sciopero, tutti o una parte dei loro iscritti scioperano, si arriva ad ottenere il rinnovo del contratto o un miglioramento nell'ambiente di lavoro. Hai tu visto mai che chi non è iscritto al sindacato o, pur iscritto, non ha scioperato, abbia poi rinunciato alle conquiste conseguite solo da chi ha 'lottato' rimettendoci del proprio? Buona giornata, bella :-)
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/03/09 alle 11:22 via WEB
Tutti beneficiamo di cure mediche più o meno gratuite, anche se non tutti paghiamo le tasse regolarmente :-)
Lungi da me negare, come ho detto a Marion, che il sindacato sia e soprattutto sia stato in passato un'istituzione di importanza fondamentale. Non chiedo né l'abolizione del sindacato, e tanto meno quella dello sciopero. Ho semplicemente fatto delle domande esplicite alle quali nessuno finora, tranne Ak, ha seriamente risposto. Ma conto molto su di te :-)
Ho assistito alle assemblee diverse volte. E, girando in altre aziende per via del mio lavoro, ho avuto la possibilità di vedere altri mondi.
Sarò stata sfortunata? Avrò avuto interlocutori non sufficientemente preparati? Non so.
Sta di fatto che le lotte nelle aziende si riducono al buono pasto in più, al diritto di avere la saletta fumatori e altre banalità di questo tipo. E si usano facilmente toni polemici che non portano da nessuna parte, se non a banalizzare il lavoro di chi non usa le mani ma solo il cervello e ad esaltare esclusivamente la realizzazione del prodotto (quando un corpo senza testa fa cose casuali e una testa senza braccia non serve a nulla). Se vuoi aggiungo la sterile polemica che, non tutti com'è ovvio, ma parecchi tra i rappresentanti approfittano della loro condizione privilegiata per non fare nulla, non sono certo loro a spaccarsi le mani in azienda. Lo vogliamo negare? No problem, resta il fatto che ritengo l'istituzione di per sé fondamentale. Solo da profana e ignorante, mi augurerei in azienda di trovare sindacalisti competenti e preparati, che sappiano di economia e gestione aziendale anche, fossero perfino consulenti esterni.
Gente che abbia una visione più ampia dei problemi, che non guardi al piccolo orticello da salvaguardare, al numero di iscritti da conteggiare e che non parli soltanto per slogan preconfezionati ma guardi alla specifica realtà in cui si trova. In alcune forse ha ancora senso lo spirito di rivoluzione e di contrapposizione con il padrone non illuminato ma in altre (oh siamo nel 2009 qualcuno se ne è accorto?) si potrebbe anche cominciare a lavorare in ottica di miglioramento e collaborazione per il beneficio di tutti. Io sono deformata dalla qualità :-) cerco decisioni concrete basate su dati di fatto, e non ne vedo a nessun livello né politico (soprattutto), né altrove. PS: dimmi come si fa a rinunciare all'aumento triennale di 50 euro mensili che lo faccio senza problemi, anzi lo faccio volentieri a favore di qualcuno tra i colleghi che può averne più necessità
 
MareMatta
MareMatta il 03/03/09 alle 13:09 via WEB
uhm. provo a dire la mia eh? è innegabile che il ruolo dei sindacati sia stato fondamentale nella storia della conquista dei diritti dei lavoratori, conquiste importanti e innegabili. i diritti dei lavoratori ad una retribuzione proporzionata alla qualità del lavoro svolto, il diritto alle ferie, il diritto alla previdenza ed assistenza, all’applicazione del concetto di tutela del rapporto di lavoro e soprattutto alla stabilità del posto di lavoro, la disciplina dei licenziamenti , la pasrità dei diritti della donna lavoratrice, la tutela delle lavoratrici madri, quella del lavoro minorile. i sindacati hanno avuto un ruolo fondamentale, di spinta, di organizzazione, di veicolo della voce dei lavoratori. i sindacati hanno nel loro ruolo una componente sociale profonda. ma nelgi ultimi anni è come se si fossero ripiegati su stessi. in difesa della posizione ottenuta, un ruolo politico importante. e il lavoro del sindacato si è sempre più ristretto al perfezionamento del compromesso, degli accordi, alla mercificazione dei diritti, ha cercato di entreare nei meriti decisionali delle aziende, è completamente assorbito dalle vertenze, dalle contrattazioni, dalla “fornitura dei servizi”, dalle lotte fratricide tra le diverse sigle sindacali. e fa fatica a rapportarsi con i problemi nati con la flessibilità. non riesce a controllare l’abuso che si fa dei contratti nati per tutelare le diverse categorie dei lavoratori. ormai nessuno assume più a tempo indeterminato. pare che tutti ormai “prestino” il proprio autonomo lavoro alle aziende. tutti lavoratori atipici. questo eccesso di individualismo (portato proprio dalla flessibilità) sta disgregando il mondo del lavoro, a cui si contrappone un padronato sempre più potente e difeso. E allora i sindcati dovrebbero ritrovare quel ruolo di educazione al lavoro, cercare delle strategie per spezzare la spirale della dispersione delle forze lavoro, e fare qualcosa di più sul piano della legislazione del lavoro. Perché finchè si continuerà a discutere se medificare i commi di una legge, spendere tutte le energie nella sola azione di difesa individuale (per quella ci sono gli avvocati), e puntare i piedi senza proposte concrete, non si farà altro che continuare quel lento processo di erosione delle conquiste ottenute con tanta fatica e lotta politica . ed è un peccato. più o meno è ciò che penso. vorrei però ricordarti come ci siamo conosciute tue e io. avevo lanciato l’idea di fondare il partito dei qualunquisti, e tu fosti la prima (e unica, a dire il vero!) a proporre la tua adesione :) un bacione!
 
MareMatta
MareMatta il 03/03/09 alle 13:14 via WEB
ps. vorrei ricordare che sono iscritta al pd, e che faccio parte della segreteria del pd del paese in cui vivo. sono fermamente convinta che l'autocritica sia costruttiva quanto la critica. chiudere gli occhi sui propri errori significa negarsi la possibilità di correggerli. ma questo è ciò che penso in linea universale :) bacio
 
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 03/03/09 alle 18:21 via WEB
"Vorrei ricordare che sono iscritta al pd, e che faccio parte della segreteria del pd del paese in cui vivo. sono fermamente convinta che l'autocritica sia costruttiva quanto la critica. chiudere gli occhi sui propri errori significa negarsi la possibilità di correggerli."
C'è speranza allora, anche per chi come me ha praticamente quasi sempre votato a sinistra e non sa più dove appigliarsi. Grazie Tam, hai espresso con parole competenti il mio pensiero. Bacio.
 
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