NATTY DREAD (1974)

Album inciso dopo la separazione dal gruppo di Peter Tosh e Bunny Livingstone,
a fianco di Marley e i Barrett troviamo Al Anderson alla chitarra e
Tyrone Downie che restò poi nella band come tastierista. Inoltre
il gruppo fu accompagnato per la prima volta dalle I-Threes, tre coriste
comprendenti anche Rita Marley. Da molti è definito il loro Lp
più rasta. Sulla copertina Bob sembra la versione rasta della
Sacra Sindone. A mio parere sicuramente uno dei suoi migliori album.
NO WOMAN NO CRY: questa è la versione studio,
sconosciuta alla maggior parte delle persone grazie alla versione live
che invece rese famosissima la canzone. La melodia è fresca e
quasi simpatica grazie anche all’accompagnamento dell’organetto.
THEM BELLY FULL (BUT WE HUNGRY): una delle canzoni
migliori dell’album: "loro hanno la pancia piena, ma
noi abbiamo fame" ennesimo attacco a Babilonia e
avvertimento ai potenti: gli affamati non si possono placare con le
belle parole e tutto questo porterà ad una lotta alla sopravvivenza
intesa proprio come cibo. L’unico sollievo è danzare alla
musica di Jah (nome che i rasta danno a Dio) per dimenticare problemi
e sofferenze.
REBEL MUSIC: racconta di un suo ennesimo blocco stradale
da parte della polizia; è una denuncia alle vessazioni poliziesche
ai danni dei rasta e dice "perché non possiamo percorrere
quest’intero paese, perché non possiamo essere quello che
vogliamo... noi vogliamo essere liberi".
SO JAH SEH: Questa è la mia canzone preferita
dell’album, non so dirvi precisamente perché ma mi ha colpito
subito appena l’ho sentita. Bob si rende quasi portatore della
parola di Jah in difesa dei suoi figli ed è anche un messaggio
d’amore e fratellanza: "Inite oneself and love Imanity
cause puss and dog they get together, what’s wrong with loving
one another?…".
REVOLUTION: Il testo fu il più sovversivo mai
apparso su un disco reggae: dice che non ci possono essere mutamenti
politici significativi senza una lotta rivoluzionaria. Il brano infastidì
parecchio certi membri del JLP (Partito Laburista Giamaicano) poiché
il governo era in ottimi rapporti con Cuba e questa canzone sembrava
confermare che questo stesse davvero tramando qualcosa con il governo
cubano.
TALKIN’BLUES: Non esiste una lirica di Bob priva
di riferimenti religiosi, anzi di riferimenti a tutte le religioni.
Questo brano ne è un esempio: "I feel like bombing a
church, now that you know that the preacher is lying": parole
che allarmarono il Vaticano.
NATTY DREAD: Canzone protagonista dell’album,
dato che ne riprende proprio il titolo anche se non credo sia tra le
migliori. Molto fresca nei ritmi, è un inno al "Natty Dread"
al rasta forte: "Non ci preoccupa quello che dice il mondo,
noi rasta non andremo mai fuori strada, proprio come un giorno soleggiato
e luminoso, volgeremo le cose a modo nostro".
All’appello mancano LIVELY UP YOURSELF, brano
che apre l’album, che esorta ad animarsi, a scuotersi perché
"Il reggae è un’altra storia", e infine
BEND DOWN LOW dal ritmo spensierato e arricchito musicalmente
dalle voci delle I-Threes.