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REDDITO DI FONDO INCONDIZIONATO |
EpikeiaVostrAmata consiglia alle sue lettrici e lettori la lettura del seguente articolo sull’esigenza di un reddito minimo garantito vista dal prof. Götz Werner. Per l’attuazione di tale reddito occorre, ovviamente, una riforma fiscale, che può essere sintetizzata in un’unica tassa sul denaro.
Tale tassa, auspicata dai più illuminati studiosi del mondo, come per esempio Ezra Pound, Douglas, Gesell, ecc., poggia a sua volta su un nuovo tipo di denaro, pensato “a scadenza”, così come fu illustrato da Rudolf Steiner in molte conferenze come, ad es., quelle del ciclo “I capisaldi dell’economia” (Ed. Antroposofica, Milano 1982), in cui chiarì fra l’altro l’importante suddivisione in "denaro di prestito", "denaro d'acquisto" e "denaro di donazione", affermando così l'importanza di distinguere ciò che si intende quando si parla di denaro.
Di seguito una brevissima biografia di Werner
Il professor Götz Werner è nato ad Heidelberg nel 1944. Laureato in farmacia a Costanza, ha lavorato in un’impresa farmaceutica di Karlsruhe. Nel 1973 ha aperto a Karlsruhe il primo farmacia-market, che oggi conta 1720 filiali in nove paesi europei, e impiega oltre 24.000 persone. Dall’ottobre 2003 il
professor Götz W. Werner dirige l’Istituto interfacoltà per impresari dell’Eliteuniversität di Karlsruhe (TU). Dal febbraio 2006 è presidente dell’Istituto Europeo di Scienze Commerciali.
REDDITO DI FONDO INCONDIZIONATO
A cura di Cristiano Abbadessa
Fonte: Newsletter di http://www.artemedica.it/
Reddito di fondo incondizionato: in altre parole, un reddito di base uguale per tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro occupazione (o disoccupazione), garantito dalla collettività e ovviamente incrementabile con il reddito derivato dal lavoro eventualmente svolto.
Di questa idea innovativa, e per certi versi rivoluzionaria, si è fatto paladino il professor Götz W. Werner, imprenditore farmaceutico di successo (nel suo gruppo lavorano oltre 24.000 persone), ma anche direttore dell'istituto Interfacoltativo per Impresari dell’Eliteuniversität di Karlsruhe e presidente dell'istituto Europeo di Scienze Commerciali.
L'idea, di per sé abbastanza semplice, prevede la fine della stretta correlazione tra introito e lavoro, garantendo un reddito minimo (ma ben oltre il livello di sussistenza) per tutti. La sua effettiva realizzabilità è basata sull'osservazione della realtà economica tedesca, ma le considerazioni di Werner possono essere valide, con qualche adattamento, anche per gli altri paesi dell'Europa Occidentale a sistema capitalista maturo.
Secondo Werner, la sua proposta ha tutte le caratteristiche per funzionare bene dal punto di vista economico. Ma, soprattutto. è un'idea che può radicalmente mutare la condizione
Umana, perché, come spiega egli stesso: “Potrebbe iniziare a diventare realtà la legge sociale fondamentale di Rudolf Steiner, quella della separazione tra lavoro e reddito. Di certo non sì raggiungerebbe la situazione ideale in cui tutti lavorano senza compenso; se non altro, però, il processo verrebbe almeno avviato in quella direzione. E in realtà, già oggi la maggior parte delle persone non cerca neppure un posto di lavoro, bensì un posto che fornisca un introito”. Per quanto rivoluzionaria, l'idea ha tutte le potenzialità per affermarsi, perché essa è al passo con lo Spirito del Tempo e, come ricorda ancora Werner citando Victor Hugo: “Nulla è forte quanto un'idea di cui è arrivato il tempo”.
Una scelta conveniente
D'altra parte, in una società che in modo evidente non è in grado di garantire la piena occupazione dei suoi cittadini, sganciare l'introito individuale dal lavoro è una scelta che conviene a tutti. Osserva Werner: “Il fatto che un’impresa da un lato cancelli 5000 posti di lavoro e contemporaneamente aumenti il suo volume d'affari del 10% rivela che si è venuto a creare un ristagno della razionalizzazione. I lavoratori notano che molti loro colleghi d'azienda non hanno più molto lavoro da svolgere e che vengono occupati solo perché non li si può o vuole licenziare per i più svariati motivi; ciò è dovuto sia al potenziamento della produttività che allo spostamento delle sedi di produzione nei cosiddetti paesi a basso reddito”.
Per giunta, sottolinea Werner, la collettività spende già moltissimo per il cittadino, pur senza versargli direttamente questo denaro. “Consideriamo i contributi statali stanziati a vario titolo in Germania, per esempio. Complessivamente, costi amministrativi inclusi, essi ammontano a circa 800 miliardi di euro l'anno. In qualche modo questi fondi arrivano ai cittadini, sia sotto forma di pensioni che di assistenza sanitaria, di sovvenzione per la disoccupazione, ecc. A questi contributi si sommano anche le spese per la burocrazia di distribuzione. Considerando l'attuale cifra dei contributi e del loro apparato distributivo, costi di trasferimento-valutario inclusi, arriveremmo a circa 800 euro al mese per ogni cittadino adulto”. Questa cifra, secondo Werner, potrebbe già oggi essere il reddito di fondo incondizionato che lo Stato versa direttamente a ogni cittadino. Un reddito che naturalmente ciascuno può integrare con quello derivato dal lavoro. Nel sistema ipotizzato da Werner, imprese e collettività statale operano alla formazione del reddito individuale. “Immaginiamo per esempio un lavoratore che attualmente ha un introito netto di 1500 euro al mese. Col reddito di fondo incondizionato, questo lavoratore non riceverà più direttamente dal datore di lavoro 1500 euro netti, bensì in primo luogo 800 euro dalla collettività statale, cui si aggiungeranno altri 700 euro versati dall'azienda. Ma la stessa azienda dovrebbe versare 800 euro alla collettività, in modo che essa possa pagare al lavoratore quegli 800 euro. In pratica, l'azienda versa al collaboratore solo 700 euro, mentre 800 li versa su un conto statale; questi 800 euro rifluiscono poi sul conto del lavoratore che sul suo conto ha di nuovo 1500 euro. La differenza decisiva consiste solo nel fatto che, in caso di licenziamento, il lavoratore continuerebbe a ricevere ancora gli 800 euro del reddito di fondo”.
La questione fiscale
Naturalmente questo sistema, per funzionare, necessita di una profonda riforma fiscale. Una riforma che dovrebbe anzitutto abbattere quelle imposte che fanno lievitare il costo del lavoro ben oltre la cifra netta incassata dal lavoratore. Anzi, secondo Werner bisognerebbe gradualmente, ma rapidamente, arrivare a un sistema fiscale che preveda la sostituzione di tutto il complesso sistema di imposte con un'unica tassa progressiva sui consumi, ovviamente differenziata a seconda del tipo di consumo.
Apparentemente, una riforma di questo tipo può sembrare vantaggiosa più che altro per le imprese, che vedrebbero fortemente ridursi il peso dell’imposizione fiscale, senza alcun beneficio per i cittadini. Non e così, secondo Werner, che, forte della sua diretta esperienza spiega: “Credere che le imprese, e quindi gli imprenditori, oggi paghino imposte è pura illusione. Un avveduto imprenditore non paga imposte, le prevede già quando stabilisce i prezzi. Quando poi non riesce più a ricaricare sui prezzi le imposte (sia che siano imposte sulla ricchezza, sul patrimonio, sulle entrate o di successione), dichiara delle perdite. E quando dichiara delle perdite, non paga comunque più le imposte”. Ma in definitva, contnua Werner, lo stesso modo di ragionare dell'impresa è condiviso anche dal lavoratore dipendente o dal collaboratore: “Ognuno, persino chi investe, calcola i suoi investimenti al netto. Noi tutti calcoliamo al netto. Crediamo di pagare molte imposte, ma in realtà non paghiamo imposte: le imposte, infatti, finiscono di fatto tutte nei prezzi praticati. Col che, abbiamo già di fatto un sistema d'imposte sul consumo, con la terribile conseguenza che rincariamo il lavoro umano in tutti i punti della catena che produce valore”. L'introduzione del reddito di fondo incondizionato è per Werner un processo da avviare subito, anche se è chiaro che la sua piena applicazione e il funzionamento a regime richiederanno un certo tempo “anche una ventina di anni”. Progressivamente, però, il reddito garantito potrebbe crescere dagli 800 euro mensili iniziali anche fino a 1500 euro, praticamente raddoppiando nel giro di un tempo relativamente breve. Werner è infatti convinto dei benefici effetti che questa rivoluzione avrebbe su tutto il sistema economico, favorendo un rilancio della produzione, un aumento di posti di lavoro e persino una crescita dei consumi, perché di fatto l'imposta unica sui consumi non provocherebbe alcun aumento dei prezzi, per le ragioni sopra esposte. Inoltre, vi sarebbero benefici vistosi anche in campo politico: il reddito di fondo incondizionato e il cambiamento del sistema fiscale sarebbero i primi passi di una vera rivoluzione liberale, destinata a dare maggiore
centralità al cittadino e a ridurre l'invadenza dello Stato nelle scelte della collettività.
Un atto collettivo di fratellanza
Dal punto di vista sociale, vi sarebbero grandi vantaggi: “Avverrebbe un atto collettivo di fratellanza; gran parte del patrimonio complessivo verrebbe distribuita in modo che tutti, da quella torta, riceverebbero il reddito di base incondizionato. Questo atto di fratellanza consentirebbe di sviluppare una nuovissima creatività”. E Werner respinge fermamente l'idea che, con un reddito garantito, molti si sottrarrebbero al lavoro: “Ciascuno, pensando a se stesso, ritiene che continuerebbe a lavorare, ma dubita che anche gli altri farebbero Io stesso. Continuo a constatare che le persone hanno due idee dell'essere umano, una di sé e una degli altri. Bisognerebbe invece accordare al prossimo la stessa fiducia che si ha in se stessi. Ciò gioverebbe molto a tutti. D'altra parte, se non avessi sempre fatto così non avrei mai potuto costruire un'azienda tanto grande: senza fiducia nella gente non si può costruire un'impresa con tante filiali”.
Piuttosto, sottolinea in conclusione Wemer, è vero che molti potrebbero scegliere di dedicarsi ad attività più interessanti e per le quali si sentono portati, rifiutando quei lavori alienanti che oggi affermano di accettare solo per necessità. “Dal punto di vista antroposofico, cambierebbe il corpo astrale della Terra. Concretamente, per gli esseri umani, avverrebbe che nessuno sarebbe più costretto a sostenere l'attuale ruolo di vittima. Si trovano moltissime persone che dicono: "Se avessi potuto, allora, avrei fatto qualcos'altro; se avessi avuto denaro a sufficienza, avrei fatto altri progetti; se mio padre mi avesse dato maggiori opportunità, adesso sarei un altro; se potessi avrei già cambiato lavoro da un bel po'... ma ho bisogno del mio stipendio". Queste migliaia di ruoli di vittima in cui la gente d'oggi si accomoda verrebbero a mancare. La gente sarebbe costretta a essere responsabile; dovrebbe confrontarsi con la propria individualità e ammettere di sostenere quel ruolo solo per scelta propria. Oppure, per dirla con Goethe: "Dalla violenza che lega tutti gli esseri, si libera l'uomo che supera se stesso”.
Nota
Le frasi e i concetti espressi da Götz Werner sono tratti dall’intervista “È arrivato il tempo del reddito di fondo incondizionato” realizzato da Wolfgang Weirauch e pubblicata nel libro “Lo spirito del tempo”, editrice Novalis, collana Quaderni di Flensburg.
Data creazione pagina: 16/11/07
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