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Nereo Villa non vuole apparire su Wikipedia |


Particolare della pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Evasione_fiscale al 19 novembre 2007
Aggiunta di mercoledì 21 novembre 2007:
Nereo Villa
SUL SIGNORAGGIO DI WIKIPEDIA
Pensiero del giorno 21/11/2007.
"Quanti filosofi fabbricano dei sistemi che tengono conto esclusivamente della
propria visione del mondo!
Quella visione, necessariamente limitata, riflette
le loro carenze spirituali, psichiche, intellettuali, e persino fisiche.
La verità è che esiste un unico sistema di spiegazione dell'universo, e ciascuno
deve sforzarsi di trovarne i fondamenti.
Che poi ognuno esprima i risultati delle sue ricerche secondo il proprio temperamento e la propria sensibilità
- si può dire anche con "la propria voce" - è normale. Un cantante che deve eseguire una partitura,
non può farlo che con la propria voce, ed esprime attraverso di essa tutto ciò che lui stesso è in profondità;
egli però non ha il diritto di cantare note diverse da quelle che sono scritte.
Allo stesso modo, un filosofo non ha il diritto di "cantare" parole diverse rispetto a quelle che sono scritte
nel grande Libro della Vita: ha soltanto il diritto
di cantarle con la propria "voce"."
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Il signoraggio monetario per Wikipedia non è una truffa a danno di ogni singolo essere umano, e dunque di tutto l’organismo sociale, ma è cosa buona e giusta.
Io la penso diversamente, e quindi non voglio avere a che fare con chi la pensa diversamente da me. Ovviamente questo NON significa che tutto il mondo la deve pensare come me. Anzi, anch’io sono disposto a morire, come dicono in molti, affinché tutti possano pensarla a modo loro (secondo il famoso adagio democraticistico attribuito a Voltaire: "Odio come la pensi, ma sono disposto a morire perchè tu possa pensarlo e dirlo"). Però se davanti a me c’è un tavolo e tu mi dici che non è un tavolo ma che è legno, non mi interessa la tua posizione di pensiero, sia pure essa sedicente atomistica o democritea, o pincopallinistica. Semplicemente non ho interesse per come la pensi, in quanto reputo il tuo pensiero pericolosamente astratto perché privo di connessione col mondo reale.
Se infatti mentre guidi la tua auto non sterzi di fronte alle curve, perché secondo le tue astrazioni mentali tutto è “maia” (illusione) e dunque anche la curve sono illusorie, prima o poi finisci male.
O ancora, se tu mi chiedi un parere su un politico, ed appena hai la mia risposta negativa su costui, corri a votarlo, non mi interesseranno più, ovviamente, le tue prossime richieste di consigli futuri…
Insomma
io non posso vietare a qualcuno di amare la bellezza di
Rosy Bindi o di Margherita Hack, però nessuno potrà mai dimostrarmi tali
bellezze.
Le persone che hanno fatto il loro lavoro su Wikipedia, alla voce “signoraggio”, al paragrafo “Il mito della ricchezza da signoraggio” (1), dopo che i gestori di Wikipedia hanno bloccato la libera espressione sul loro sito sul tema del signoraggio, riservando a sé il diktat della versione ufficiale, hanno fatto - fino a prova contraria - un lavoro fazioso, dicendo bianco il nero e viceversa.
Cercherò di mostrarlo servendomi dei primi tre punti di detto paragrafo.
Caratterizzo innanzitutto il contenuto del concetto di “signoraggio bancario” come risulta dalla mia percezione, e dico subito che si tratta per me di tornaconto su conto truffato. Il signoraggio è infatti un profitto, o un guadagno illecito, ma legalizzato, che la banca centrale di emissione realizza attraverso la stampa di cartamoneta che vende allo Stato al costo del suo valore nominale, cioè del “nome numerico” che essa porta impresso (5, 10, 20, 50, 100, 200, 500, euro, ecc.) più l’interesse, in cambio di un’altra emissione attuata dallo Stato: quella dei titoli del debito pubblico, attraverso la cui nascita e crescita, nasce e cresce il cosiddetto debito pubblico.
Ecco dunque i 3 punti iniziali del paragrafo intitolato da Wikipedia “Il mito della ricchezza":
“La tesi secondo cui le banche centrali creerebbero un enorme ricchezza da signoraggio può essere facilmente smentita osservando che essa è priva di fondamento micro e macroeconomico.
Da un punto di vista microeconomico:
1. Se l'emissione di moneta da parte delle banche centrali generasse una grande ricchezza, nella contabilità delle banche centrali l'emissione di moneta dovrebbe risultare come un ricavo. Sottratti i costi irrisori l'utile sarebbe enorme. Tuttavia i principi contabili universalmente accettati non prevedono che l'emissione di moneta sia considerata un ricavo e nei bilanci delle banche centrali non si trova traccia di ricavi generati direttamente dall'emissione di moneta.
2. Se tali principi contabili fossero errati, e sbagliati i bilanci delle banche centrali, e quindi se davvero l'emissione di moneta generasse ricavi, nell'attivo dello stato patrimoniale dei bilanci delle banche centrali non dovrebbe comparire l'importo dei titoli acquistati a fronte dell'emissione di moneta. Si dovrebbe invece trovare un grande liquidità. Nella realtà le banche acquistano titoli a fronte dell'emissione di moneta, che, in base ai principi contabili, viene registrata nel passivo dello stato patrimoniale e non nel conto economico. L'emissione di moneta non genera quindi ricavi”.
Chi vede la cosa in questo modo ingenuo è evidentemente un buonpensante, che neanche da lontano è sfiorato dal sospetto che profitti e cespiti da signoraggio nei bilanci delle banche emittenti siano occultati. Infatti, fino a prova contraria, nel conto dei profitti e delle perdite, non si trovano notazioni di profitto annuo generato da vendita di cartamoneta in cambio di titoli del debito pubblico. In compenso, ciò che si trova segnato nella situazione patrimoniale generale, è, sì, la fonte di reddito costituita dalla massa dei titoli del debito pubblico così accumulati, ma neutralizzandola col mettere al passivo il valore delle banconote circolanti, come se queste banconote fossero DEBITO da pagare alla banca emittente, mentre di fatto non lo sono. Ovviamente, i principi contabili, palesemente illogici, irreali e di comodo, sono accettati e imposti da chi ha interesse a farlo. E chi ha questo interesse non si ferma davanti a niente.
Faccio un esempio: la banca popolare di Milano ha concorso nel 2002 alla pubblicazione di un libro che dal titolo, “Origini della scrittura”, sembrerebbe culturale, ma che in realtà è kulturale con la kappa favorevole a quella di Bankitalia e affini. Infatti ad un certo punto trovi argomentazioni a sostegno dell’affermazione che “lo zero è l’equivalente del segno separatore delle parole, ossia è un segno linguistico “di niente”, come l’inversione del libro cassa della banca” (2), paragone assurdo in quanto paradossale ed astratto, in cui il “niente” dello zero è assolutizzato come “niente” anche quando si trova a destra delle cifre, ed è così che si giustifica l’inversione del libro cassa della banca!
Mi sarebbe piaciuto studiare questo libro con qualcuno, in modo da creare poi una critica ai suoi contenuti (che reputo pensiero malato) fatta da più pensatori. Mi sarebbe piaciuto perché a volte, quando mi trovo di fronte a cose così cretine non credo ai miei occhi, ed ho bisogno che qualcun altro veda che lì c’è una curva… Però dove sono i pensatori? Nei circoli new age? Nei forum filosofici internet? Nelle scuole di meditazione? Io non lo so. Perciò ogni volta mi illudo, credendo a questo o a quel “pensatore” sedicente militante antisignoraggio, dato che prima o poi costui si compromette interiormente col pensiero acefalo di questo o di quel politicante.
Tutto questo per dire che il fare ciò che si vuole contro i singoli esseri umani è oggi collettivamente accettato come normalità, come se un libro che dica falsità possa essere credibile per il mero fatto di essere dato alle stampe, o che un giudice o un ministro possano essere giusti solo perché “in fondo sono giudici” o ministri…
Ecco dunque perché la BCE fa ciò che vuole: perché in base al trattato di Maastricht, che ne fa un istituto sovranazionale, è esente da qualsiasi controllo istituzionale europeo e nazionale.
Possibile che sia così difficile comprendere che nel loro libro cassa le banche emittenti cartamoneta dovrebbero scrivere come passivo il costo di produzione della stessa, e come attivo i ricavi in titoli del debito pubblico, realizzati vendendola? È possibile che sia così difficile comprendere che le banche emittenti dovrebbero devolvere la differenza fra costo di produzione e ricavo allo Stato, trattenendo solo quanto spetta loro per legge come profitto industriale?
E invece no.
L’ingenuità fideistica dei wikipediani accetta come cosa buona e giusta che la banca centrale di emissione da un lato si faccia pagare dallo Stato il denaro emesso, e che dall’altro segni questo stesso denaro nel proprio libro cassa incongruentemente in passivo.
Ma come fa ad essere in passivo un debito se lo si fa pagare?
Mistero della fede wikipediana.
Ciò che del signoraggio monetario appare manifesto alla mia coscienza logica in quanto frode a danno di ogni singolo appartenente all’organismo sociale, appare alla coscienza logica wikipediana cosa buona e giusta, secondo una strana logica:
“3. Sempre nell'ipotesi che l'emissione di moneta sia da considerare un ricavo, con conseguente distribuzione di utili, si può osservare che una volta distribuiti gli utili, la banca centrale non disporrebbe più di risorse con cui comperare i titoli che invece sono presenti nel suo bilancio. L'ipotesi che l'emissione di moneta comporti dei ricavi è quindi incompatibile con la presenza nel bilancio di elevati importi di titoli”.
Secondo questa “logica”, l'emissione di moneta non comporterebbe ricavi in quanto nel bilancio sono presenti i valori dei titoli (del debito pubblico).
Se per fare un esempio volessi adottare questa medesima logica applicandola, in senso fisiologico, non all’organismo sociale ma all’organismo umano, dovrei affermare che l'emopoiesi non comporta vantaggi energetici in quanto nell’equilibrio cellulare sono presenti i valori nutrizionali dei cibi (del debito con la natura).
Ovviamente il debito con la natura non esiste, così come non esiste il debito pubblico. Però ogni tanto non fa male provare a ragionare anche in modo olistico o analogico.
Prova tu stesso infatti a sostituire alcuni concetti del punto 3 del paragrafo wikipediano, secondo l’analogia che potrebbe esservi a tuo parere fra corpo sociale (o organismo sociale) e corpo umano (o organismo umano). Puoi fare ciò usando per esempio le opzioni "modifica" e "sostituisci" del tuo programma Word o simili. E vedi cosa compare.
Io ho fatto l'esperimento con le seguenti uguaglianze (che ovviamente non hanno la pretesa di essere assolute, ma che ho trovato abbastanza giustificate in un organismo sano):
Emissione = emopoiesi
Moneta = sangue
Ricavo = vantaggio energetico
Utili = energia
Banca centrale = struttura midollare ossea
Comperare = transustanziare *
Titoli = cibi
Bilancio = equilibrio cellulare
Importi = quantità
* Transustanziare è un termine teologico che riguarda la trasformazione del cibo in energia dell'io. Comperare è un comparare per acquisire per se stessi e dunque per l'io.
Con queste sostituzioni analogiche di concetti il punto 3 di Wikipedia affermerebbe:
“3. Sempre nell'ipotesi che l'emopoiesi di sangue sia da considerare un vantaggio energetico, con conseguente distribuzione di energia, si può osservare che una volta distribuita l’energia, il midollo osseo (o la struttura ossea) non disporrebbe più di risorse con cui transustanziare i cibi che invece sono presenti nel suo equilibrio cellulare. L'ipotesi che l'emopoiesi di sangue comporti dei vantaggi energetici è QUINDI incompatibile con la presenza nell’equilibrio cellulare di elevate quantità di cibi”.
In quel “QUINDI” c’è tutto un sistema di pensiero debole in cui non si distingue fra deduzione ed induzione, o in cui si deduce ("quindi") mediante induzione surrettizia più o meno subconscia, ed in cui la logica, cioè il collegamento di pensiero fra i concetti è un optional, o un costrutto meramente formale e privo di connessioni con la concretezza del mondo reale percepibile a cui tali concetti appartengono. Un ragionamento senza logica!
Un ragionamento senza logica è però un ragionamento morto e mortificante.
Con chi ragiona così non c’è nulla da fare.
Anzi, l’unico modo di relazionarsi con chi ragiona in questo modo è quello di NON relazionarsi.
Ecco dunque il motivo della mia mail a Wikipedia, richiedente la rimozione dei miei links: dove non c’è logica non può esservi dialogo.
Ecco perché il dialogo senza logos è il dialogo senza ascolto dell'altro o dell'oggetto di percezione stesso, sconsigliato da circa due millenni: “Se qualcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere dai vostri piedi” (Vangelo di Matteo, capitolo 10, versetto 14).
Quando tu hai a che fare con un antilogico, hai infatti a che fare con uno che è morto dentro. Quindi delle due l’una: o sai risuscitare il morto, oppure è meglio che te ne vai, altrimenti diventi zombi pure tu.
Alcune domande: lo zombi non sa o
finge di non sapere che la banca emittente compra quei titoli esclusivamente con
denaro che stampa essa stessa? Sa o non sa che per fare ciò che fa, non ha
bisogno di alcuna risorsa, dato che è la sua tipografia a stampare risorse (cioè
stampare cartamoneta attraverso mero lavoro tipografico) dal mattino alla sera?
Non sa che lo Stato - indebitandosi nei confronti della banca, e quindi
indebitando tutti i singoli componenti l’organismo sociale - paga cartamoneta
non al costo di produzione tipografica (circa 3 cents per una banconota da 100
Euro) più un ragionevole utile, ma la paga al valore che la banca stampa su di
essa, cioè paga 100 Euro la banconota di 100 Euro? Sa o non sa che secondo la
sua antilogica quando va al cinema dovrebbe pagare il doppio del normale costo
di entrata al cinema (se infatti una sala cinematografica pagasse alla
tipografia che le procura i biglietti non il loro costo tipografico e/o di
produzione e il lavoro impiegato, ma il medesimo prezzo stampato sul biglietto
di ingresso al cinema, addebitandolo allo spettatore, lo spettatore pagherebbe 2
volte il prezzo di ingresso)?
Non voglio quindi avere a che fare con chi la pensa diversamente da me su questo punto.
Perché questo è un punto importante: è, anzi, nevralgico per la vita di ogni individuo e del Paese in cui ogni individuo è parte sociale.
Io sono individualista etico, e so che l’unica mia arma per difendermi dai soprusi di coloro che sono schierati per il regno della quantità di forze finanziarie di predazione è il mio interesse, cioè la mia capacità di essere (“esse”) fra (“inter”) le cose del mondo, cioè fra gli oggetti di percezione che come tasselli di un aggregato sconnesso possono essere dal logos collegati fra loro in un puzzle unitario in ogni coscienza umana.
Pertanto non confido nella “giusta politica”, né nella “giusta informazione” in cui il “giusto” poggia non su universalità del pensiero umano ma su nichilismo giuridico.
Reputo utopia credere che la diffusione di una giusta informazione sulla realtà del signoraggio dissolva la possibilità del male sociale e conduca ad una generale presa di coscienza in cui sistemi monetari nazionali e internazionali non siano più basati sull’indebitamento progressivo dei popoli ma sulla moneta di proprietà pubblica emessa direttamente dallo Stato sovrano in rappresentanza del popolo.
Pensare che il sistema massmediatico o politico possa difendere l’individuo dall'oppressione bancaria è una contraddizione simile a quella di Antonio Di Pietro, il quale dice, sì, che il signoraggio bancario è peggio dell’estorsione in quanto legalizzato, ma dimentica che i vari soggetti legalizzatori sono stati, e continuano ad essere, i politici di destra come di sinistra.
Qual è la mia proposta?
La mia proposta è spegnere la TV, non andare più a votare e non pagare più alcuna tassa ALMENO fino a quando vi sia trasparenza e scientificità sia in merito alla modalità di creazione di moneta e cartamoneta, sia in merito ai canali che il denaro proveniente dai vari tributi, imposte, tasse, e balzelli fiscali, prende per non servire a fare guerre.
Oggi viviamo in un clima di pensiero in cui ogni informazione ed ogni politica diventa giustificabile, esattamente come dal proprio punto di vista è giustificabile anche chi uccide i bambini per sport. Occorre accorgersi che l’“insulto sociale” o pubblico fa parte del medesimo crimine.
Padoa Schioppa, per esempio, dopo avere insultato gli italiani mettendoli uno contro l’altro chiamandoli ladri perché non pagano tutti le tasse, e dopo avere dichiarato che coloro che le pagano, le pagano salate perché le pagano anche per quelli che non le pagano, continua a far parlare di sé, dimostrando il suo cinismo nei confronti di coloro che chiama “bamboccioni”, in quanto a causa della crisi economica, dovuta appunto alle forze finanziarie di predazione di cui egli fa parte, sono condannati a dipendere dai propri genitori
Oggi è il momento storico della contraddizione accettata (vedi il veltronismo e il grillismo, ideologie rappresentanti tutto e il contrario di tutto, cioè il “ma-anche” dell’uno ed il “sì-ma” dell’altro). Perciò sfugge o passa inosservata, per esempio, la nomina di Schioppa a presidente del comitato finanziario del FMI (Fondo Monetario Internazionale).
E sfugge soprattutto cosa sia il FMI: una legale associazione a delinquere finalizzata a difendere le povere banche dai cattivi governi (ovviamente legale fra virgolette come lo scandalo della peggiore estorsione (così caratterizzata da Di Pietro) del “signoraggio monetario”, concetto che non entra nel dibattito politico, nella misura in cui nei fatti concreti la politica - a prescindere dalle sue asserzioni e dai regolari aiuti massmediatici - rivela essere organizzazione sistematica dell’odio.
Il FMI nacque nel 1944 per gestire la cosiddetta “parità indiretta” delle valute con l’oro (il dollaro era convertibile in oro e tutte le altre monete del Fondo erano convertibili in dollari). Si creava così una favorevole situazione per tutte quelle economie ancora sane e prospere, che però per loro disgrazia non avevano miniere d’oro, e non possedevano dollari. Per poter battere la loro (!) moneta esse erano perciò costrette a indebitarsi (!) con il FMI, che “prestava” loro i dollari necessari! Si creavano così le basi del debito mondiale (totale, cioè: non solo del terzo mondo, ma anche degli altri due).
Secondo un sano pensare - oggi evidentemente non più di moda, dato che è stato teoreticamente sostituito dal pensiero debole - il FMI avrebbe dovuto cessare di esistere nel 1971 quando furono abolite la parità indiretta (convertibilità oro-dollaro) e le riserve auree.
Però a quella data, il FMI aveva già in mano il potere finanziario dell’intero pianeta, e certamente non lo avrebbe mai più mollato.
Così, con simpatici sofismi della serie “promuovere la cooperazione monetaria internazionale”, “facilitare l’espansione del commercio internazionale”, “promuovere la stabilità e l’ordine dei rapporti di cambio, evitando svalutazioni competitive” e altre simili stronzate, il Fondo Monetario Internazionale continua a strangolare le economie di tutto il pianeta, indebitato con la casta dei banchieri!
Ecco perché i consigli che il FMI ammannisce per “promuovere la stabilità”, cioè per garantire il pagamento degli interessi degli immensi e mai pagabili prestiti (“inesigibili” per usare una terminologia dell’ex ministro Baruccci), sono gli stessi dello scoppiettante Schioppa. E sono (e saranno) sempre gli stessi: aumentare le bellissime tasse, ridurre salari e pensioni, ed abbattere la spesa pubblica.
Anche i risultati però sono sempre gli stessi.
Anzi, sono sempre peggiori…
E più si balla a questo modo, più si impara a sostituire il pensiero col tango argentino...
(1) Il 21 novembre 2007 Wikipedia alla pagina sul signoraggio (http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Ssspera/Signoraggio):

(2) Goody, Mithen, Haarmann, Schmandt-Besserat, Cooper, Herrenschmidt, Markoe, Godart, Healey, Banfi, Farinelli, Pettersson, Illich, Scalia, De Kerckhove, “ORIGINI DELLA SCRITTURA. Genealogie di un’invenzione - A cura di Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti”, Ed. Mondatori, Milano, 2002.
Data creazione pagina: 19 novembre 2007
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