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Deficienze a confronto

A cura della redazione di EVA - EpikeiaVostrAmata

 

Leggendo la risposta che un famoso giornalista (nonché giurista e ambasciatore) da' ad un lettore del Corriere della sera (1), ci si trova di fronte a due precise deficienze di pensiero.

Chiamo rispettivamente la prima: "DEFICIENZA A", e la seconda: "DEFICIENZA B".

L’istanza della DEFICIENZA A è la seguente richiesta di parere, cioè di PENSIERO in merito al sottoporre al controllo dello Stato, e dunque del popolo, la banca centrale: “[…] credo che nella riforma costituzionale proposta dal presidente venezuelano Chávez, bocciata di misura dai cittadini, ci fosse uno spunto interessante: sottoporre al controllo dello Stato la Banca Centrale. Nel nostro continente il dogma dell'indipendenza della Bce dalla politica mal si concilia con la tanto sbandierata “sovranità” appartenente al popolo. CHE COSA NE PENSA?”

Il portatore della DEFICIENZA A fa questa domanda in quanto assume come verità che lo Stato ed il popolo siano un’unica realtà, un unico contenuto di pensiero.

La risposta del portatore della DEFICIENZA B è la seguente: “I popoli non possono amministrare direttamente la moneta, e se qualche tribuno popolare cercasse di farlo i risultati sarebbero disastrosi. L’indipendenza della Banca Centrale, d’altro canto, è sancita in Statuti e Trattati (nel caso dell’Europa il Trattato di Maastricht) che i popoli hanno, direttamente o indirettamente, approvato”.

Il portatore della DEFICIENZA B da’ questa risposta perché assume come verità che lo Stato e la burocrazia, o tutt’al più la casta che produce burocrazia, siano un unico contenuto di pensiero.

Chi ha ragione dei due?

Nessuno. Perché il loro ragionamento è ingenuo, o basato su pensiero debole, cioè mancante di giudizio critico.           

Credere che lo Stato sia il popolo, corrisponde infatti al ragionamento anteguerra del manifesto dei comunisti, in cui Marx ebbe a scrivere: “Il proletario si servirà del suo dominio politico per strappare alla borghesia tutto il capitale e per accentrare tutti gli strumenti nelle mani dello Stato, VALE A DIRE del POPOLO STESSO...”. In questa fideistica affermazione esprimente in modo superficiale la similitudine vale a dire si da’ per scontato ciò che si vorrebbe fosse, ma che non è.

Lo Stato non è il “POPOLO STESSO”!

Lo Stato è lo Stato, e il popolo è il popolo!

Lo Stato è sempre gestito da un comando centrale (governo, appunto) che non è affatto il popolo, anche se chi comanda viene eletto da un tonnellaggio prevalente di carne popolare.

Dire che lo Stato è il popolo è una solenne castroneria!

Il materialismo storico attribuisce all’essere umano valore di mera polvere, esattamente come fece e fanno le confessioni religiose: “Memento homo qui a pulvere venis et in pulvere redieris”, alle quali Marx si adegua (consapevole o no) poiché seleziona la buona polvere proletaria dalla cattiva polvere borghese.

Resta comunque il fatto che colui che comanda è sempre colui che comanda, anche se Lenin considerava “dittatura del proletariato” lo spurgo dittatoriale del dittatore di turno.

E ciò è facilmente verificabile attraverso la seguente semplice riflessione: quale popolo nella storia può essere nei fatti additato come NON pacifico o LIBERAMENTE inneggiante alla guerra?

La guerra è sempre stata la salute dello Stato, non dei popoli che la subiscono come vinti o come vincitori, dato che le restrizioni economiche dei vincitori, conseguenti alle spese per la guerra, sono poi fatte pagare dai popoli di tutto il pianeta, come è ampiamente dimostrato oggi dal mare di debiti in cui versa l’America a discapito di tutti.

Insomma, la cecità volontaria dei sostenitori della giustizia del signoraggio, di cui la DEFICIENZA B è un esempio, non potrà mai accorgersi che le guerre sono state, sono, e sempre saranno, EFFETTI del “signorsì” o del signoraggio.

Non per nulla Gesù di Nazaret diceva di non chiamare nessuno “Signore”! Io che scrivo queste cose sono dunque cristiana?

Chi per necessità espressiva è un dialettico che identifica il cristianesimo con la sua dialettica, non è un cristiano. Cristo è per lui un vuoto nome, esattamente come lo è lo Stato per le due deficienze sopra accennate, dato che la loro fede è nelle “carte”, cioè nei dogmi, primo embrionale modo di essere materialisti. Ed è proprio il “sissignore” la radice del “signoraggio”, che in quanto tale non va giustificata, come fa indirettamente la DEFICIENZA B, ma estirpata come gramigna.

Infatti, il cosiddetto serpente finanziario si mangerà sempre la coda, dato che chi vuole essere assoldato (soldato) ed andare in guerra perché non trova lavoro a causa della crisi economica dovuta ad un sistema economico fasullo poggiante sul cosiddetto “deficit di bilancio” o sul debito pubblico, si giustificherà poi col “sissignore”, “perché il nemico è nemico, e poiché lui è cattivo, noi lo facciamo a pezzi! Signore!”. Allora ucciderà, torturerà e compirà atti di conclamato "eroismo". E si scaricheranno bombe sulle città, si sparerà in faccia alla gente e si riceveranno medaglie al valore, e sempre con il volto irrigidito da "eroica" gravità!

Queste persone deficienti vanno sostanzialmente a martoriare la gente mettendo avanti l’obbedienza ai superiori che avevano ordinato i crimini che loro sono andati a commettere!

La storia ha dimostrato che la concezione statalista del comunismo non funziona in quanto "il comunismo è proprietà di governo. Occorre allora battersi per la proprietà dei cittadini! Ma i deboli di pensiero imperano... Il dilemma per tutti i politici è dunque: Stato sovrano rispetto ai cittadini, o cittadini sovrani rispetto allo Stato? O meglio: Stato, padrone dei cittadini, o cittadini, padroni dello Stato? O meglio ancora: comunismo o sovranità cittadina?" (2)

La fede del portatore della DEFICIENZA A è dunque la fede in ciò che affermò Marx, vale a dire che lo Stato è il popolo, nonostante la storia abbia dimostrato e sta continuamente dimostrando che l’attuale Stato cartaceo, creduto dal portatore della DEFICIENZA B, non funziona. Quindi la fede del portatore della DEFICIENZA B non è solo quella della prima castroneria, assunta solo per “normare” i “normati”, ma anche quella che oltretutto vi aggiunge l’identificazione del popolo con i trattati, le costituzioni, i regolamenti, ecc., vale a dire con le “carte", o tutt’al più con le “caste” produttrici di “carte”.

Dunque, mentre la fede del portatore della DEFICIENZA A è quella del “normato” di tipo fantozziano, la fede del portatore della DEFICIENZA B è quella del “normante” di tipo dirigente i “fantocci”.

Le due deficienze hanno perciò un punto in comune, consistente nella fede nelle “carte” della normatività del pensiero, senza rendersi conto che non esiste normatività che non sia momento trascendentale, metafisico, immateriale.

Costoro non si accorgono che senza la coscienza del trascendimento della carta materiale, ogni dottrina non può essere vera, dato che quel trascendere è il momento di verità del pensiero, non della sua dialettica ma del suo puro movimento: ogni “carta” recante scritte norme, vale come materia normativa SOLO se tale materia sia immateriale, cioè ideale, non cartacea. Questo sembra difficile da capire. Infatti in base alla materia legale meramente cartacea, un poliziotto che per esempio fermi un automobilista per mera routine può multarlo anche se egli è in regola, solo perché non ha esposto sul parabrezza un dato documento, pur avendolo ancora nel portafoglio. La notifica di una simile contravvenzione si giustifica solo tramite materialismo: tu non hai posto il documento sul parabrezza ed io ti penalizzo, perché c'è scritto che devi metterlo sul parabrezza.

Ecco perché ogni norma legale dipende dalle regole sintattiche che la esprimono. Sintassi significa infatti ordine dell’insieme, coordinamento delle parole nel discorso, ed è una parte della grammatica che ne stabilisce le norme. La norma ha senso se fa capire il senso della norma stessa. Non può avere senso se fa capire che invece occorre normarsi in modo meccanico e robotico cioè completamente fuori dall'essere umani. Questo essere "fuori" comporta squilibrio. E questo squilibrio esige assolutamente EPIKEIA, cioè non rispettare la legge antiumanamente intesa.

I portatori delle due deficienze in fondo sono materialisti che non si sono ancora accorti che per quanto possente ed unitario sia il processo meccanico del sistema fondato sull'assoluto materialismo, la teoria, come originaria vocazione e come promessa mitica, è finita, dato che ha esaurito il suo compito come ideale di vita, che galvanizzava i sognatori di una società in cui si sarebbe organizzato un sistema economico capace di liberare l'uomo dall'angustia quotidiana dell’esistere, si sarebbero superati i limiti di nazione e di razza, sarebbe stata abolita ogni frontiera, si sarebbe ricostituito il nucleo familiare-sociale sulla base del libero amore, si sarebbe abolito il salario, si sarebbe instaurata la fraternità, la parità fra tutti e la libertà: qualcosa che non è avvenuto ed che è ben lungi dall'avvenire.

Le barriere e le disuguaglianze, il BUROCRATISMO e le sue cristallizzazioni, si sono ricostituiti con più ferrea necessità: essendo in sostanza fatti morali, modificabili soltanto per virtù di forze morali. Ma le forze morali non possono essere presenti, non si possono possedere, se si nega loro il fondamento: se si da’ alla moralità come fondamento ciò che invece da essa dovrebbe dipendere e venir modificato, vale a dire la realtà materiale.

EVA

 

NOTE

(1) http://www.corriere.it/romano/07-12-07/02.spm

(2) Nereo Villa, "A ciascun cittadino una quota del reddito del capitale dello Stato", pubblicato su "Libertà" del 30 marzo 2006. Vedi: http://digilander.libero.it/afimo/quota.htm

 

Data creazione pagina: sabato 15 dicembre 2007