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IL GRUPPO CRETINO |
Il subumanesimo imperante si chiama pensiero femminile o debole.
Dal verme all'elefante, ogni essere vivente deve sopportare la propria dose quotidiana di tribolazioni, timori, frustrazioni, pene e avversità, ma i cosiddetti "animali sociali" hanno il privilegio di doversi sobbarcare un peso aggiuntivo, una dose extra di tribolazioni quotidiane, causate da un preciso gruppo di persone della loro stessa specie: la maggior parte delle femmine, vale a dire IL GRUPPO CRETINO per eccellenza. Si tratta di un gruppo potentissimo (più della mafia, o del complesso industriale-militare, o dell'internazionale comunista) per quanto non organizzato, che pur non rientrando in alcun ordinamento - quindi senza un capo, o un presidente, o uno statuto - "riesce tuttavia ad operare in perfetta sintonia come se fosse guidato da una mano invisibile, in modo tale che le attività di ciascun membro contribuiscono potentemente a rafforzare ed amplificare l'efficacia dell'attività di tutti gli altri membri" (1).
Costantemente e immancabilmente l'essere umano sottovaluta il numero che costituisce il gruppo cretino in circolazione. E ciò fa parte del mentecattocomunista-pensiero, o pensiero debole, tendente a combattere la dittatura maschile esclusivamente per sostituirla con la dittatura femminile attraverso la nuova sapienza newage!
Con l'avvento del pensiero debole e della sua giustificazione materialistica, strettamente connessi con l'avvento dell'era scientifico-materialistica, sta sostanzialmente avvenendo oggi esattamente l'opposto di ciò che avvenne all'inizio di tale era, con altrettanto conseguente squilibrio (vedi per es., i seguenti video).
Oggi siamo molto lontani infatti dalle idee che su questo argomento avevano i santi. E ci crediamo molto evoluti rispetto, per es., a pensieri come il seguente di Tommaso d'Aquino:
"La donna è soggetta all'uomo a causa della debolezza della sua natura, che riguarda il suo corpo come la sua mente";
o a quest'altro di Ottone, abate di Cluny (X secolo):
"Se gli uomini ci vedessero [...], la vista delle donne farebbe loro mancare il cuore. Se non possiamo toccare con la punta del dito uno sputo o dello sterco, come possiamo desiderare di abbracciare questo sacco di escrementi? [...] Una donna abbraccia teneramente il suo sposo e gli da' dolci baci, mentre secerne il veleno nel silenzio del suo cuore! La donna non ha paura di niente; crede che tutto sia permesso".
E nel Medioevo si diffuse la "caccia alle streghe", al fine di estirpare superstizioni e residui di antichi culti pagani, ancora vivi nelle campagne, e ogni manifestazione di magia e stregoneria, per cui le femmine erano accusate di stringere patti col diavolo, di succhiare il sangue dei bambini provocandone la morte, di partecipare a riunioni notturne (sabba) culminanti nell'adorazione del demonio sottoforma di caprone.
Ma tutte queste preoccupazioni anti-imbecillità femminile sono già il sintomo di un instaurarsi del pensiero debole nell'essere umano, dato che con l'avvento del pensiero scientifico, credenze e superstizioni avrebbero dovuto lasciare naturalmente il campo al nuovo, cioè all'esperimento scientifico, al calcolo matematico. Invece la "debologia" prese piede e bastava una denuncia anonima o anche solo la "pubblica voce" che indicava qualche femmina come strega per farla convocare in Tribunale, dagli inquisitori. E alle esagerazioni si accompagnavano esagerazioni: gli interrogatori erano condotti in modo da confondere e spaventare i testimoni e le accusate, e l'isolamento nel carcere, i maltrattamenti, e le torture, spezzavano la resistenza delle disgraziate che finivano per "confessare" i loro rapporti con il demonio ed altre colpe mai commesse. Altre torture le costringevano a "rivelare" i nomi dei "complici" e un processo innescava l'altro.
La caccia
alle streghe, violentissima tra '500 e '600, e condotta tanto dai cattolici che
dai protestanti, si prolungò fino alla metà del '700: è uno dei più tragici
capitoli della storia dell'intolleranza religiosa. Si parla di 100.000 persone
trascinate dinanzi ai tribunali e di 60.000 condannate a morte e giustiziate in
quell'arco di tempo. Venivano perseguitati anche gli uomini, ma si riteneva che
le femmine fossero più deboli e inclini al peccato dei maschi e quindi più
facili prede del diavolo. Le attività consuete delle femmine, accanto alle
pentole in cucina o al capezzale dei malati in veste di infermiere, alimentavano
l'idea che esse potessero anche preparare, con le erbe e altri ingredienti,
filtri malefici e unguenti capaci di uccidere anziché di guarire. E molte
femmine, note nei loro villaggi come guaritrici
Gli autori sacri sapevano insomma che
"l'essere umano sottovaluta il numero che costituisce il gruppo cretino",
e parafrasando questa "prima legge fondamentale" (del gruppo cretino) affermarono che "stultorum infinitus est numerus", ovviamendo esagerando anche qui, dato che il numero dei cretini non può essere infinito, se il numero degli esseri viventi è finito.
In ogni caso, questa "prima legge fondamentale" non è né triviale come sembra, né ovvia, né ingenerosa, in quanto, se osservi bene, essa ti appare nella sua realistica veridicità.
Per quanto alta sia la possibile stima quantitativa del gruppo cretino, si resta ripetutamente e regolarmente stupiti dal fatto che:
a)
persone (soprattutto femmine) che hai giudicato in passato razionali ed
intelligenti si rivelano poi all'improvviso inequivocabilmente e
irrimediabilmente cretine;
b) giorno dopo giorno, con un'incessante monotonia, sei intralciato e ostacolato
nella tua attività da individui pervicacemente cretini, che compaiono
improvvisamente ed inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni.
La "prima legge fondamentale" impedisce di attribuire un valore numerico preciso alla frazione di persone stupide rispetto al totale della popolazione, perché qualsiasi stima numerica si faccia risulterebbe una sottostima. Perciò nominerò la "fetta" del cretino all'interno di un'immagianaria statistica "torta" del popolo con la lettera "x".
L'attuale cultura occidentale favorisce una visione egualitaria dell'essere umano, e si ama in genere pensare all'uomo (maschio e femmina) come ad uno stampo, prodotto di massa di una perfetta catena di montaggio. Ci si sforza di provare, con una mole impressionante di dati scientifici e formulazioni - soprattutto genetiche e sociologiche - che per natura (maschi e femmine) siamo tutti uguali e che, anzi, se qualcuno è più uguale degli altri, lo dobbiamo all'educazione e all'ambiente sociale, non a madre natura.
Si tratta di un'opinione diffusa che mi è molto difficile condividere. In quanto io sono un genio e la maggioranza degli "uguali" non lo è. Anzi, la maggior parte dei miei simili è talmente impastata di pensiero debole che dare del genio a qualcuno di contro ad essa, è come dare un biscotto a un asino.
Gli esseri umani infatti non sono uguali. Alcuni sono cretini, altri no. E la differenza non è data da forze o da fattori culturali, ma da condizioni biogenetiche di un'imperscrutabile madre natura. Uno è cretino nello stesso modo in cui un altro ha i capelli rossi; uno appartiene al gruppo degli stupidi come un altro appartiene ad un dato gruppo sanguigno.
Insomma uno nasce cretino per volere imperscrutabile e insindacabile del suo stesso karma.
La "seconda legge fondamentale" del GRUPPO CRETINO potrebbe essere formulata come segue:
"la probabilità che la femmina sia cretina non dipende da altre sue caratteristiche personali"(2).
Un fatto straordinario circa la frequenza della stupidità nelle femmine è che la natura riesce a fare in modo che tale frequenza sia sempre e dovunque uguale alla probabilità "x" sopra ciotata indipendentemente dalla dimensione del gruppo, tant'è vero che si ritrova sempre la stessa percentuale di cretine sia che si prendano in considerazione gruppi molto ampi, sia che si osservino gruppi molto ristretti. A questo proposito, sembra che la natura qui superi veramente se stessa, nel mantenere costante la frequenza delle femmine cretine in ogni tipo di gruppo.
Educazione ed ambiente sociale non hanno infatti nulla a che fare con la probabilità "x", e ciò è provato da una serie di esperimenti condotti in molte università del mondo. La popolazione di un'università fu suddivisa in quattro categorie: bidelle, impiegate, studentesse, e corpo docente femminile: ogni volta che si analizzarono le bidelle si trovò che una frazione "x" di loro erano cretine. Dato che il valore di "x" era maggiore delle aspettative ("prima legge"), inizialmente si pensò che ciò era dovuto alla povertà delle famiglie da cui in genere provengono le bidelle e alla loro scarsa istruzione. Ma analizzando i gruppi più elevati si trovò che la stessa percentuale prevaleva anche fra le impiegate e fra le studentesse. Ancora più impressionanti furono i risultati ottenuti fra il corpo docente. Sia che si considerasse una grande università od una piccola, un istituto famoso od uno oscuro, si trovò che la stessa percentuale di professoresse era composta da stupide. Fu tale la sorpresa dei risultati ottenuti che ci si prefisse di estendere le ricerche ad un gruppo particolarmente selezionato, ad una vera e propria "élite", cioè a vincitrici di Premi Nobel. Il risultato "confermò i poteri supremi della Natura"(3): una frazione "x" di Premi Nobel è costituita da cretine!
Questo risultato è difficile da digerire, ma troppe prove sperimentali ne provano la fondamentale validità.
La "seconda legge fondamentale", piaccia o non piaccia, è insomma una legge di ferro, le cui implicazioni sono ineluttabili, e non ammette eccezioni: sia che si frequentino forum o circoli eleganti, o che ci si rifugi nei boschi a studiare la vita delle oche, sia che ci si chiuda in clausura o che si decida di trascorrere il resto della propria vita in compagnie di films porno fra lussuriosi maci e piacioni di ogni tipo, la costante che permane è che si dovrà sempre affrontare la stessa percentuale di cretine - percentuale che (in accordo con la "prima legge") supera sempre le previsioni più nere.
Ma c'è dell'altro.
Tutti siamo caratterizzati da differenti gradi di propensione a socializzare. Per alcune femmine qualsiasi contatto con altri individui è una dolorosa necessità; costoro devono letteralmente sopportare le persone, e le persone devono sopportare loro. Per altre non è assolutamente possibile vivere da sole, e sono persino disposte a trascorrere il loro tempo in compagnia di persone che aborrono, piuttosto che restare sole.
Tra questi due estremi, vi è poi una grande varietà di condizioni, anche se la hit parate delle femmine cosiddette sociali o politicamente impegnate vede al primo posto coloro che non possono sopportare la solitudine. Ciò è anche dimostrato da altri fattori, come per esempio dal fatto che i singoli esseri umani tendono a muoversi in gruppi cosiddetti sociali, e/o dal fatto che ci sono più femmine sposate che nubili, o che tanta ricchezza e tempo sono sprecati in esasperanti e noiosi cocktail parties, per cui alla parola solitudine viene solitamente attribuita una connotazione negativa.
"Che uno appartenga al tipo eremita od al tipo mondano, deve comunque trattare con la gente, anche se con diversa intensità. Ogni tanto anche gli eremiti incontrano persone. Inoltre ci si pone sempre in relazione con gli esseri umani anche evitandoli. Ciò che avrei potuto fare per un individuo o per un gruppo, e che non ho fatto, rappresenta un 'costo-opportunità' (cioè un guadagno mancato od una perdita) per quella particolare persona o particolare gruppo. La morale della favola è che ognuno di noi ha una sorta di conto corrente con ognuno degli altri. Da qualsiasi azione, o non azione, ognuno di noi trae un guadagno od una perdita, ed allo stesso tempo determina un guadagno od una perdita a qualcun altro [...]" (4).
La terza (ed aurea) legge fondamentale della stupidità presuppone, pur non enunciandolo esplicitamente, che gli umani rientrino in una di quattro categorie fondamentali:
1. gli SPROVVEDUTI (se Tizia compie un'azione e ne ricava una perdita mentre nello stesso tempo procura un vantaggio a Caia, Tizia ha agito da sprovveduto);
2. gli INTELLIGENTI (se Tizia compie un'azione da cui ottiene un vantaggio e nello stesso tempo procura un vantaggio anche a Caia, agisce intelligentemente);
3. i BANDITI (se Tizia compie un'azione dalla quale trae un vantaggio causando una perdita a Caia, agisce da bandito);
4. ed i CRETINI (se Tizia causa un danno ad un terzo o a un gruppo di persone, senza peraltro realizzare alcun vantaggio per sé o, addirittura, subendo una perdita, è un cretino).
La "terza legge fondamentale" del GRUPPO CRETINO risulta essere dunque la seguente:
"Il cretino è una persona che causa un danno ad un'altra persona o a un gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita"
Di fronte a questa "terza legge fondamentale", in genere si reagisce subito con una certa incredulità, in quanto le persone ragionevoli hanno difficoltà a concepire ed a comprendere un comportamento irragionevole. Ma se si fa attenzione al proprio quotidiano, si notano o si ricordano casi in cui si ebbe sfortunatamente a che fare con una o più femmine, che si procurarono guadagni causandoci una perdita: ci siamo dunque imbattuti tutti in una o più bandite. Si può d'altra parte ricordare anche casi in cui l'agire di una femmina ebbe come risultato una perdita per lei ed un guadagno per noi: costei era uno sprovveduta (per maggiore chiarezza: il fatto che fu lei a iniziare l'azione è decisivo per stabilire che si tratta di uno sprovveduta. Se invece sono io ad intraprendere l'azione generatrice del mio guadagno e della sua perdita, la conclusione è diversa, perché in tal caso il bandito sarei io). Si può altresì ricordare anche casi in cui qualcuna realizzò un'azione dalla quale entrambe le parti trassero vantaggio: si trattava di una femmina intelligente.
Tutti questi casi, non relegabili solo al mondo femminile, ovviamente, ma anche a quello maschile, accadono di continuo. Ma nel mondo maschile accadono solo ed esclusivamente in quanto è entrato in esso il pensiero debole, cioè femminile.
Eppure, se si riflette, bisogna ammettere che quei casi non rappresentano la totalità degli eventi che caratterizzano la nostra vita quotidiana. Basta accendere il televisore, per accorgersi che la vita è anche punteggiata da vicende in cui si incorre in continue perdite di denaro, tempo, energia, appetito, tranquillità e buonumore, oppure dobbiamo affrontare inverosimili azioni di qualche assurda femmina che capita nei momenti più impensati e inopportuni a provocarci danni, frustrazioni e difficoltà, senza aver assolutamente nulla da guadagnare da ciò che compie. Nessuno sa, capisce, o può spiegare, perché quell'assurda creatura fa quello che fa. Infatti non c'è spiegazione - o meglio - ce n'é solo una: il soggetto in questione è cretino.
La maggior parte delle femmine non agisce coerentemente.
A volte lo stesso individuo agisce intelligentemente, ed altre volte da sprovveduto. L'unica importante eccezione alla regola è data dalle femmine cretine, le quali normalmente mostrano massima propensione per la coerenza piena in ogni campo del loro agire.
L'intelligente può talvolta comportarsi da sprovveduta, come può a volte assumere un comportamento banditesco. Ma, essendo fondamentalmente intelligente, la maggior parte delle sue azioni sono caratterizzate da intelligenza.
La femmina-bandito perfetta è colei che, con le sue azioni, causa ad altri perdite equivalenti ai suoi guadagni. Il più rozzo tipo di banditismo è il furto. Una femmina che ruba 10 monete senza causarti ulteriori danni, è una bandita perfetto: tu perdi 10 monete, lei ne guadagna 10.
Tuttavia i banditi perfetti sono relativamente pochi.
Se qualcuno ti fa cadere e ti rompe una gamba per scipparti 10 monete, o se ti causa danni all'auto per 250 monete per rubarti una radiolina dalla quale ricaverà sì e no 30 monete, o ancora se qualcuno ti spara per trascorrere una notte in compagnia di tua moglie, è ovvio che non si tratta di un bandito "perfetto".
Le cretine, comunque, si differenziano dai banditi, dalle intelligenti e dalle sprovveduti, non solo per il loro numero, ma in quanto la loro grande maggioranza è fondamentalmente e fermamente cretina. In altre parole costoro insistono pervicacemente nel causare danni o perite ad altre persone senza ottenere alcun guadagno per sé, sia esso positivo o negativo. Ci sono poi alcune che, con le loro inverosimili azioni, non causano solo danni a terzi, ma li causano anche a se stesse. Queste sono un genere di super-cretine, vicino alla patologia psichiatrica vera e propria.
Il potere del cretino è democraticamente assoluto.
Come tutti, anche gli stupidi influiscono sulle altre persone con intensità variabile. Alcuni causano in genere solo perdite limitate. Altri riescono a fare danni spaventosi non solo ad una o due persone, ma ad intere comunità, società, e nazioni.
Il potenziale della femmina cretina di creare danni dipende da due fattori principali.
1. Il primo è il fattore genetico: ereditando notevoli dosi del gene della stupidità, appartengono, sin dalla nascita, all'élite del loro gruppo.
2. Il secondo è quello derivante dalla posizione di potere e di autorità che occupano nella società. Fra le donne burocrati, le donne manager, le politiche, le perpetue, e le maghe new age, si ritrova l'aurea percentuale "x" di soggetti fondamentalmente cretini la cui capacità di danneggiare il prossimo fu ed è pericolosamente accresciuta dalla posizione di potere che occuparono ed occupano.
Molte persone ragionevoli si chiedono in che modo e come mai persone stupide riescano a raggiungere posizioni di potere e di autorità.
Già mezzo secolo fa in Inghilterra, Alex Comfort denunciava nel suo saggio di psicopatologia del potere "POTERE E DELINQUENZA", divenuto un classico della psicologia sociale, le dinamiche del potere politico nel selezionare "positivamente, nell’ascesa della sua scala gerarchica, personalità psicopatiche e sociopatiche" (5).
Soprattutto le classi e le caste (laiche ed ecclesiastiche) furono gli istituti sociali che permisero un flusso costante di cretini in posizioni di potere nella maggior parte delle società preindustriali. Oggi, classe e casta vanno perdendo sempre più di rilievo. Ma, al posto di classe e casta, ci sono i partiti politici, la burocrazia, la democrazia, e soprattutto le femmine. All'interno di un sistema democratico, le elezioni generali sono "Lo" strumento di massima efficacia per assicurare il mantenimento stabile della frazione "x" fra i potenti. Va poi ricordato che, in base alla "seconda legge", la frazione "x" di femmine votanti sono cretine, e le elezioni offrono loro una magnifica occasione per danneggiare tutti gli altri, senza ottenere alcun guadagno dalla loro azione!!! Esse realizzano questo obiettivo, contribuendo al mantenimento del livello "x" di cretini tra le persone al potere.
Il potere della stupidità è dunque grande, ed è facile comprendere come il potere politico o economico o burocratico accresca il potenziale nocivo del cretino.
Ma cosa essenzialmente rende così pericoloso IL GRUPPO CRETINO per eccellenza? In cosa consiste il potere della stupidità?
Essenzialmente i cretini sono pericolosi e funesti in quanto i ragionevoli trovano difficile immaginare e capire un comportamento stupido.
Un intelligente può capire la logica di un bandito: le azioni del bandito sono razionali; razionalità perversa fin che vuoi, ma sempre razionalità. Il bandito vuole un segno "più" sul suo conto, e poiché non è abbastanza immaginativo per escogitare un metodo o un servizio con cui ottenere un "più" per sé, procurando allo stesso tempo un "più" anche ad altri, egli ottiene il suo "più" causando un "meno" al suo prossimo. Anche se ciò non è giusto, è razionale, e se si è razionali lo si può prevedere: si possono insomma prevedere le azioni di un bandito, le sue manovre, e le sue deplorevoli aspirazioni; e spesso si possono perfino approntare preventivamente le difese opportune.
Col cretino tutto ciò è assolutamente impossibile.
Come è implicito nella "terza legge fondamentale", una femmina stupida ti perseguiterà senza ragione, senza un piano preciso, nei tempi e nei luoghi più improbabili e più impensabili. Non vi è alcun modo razionale per prevedere se, quando, come, e perché, una cretina porterà avanti il suo attacco. Di fronte alla femmina cretina si è completamente alla sua mercé.
Poiché le azioni della cretina non sono conformi alle caratteristiche della razionalità, ne consegue:
a) che generalmente si è colti di sorpresa dall'attacco;
b) e che anche prendendo coscienza dell'attacco, è impossibile organizzare razionalmente una difesa, essendo l'attacco sprovvisto di una benché minima struttura razionale. Esattamente come cercare di sparare ad un oggetto capace dei più improbabili ed inimmaginabili movimenti, il difendersi dal cretino, o contrattaccarlo, è estremamente difficile, in quanto il suo agire e muoversi sono assolutamente erratici ed irrazionali. (Schiller infatti afferma che "contro la stupidità, gli stessi Dei combattono invano").
Occorre poi considerare anche dell'altro: la persona intelligente sa di essere intelligente, il bandito sa di essere un bandito, e lo sprovveduto è penosamente pervaso dal senso della propria sprovvedutezza. Invece LO STUPIDO NON SA DI ESSERE STUPIDO, e ciò contribuisce potentemente a dare più forza, incidenza, ed efficacia, alla sua azione devastatrice. Inoltre nello stupido è inibito quel sentimento (animadversio) che gli anglosassoni chiamano self-consciousness. Col sorriso sulle labbra, come se compisse la cosa più naturale del mondo, il cretino compare improvvisamente a stravolgere i tuoi piani, distrugge la tua pace, ti complica la vita ed il lavoro, ti fa perdere denaro, tempo, buonumore, appetito, produttività, e tutto questo senza malizia, senza rimorso, e senza ragione. Stupidamente.
Non c'è dunque da stupirsi se persone sprovvedute, di norma non riconoscono la pericolosità del GRUPPO CRETINO.
Ciò che sorprende è che di solito anche le persone intelligenti, nonché i banditi, non riescono a riconoscere il potere devastante e distruttore della stupidità. È difficile capire perché ciò accada. Forse è perché intelligenti o banditi, se abbordati da cretini, fanno l'errore di abbandonarsi a sentimenti di auto-compiacenza e di disprezzo, anziché secernere immediatamente maggiore quantità di adrenalina e preparare le difese.
Si crede poi in genere che una femmina cretina faccia male solo a se stessa, ma ciò significa solo confondere la stupidità con la sprovvedutezza, e a volte si è addirittura tentati di associarsi con una stupida con l'obiettivo di usarla per le proprie mire. Tale manovra non può che avere effetti disastrosi perché:
a) è basata sulla completa incomprensione della natura essenziale della stupidità;
b) da' alla persona stupida spazio ulteriore per l'esercizio dei suoi "talenti".
Certo, ci si può anche illudere di manipolare una cretina, perché a volte, fino ad un certo punto, ci si riesce. Ma a causa del suo erratico comportamento, non si possono prevedere tutte le azioni e reazioni della stessa, ed in breve si viene stroncati e polverizzati dalle sue imprevedibili azioni.
Tutto ciò può essere chiaramente sintetizzato nella "quarta legge fondamentale" del GRUPPO CRETINO per eccellenza:
"I non cretini sottovalutano sempre il potenziale nocivo dei cretini. In particolare i non cretini dimenticano sempre che in qualsiasi momento, luogo, e circostanza, trattare e/o associarsi con cretini si dimostra infallibilmente un costosissimo errore".
Nei secoli dei secoli, nella vita pubblica e privata, innumerevoli persone non hanno tenuto conto di questa "quarta legge fondamentale", e ciò ha causato incalcolabili perdite al genere umano.
La "quinta legge fondamentale" del GRUPPO CRETINO afferma pertanto che:
"La femmina stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista"
Corollario di essa è che:
"IL CRETINO È PIÙ PERICOLOSO DEL BANDITO"
Il punto essenziale da tenere presente per capire questo corollario è che il risultato dell'azione del bandito rappresenta un mero trasferimento di ricchezza e/o di benessere: dopo l'azione del bandito, costui ha semplicemente un "più" sul suo conto, "più" che equivale esattamente al "meno" che egli ha causato ad un'altra persona. E per l'organismo sociale complessivo, la situazione non è né migliorata, né peggiorata: "Se tutti i membri di una società fossero dei banditi perfetti, la società rimarrebbe in condizioni stagnanti, ma non ci sarebbero grandi disastri. Tutto si limiterebbe a massicci trasferimenti di ricchezza e benessere in favore di quelli che compiono l'azione. Se tutti i membri della società dovessero compiere l'azione a turni regolari, non solo l'intera società, ma anche i singoli individui, si troverebbero in uno stato di perfetta stabilità"! (6)! Ma quando si mettono all'opera le femmine stupide, la musica cambia: causano perdite agli altri senza realizzare vantaggi per se stesse, e da ciò consegue che l'intero organismo sociale si impoverisce. L'avvento delle femmine in politica è infatti concomitante con la crisi generale della politica.
In altre parole, gli sprovveduti (dotati di elementi di intelligenza più elevati rispetto alla media della loro categoria), i banditi (con le loro doti di intelligenza) e soprattutto gli intelligenti, contribuiscono tutti, ognuno nella loro misura, ad accrescere il benessere della società; ma i banditi e gli sprovveduti con doti di stupidità - come per esempio i femministi maschi - non fanno che aggiungere perdite a quelle già causate dalle cretine, aumentando così il nefasto potere distruttivo di queste ultime.
Tutto ciò mi suggerisce quest'ultima riflessione.
Secondo la "seconda legge fondamentale", la frazione di gente cretina è una costante "x", non influenzabile da tempo, spazio, razza, classe, o da qualsiasi altra variabile storica o socioculturale, ed è erroneo credere che il numero delle femmine cretine sia più elevato in una società in declino piuttosto che in una società in ascesa: entrambe sono afflitte dalla stessa percentuale di stupidità.
La differenza fra le due società sta nel fatto che nella società in declino alle cretine è concesso diventare più attive, mentre nell'altra esiste solo una diversità nella composizione del rapporto fra non cretini e cretini, con relativo aumento di questi ultimi.
Questa ipotesi teorica può essere abbondantemente confermata da un'esauriente analisi di casi storici. L'analisi storica permette infatti di riformulare le conclusioni teoriche in modo più concreto e con dettagli più realistici.
Infatti, considerando l'età classica, medievale, moderna e contemporanea, si è colpiti dal fatto che ogni paese in ascesa ha la sua inevitabile percentuale "x" di imbecillità. Ma un paese in ascesa ha sempre un'alta percentuale di intelligenti che cercano di tenere la frazione "x" sotto controllo, e che, nello stesso tempo, producono guadagni per sé e per gli altri, sufficienti a rendere il progresso una certezza.
In un paese in declino, la percentuale delle femmine cretine è sempre uguale a quella "x", ma nei non cretini si nota - specialmente tra gli individui al potere - un'allarmante proliferazione di banditi! E con un'alta percentuale di stupidità. Mentre fra quelli non al potere, una ugualmente allarmante crescita del numero degli sprovveduti. Pertanto, tale cambiamento nella composizione della popolazione dei non cretini, rafforzando inevitabilmente il potere distruttivo della frazione "x" delle femmine cretine, porta il Paese alla rovina.
(1) Cfr. C. M. Cipolla, "Le leggi fondamentali della stupidità umana" in "Allegro ma non troppo", Ed. Il Mulino, Bologna, 1988.
(2) Ibid.
(3) Ibid.
(4) Ibid.
(5) Alex
Comfort, "Potere e delinquenza", Ed. Eléuthera: "Ciò che importa attualmente
- scriveva Comfort nel 1950 - non è tanto la psicologia dei delinquenti al
potere, quanto la nostra volontà di disobbedire e di resistere loro, in nome dei
nostri interessi e di quelli della specie umana. E possiamo forse opporci e
resistere con più efficacia se li comprendiamo meglio, risparmiandoci così di
perdere il nostro tempo con scelte di tipo riformista che, strutturalmente,
hanno al loro interno i semi del potere delinquente".
(6) "Le leggi fondamentali della stupidità umana", op. cit.
Creazione pagina: domenica 9 dicembre 2007
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