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Per cominciare si potrebbe dire che un GDR é simile ad un gioco da tavolo,
anche se a qualunque giocatore che si rispetti questa definizione sta senz'
altro stretta, un gioco da tavolo che però ha alcune peculiarità che cercherò
di spiegare nel modo più esauriente possibile.
Prima di tutto, all'interno di una sessione di gioco (una partita in parole
povere) vediamo impegnate due categorie di giocatori: il master (anche se in
alcune rare occasioni più master potrebbero collaborare) ed i giocatori veri e
propri; al master (o arbitro di gioco) spetta il compito di gestire lo svolgimento
della partita e dare vita al "mondo" nel quale i giocatori fanno vivere
i loro personaggi.
Infatti l'oggetto di una sessione di gioco é proprio questo, non c'è un obbiettivo
preciso che determina il "vincitore della partita", ma semplicemente dei
personaggi che di volta in volta si trovano alle prese con missioni insidiose o feroci
combattimenti il cui scopo va dal preciso disegno politico di conquista al semplice
istinto di sopravvivenza. In definitiva si potrebbe dire che un gioco di ruolo si pone
come ambizioso scopo la ricostruzione fantastica di un intero mondo all'interno del
quale i giocatori, attraverso le gesta dei loro personaggi, sono TOTALMENTE LIBERI di
comportarsi come meglio credono, andando però sempre incontro alle conseguenze, positive
o negative che siano, delle proprie azioni.
Detto questo potrete incominciare a capire quanto improbo sia il compito del Master che,
anche se con le dovute semplificazioni, si trova a dover prendere in considerazione così
tanti aspetti del gioco e del comportamento dei personaggi da dover far precedere alla
serata di gioco vera e propria una seria preparazione. Inutile però aggiungere che il
divertimento e la soddisfazione che derivano da una serata azzeccata ripagano ampiamente
il master degli sforzi profusi.
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