18/04/08 - Riflessioni sulla sconfitta del Centrosinistra - La discussione

La Sinistra dev'essere un solo partito

 

 

 

 

26/04/08 - La Sinistra dev'essere un solo partito

26/04, Lucia Rizzo

So di arrecarti un dolore con questo link prosastico, ma ... il mio disincanto ... mi porta a credere che, considerati alcuni dati riportati nell'articolo che segue [sui rimborsi, e il denaro di cui ogni partito dispone], l'unità, auspicabile, non ci sarà.

2/05 - R. Ho letto il testo sui famosi rimborsi con cui i partiti hanno eluso il risultato di un referendum, e quindi una precisa volontà popolare. Non penso, però, che ciò possa influire sull'unificazione. Tu temi che non avverrà? anch'io temo, ma conservo la fiducia.
 

26/04, Tiziana Colusso, scrittrice, membro del direttivo dello European Writers' Congress, candidata nel '96 nella lista comunale a Roma "Verdi per Veltroni", e alle ultime elezioni (per il Comune e il II Municipio) nella Sinistra Arcobaleno,

www.tizianacolusso.it

Noto l'assoluta assenza dei Verdi nei destinatari e nei temi di questo documento. Ma forse questa "omissione" , parallela a tante altre omissioni all'interno stesso della Sinistra Arcobaleno, dice una sacrosanta verità, ossia che i Verdi devono seguire una loro strada diversa, rimanere ai margini della politica per trasformarsi in un profondo movimento di opinione e di pensiero, su temi di importanza vitale per il futuro stesso del pianeta; ma anche di "ecologia della mente"; e POI tornare a dialogare con la politica in termini di sostegno esterno, di suggerimento e di rielaborazione.

2/05 - R. Ti domandi perché i Verdi non erano inclusi in questi interventi; forse per errore, forse perché ci si è limitati ai maggiori partiti, forse perché i Verdi italiani ispirano poca fiducia, rimasti sempre su quell'uno e mezzo o due per cento senza mai espandere il contatto con la gente e il consenso della gente; come è avvenuto altrove. Tu pensi che possano trasformarsi in un movimento "profondo" di opinione e di pensiero; forse se nuove forze vi entrano o vi emergono, rispetto a certe mediocrità attuali; forse se tu, o altri come te, vi s'impegnano a fondo. Ciò che vorrei sperare e che ti auguro. In ogni caso i Verdi sono parte integrante della Sinistra e lo devono essere; deve cessare il loro volontario isolamento, il loro contributo alla frammentazione.

 

26/04, Gianfranco Pallara

Ho ricevuto il tuo documento sull'unità a sinistra, che condivido e che mi impegno a diffondere.

Subito dopo i disastrosi risultati elettorali ho spedito  ai miei amici di sventura una valutazione a caldo, che spedisco anche a te.
 "Che un terremoto ci sia stato è fuori di dubbio. Così è sacrosanto pensare che dopo il terremoto occorra darsi da fare a ricostruire, se lo si crede ancora, anche con "impegno e umiltà". L'unica cosa che non bisogna fare è continuare ad insistere nello stesso errore. Infatti se si continua così alle prossime amministrative avremo la presenza della Lega anche nel Sud con un suo notevole radicamento. E allora voliamo meno alto e tocchiamo terra.Ti pongo una serie di questioni concrete, a cui io ho dato per adesso una spiegazione, ma voglio sentire la tua.
1) Dove sono andati a finire quella caterva di voti e consensi passati, che "La sinistra L'arcobaleno" ha perduto?
2) Perché li ha perduti?
3) Se questo cartello elettorale ha fallito, che senso ha continuare a riproporlo?
4) Continuare a parlare di buona volontà, senza sapere dove si vuole andare, non è volontarismo inconcludente?
5) Il progetto alternativo, che manca, chi lo elabora? Si ricuce tutto l'alternativo e lo si chiama programma o ci deve essere un partito che lo elabora?
6) Quali valori da contrapporre ai valori borghesi (Lega, PdL, Pd e IdV)
7) Come valutamo il Pd-IdV e quali rapporti si possono al momento stabilire con questa forza politica, senza essere subalterni?
8) Come valutiamo la nostra esperienza di governo nell'ammucchiata, presieduta da Prodi, da Vendola e da Pellegrino?
I consensi, li ha iniziati a perdere già quando la sinistra radicale fece la scelta di andare al governo nazionale. Pensare che una forza comunista possa governare in un società capitalistica è una cretinata del vecchio PCI, peraltro mai riuscita anche nei momenti d'oro, figurarsi in questo momento di
estrema debolezza. Li ha perduti con un'emorragia di comunisti, che non condivisero: vedi la fuoriuscita e la nascita di ben due partiti comunisti (Partito Comunista dei lavoratori e Sinistra critica). Li ha perduti durante i tragici due anni, quando al governo non ha combinato
un bel niente ed è risultato complice. Li ha perduti con la disillusione Vendola e Pellegrino, quando ha dovuto coprire scelte antipopolari e magagne dei volponi centristi. Li ha perduti da parte di quei compagni, che non se la sentivano di votare una formazione politica né carne e né pesce e si sono orientati verso l'astensionismo di protesta, ma soprattutto da parte di coloro che si erano illusi che i comunisti possano governare e hanno scelto di considerare il Pd un partito di sinistra, che si contrappone alle destre. Visto che la sinistra radicale non garantisce governabilità, votiamo almeno quella
"riformista", che  meglio di Berlusconi è. I cattolici del Pd hanno preferito Casini, che garantisce meglio valori cattolici e famiglia naturale; alcuni del centro hanno tradito l'UdC e sono entrati nel Partito delle libertà, che promette anche soldi. E la Lega? Ha preso da tutti i partiti, ma soprattutto si è pappati i Verdi del Nord.
Se questo è ciò che è accaduto, possiamo concludere che il cartello elettorale "La sinistra L'arcobaleno" non esiste, perché è morta prima di nascere. Doveva aggregare e invece ha prodotto trucioli. Da qui bisogna partire. In questo caos, che ruolo hanno i comunisti? Chi è il vero nemico da battere? Berlusconi e le destre o il capitalismo rappresentato da Berlusconi e Veltroni, che hanno gli stessi programmi? Occorre partire dalla società, ma senza paraocchi o bende nere, analizzare la società del Terzomillennio ed elaborare un progetto nuovo, che sfrutti errori e vittorie del Novecento, ed elabori un progetto politico alternativo al capitalismo, che faccia riprendere ai lavoratori la strada della transizione al Socialismo. La crisi economica, che sta per travolgere l'intero pianeta globalizzato, può essere sfruttata, pena il ritorno alla barbarie. Dobbiamo dare soluzione  di problemi parziali (sicurezza, spazzatura, precariato, bassi salari, tasse, difesa dell'ambiente, la pace, ecc) all'interno di un progetto generale (tipo di società alternativa che prefiguriamo e modello di transizione, altrimenti lo farà la Lega a modo suo. Questo può essere fatto solo da un partito comunista e non dai movimenti, anche se molto incazzati."
2/05 - R. Tento di rispondere al tuo messaggio.

Non insistere nello stesso errore, tu dici. 

Il primo errore credo sia la frammentazione, al seguito della quale la Sinistra non è più una vera forza politica, ma una forza intellettuale o ideale.

Il secondo è la partitocrazia e insieme l'ideologismo, o anche l'estremismo e l'assolutismo, tutto ciò che allontana dalla realtà e dalla gente, dai concreti problemi, dove bisogna anche saper mediare, saper pazientare; senza che, certo, non venga mai meno la fedeltà ai supremi principi, la tensione verso gli scopi supremi, la costruzione di una società di radicale giustizia. Che si compie giorno per giorno, e che la gente sente.

Parli di cartello elettorale. Ti dirò che non ho mai pensato ad un cartello elettorale; ho pensato invece che la Sinistra, unendosi per le elezioni, iniziasse un cammino di unità. Forse non ho capito la realtà ben più amara di gente che era divisa e voleva restare tale.

Parli di programma alternativo. Il programma è quello del socialismo, purificato dal dispotismo sovietico, quindi democratizzato, vero potere di popolo; e dalla partitocrazia italiana che il popolo lo emargina il più possibile. La parola "comunista" è obsoleta, storicamente bruciata dal dispotismo sovietico, dai 100 milioni di morti che il comunismo ha prodotto. Gli orrori di questo comunismo la gente li conosce; la parola li rievoca. Non ha più senso. Si è consumata come si sono consumati falce e martello.

Parli di errore nella partecipazione al governo Prodi. Forse perché era un governo debole, con un margine di due voti al Senato; in balia dei teodem, dei Mastella e dei Dini. Impotente alle grandi riforme; anche alle piccole. E in più ha commesso grossi errori.

Ma la Sinistra non li ha impediti: a cominciare dall''indulto e dal modo in cui fu realizzato; poi Vicenza, il disprezzo della volontà popolare, la Sinistra non ha reagito. Le vergognose leggi del berlusconi da cancellare, il conflitto d'interessi, la legge che escludesse dal voto passivo che possiede televisioni, come in altri paesi: la Sinistra non si è imposta, non ha puntato i piedi. E il salario sotto del 30%, e le morti bianche?

Nel governo bisogna esserci, se possibile, se conveniente, se vi si può operare. Un passo da calcolare prima con grande attenzione.

Penso che, dopo ciò che è accaduto, la  cosa urgente da farsi è costruire l'unità, la Sinistra unita, il partito capace di raccogliere un consenso popolare del 10-12%. Poi si potrà costruire un'intesa, una ben calcolata e programmata intesa coi moderati del PD.

 

27/04, Piero Di Giorgi

Sono d'accordo ma occorre sottolineare l'aspetto della democrazia orizzontale o partecipativa. E' la vera scommessa di una svolta inedita.

2/05 - R. Hai ragione. Su questo insiste anche il documento. Noi abbiamo proposto il “mandato imperativo” (che la Costituzione esclude), sé che ogni candidato abbia dal suo collegio un mandato preciso, e sia obbligato a discuterne col collegio ogni mese, e debba poi, a fine legislatura, rendere conto al collegio dell’intera sua attività. Una proposta del genere aveva fatto Ségolène Royal durante la sua campagna elettorale.

 

28/94, Sabino Di Gennaro

Il grosso vizio, e scandalo, è il continuo discorrere della Sinistra riguardo a qualsiasi argomento utile a riempire pagine di giornali, seminari, convegni e qualsiasi altra cosa "occupi tempo e spazio". Di contro non vi è più alcun segno di una qualsiasi intraprendenza volta ad esplicare azioni tendenti ad un miglioramento delle condizioni del popolo; di fatto le azioni che ormai da troppo tempo si compiono sono quasi completamente "a puro scopo difensivo" dovute ai continui attacchi che con successo si tendono ai danni di tutte le categorie di lavoratori, pensionati e più in generale ai ceti deboli.

Un esempio per tutti la mancata abrogazione della legge 30 che doveva essere cancellata su richiesta degli elettori, legge che anzi è stata fatta accettare in pieno dai "sindacati dei lavoratori"! Caro  Prof. Arrigo Colombo, vorrei solamente farle notare che quando non si discute "del sesso degli angeli" ma si intraprende un'azione concreta, come la proposta di referendum indetta da Beppe Grillo, si raccolgono circa 1.300.000 firme in un solo giorno! Non le sembra, caro professore, che sia l'ora di smetterla di sprecare il fiato in disquisizioni che non hanno ormai neppure più la parvenza di essere accademiche?

2/05 – R. Tu credi che noi scriviamo soltanto? che ci riempiamo la bocca di parole e basta? Siamo un movimento e quindi innanzitutto incontriamo la gente, cerchiamo di formare dei gruppi d'impegno e di azione per una società di giustizia; ora abbiamo lanciato un'azione per cambiare la parata militare del 2 giugno, che troviamo indegna di una repubblica che rifiuta la guerra, in parata civile; e altre azioni le lanceremo. Qualcosa insomma facciamo, oltre che diffondere idee e principi, e contribuire a formare le coscienze.

 

29/04, Angelo Ruggeri

Senza i comunisti avanzano i fascisti e i fascismi. L'anticomunismo della pseudosinistra uccide l'antifascismo.  Così come quando si votava a sinistra si votava comunista, ora che si vota a destra si vota fascista. Elementare. Perché la contraddizione storica vera è tra capitale e lavoro, e tra fascismo e comunismo, non tra i pirlinfurli che si escludono dalla contraddizione storica. La gente è lenta ma alla fine capisce, e ha capito che la Sinistra è fasulla - fasulli d'Italia unitevi in una unità fasulla dice il signor Colombo - e che il PD è volto ad aprirsi una strada per essere una Destra a più alta concentrazione di destra del PDL.

Dopo aver distrutto il PCI per cui da allora il territorio – parola chiave degli anni 60 e 70 e che non è altro che il sociale di cui la Sinistra in quanto Sinistra non si occupa più – è in mano esclusivamente a massoneria, criminalità organizzata e leghe, hanno distrutto ogni significato e contenuto di essere Sinistra già solo per il fatto stesso dichiararsi Sinistra (Sinistra di che, egregio signor Colombo?) l'hanno trasformata in una nuova Destra; ma continuano a pontificare e a blaterare, come fa il signor Colombo, di unità; senza neanche sapere e continuando a non capire (o sanno e capiscono ma assolvono ad un compito per conto di qualcuno?) che non c'è unità organizzativa che tenga se non è unità teorica, e quindi se non c'è una teoria che la Destra ha e la Sinistra non ha più, perché non la si può inventare dopo aver abbandonato la storica critica marxiana dell'economia, del diritto e dello stato.

La teoria in pratica è più forte della pratica. La borghesia lo sa e lo fa, all'opposto dell'accademismo intellettuale e politico  dell'intellettualità cosiddetta laico-progressista che, molto più del ceto  politico della diade Sinistra-Destra del maggioritario, è la principale responsabile - assieme al principale sconfitto di questo voto, cioè l'ex ciellino Epifani e il vertice Cgil -  del rovesciamento culturale della Sinistra, e dell'egemonia culturale della Destra, che opera nel campo della Sinistra tramite i suoi cavalli di troia politico-culturali come il nostro signor Colombo.

La crisi è crisi di cultura, è caduta morale, culturale e politica della cosiddetta Sinistra, che ha compiuto un arretramento storico e un rovesciamento culturale totale; e tale da assimilarla alle posizioni di una Destra classica, liberale e capitalistica di cui i vari signor Colombo sono una espressione, tipica della cultura nient’affatto laica, ma dei chierici d'impresa e della borghesia.

3/05 – R. anzitutto non parlerei di comunismo e fascismo. Il comunismo, cioè la comunione dei beni, anzitutto di produzione, e tutto ciò che questa comunione comporta, resta sempre un fondamentale progetto e processo in cui si costruisce una società di giustizia. Ma la parola "comunismo, comunista" è stata fortemente viziata dal dispotismo del modello sovietico, dalle sue atrocità, dai cento milioni di morti. Perciò si è fatta storicamente negativa e obsoleta, e la gente la rifiuta.

Quanto al fascismo, si è consumato in Occidente, in Italia quel partito che era neofascista lo ha rifiutato; è ormai in Occidente soltanto un fatto marginale. E in ogni caso non ha senso dire che la Sinistra italiana è fascista; non avrebbe senso comunque; la Sinistra è rimasta fedele ai grandi principi di una società di radicale giustizia, anche se soffre di frazionismo, d'ideologismo e d'altri vizi. Dai quali può redimersi, noi lo speriamo.

Non è per niente vero che la Sinistra ha abbandonato la critica marxiana dell'economia, del diritto e della stato. Marx resta sempre un maestro, certo non dogmatico ma che, come ogni altro maestro, dev’essere accolto in una coscienza critica e storicamente situata. Qui l'errore del dogmatismo sovietico e del PCI. Quanto al Signor Colombo, non pontifica né blatera, né si cura di queste parole offensive, perché cerca umilmente la verità e la giustizia. Ma non ha perso la fiducia nella Sinistra, né nelle sorti dell'umanità e della stessa nostra nazione.

Non credo si possa parlare di egemonia della Destra, tanto meno di egemonia culturale: la Destra restando culturalmente rozza e priva d'idee, di visione e di destino storico. Ha vinto, ma il berlusconismo resta sempre un populismo (cioè una manipolazione della coscienza popolare) deteriore, assai peggiore del peronismo perché si serve della manipolazione mediatica che inebetisce la gente; e suo grande elettore fu indicato nella "casalinga di Voghera", cioè nell'ignoranza, nella disinformazione, nella soggiacenza. E la Lega muove da un fondamentale spirito egoistico, rifiutando il principio di ridistribuzione dei beni e il principio di solidarietà; assecondando tendenze negative come la xenofobia.

La Sinistra ha commesso quegli errori che conosciamo, e di cui si è ampiamente parlato; ma dall'errore si può imparare, e la Sinistra imparerà. Anche il Sindacato ha commesso gravi errori, dai quali deve imparare.

Prego il signor Ruggeri di non pontificare con supponenza come ha fatto in questo messaggio, e fraternamente lo saluto.

 

 

 

18/04/08 - Riflessioni sulla sconfitta del Centrosinistra

18/04, Piera Graffer

Or ora al Caffè di RAInews24 il Prof. Vaciago diceva: "ognuno ha quello che si merita". La Sinistra ha perso perché ha sempre voluto mettere le mani delle tasche di chi lavora per mantenere chi non lo fa. E chi lavora è stufo.

20/04 R. Mi sembra che davvero esageri. La Sinistra avrebbe messo le mani nelle tasche di chi lavora per dare a chi non lo fa, ai fannulloni. Non mi pare che abbia fatto questo; semmai ha puntato alla ridistribuzione della ricchezza per il benessere di tutti. I fannulloni sono soltanto una marginalità, oppure c'è di mezzo la malattia. Del resto in Francia e in altri paesi c'è lo SMIG, il salario minimo generalizzato, che va a tutti i cittadini che non hanno un reddito, affinché una base economica sia assicurata a tutti.

21/04 Replica

Hai mai visto “report”? Hai mai visto quanto costano gli enti inutili, i nullafacenti spazzini napoletani e tutta la struttura di dirigenti sopra di loro? Hai mai sentito parlare di ospedali del Sud con gli escrementi nei corridoi, coi pazienti, quelli che non vengono al Nord, che muoiono sotto i ferri dei medici? Hai mai sentito parlare di “cattedrali nel deserto”? Sai quanto costa al giorno l'Alitalia, a chi paga le tasse? Il Sud le paga alla mafia, perché costa molto meno, però quei soldi non vanno nella cassa comune. 

Tutti questi sprechi allucinanti sono stati pagati dal Nord, e continueranno finché il Nord sarà disposto a lasciarsi dissanguare per mantenerli. Se il Nord deciderà altrimenti, il Sud o prenderà le armi e il sangue ce lo succhierà con la forza, come del resto sta già succedendo, oppure il suo benessere dovrà cominciare a crearselo da solo.

Io non sono nessuno e non conto nulla. Però sono molto curiosa di vedere come andrà a finire.

22/04 R. Io sono lombardo e vivo ed opero da oltre trent’anni nel Sud, ma non ho mai visto né escrementi nei corridoi degli ospedali, né pazienti che muoiono sotto i ferri. E le tasse le paghiamo tutti, più o meno (c’è anche l’evasione, certo), al Sud come al Nord. Qui si sta facendo della mitologia. Il Nord ne pagherà di più perché produce di più, perché nel Sud l’industrializzazione non è ancora abbastanza forte, per tutta una serie di ragioni; ma il Nord non si dissangua certo per questo. Semmai c’è, e ci dev’essere, una ridistribuzione della ricchezza, una solidarietà per cui chi ha di più aiuta chi ha di meno. Una solidarietà che fa parte della giustizia. Questo mi sento di dirti.

 

 18/04, Alberto Minafra

Apprezzo e condivido la lettera dove il nostro "popolo", che ha perso la rappresentanza istituzionale, chiede a se stesso di unirsi per una Sinistra moderna e radicale. Vorrei solo aggiungere che, trovandoci adesso in una sorta di "anno zero", tutte le forze che governano nelle varie amministrazioni con il PD devono sciogliere il legame, e passare all'opposizione, a cominciare dalle elezione per il sindaco di Roma.

21/04 R. Non comprendo la tua proposta. Perché lasciare le amministrazioni? le quali conseguono ad un voto popolare; e rappresentano per la Sinistra un importante punto d'impegno nella società, d'impegno concreto. E poi perché parlare di anno zero? C'è stata una dolorosa sconfitta elettorale, un forte calo di voti, quindi di fiducia; per diverse ragioni. Per la ragione del voto "utile", che cioè potesse contrastare l'ascesa del Berlusconismo; quindi la concentrazione sul PD. Probabilmente anche perché la frammentazione della Sinistra non raccoglieva la fiducia popolare. Poi l'astensionismo. Ma la Sinistra resta ancora una forza, e non piccola, che può recuperare anche il suo elettorato. Il problema maggiore credo sia l'unità, il superamento della frammentazione, e di tutti i motivi che ci giocano. Questo è il punto dolente, di non facile soluzione.

 

18/04, hajester@libero.it

Pure io voglio fare un appello, se volete lo potete diffondere, se non lo condividete, non me ne frega niente.
La sinistra è finalmente, dico io, sparita, per il semplice fatto che non esisteva; per troppo tempo abbiamo visto un fantasma aggirarsi intorno a noi (ma Zulù  diceva già diverso tempo fa, e meglio di me, di fare attenzione ai ravanelli); finalmente più di qualcuno si è reso conto della necessità di risvegliarsi. Finalmente sparisce quell'ammortizzatore, che ha fatto da freno alle legittime lotte della gente, quell'ammortizzatore che ha illuso, preso in giro e sbeffeggiato le speranze della gente che aveva deciso di fidarsi della Sinistra.
Bene, io la penso così: oggi esistono due destre, una al governo ed una all'opposizione; poi esiste il movimento, debole (e sappiamo che non solo a causa della repressione) che mai ha avuto a che fare con quella Sinistra che si faceva chiamare radicale (perché poi? in che senso radicale?).
Ora voi della "Sinistra" fate quello che vi pare, togliete il simbolo (cioè la vostra identità), rimettete il simbolo, cambiatelo, cambiate i vostri leader, confermateli, fate quello che cazzo vi pare, ma che non vi venga in mente di intrufolarvi nel movimento, che tanto, la vostra logica è conosciuta, e del resto è tattica vecchia; i vostri tradimenti li conosciamo.
Scusate la crudezza, ma è meglio essere duri e chiari, che rischiare di essere fraintesi.
Queste parole, ovviamente, non provengono da un pulpito, né tantomeno sono le parole di un guru o di un leader o di chissà quale personalità; sono le parole però di una compagna che la lotta cerca di costruirla giorno per giorno e quando qualche "compagno" prova a smontarmela la mia lotta fatta sulla mia pelle, con i suoi giochetti di conteggio di poltrone, scusate, ma mi brucia assai.
Un abbraccio lo rivolgo a quei compagni che a sinistra hanno votato e che dalla sinistra sono stati delusi, tutti gli altri, a casa!
21
/04 R. Il tuo appello è giusto. La Sinistra, con tutte le sue lotte interne, le sue divisioni, la sua complicità col potere, ha deluso la gente. C'è molta verità in quello che dici. E spesso ha contrastato i movimenti, che erano l'espressione della società civile, del potere popolare. Un fatto abnorme. E però anche i movimenti spesso sono deboli, discontinui, fragili. L'organizzazione è una forza cui non si può rinunziare; e con l'organizzazione il Parlamento.
Vogliamo una Sinistra autentica, presente in Parlamento ma distaccata dal potere; vicina al popolo; attenta e collegata coi movimenti. E vogliamo una
Sinistra unita; basta coi particolarismi e con l'ambizione dei capi.

 

18/04, Circolo Giustizia e Libertà - Sassari, Aldo Borghesi

Riportiamo l'intervento sulla sconfitta elettorale della sinistra, che dice in poche righe molto più di quanto contenga il molto blabla sull'avvenimento sparso in questi giorni da colonne di giornali e sempre inessenziali  trasmissioni televisive. Nel vento di pazzia che tira furibondo a sinistra - si veda il cervellotico appello identitario immediatamente diffuso in area PDCI - forse sarebbe bene che qualcuno, prima di disseppellire falciemartelli, stellerosse e magari giberne di Stalin, leggesse e si fermasse un attimo a riflettere.

 

18/04, Roberto Pirani, www.buonsenso.it

A Veltroni quanto lei scrive non importa nulla: PD e PDL ragionano nello stesso modo, interessi privati con denaro pubblico. E persone come Vendola, invece di lavorare sulla loro diversità da questo schifo, accettano mediazioni al ribasso come sui 5 (cinque!) inceneritori.
Guardi anche il blog di una persona autorevole come Ferdinando Imposimato: ferdinandoimposimato.blogspot.com
Senza la pretesa di voler convincere nessuno.

21/04 R. Non credo che ciò che noi scriviamo non importi nulla a Veltroni, non credo che sia così cinico, che sia l'equivalente di Berlusconi. C'è una grossa differenza e il nostro precedente documento, che Lei  ha avuto, lo dimostrava.
Quanto agl'inceneritori, o meglio ai termovalorizzatori (coi debiti filtri), vorrei sapere se voi avete una proposta migliore e veramente efficace per
smaltire i rifiuti. Dire no è troppo facile.
Quanto ad Imposimato, non credo sia una persona autorevole, né significativa.

 

18/4, Silvano De Iesu

condivido in pieno la tua analisi e noto che stanno nascendo diverse iniziative di questo tipo (vedi www.comunistiuniti.it).

Ma come superare l'attaccamento al potere della classe dirigente (o perlomeno dei suoi vertici) e la difesa dei  simboli?

E come portare alla gente la nostra risposta alla crisi di oggi se usiamo ancora parole che fanno scappare le persone prima ancora che entrino in contatto con il contenuto (capitalismo, lotta, compagno, comunismo, etc.)?

A parte (ormai) poche persone che hanno gli strumenti culturali per capire, il livello medio in Italia è molto basso (grazie anche alla tv del Berlusca).

La gente vuole risposte pratiche, concrete, soluzioni per l'oggi e non gliene frega più niente di un mondo giusto ma utopico o, comunque, lontano.

Continuando ad usare questo sistema non andremo al di là della situazione attuale, anzi, continueremo a precipitare. Bisogna cambiare impostazione, modo di fare politica e di presentarsi alla gente.

Qualche esempio per carcare di essere più chiaro:

1. Noi non siamo contro la crescita, siamo per la crescita intelligente e sostenibile...ed è attuabile oggi e subito;

2. Il PIL è un indicatore troppo limitato per stabilire il livello di sviluppo di un Paese. Da oggi noi lo misureremo come in molti altri Paesi europei e nel mondo considerando anche il livello dei servizi, etc.;

3. Invece di parlare di capitalismo, che a tutti ormai suona vecchissimo e fuori moda (ed in effetti ha cambiato connotati) cominciamo a parlare di finanza internazionale e di speculazione economica;

4. La filiera corta della produzione agricola non è per combattere la globalizzazione, perchè tanto tutti lo ritengono impossibile e oltretutto sbagliato, ma per avere prodotti più sani a meno prezzo;

 

Abbiamo un grosso problema di comunicazione. E non abbiamo il coraggio di scendere dal piedistallo della cultura e dell'ideologia per trovare una risposta efficace. Io sono perfettamente d'accordo con te, ma se lo diciamo così non recupereremo mai. Capisco l'obiezione che per raccogliere i cocci adesso non c'è tempo per un processo di "modernizzazione" terminologica e comunicativa. Ma radunarsi oggi intorno al comunismo e all'anticapitalismo e poi cercare di modernizzarsi non dà credibilità. Saremo solo i soliti quattro gatti nostalgici, spazzati via alla prossima elezione, testimoni fieri e orgogliosi di un'utopia ma assolutamente fuori dalla realtà.

Invece è la maggioranza degli Italiani che non vede la realtà, ma non è una buona tattica dirglielo apertamente. Noi facciamo la figura dei saccenti, presuntuosi e sorpassati, mentre la nostra "lotta" sta purtroppo diventando sempre più attuale. Perfino Tremonti adesso tuona contro la globalizzazione e contro Prodi, Padoa-Schioppa e compagni, servi della Goldman and Sachs e delle Banche internazionali che hanno lanciato questa offensiva di ipersfruttamento.

Ma quanti Italiani sono pronti a crederci? Abbiamo una strategia per far capire alla gente comune qual'è la situazione? Ci basta essere contenti di difendere ancora simboli e parole con cui siamo cresciuti? Perchè, come dici tu, essere ancora il partito operaio e contadino, quando la maggior parte oggi sono impiegati? Partito dei lavoratori? Tutti lavorano, anche un imprenditore.

 Il momento della ricostruzione è fondamentale: bisogna ripartire nuovi, non più vecchi di prima.

21/04 R.

Ttu tocchi alcuni punti essenziali:

l'attaccamento al potere dell'intera classe dirigente di Sinistra; e però alcuni sono già dimissionari; ma certo un rinnovamento più ampio è necessario;

il problema della comunicazione, il rinnovamento del linguaggio, necessario affinché la gente comprenda. In realtà nel documento il linguaggio era semplice e comprensibile. La parola "capitalismo" non si può espungere; è il sistema in atto; finanza e speculazione ne sono solo una parte. E' il sistema ingiusto, con l'espropriazione, lo sfruttamento, l'accumulo di ricchezza; la gente lo può capire. Per la parola "comunismo" è diverso, perché porta in sé l'eredità del dispotismo sovietico, di quella feroce e fallimentare esperienza storica. Meglio evitarla. Si può parlare di ridistribuzione e comunione dei beni.

D'accordo sulle proposte concernenti la crescita e il PIL.

Credo che gli obiettivi urgenti siano tre: l'unità della Sinistra, il suo rinnovamento culturale e linguistico, il contatto con la gente.


18/04, Gianni Malatesta

Mi scusi se mi permetto di intervenire sulle  riflessioni sue e del Movimento che rappresenta, a titolo personale, come uno che semplicemente ha cercato di darsi da fare, come tanti altri in questo paese pieno di contraddizioni,  per realizzare un cambiamento profondo di questo nostro sistema, a partire dai problemi concreti: quelli cioè che, con le mie conoscenze e con le mie capacità, posso affrontare , trovando in questo unione, collaborazione, solidarietà, appoggio da parte di tanti altri come me.

Credo che la sinistra, se vuole davvero contribuire a quel cambiamento radicale del sistema e a costruire una società più giusta, deve, per prima cosa, mutare radicalmente se stessa, a cominciare dallo scriversi con la lettera minuscola, come primo segno di un'umiltà che le è mancata da sempre.

Mi sono sempre sentito parte di questo popolo ed ho sofferto sulla mia pelle i vizi che hanno, per quanto ricordi, sempre percorso le diverse anime di questo variegato universo: primo fra tutti quello di sentirsi - ciascun frammento, grande o piccolo che fosse - depositario di una verità da insegnare o da trasmettere agli altri.

Ora che la bruciante sconfitta elettorale di questa Sinistra mette a nudo e rende palese la drammatica inadeguatezza di quanti si sono presentati all'elettorato con la pretesa di rappresentare in Parlamento le istanze del cambiamento, la prima lezione che tutti dobbiamo prendere è quella dell'umiltà.

Io non credo, professore, che la strada indicata nel documento che ci ha trasmesso sia quella che davvero aiuta la sinistra e, quel che più conta, il paese ad uscire dal pantano in cui si è infilato.

Non credo che il problema più urgente sia l'unità della sinistra: anche perchè penso che la divisione della sinistra sia solo il sintomo della malattia, ma che le radici della malattia siano altre.

Gli appelli all'unità non avranno alcun esito, a convincercene dovrebbe aiutarci almeno la memoria: quanti appelli di questo tipo ho ascoltato? quale altro risultato ho visto, negli anni, se non la proliferazione di sempre nuove sigle? Denunciare le divisioni della sinistra come causa della sconfitta non vorrei che distogliesse l'attenzione dalla ricerca delle vere cause della disfatta. Cause che sono tutte interne per cui, anche se è amaro doverlo dire, occorre riconoscere che ha ragione chi dice: "chi è causa del suo mal pianga se stesso". Lo dico senza compiacimento, trasformandolo in un invito rivolto a tutti a prendere atto del proprio specifico contributo al fallimento complessivo e a riflettere sui propri errori, prima ancora di poter solo immaginare di iniziare a costruire qualcosa di nuovo. Chi non lo comprende, è giusto che scompaia: almeno eviterà di far danno.

L'alternativa, temo, è ben difficile che possa nascere da questa sinistra. Certo non può nascere da questa sua classe dirigente.

Se nascerà (e ciascuno di noi deve, se ci crede davvero, continuare a impegnarsi per aiutarla a venire alla luce), non potrà essere che dal territorio e da ciò che nel territorio si sta muovendo nelle lotte in difesa dei beni essenziali alla sopravvivenza (vogliamo continuare a chiamarli i "beni comuni", a prescindere dalla lista che si è presentata con questo nome?): salute, aria, acqua, cibo, lavoro ...

Ecco, il suggerimento che mi sento di dare è quello di fermarsi e ascoltare ciò che emerge dal paese: ma ascoltare veramente, senza pregiudizi, per imparare davvero, perchè c'è tanto da imparare, e non solo da quelli che la pensano come noi. Poi, se ci si continua a credere, mettersi al servizio del movimento che c'è, rinunciando a "guidarlo" o a metterci il cappello sopra: ma forse questa è pura utopia.

L'Utopia, quella vera, o saremo capaci di renderla concreta, realizzabile qui ed ora, o ancora una volta saremo spazzati via.

Se sapremo ascoltare, ad esempio, ci accorgeremo, come è capitato a me, di vedere che, al di là di tante parole e di tanti proclami, nel paese esistono forze sane in grado di renderla concreta, questa Utopia. Penso anche, se vogliamo cambiare questo sistema, dobbiamo partire dalle sue contraddizioni più evidenti e dimostrare, realizzandole, che sono possibili alternative concrete, come mi è capitato di constatare grazie alla frequentazione di alcune di queste realtà vive del paese. Io penso che la strada giusta da percorrere sia quella di aiutare a crescere queste forze sane, che hanno compreso che i loro obiettivi sono radicalmente altri da quelli imposti dal pensiero unico dominante. Da lì può nascere un movimento di nuova resistenza: temo sia prematuro e quindi neppure auspicabile, pensare che nell'immediato possa concretizzarsi sotto forma di forza politica nazionale, mentre nelle realta territoriali in cui c'è una maggiore presenza e un maggiore radicamento del movimento di resistenza, esso può e deve rendersi visibile a livello delle istituzioni locali.

Sotto questo profilo, non ho affatto perso la speranza.

21/04 R. Tu chiedi un cambiamento radicale della Sinistra, a cominciare da una minore presunzione, una maggiore modestia. Giusto; credo sia necessario anche un cambiamento culturale, uno svecchiamento, anche di linguaggio, affinché la gente comprenda, un essere vicino alla gente.

Non pensi che l'unità sia possibile perché tante volte la si è inutilmente invocata. E però ora il colpo è forte, ora è palese che la gente non può aver fiducia in tutti questi partiti e partitelli, capi e capetti. Credo che questa volta si possa riuscire, pur con difficoltà. Non penso sia facile ma possibile.

Vorresti abbandonare la forma partito per ricominciare da forze vive del territorio, far crescere così forme e movimenti locali. Non credo sia possibile; sarebbe lunghissimo, e avrebbe la pericolosa fragilità che spesso hanno i movimenti; come abbiamo visto in questi anni. In tal senso l'organizzazione è necessaria e, più oltre, la presenza in Parlamento.

 

18/04, canziart@libero.it

Tu l'america non la scoprirai mai e il presuntuoso sei tu, e le tue lettere visto che le indirizzi ai grandi leader, loro si disfattisti e individualisti.. Quelli che hai votato tu.. Scrivile a loro perché a me non interessano ne loro ne te. Io non ho votato e non voterò, e la mia campagna elettorale l'ho fatta. Tu stai pure dietro ai senza identità né dignità dei tuoi paladini, che son sordi alle tue letterine.

22/04 R. Lasciami dire ancora una volta che sei presuntuoso forte. Gli interventi sono indirizzati ai leader perché sono loro i responsabili della Sinistra organizzata, quella che va in Parlamento e fa le leggi; e senza organizzazione, Parlamento e legge non si fa nulla; si può solo, con una rivoluzione, sovvertire la società e instaurarne una migliore - se ci si riesce - con un nuovo Parlamento e una nuova legge. Ma la rivoluzione non sta dietro l'angolo.

Questi problemi tu non te li poni: ti basta la tua individualissima opinione. Ma è solo operando insieme, con dignità e coscienza, che si può costruire una società migliore, quella per la quale noi siamo impegnati. 

 

18/04, Claudio Giambelli

Entro in punta di piedi nella discussione, per dire che mi sento molto vicino alle parole di Gianni Malatesta, in particolare: "Se nascerà (e ciascuno di noi deve, se ci crede davvero, continuare a impegnarsi per aiutarla a venire alla luce), non potrà essere che dal territorio e da ciò che nel territorio si sta muovendo nelle lotte in difesa dei beni essenziali alla sopravvivenza (vogliamo continuare a chiamarli i "beni comuni", a prescindere dalla lista che si è presentata con questo nome?): salute, aria, acqua, cibo, lavoro”. E anche: “Io penso che la strada giusta da percorrere sia quella di aiutare a crescere queste forze sane, che hanno compreso che i loro obiettivi sono radicalmente altri da quelli imposti dal pensiero unico dominante”.
In altre parole, anche io penso che l'osservazione e l'ascolto dal basso dei valori e dei problemi delle "forze sane" costituiscono i validi elementi per costruire quella necessaria unità che sarà un punto di arrivo e non un punto di partenza, che può rischiare di essere concettuale e astratto.
Abbiamo bisogno di parole giuste accompagnate da corrispondenti prassi giuste; e le parole giuste e prassi giuste le possiamo solamente "estrarre" dall'osservazione e compartecipazione con le realtà vive e sane del paese.
22/04 R. Mi piace il tuo punta di piedi. E però hai ragione, la gente, che detiene il potere in democrazia, la sovranità popolare, lo esercita solo in quella magra occasione del voto ogni cinque anni. Noi chiediamo il "mandato imperativo", che ora la Costituzione esclude, e cioè che l'eletto riceva dal collegio un preciso mandato, e debba rendere conto mensilmente del suo lavoro in assemblee mensili col collegio, e poi alla fine della legislatura, quando il collegio lo giudicherà. Ma i partiti devono alla gente un'attenzione continua. Ciò che non fanno: si veda la loro disattenzione ai movimenti, quando non è fastidio.

 

18/04, Francesca Turchi

Condivido solo in parte quanto state dicendo. Mi sembra assurdo continuare a credere che le persone che votano Destra siano "terra terra", culturalmente o politicamente non preparate. Io sono di sinistra, in modo netto e da sempre, ma studio scienze politiche e so che molti miei amici hanno votato a destra, molti studenti che magari lavorano nella cooperazione e credono nei diritti umani ecc.; e così altri miei amici che ho conosciuto in Perù e che amano il mondo, il viaggio. Finché continuerete a farne una questione di stupidità.

Non so, io non credo sia stupido volere cose come la sicurezza o la serenità economica. Credo che non sia stupido voler vivere bene, mi fa rabbia sentire ancora queste considerazioni fuori dal mondo.

22/04 R. Credo sia innegabile la presenza di una fondamentale rozzezza culturale sia nell'assemblaggio berlusconiano che nella Lega. L'analisi del voto del 2001, poi, ha indicato come grande elettore di FI la "casalinga di Voghera", cioè un personaggio che ha scarsa cultura, e soprattutto è disinformato perché non legge i giornali e possiede solo le notizie scarne e manipolate della TV.

Del resto le statistiche dicono che quanto ai giornali quotidiani, in cui le notizie sono diffuse largamente e anche discusse, l'Italia è scarsa rispetto ai maggiori paesi europei. Suppergiù, se diamo 100 a Inghilterra, Germania è a 90, Francia a 70, Italia a 50. V'è inoltre la suasione mediatica delle televisioni berlusconiane, e anche della RAI che dai berlusconiani non si è mai liberata. Un punto gravido di conseguenze, anche per il prossimo futuro.

 

19/04, Sandro fast

Si sapeva che non poteva cambiare nulla senza cambiare le regole del gioco. Pur non sapendo giocare ma solo contrastare il gioco, hanno voluto giocare.
Se non si inizia a condurre una marcia per la lesione dei diritti costituzionali non  si risolverà...un cazzo! I partiti sono morti da quando divenuti comitati di affari.
22/04 R. Le regole del gioco, cioè la legge elettorale, avrebbero fatto perdere il Centrosinistra? con le stesse  nel 2006 aveva vinto, sia pur di misura. E perché mai il Centrosinistra non saprebbe giocare? Semmai ha meno mezzi di persuasione mediatica, visto che i berlusconiani stanno ancora sempre nella RAI; mezzi che sono certo importanti; ma questo rientra nell'anomalia italiana, dove un tycoon con tre televisioni può entrare in politica e reggere il governo. E nella scarsa attenzione del governo Prodi, che non ha fatto una legge in proposito; pur sapendo di essere in condizioni precarie.

Non credo si possa dire così, semplicemente, che i partiti sono comitati di affari; semmai c'è il problema della collusione col mondo degli affari, diverso da partito a partito; da cui bisogna liberarsi. La Sinistra, al riguardo, dev'essere pura.

 

19/04, Antonio Scandone

Pienamente d'accordo sull'accorato (o forse disperato) appello.

Ma è veramente tutto finito? Tutto fagocitato dal grande gorgo dell'edonismo di massa (Pasolini) e dell'individualismo più disumano?

Voglio credere che la scomparsa della Sinistra dal parlamento italiano sia stata causata soprattutto dall'odio radicale nei confronti di Berlusconi, per non far vincere il quale si è puntato tutto sul "voto utile" a Veltroni. In fondo, meglio lui che Berlusconi.

Con il risultato che ora in parlamento non abbiamo neanche una voce di vera opposizione, se non forse (ultima speranza) quella di Di Pietro.

Nel frattempo gli altri litigano sugli stracci, e credono ancora nella potenza aggregatrice delle falci e dei martelli. Ancora una volta forme, anziché sostanze.

22/04 R. Perché parli di odio contro Berlusconi? Che c'entra l'odio? E' invece intollerabile che un tycoon con tre televisioni, e un truffatore carico di processi, e un manipolatore della legge e del parlamento, diventi di nuovo capo del governo. Ma altrettanto corrotti sono quegli altri che quelle leggi hanno votato; compreso il cattolicissimo Casini, sostenuto da Ruini. Per l'Italia è semplicemente vergognoso; ma può essere anche rovinoso. Vuol togliere l'ICI: ma ecco che risulta che già il 40% dei possessori di case sono esenti; e che il grosso dell'ICI residua proviene da case signorili e lussuose; tra cui le molte di Berlusconi.

Guarda che non si litiga sugli stracci: il problema è di avere una Sinistra unita e forte; e non un mucchio di partiti e partitini, capi e capetti; ognuno dei quali pretende di essere lui solo la vera Sinistra. Senza l'unità non si può ottenere la fiducia della gente

 

20/04, Virginia Vianello

Diciamo che sono  una elettrice straincazzata non perché non si è vinto, ma perché ho la sensazione che si sia voluto perdere. Non ho capito questo scollamento  dalle persone e dai problemi; non ho capito questo edulcorarsi e ricostruirsi in un partito unico molto tempo prima che gli italiani capissero questa operazione. L'unica cosa è che mi sembra abbiano giocato ai dilettanti allo sbaraglio; non hanno eroso con il remake a dx ma hanno eroso alla sx e tenuto a casa un bel po' di persone.
Non sono un'astensionista perché non mi piace né turarmi il naso né regalare voti, ma l'utopia e la fantasia al potere fa parte ormai del passato. Io sogno un governo e un capo di governo che lavori per il popolo con il popolo, sogno il non arricchimento di chi è al potere, sogno la ridistribuzione, sogno che il popolo possa veramente controllare l'operato dei politici.

Sogno una chiesa che faccia di più per i paesi e i popoli poveri, non usando il metodo usato sui nativi americani: mangiare e vestire se ti cristianizzi; sogno quindi una chiesa che non si interessi delle cose laiche, e sogno un governo che sappia tenersi lontano dalle cose religiose. La fede è una cosa privata, e quindi a livello privato si può decidere qualcosa per sé, ma non si può imporre il proprio modo di vedere e di credere a tutta la nazione.

22/04, R. Scollamento, direi di sì, da parte della Sinistra, che ha fatto poco o nulla campagna elettorale, nel senso di contatto con la gente; un contatto che però dev’essere tenuto sempre. E l’intero Centrosinistra non ha ascoltato e corrisposto alla gente, quando era al parlamento e al governo, sui temi della sicurezza, della giustizia certa, dello spreco dei politici. Punti su cui la gente era sensibilissima, e invocava un intervento rapido e deciso.

Il PD non è stato improvvisato, no; c’è stato tempo e c’è stata una forte campagna elettorale. L’Arcobaleno invece è stato improvvisato, e senza convinzione, senza volontà di unione, una Sinistra frammentata e rissosa che non poteva raccogliere la fiducia della gente.

Tu dici “sogno”, ma è progetto, il progetto dell’umanità, di una società di giustizia; il progetto in cui siamo impegnati
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20/04, Gino Argentieri

E lei ai socialisti non ha nulla da dire? Sa che esistono in Italia da oltre un secolo i socialisti? Dialoga con Bertinotti e Diliberto, con Veltroni e Franceschini, ma non con i socialisti. Lei ha idee molto confuse.

20/04 R. Mi pare che ha Lei le idee piuttosto confuse, caro Argentieri. I socialisti  si sono ridotto a sparuti gruppuscoli, in parte alleati con Berlusconi, che è la fine peggiore che potessero fare; in parte confinati in quello SDI che ha perfino rifiutato di entrare nella Sinistra Arcobaleno. Peggio di così si muore davvero.

21/04 Replica Mi spiace che lei, che pure non dovrebbe essere un osservatore qualsiasi, manifesti pregiudizi che le fanno velo davanti alla realtà. È tutta la Sinistra frantumata in gruppuscoli, non solo i socialisti, e dovrebbe chiedersi perché minipartiti residuali tardocomunisti continuano ad inseguire le nuvole facendo le fortune della Lega e del suo “demoniaco” Berlusconi.
Se anche i socialisti scomparissero del tutto dalla scena politica, non cambierebbero per nulla né i problemi né le complessità della Sinistra nel suo insieme, la quale in questo momento non ha un "ubi consistam". I conti, più che con i socialisti, vanno fatti comunque con la storia politica e culturale della società italiana.

22/04 R. Perché pregiudizi? Che la Sinistra sia frantumata è verissimo, e il nostro documento lo dice con forza, e invoca con forza l’unità. E probabilmente ci sono anche minipartiti che inseguono le nuvole, cioè l’ideologia o il trockismo o lo stalinismo; nuvole anche nere e minacciose. E però la Sinistra, se unita, è una grande forza per l’umanità, per la costruzione di una società di giustizia.

 

21/04 Franco Romanò, poeta e scrittore milanese

Abbiamo bisogno di discutere ampiamente. Leggo sempre i vostri messaggi e appelli. Sto preparando una riflessione ampia, che richiede tempo e che ti manderò non appena è pronta. Il lavoro che fai è prezioso.

R. Grazie, Franco, le tue parole mi confortano nella lotta.