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Vampiri al call center Telework di Legnano
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Interessati duecento lavoratori del territorio. Il sindacato ALAI (Associazione lavoro atipico e interinale) si mobilita ed invita i lavoratori a respingere a non firmare il nuovo contratto


N ei giorni scorsi i 1000 lavoratori del call-center TELEWORK del gruppo AMI, con sedi a Milano, Rho, Bologna Trieste e ben 200 impegnati presso la sede di Legnano, hanno constatato gli effetti sulla loro busta paga della decisione che l'azienda ha imposto all'inizio dell'anno a tutti i collaboratori. A fronte della riduzione della imposizione fiscale che la nuova finanziaria ha previsto per i lavoratori con redditi medio bassi, all'inizio dell'anno la Telework aveva convocato uno per uno i lavoratori per comunicare: "Questo è il nuovo contratto che prevede una diminuzione della paga oraria, ma non preoccuparti perché il netto non cambierà, sia chiaro se non firmi non ci serve più la tua collaborazione"

A fronte di questo ricatto alcuni lavoratori hanno preferito andarsene, la gran parte al momento ha dovuto subire perché per loro questo lavoro rappresenta l'unica possibilità di reddito, ma vedendo la busta paga sono ancora più convinti che la Telework l'ha fatta davvero grossa! Infatti questa decisione non solo ha annullato il vantaggio fiscale 300/500 Euro, ma per tutti i co.co.co. comporta una notevole diminuzione del corrispettivo mensile e annuale. Per un collaboratore impegnato a part time la perdita complessiva sarà di circa 1000 Euro l'anno, per un collaboratore impegnato 8 ore circa 1500 Euro. I lavoratori della Telework non intendono subire questo salasso e chiedono di ristabilire il corrispettivo orario definito nei precedenti contratti.

A lai Cisl, il sindacato promosso dalla Cisl per la tutela dei lavoratori atipici, nel ritenere assolutamente giustificata questa richiesta vuole intervenire per affermare la volontà di difendere e valorizzare la professionalità di questi lavoratori e dare voce e corpo a migliaia di lavoratori e lavoratrici che vivono questo lavoro in modo assolutamente precario.

I l contratto di co.co.co. molto diffuso nella realtà dei call-center, da tempo è oggetto di discussione in campo legislativo con la legge delega sul mercato del Lavoro approvata il 5 febbraio 2003, sia in campo contrattuale con i numerosi accordi sindacali realizzati a livello nazionale e aziendale. Alai Cisl anche in mancanza di riferimenti legislativi, perché non regni il Far West nel campo delle collaborazioni coordinate continuative, conferma la volontà di operare con la contrattazione collettiva e il coinvolgimento dei lavoratori utilizzando sia i mezzi tradizionali (volantini assemblee) sia il mondo di internet e di tlc (sms).

Giorgio Molla
Vicepresidente ALAI Lombardia

Busto Arsizio, 25 Febbraio 2003


Una realtà cresciuta vertiginosamente

La realtà dei call-center ha avuto una crescita vorticosa negli ultimi 3 anni anche da un punto di vista occupazionale. Le postazioni operatore sono oltre 60.000 concentrate nel settore dell'outsourcing (servizi all'esterno), aziende di comunicazione, settore delle assicurazioni e della pubblica amministrazione. Si chiamano call center, ma in realtà il telefono è solo uno dei mezzi di comunicazione adottati per interfacciarsi e rispondere ai bisogni di una sempre più svariata clientela (Banche, assicurazioni, telemarketing). I call center erogano servizi, sia telefonici che web, per conto di aziende terze che hanno la necessità di far gestire il proprio servizio commerciale o di servizio in outsourcing (gestione esterna) per diversi motivi della propria organizzazione, mancanza di spazi, di risorse specializzate ecc. L'organizzazione dei call-center deve affrontare i particolari problemi legati alla gestione del personale caratterizzato dal continuo turnover per motivi di studio, di famiglia, ecc.

I n particolare per un settore in forte espansione come quello dei call-center anche per quelli con dimensioni più contenute è possibile valorizzare la professionalità dei collaboratori salvaguardando la particolare natura del rapporto di lavoro. Con l'incontro delle Associazioni di settore si dovrà lavorare per un accordo per l'intero arcipelago di realtà presenti a livello nazionale (nell'anno 2000, i call-center attivi sono risultati 1080 con 44.000 operatori) per rafforzare strumenti di tipo mutualistico che possano dare maggiore sicurezza e meno precarietà a questi lavoratori del terzo millennio. Alai Cisl ritiene che questo accordo, con gli importanti accordi realizzati con gruppi presenti a livello nazionale, possono diventare un utile riferimento per la realizzazione di altri accordi a livello territoriale.

 
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