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Sito
Ufficiale del Centro
Studi Teologici di Milano. Indirizzo Via Vescovo
Garibaldo, 5/a Inzago 20065 MI
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MESSAGGIO
DEL FONDATORE DEL CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO
Editoriale
Anni addietro ho
fondato il presente Centro Studi Teologici per creare un gruppo di
studio e di approfondimento teologico e pastorale, partendo da un modo
nuovo di intendere il servizio di ricerca teologica ed ecclesiale, in
comunione con l'autentico sentire della Chiesa comunità
cristiana, senza ipoteche di appesantimento e di tutele da
parte di autorità esterne magisteriali o accademiche
ufficializzate che opprimessero il libero dibattito, esame e
discernimento nelle discipline oggetto della stessa ricerca.
Abbiamo inaugurato Convegni di
portata nazionale, con dibattiti ed incontri ecumenici di alto livello
sia a Milano che in altre città.
Il nostro Centro ha tenuto contatti
con Istituti Universitari all'estero, come l'Istituto Ecumenico di
Tubinga e figure accademche di Ginevra, e con
Istituti retti da Chiese evangeliche (valdesi e riformati).
Molti nostri lavori ed
interventi sono stati pubblicati da Università e Istituti
universitari in varie parti d'Italia, come pure su numerosi organi di
stampa, giornali, riviste specializzate, e televisioni.
Confesso qui di
aver sostenuto posizioni in campo teologico ed anche
sociale - culturale che hanno suscitato polemiche, e che qualche volta
abbia potuto da parte mia, sotto l'impulso di
una vis polemica un po'
irruente, aver magari ferito il credo di altri appartenenti
alle Chiese e di aver forse offeso, sempre in buona
fede, qualcuno.
Ovviamente erano tempi di accese
discussione che hanno portato alcune esagerazioni nell'acceso dibattito
sorto attorno ad alcune questioni definite "scottanti",
dell'attualità.
Oggi a distanza di un certo periodo
di tempo, posso con maggiore serenità ed anche equilibrio
rivedere alcune posizioni estremizzate ed anche prendere le distanze
dal linguaggio usato, spesso drastico e icastico, per discutere
apologeticamente.
Le questioni dibattute erano serie e
meritevoli di approfondimento, forse da parte mia a volte vi
è stata una certa fretta e precipitosità di
esposizione e un linguaggio eccessivamente polemico, che poteva
oscurare la retta intenzione e la retta coscienza con le quali le
stesse venivano affrontate e potevano far sorgere equivoci su quanto ci
stesse a cuore il bene della Chiesa e del dibattito teologico.
Oggi sono pronto a chiedere scusa a
coloro che io avessi offeso, soprattutto negli interventi di ordine
pubblicistico, destinati alla stampa, sull'impeto della notizia del
momento, mentre riguardo i saggi di studio e di approfondimento il tono
pacato e riflessivo era sicuramente più consono alla
caratteristica stessa della ricerca teologica che necessita di
riflessione e di meditato studio, più che di clamore o
esagitazione di animi.
Spesso dietro a parole forti
e aspre si nascondeva un sincero e leale anelito di
verità e di giustiza, non solo per le realtà de
mondo ma anche per quelle intra-ecclesiali, e per il dialogo ecumenico
vero, non soltanto formale.
Ho sempre creduto in una Chiesa del
dialogo, non arroccata su facili verità, di comodo, o
cristallizzate dentro parole inamovibili, e credo in una Chiesa che
cammina nella storia, pur avendo il suo sguardo fisso sul suo Maestro e
Signore.
Questa Chiesa è quella
autenticamente apostolica, dove non vi è posto a
sopraffazioni interne da parte di autorità che centralizzino
ogni decisione, offendendo, limitando e umiliando la dignità
e potestà delle Chiese locali e della
collegialità di queste Chiese.
La Chiesa di Cristo è una
sinfonia di Chiese locali e i loro Pastori, i Vescovi, sono l'Icona
stessa di Cristo nelle loro rispettive comunità locali (cfr.
S. Ignazio di Antiochia).
Ecco l'immagine della Chiesa di
Cristo nella quale ho sempre creduto, non rendendomi conto
immediatamente che essa esiste ancor oggi nella comunione delle Chiese
Ortodosse.
Nella Tradizione viva di questa Chiesa io ho trovato la risposta al mio anelito di profetica realizzazione vocazionale, dove il Vangelo di Cristo si incarna e si rende visibile nella divina liturgia e nella carità fraterna. Oggi, avendo seguito un cammino di preghiera e discernimento, sono entrato come monaco nella Chiesa Cattolica Ortodossa, la Chiesa Indivisa del primo Millennio, ed il suo depositum fidei mi ha illuminato sui passi percorsi nel passato e sui tanti per il presente, e come l'uomo nuovo evangelico della parabola ho potuto vendere i miei averi del passato, i pesi di molte questioni insolute e di inciampo, non sempre fondamentali, per poter acquistare quel campo ove è nascosto il tesoro. Avendo abbracciato con
sincerità la fede Ortodossa della Chiesa Indivisa ho anche
rinunciato alle asprezze e alle polemiche estremizzate, sulle quali
ancora non c'è concordia nelle Chiese e tra le Chiese,
e che possono opporsi alla autentica Tradizione Apostolica e
metto con amore a disposizione della Chiesa tutta la mia
intelligenza ed il mio spirito di ricercatore e di studioso.
Con l'aiuto del Signore e con il
consiglio paterno dei miei Pastori chiedo e mi propongo di
restare fedele a questa vocazione e servizio ecclesiale, nella
carità e nella operosità.
GIOVANNI
FELICE MAPELLI
Monaco
Presbitero - Abate e Teologo
Arcidiocesi
Ortodossa di Milano e Aquileia
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