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Sito Ufficiale del Centro Studi Teologici di Milano. Indirizzo Via Vescovo Garibaldo, 5/a Inzago 20065 MI
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 CRISTO PANTOCRATOR (Scuola di ANDREJ RUBLEV sec.XVI) Clicca per entrare nel sito 

MESSAGGIO DEL FONDATORE DEL CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO
 
Editoriale
Anni addietro ho fondato il presente Centro Studi Teologici per creare un gruppo di studio e di approfondimento teologico e pastorale, partendo da un modo nuovo di intendere il servizio di ricerca teologica ed ecclesiale, in comunione con l'autentico sentire della Chiesa comunità cristiana, senza ipoteche di appesantimento e di tutele da parte di autorità esterne magisteriali o accademiche ufficializzate che opprimessero il libero dibattito, esame e discernimento nelle discipline oggetto della stessa ricerca.
Abbiamo inaugurato Convegni di portata nazionale, con dibattiti ed incontri ecumenici di alto livello sia a Milano che in altre città.
Il nostro Centro ha tenuto contatti con Istituti Universitari all'estero, come l'Istituto Ecumenico di  Tubinga e figure accademche di Ginevra, e con Istituti retti da Chiese evangeliche (valdesi e riformati).
Molti nostri lavori ed interventi sono stati pubblicati da Università e Istituti universitari in varie parti d'Italia, come pure su numerosi organi di stampa, giornali, riviste specializzate, e televisioni.
Confesso qui di aver sostenuto posizioni in campo teologico ed anche sociale - culturale che hanno suscitato polemiche, e che qualche volta abbia potuto da parte mia, sotto l'impulso di una vis polemica un po' irruente, aver magari ferito il credo di altri appartenenti alle Chiese e di aver forse offeso, sempre in buona fede, qualcuno.
Ovviamente erano tempi di accese discussione che hanno portato alcune esagerazioni nell'acceso dibattito sorto attorno ad alcune questioni definite "scottanti", dell'attualità.
Oggi a distanza di un certo periodo di tempo, posso con maggiore serenità ed anche equilibrio rivedere alcune posizioni estremizzate ed anche prendere le distanze dal linguaggio usato, spesso drastico e icastico, per discutere apologeticamente.
Le questioni dibattute erano serie e meritevoli di approfondimento, forse da parte mia a volte vi è stata una certa fretta e precipitosità di esposizione e un linguaggio eccessivamente polemico, che poteva oscurare la retta intenzione e la retta coscienza con le quali le stesse venivano affrontate e potevano far sorgere equivoci su quanto ci stesse a cuore il bene della Chiesa e del dibattito teologico.
Oggi sono pronto a chiedere scusa a coloro che io avessi offeso, soprattutto negli interventi di ordine pubblicistico, destinati alla stampa, sull'impeto della notizia del momento, mentre riguardo i saggi di studio e di approfondimento il tono pacato e riflessivo era sicuramente più consono alla caratteristica stessa della ricerca teologica che necessita di riflessione e di meditato studio, più che di clamore o esagitazione di animi.
Spesso dietro a parole forti e aspre si nascondeva un sincero e leale anelito di verità e di giustiza, non solo per le realtà de mondo ma anche per quelle intra-ecclesiali, e per il dialogo ecumenico vero, non soltanto formale.
Ho sempre creduto in una Chiesa del dialogo, non arroccata su facili verità, di comodo, o cristallizzate dentro parole inamovibili, e credo in una Chiesa che cammina nella storia, pur avendo il suo sguardo fisso sul suo Maestro e Signore.
Questa Chiesa è quella autenticamente apostolica, dove non vi è posto a sopraffazioni interne da parte di autorità che centralizzino ogni decisione, offendendo, limitando e umiliando la dignità e potestà delle Chiese locali e della collegialità di queste Chiese.
La Chiesa di Cristo è una sinfonia di Chiese locali e i loro Pastori, i Vescovi, sono l'Icona stessa di Cristo nelle loro rispettive comunità locali (cfr. S. Ignazio di Antiochia).
Ecco l'immagine della Chiesa di Cristo nella quale ho sempre creduto, non rendendomi conto immediatamente che essa esiste ancor oggi nella comunione delle Chiese Ortodosse.

Nella Tradizione viva di questa Chiesa io ho trovato la risposta al mio anelito di profetica realizzazione vocazionale, dove il Vangelo di Cristo si incarna e si rende visibile nella divina liturgia e nella carità fraterna.

Oggi, avendo seguito un cammino di preghiera e discernimento, sono entrato come monaco nella Chiesa Cattolica Ortodossa, la Chiesa Indivisa del primo Millennio, ed il suo depositum fidei mi ha illuminato sui passi percorsi nel passato e sui tanti per il presente, e come l'uomo nuovo evangelico della parabola ho potuto vendere i miei averi del passato, i pesi di molte questioni insolute e di inciampo, non sempre fondamentali, per poter acquistare quel campo ove è nascosto il tesoro.
Avendo abbracciato con sincerità la fede Ortodossa della Chiesa Indivisa ho anche rinunciato alle asprezze e alle polemiche estremizzate, sulle quali ancora non c'è concordia nelle Chiese e tra le Chiese, e che possono opporsi alla autentica Tradizione Apostolica e metto con amore a disposizione della Chiesa tutta la mia intelligenza ed il mio spirito di ricercatore e di studioso.
Con l'aiuto del Signore e con il consiglio paterno dei miei Pastori chiedo e mi propongo di restare fedele a questa vocazione e servizio ecclesiale, nella carità e nella operosità.
 
GIOVANNI FELICE MAPELLI
Monaco Presbitero -  Abate e Teologo
Arcidiocesi Ortodossa di Milano e Aquileia

Per contatti centrostuditeologici@alice.it - Cell. 339.52.800.21