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lunedì 13 dicembre 2010 23.38.04

 

 

 

Lo scoppiettante inizio inverno 2010-11

Prologo

L'inverno 2010-11 parte anticipatamente già nella terza decade di novembre presentandosi con quattro episodi distinti di neve con accumulo tra il 26 novembre ed il 6 dicembre e contornato da altri episodi minori per un totale di nove giorni di comparsa di fiocchi negli undici giorni sopra citati. In questi giorni Barlassina registra un accumulo totale di 17-18 centimetri di neve eguagliando ed anzi migliorando (pur con l'ausilio di qualche giorno in più) il già ottimo inizio inverno 2005-06 che fece registrare 17cm in cinque episodi con accumulo.

Cenni sinottici

Dopo l'ennesima domenica perturbata, giorno 21 novembre, che ha accumulato in quel di Barlassina un notevole quantitativo di 67.3mm (tra sabato e lunedi notte), la situazione cambia a favore della prima discesa fredda da nord alla traslazione del minimo di pressione verso est.

Nella notte tra giovedi 25 e venerdi 26 novembre entra un fronte freddo che apporta un guasto generale del tempo in Lombardia con precipitazioni inizialmente piovose in trasformazione a neve nel corso della notte grazie al rovesciamento dell'aria fredda in quota verso il suolo causato dall'intensità delle precipitazioni. Al suolo depositano mediamente tra 0 e 5cm alle basse quote o in pianura. Si tratta di un passaggio abbastanza rapido ma incisivo che scarica l'equivalente di 10-30mm in acqua.

L'atmosfera rimane instabile ed il giorno successivo l'aggancio tra il vortice freddo in discesa e la falla iberica richiamata verso est dall'aria fredda genera la risalita di correnti più miti da sud-sudest con apporto di umidità verso il nord Italia. Con la presenza di aria decisamente fredda in quota sedimentatasi anche al suolo grazie alle schiarite notturne che hanno portato le prime diffuse ed intense gelate (valori fino a 4-5 gradi sottozero) le precipitazioni si presentano nuovamente a carattere nevoso. Si tratta ancora di accumuli esigui per le medio-basse pianure che viaggiano attorno a 0-3cm; accumuli più consistenti salendo verso varesotto e comasco dove l'altimetrìa ha giocato un ruolo fondamentale ai fini degli accumuli.

L'aria fredda si impossessa gradualmente dell'Europa centro-occidentale andando ad investire Gran Bretagna e Francia; sul nord Italia, dopo le nevicate di domenica 28 novembre, si assiste ad un temporaneo miglioramento lunedi 29  con anche l'entrata di correnti favoniche in particolar modo sull'alta Lombardia grazie allo spostamento verso est del minimo che ha generato il maltempo del giorno precedente e che comporta un nuovo flusso di aria più fredda in direzione del nord Italia. Ma da ovest si profila un nuovo peggioramento facente parte dell'estesa circolazione depressionaria venutasi a creare all'ingresso dell'aria fredda sull'Europa centro-meridionale. Martedi 30 i cieli vanno nuovamente coprendosi ed i primi fenomeni pre-frontali nel pomeriggio di martedi 30 novembre si presentano subito sotto forma di fiocchi di neve nonostante le temperature elevate (mediamente tra +4 e +5°) grazie al seccamento della colonna causato dalle correnti favoniche soffiate la sera precedente. Il clou del peggioramento arriva tra la mattinata ed il pomeriggio di mercoledi primo giorno di dicembre, con intensità a tratti fino a moderata-forte e fiocchi di grosse dimensioni. Ben colpite a questo giro la Brianza e le alte pianure centro-occidentali in genere, con accumuli in crescita ancora una volta salendo verso il varesotto ed il comasco.

Anche giovedi 2 dicembre la situazione meteorologica non vede un miglioramento deciso del tempo ed anzi, una nuova goccia fredda in ingresso tra il pomeriggio e la sera genera altri rovesci di neve sparsi sulla regione in particolare tra comasco, lecchese, Brianza orientale e bergamasco, con accumuli però piuttosto limitati.

Il continuo afflusso di correnti fredde che entrano da ovest aggirando le Alpi (-36° a 500hPa ed una -5/-6 ad 850hPa) generano ulteriore instabilità con conseguente minimo di pressione relativo su ligure che nel corso della serata di venerdi 3 dicembre è in grado di regalare ulteriori rovesci nevosi tra il milanese, bergamasco, bresciano e piacentino ivi con leggeri accumuli generalmente inferiori ai 5cm.

Giornata di tregua sabato 4 dicembre quando finalmente i cieli si aprono e si può godere di una giornata soleggiata e fresca. In quota affluisce aria più secca dapprima alle medie-alte quote per propagarsi gradualmente alle quote inferiori (tralasciando però quelle prossime alla pianura). Il risistemamento della colonna d'aria assume un ruolo importante in quanto da ovest va profilandosi un nuovo sistema perturbato generato da un minimo posizionato nel vicino Atlantico ma con ampio raggio d'azione; le correnti di libeccio richiamate originano addirittura dal medio Atlantico-entroterra algerino e richiamano aria decisamente più calda. Il continuo flusso settentrionale dei giorni precedenti ha però consolidato un debole ma tenace cuscinetto freddo sulla pianura Padana pronto a contrastare con l'avvezione mite e generare precipitazioni sul nostro territorio.

Le provvidenziali e diffuse gelate nella nottata tra il 4 ed il 5 dicembre assumono un ruolo non marginale nella sedimentazione e nel mantenimento del freddo alle basse quote ed anzi decisive per determinare accumuli pur in presenza di precipitazioni non certo eclatanti, quanto meno dai 200 metri di quota in su.

Tra il pomeriggio e la sera di domenica 5 dicembre la neve torna quindi a far visita in Lombardia pur in un contesto di precipitazioni deboli. Nel corso della notte successiva i fenomeni subiscono una netta recrudescenza colpendo in particolar modo il milanese e la Brianza che rimangono sotto un nucleo stazionario di precipitazioni moderate. Le nevicate si protraggono anche nel corso della mattinata alternando attenuazioni a rovesci di moderata intensità in grado di assommare nuovi centimetri al manto depositatosi nella notte. I quantitativi medi dell'intero episodio variano dai 10-15cm del varesotto ai 5-12cm del milanese, Brianza e comasco, ai 2-6cm del bergamasco, bresciano, lodigiano e pavese fino ai 0-3cm di cremonese e mantovano.

A seguire, a partire dal pomeriggio di lunedi 6 dicembre e fino alla festività dell'Immacolata, seguiranno giornate molto umide e grigie con frequenti pioviggini o piogge deboli e temperature al rialzo, con neve che fonderà rapidamente ovunque lasciandone qualche traccia solo tra alto varesotto e comasco laddove si erano avuti gli accumuli maggiori nel computo generale dei vari episodi nevosi susseguitisi nel periodo preso in esame.

 

 

dal 14 marzo 2004

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