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Meditazioni

 

Ad ognuno il suo compito

Mettere in pratica la Parola di Dio

Chiesa divisa

Il coraggio di essere cristiani

Il viaggio dei cristiani

Annunciare l'evangelo

Il rinnegamento di Pietro

La voce nel deserto

La casa dell'Eterno

Il cammino del cristiano

La donna sirofenicia

L'esortazioni di Dio

Il traguardo del cristiano

Inchinarsi al Messia

Non arrenderti mai

Degni del Vangelo

 


Ad ognuno il suo compito

Romani 12: 3 - 8

Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno.
Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione,
così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l'uno dell'altro.
Avendo pertanto carismi differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo carisma di profezia, profetizziamo conformemente alla fede;
se di ministero, attendiamo al ministero; se d'insegnamento, all'insegnare;
se di esortazione, all'esortare; chi dà, dia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le faccia con gioia.

Essendo il direttore di un giornale mi capita, nei limiti che mi è consentito di viaggiare per l'Italia in lungo ed in largo. Questo mi permette di conoscere nuove realtà evangeliche, nuovi fratelli, nuove chiese... Quando partecipo ai culti molte volte mi chiedono se voglio predicare, respingo cortesemente l'invito per il semplice fatto che questo dal Signore non mi è dato!

Nella parola di Dio troviamo scritto che non è dato a tutti in eguale misura, perchè il nostro Signore è un Dio d' ordine!Abbiamo letto in questi versetti che ognuno di noi ha un dono ed ognuno di noi deve usarlo per il bene comune. Siamo tutti uguali davanti a Dio, perchè siamo suoi figlioli, ma il Signore ad ognuno di noi ha dato un'incarico ben preciso! Ringraziamolo per questo! per il privilegio che ci ha dato di servirlo! Siamo tutti membra di un solo corpo; la testa è Gesù Cristo, noi i vari membri; chi il braccio, chi la mano, chi il dito ecc.


Pensa se fossimo tutte braccia o tutte mani, pensando la cosa fisicamente saremmo dei mostri, non credi?

Oppure prova ad immagginare se a tutti o ad un gruppo di credenti fosse dato il ministero di predicare, credo che assisteremmo ad un'incontro di pugilato anziche ad un culto!
Ognuno di noi è prezioso davanti a gli occhi di Dio; Dio ad ognuno di noi ha affidato un compito!


La parola di Dio ci esorta anche a non avere un concetto più alto di quello che siamo. Dobbiamo rimanere umili! Ricordati della nostra condizione di persone salvate per grazia, pensa se non avremmo conosciuto Cristo che tremendo castigo ci aspettava! E' non vuoi essere contento solo per questo? Abbiamo bisogno l'uno dell'altro, hai mai visto una mano senza un braccio? Un'occhio senza la testa? Il corpo è composto da tante membra ed ognuno ha uno scopo ben preciso, ognuno nella chiesa è stato scelto da Dio per coprire un ruolo, anche quello di lavare il locale!

Ti senti un dito nel campo del Signore? Desideri un compito, forse, che ti dia più soddisfazione? Prega, se il tuo desiderio proviene da Dio, il Signore sicuramente realizzerà il tuo progetto!


Ricordati che Dio ti ha scelto per darti quel compito che adesso stai coprendo. Non hai ancora un compito? chiedi al Signore di servirsi di te, se lo farai con il cuore, Egli ti esaudirà!

1°Corizi 12: 18 "Ma ora Dio ha posto ciascun membro nel corpo, come ha voluto".

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Mettere in pratica la Parola di Dio

Atti .20: 7-12

Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, parlava ai discepoli, e prolungò il discorso fino a mezzanotte.
Nella sala di sopra, dov'eravamo riuniti, c'erano molte lampade;
un giovane di nome Eutico, che stava seduto sul davanzale della finestra, fu colto da un sonno profondo, poiché Paolo tirava in lungo il suo dire; egli, sopraffatto dal sonno, precipitò giù dal terzo piano, e venne raccolto morto.
Ma Paolo scese, si gettò su di lui, e, abbracciatolo, disse: "Non vi turbate, perché è ancora in vita".
Poi risalì, spezzò il pane e prese cibo; e dopo aver ragionato lungamente sino all'alba, partì.
Il giovane fu ricondotto vivo, ed essi ne furono oltremodo consolati.

Immaginate la scena, Paolo, circondato da molte persone, che racconta le meraviglie di Dio, dei miracoli che si compiono nel suo nome, delle persone, entusiaste, che accettano Gesù nella propria vita, tutti attenti ad ascoltare, non pensano nemmeno di fare una pausa per cenare, ed il giovane Eutico, seduto sul davanzale della finestra, si fa sorprendere da un sonno profondo, che gli fa perdere l'equilibro e cadere dal terzo piano. Scendono tutti giù a soccorrerlo, Paolo è il primo, lo abbraccia amorevolmente, il giovane ritorna, dietro lo stupore di tutti, in vita.
Sicuramente, in mezzo a tanti uditori c'era qualcuno che non credeva, forse lo stesso Eutico, a quello che Paolo raccontava, e ci voleva un segno forte, tangibile…un miracolo!
Quale messaggio porta a i giorni nostri questa storia?
Quando parliamo di Cristo agli altri, sembra che il nostro interlocutore non se ne interessa neppure minimamente, forse dal nostro "troppo parlare" rischiamo di farlo addormentare, dall'estraniarlo alle cose di Dio; forse non dobbiamo parlare molto? Nient'affatto, un buon cristiano, quando se ne presenta l'occasione, non deve tirarsi indietro dall'annunciare la Buona Novella e se la persona che ci stà dinanzi non crede a quello che stiamo dicendo, lo potremo portare a Cristo mettendo in pratica quello che gli abbiamo detto. Paolo, simbolicamente salva Eutico con l'amore, l'aver messo in pratica la Parola di Dio.Non basta annunciare l'Evangelo, in alcuni casi, bisogna dimostrare al mondo che "dorme", che Cristo realmente vive nella nostra vita, che realmente ha cambiato il nostro modo di agire e di pensare. (Gm 2:18. Ma qualcuno dirà:Tu hai la fede, e io ho le opere"; mostrami la tua fede senza le tue opere e io ti mostrerò la mia fede con le mie opere

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Chiesa divisa


I Corinzi 1: 10- 13

Ora, fratelli, vi esorto, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare e a non aver divisioni tra di voi, ma a stare perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire.
Infatti, fratelli miei, mi è stato riferito da quelli di casa Cloe che tra di voi ci sono contese.
Voglio dire che ciascuno di voi dichiara: "Io sono di Paolo"; "io d'Apollo"; "io di Cefa"; "io di Cristo".
Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?


1:10 Ora, fratelli, io v'esorto, per il nome del nostro Signor Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare, e a non aver divisioni fra voi, ma a stare perfettamente uniti in una medesima mente e in un medesimo sentire.
1:11 Perché, fratelli miei, m'è stato riferito intorno a voi da quei di casa Cloe, che vi son fra voi delle contese.
1:12 Voglio dire che ciascun di voi dice: Io son di Paolo; e io d'Apollo; e io di Cefa; e io di Cristo.
1:13 Cristo è egli diviso? Paolo è egli stato crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?


Davanti a Dio siamo tutti uguali, con gli stessi diritti (salvezza per tutti, senza distinzione di sesso di razza di ceto sociale ecc.) e gli stessi doveri (servire il Signore della vita fino alla fine dei nostri giorni, "Giacomo 1: 12 -
(Beato l'uomo che sostiene la prova; perché, essendosi reso approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che l'amano.") I cristiani, si sa, devono sforzarsi di imitare Gesù, se il Signore non faceva distinzione alcuna, perché dobbiamo farla noi? Diciamo di amarlo, siamo bravi a parlare di Lui agli altri e noi non mettiamo in pratica i suoi insegnamenti? Non agivano così pure i farisei?
In Matteo 12: 46 leggiamo che quando Gesù e i fratelli di Lui volevano parlargli, Il Signore non lasciò la folla per andare incontro a loro, non fece nessuna preferenza, per Lui erano, siamo e saremo tutti uguali. Questa uguaglianza dobbiamo metterla in pratica anche nella nostra vita privata, sul posto di lavoro, quando ci troviamo in compagnia di amici, soprattutto con quelli non convertiti, nell'ambito famigliare ecc.
Fin qui tutto regolare se ci attenessimo alle scritture, purtroppo non è sempre così. Ed i versetti, sopra citati, come del resto tutta la Bibbia, rimangono attuali.
Non bisogna fare della Parola di Dio un'interpretazione personale, il nostro modo di agire deve essere coerente con quello che insegna la scrittura facendo ciò sicuramente non nascerebbero divisioni, chiese sorte dal nulla senza nessun'ispirazione dello Spirito Santo, falsi profeti ecc. ecc.
Un fedele di una comunità mi chiese il perché di tante denominazioni se serviamo tutti allo stesso Dio.
Nel nostro paese ci sono chiese di varie denominazioni che sembrano ignorare le altre consorelle, sembrano quasi che ognuna di loro abbia un Gesù migliore dell'altra, che ognuna predica l'assoluta verità. Esistono comunità che si chiudono a riccio rischiando di diventare delle vere e proprie sette o dei monasteri protestanti, la parola di Dio insegna che dobbiamo vivere nel mondo, per annunciare la buona novella
Certamente su queste pagine non vogliamo aizzare nessuna questione lasciando a i responsabili delle varie comunità, con l'aiuto dello Spirito Santo, di risolvere questi problemi.
Qualsiasi cristiano che abbia letto attentamente la Parola di Dio né deduce che la chiesa deve essere unita, perché tutte hanno lo stesso scopo, lo stesso e l'unico obiettivo: servire Gesù Cristo
perché non si riesce a mettere in pratica tutto questo? leggiamo in
Giacomo 1:5
Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti liberamente senza rinfacciare, e gli sarà donata.
Forse è arrivato il momento di rileggere la Parola di Dio è soprattutto di metterla in pratica!

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Il coraggio di essere cristiani


Il mondo, mi riferisco alle persone non convertite, ci guardano come gente inetta, debole, ci deridono per il tempo che passiamo andando in chiesa, leggendo la Parola ecc. Ci vedono come persone deboli quasi dei conigli.. Ma è proprio così? No, non è affatto vero! I cristiani hanno una caratteristica in più degli altri: il coraggio! Ecco che cosa dice il vocabolario della lingua italiana nel definire il coraggio:" Forza morale che mette in grado di intraprendere grandi cose e di affrontare difficoltà e pericoli con piena responsabilità: combattere con coraggio; avere il coraggio di fare qualche cosa".
Riflettete su questo: non abbiamo avuto coraggio a credere a delle parole quando ci hanno evangelizzato? E' vero che lo Spirito Santo ci ha compunto il cuore ma la scelta è spettata a noi.
Ognuno di noi ha rinunciato a molte cose che ci piaceva fare, a rinunciato a qualcosa che era attaccato, anche se vivevamo nel peccato ci piaceva, qualsiasi tipo di trasgressione affascina, ammettiamolo, forse a qualcuno di noi di questi piaceri non mancavano o altri che cercavano di cercarli con ogni mezzo e probabilmente ci riuscivano compiendo altre abominazioni ecc.Pertando ci vuole coraggio a seguire il Saignore, a mettere in pratica i suoi insegnamenti, a parla re di lui agli altri soprattutto in posti dove il cristianesimo non è ben accetto, coraggio ad essere perseguitati per la giusta causa dell'evangelo, guadiamo ai tanti sacrifici dei primi cristiani. Guardiamo con ammirazione e pronti ad imitare quei fratelli che hanno avuto il coraggio di non rinnegare il Signore ed aver scelto di essere torturati divorati da belve feroci, crocifissi, segati. Ci vuole coraggio a riconoscere ed a chiedere perdono dei nostri peccati a Dio, verso un fratello o altrq persona. Se vorremmo fare una ricerca appropriata nelle acre scritture ci sono una miriadi di esempi. Uomini coraggiosi che hanno sfidati i potenti del mondo per l'amore di Dio, uomini che senza alcuna paura hanno preferito perdere ogni cosa per servire il Signore.Il grande esempio, ed abbiamo l'obbligo diimitarlo, è il nosrtro maestro Gesù Cristo. Lui era un re ed sceso sulla terra nelle vesti dell'uomo più povero del mondo per salvarci, abbiamo questo tipo di coraggio, rinunciamo a quello che siamo per l'amore del prossimo? Lui annunciava la salvezza nell'accettare il suo regno nonostante l'ostilità del sinedrio, noi ci comportiamo allo stesso modo?
Gesù perdonava i peccatori, chi non aveva seguito ila legge del padre, noi abbiamo il coraggio di chiudere un occhio quando non rispettano le nostre idee, quando subiamo un torto, quando ci fanno una cosa che non ci piace? Non dimentichiamo che Gesù è morto sulla croce invocando il perdono dei suoi assassini, che coraggio! Avremo mai anche noi un simile coraggio?

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Il viaggio dei cristiani

Luca 2:39
E come ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città.

Credo che tutti, leggendo i versetti antecedenti a questo sappiano che cosa e successo prima: si parla della nascita di Gesù, della sua circoncisione dopo l'ottavo giorno di vita e dopo i quaranta giorni di purificazione i suoi genitori partirono da Nazaret per raggiungere Gerusalemme dove Gesù viene portato nel tempio e presentato davanti al Signore con il sacrificio di due tortore o due giovani colombi. Fatto ciò ritornarono a casa, immagino che si sentivano felici, felici per aver messo in pratica quello che diceva la legge mosaica, la stessa felicità interiore che proviamo quando riusciamo (sottolineo riusciamo perché molte volte manchiamo il bersaglio) a mettere in pratica la Parola di Dio, quando svolgiamo un compito affidatoci dalla chiesa, una missione ecc.. quella felicità dataci dallo Spirito Santo quando approva il nostro operato. Similmente quando abbiamo accettato Gesù come nostro personale salvatore siamo partiti lasciando alle spalle il nostro vecchio uomo per fare un viaggio che ci vedrà impegnati per tutta la nostra vita per assolvere quello che Dio ci ha ordinato di fare. Prima di tutto di lodare e glorificare il suo nome, amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e l'anima (come ci consiglia Marco 12:33). Non amare soltanto il nostro prossimo ma anche i nostri nemici (Matteo 5:43 - 44 Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano). Di annunciare il suo regno, sfruttare ogni occasione per parlare dell'Evangelo, il Signore ritornerà quando la Buona Novella sarà annunciata a tutti, adoperandoci assiduamente in questo campo sicuramente avvicineremo il giorno solenne del ritorno di Gesù. Approfitto per fare un invito (vale anche per me) ad analizzare il nostro cammino spirituale: stiamo procedendo come piace a Dio? Se, si, preghiamo affinché rimaniamo saldi su questa via, fedele alla sua Parola; se ci accorgiamo che abbiamo sbagliato strada o stiamo per farlo chiediamogli di raddrizzare i nostri passi per ritornare sul sentiero che Egli ci ha tracciato. Alla fine della nostra vita, se avremo assolto quello che Dio ci ha ordinato, allora potremo ritornare a casa, ma non in una casa fatta da mano d'uomo bensì ad una casa costruitaci appositamente dal Signore (Giovanni 14:3 e quando sarò andato e v'avrò preparato un luogo, tornerò, e v'accoglierò presso di me, affinché dove son io, siate anche voi;) Allora, ci vedremo lassù?

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Annunciare l'evangelo

Luca 9:7-9

Ora, Erode il tetrarca udì parlare di tutti que'fatti; e n'era perplesso, perché taluni dicevano: Giovanni è risuscitato dai morti; altri dicevano: e' apparso Elia; ed altri: e' risuscitato uno degli antichi profeti. Ma Erode disse: Giovanni l'ho fatto decapitare; chi è dunque costui del quale sento dir tali cose? E cercava di vederlo.

Giovanni il battista aveva ammonito severamente Erode dei suoi peccati, soprattutto l'adulterio che consumava con Erodiade, moglie di suo fratello.

Il tetrarca (governatore d'una provincia, portava anche il titolo di "re".), quasi aveva timore del profeta , l'ascoltava con attenzione.

Un giorno dovette scegliere se continuare ad ascoltare la verità (Giovanni) o il piacere momentaneo, il peccato, Erodiade (che detestava Giovanni fino alla morte), scelse quest'ultima, e per volere di questa, uccise il profeta. Il male distrugge quel poco di buono che abbiamo appena gli diamo spazio.

Inizia il ministero di Gesù; Erode è affascinato dai miracoli che compie il Cristo, desidera vederlo, ci riesce poco prima della crocifissione; rimane deluso dall'incontro con il Messia, chissà cosa si aspettava di vedere. Un miracolo? Un prodigio? Niente di tutto questo, anzi, il Figlio di Dio non lo degna nemmeno di una risposta!

Da quando ci siamo convertiti a quante persone abbiamo annunciato la Buona Novella? E quante, effettivamente, hanno ascoltato realmente e capito il messaggio? Poche, non è vero?

Le persone quando sentono parlare di Gesù, dei miracoli che può compiere sicuramente rimangono affascinati ed entusiasti ma sono delusi quanto Erode, quando il Signore non concede neppure una risposta minima: Il più delle volte si aspettano un radicale cambiamento, magari vorrebbero risolti i loro problemi dall'oggi al domani, una casa migliore, la sistemazione lavorativa tanto agognata - perché succede questo?

L'uomo è molto attaccato ai vantaggi ed hai piaceri che offre il mondo, hai i vizi che confortano e procurano piacere alla carne che gli fanno mettere in secondo e terzo piano se non del tutto eliminare il pensiero della salvezza dell'anima.

Il mondo perisce nella sua ignoranza spirituale, si preferisce adorare statue, immagini ecc, per propria convenienza, infatti a questi oggetti si possono chiedere qualsiasi cosa e credere di ottenerle, tanto sono soggette al volere umano.

Ringraziamo Dio che abbiamo avuto il privilegio di accettare il Signore con tutto il nostro cuore, perché è così che si accetta Gesù, in Spirito e verità: "Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede" Giovanni 4:23.

Dobbiamo riconoscere che anche noi abbiamo una certa responsabilità; quando annunciamo la Buona Novella, molte volte ci facciamo prendere la mano, per la foga di vedere le nostre chiese di nuove anime, corriamo il rischio di annunciare qualcosa che, forse, i neofiti non otterranno mai!

E' vero che Dio può guarire, risolvere i problemi di una famiglia, aggiustare una situazione a nostro favore ed altro…ma non dimentichiamo che è scritto in Matteo 6:33 - "Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte".

Limitiamoci ad annunciare il più grande miracolo che l'uomo possa ricevere: la salvezza dell'anima! E se è nella volontà di Dio di aggiungere il resto…

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Il rinnegamento di Pietro

Matteo 26: 69 -75


Pietro, intanto, stava seduto fuori nella corte; e una serva gli si accostò, dicendo: anche tu eri con Gesù il Galileo.
Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: non so quel che tu dica.
E come fu uscito fuori nell'antiporto, un'altra lo vide e disse a coloro che erano quivi: anche costui era con Gesù Nazareno.
Ed egli daccapo lo negò giurando: non conosco quell'uomo.
Di lì a poco, gli astanti, accostatisi, dissero a Pietro: per certo tu pure sei di quelli, perché anche la tua parlata ti dà a conoscere.
Allora egli cominciò ad imprecare ed a giurare: non conosco quell'uomo! E in quell'istante il gallo cantò.
E Pietro si ricordò della parola di Gesù che gli aveva detto: Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. E uscito fuori, pianse amaramente.

Chiunque si sarà domandato leggendo questi versetti, specialmente agli inizi della propria conversione, come avrà fatto Pietro a rinnegare il Maestro?Lui insieme al resto degli apostoli è stato testimone vivente dell'unico e vero Dio, nella sua Parola l'apostolo Giovanni ci avvisa che non sono scritte tutte le azioni di Gesù, che non sarebbero bastati tutti i libri di questo mondo per narrarli, Pietro ha visto miracoli ,prodigi e meraviglie che nessun altro essere umano ha potuto sperimentare ed alla fine viene meno! Cefa si comportò come molti di noi si comportano: non tengono conto del fattore "prova".Quanti fratelli abbiamo visto frequentare, felici e contenti le nostre comunità, zelanti pronti a raccontare la loro conversione, sembrava che il mondo fosse tutto loro e poi…quando arriva la prova li vediamo sempre meno ai culti e se non li riprendiamo a tempo sono pronti del tutto a lasciare la chiesa, come se fossero stati truffati, delusi dal Signore.
La Bibbia ci avverte: (Luca 8:13 - E quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando hanno udito la Parola, la ricevono con allegrezza; ma costoro non hanno radice, credono per un tempo, e quando viene la prova, si traggono indietro.),(II Corinzi 2:9 - Poiché anche per questo vi ho scritto: per conoscere alla prova se siete ubbidienti in ogni cosa.) e ( Luca 22:28 - Or voi siete quelli che avete perseverato meco nelle mie prove; ).

Dobbiamo metterci in testa che le prove sono permesse perché fanno bene all'anima nostra, affrontarle ci permettono di crescere, di fortificarci nello Spirito. E nella prova che dobbiamo dimostrare tutto il nostro amore verso Dio.
Fin troppo facile essergli fedele quando tutto ci va bene e quando possiamo avere tutto, a questo punto, immagino, sarebbe inutile anche che io scrivessi queste parole e che voi sareste incollate al monitor per leggerle: tutto il mondo sarebbe convertito. Pertanto quando siamo nell'avversità non temiamo di non farcela( I Corinzi 10:13 -
Niuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; or Iddio è fedele e non permetterà che siate tentati al di là delle vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, onde la possiate sopportare.)

Alla fine dei nostri versetti leggiamo che il povero fratello Pietro piange amaramente perché si rende conto del suo completo fallimento spirituale. Cari fratelli e sorelle siamo destinati al fallimento quando non mettiamo in pratica la Parola di Dio, rimanendo al cap. 26 di Matteo al ver. 34 leggiamo che Gesù avvisò Pietro del suo rinnegamento e che cosa rispose il discepolo? Che lui non l'avrebbe mai fatto!. Questo fu ed è l'errore che si commette. Affrontare o meglio cercare di affrontare la vita cristiana facendo leva sulle proprie forze, affidandosi alla propria intelligenza.
Dobbiamo metterci bene in testa che quando agiamo in questo modo togliamo a Gesù la guida della nostra vita dando libero arbitrio al nostro "io"- Se ci rendiamo conto che ci muoviamo ed agiamo in questo modo dobbiamo essere coerenti che il tutto equivale a: "Io" vado all'inferno, ma lasciatemi aggiungere, grazie a Dio, Gesù ci porta alla vita eterna!
Se quest'ultimo è il nostro scopo non ci resta che diventare delle persone incapaci di intendere e di volere con le proprie forze, vogliamo affidarci completamente a Lui, nel bene e nel male, per vederlo un giorno faccia a faccia.

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La voce nel deserto

Luca 3: 4 - 6


Come sta scritto nel libro delle parole del profeta Isaia, che dice:"Ecco la voce che uno grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri.
Ogni valle sia colmata e ogni monte e colle sia abbassato; i luoghi tortuosi siano raddrizzati e le vie scabrose siano appianate
ed ogni carne vedrà la salvezza di Dio".

Giovanni il battista fu usato da Dio per annunciare la Buona Novella al popolo ebraico, conosciamo tutti, più o meno, l'esito della sua missione: molti si convertirono, altri credettero e poi ebbero un ripensamento, molti non lo presero nemmeno in considerazione…

Leggiamo, e non ci par vero, che le persone hanno assistito a questi fatti rimanendo, la maggioranza, impassibili! Quest'uomo annunciava l'imminente venuta del Cristo ma non tutti credettero, dai più era preso per pazzo, la verità non penetra dove si preferisce sollazzarsi nel peccato, dove la luce può minare e debellare gli interessi personali.
Poiché la parola della croce è pazzia per quelli che periscono; ma per noi che siam sulla via della salvazione, è la potenza di Dio.
Quello che il battista annunciava si materializzò, e sappiamo che molti lo videro ma ugualmente non credettero...

Grazie a Dio per il sottoscritto e per voi che leggete che abbiamo creduto e fatto entrare Gesù Cristo come salvatore e Signore delle nostre anime!
Come ogni cristiano che si rispetti anche noi attraversiamo momenti bui,tristi, vero? Cerchiamo di uscirne fuori senza riuscirvi, che fare? Intanto la nostra condizione spirituale peggiora con il passar del tempo…
Questo succede, soprattutto, quando vogliamo risolvere i problemi con le nostre forze, con il nostro intelletto…
E venuto, sicuramente il momento, di riascoltare quella voce nel deserto che ci invita, ed in alcuni casi riinvita ad ascoltare la Parola di Dio ed a metterla in pratica, sopratutto! Prepariamo la via per farlo entrare nel nostro cuore, raddrizziamo il sentiero dove dovrà passare: Spazziamo via ogni cosa, che non è secondo la sua volontà, dal nostro cuore; camminiamo dritti, senza guardare a destra ed a sinistra, lungo il cammino che Egli ci ha tracciato!
Desideriamo stare davanti alla presenza del Cristo ma non ci riusciamo, c'è una valle che ci separa, che è il nostro cuore. E vuoto!Dobbiamo riempirlo, umiliandoci al suo cospetto, con il Suo amore; forse tra noi e il Signore è sorto un monte, questo può essere un problema personale, familiare ecc. Non temiamo, affidiamoci con fiducia a Gesù e Lui abbatterà qualsiasi tipo di montagna, non c'è roccia che tenga alla Potenza di Dio! E non ci saranno vie accidentate e tortuose che potranno impedire il nostro cammino se al nostro fianco ci sarà il Signorei! Confidiamo in Lui senza alcun tentennamento, se riusciamo a rimanere fermi nella fede, vedremo la salvezza che Dio ha promesso a quelli che decidono di seguirlo.

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Il cammino del cristiano

Aggeo cap. 1 : 1 - 15


Il secondo anno del re Dario, il sesto mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno fu rivolta, per mezzo del profeta Aggeo, a Zorobabele, figliuolo di Scealtiel, governatore di Giuda, e a Giosuè, figliuolo di Jehotsadak, sommo sacerdote, in questi termini:
"Così parla l'Eterno degli eserciti: Questo popolo dice: Il tempo non è giunto, il tempo in cui la casa dell'Eterno dev'essere riedificata".
Perciò la parola dell'Eterno fu rivolta loro per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini:
"E' egli il tempo per voi stessi d'abitare le vostre case ben rivestite di legno mentre questa casa giace in rovina?
Or dunque così parla l'Eterno degli eserciti: Ponete ben mente alle vostre vie!
Voi avete seminato molto, e avete raccolto poco; voi mangiate, ma non fino ad esser sazi; bevete, ma non fino a soddisfare la sete; vi vestite, ma non v'è chi si riscaldi; chi guadagna un salario mette il suo salario in una borsa forata.

Così parla l'Eterno degli eserciti: Ponete ben mente alle vostre vie!
Salite nella contrada montuosa, recate del legname, e costruite la casa; e io mi compiacerò d'essa, e sarò glorificato, dice l'Eterno.
Voi v'aspettate molto, ed ecco v'è poco; e quando l'avete portato in casa, io ci ho soffiato sopra. Perché? dice l'Eterno degli eserciti. A motivo della mia casa che giace in rovina, mentre ognun di voi si dà premura per la propria casa.
Perciò il cielo, sopra di voi, è rimasto chiuso, sì che non c'è stata rugiada, e la terra ha ritenuto il suo prodotto.
Ed io ho chiamato la siccità sul paese, sui monti, sul grano, sul vino, sull'olio, su tutto ciò che il suolo produce, sugli uomini, sul bestiame, e su tutto il lavoro delle mani".
E Zorobabele, figliuolo di Scealtiel, e Giosuè, figliuolo di Jehotsadak, il sommo sacerdote, e tutto il rimanente del popolo, diedero ascolto alla voce dell'Eterno, del loro Dio, e alle parole del profeta Aggeo, secondo il messaggio che l'Eterno, il loro Dio, gli aveva affidato; e il popolo temette l'Eterno.
E Aggeo, messaggero dell'Eterno, disse al popolo, in virtù della missione avuta dall'Eterno: "Io son con voi, dice l'Eterno".
E l'Eterno destò lo spirito di Zorobabele, figliuolo di Scealtiel, governatore di Giuda, e lo spirito di Giosuè, figliuolo di Jehotsadak, sommo sacerdote, e lo spirito di tutto il resto del popolo; ed essi vennero e misero mano all'opera nella casa dell'Eterno degli eserciti, il loro Dio,
il ventiquattresimo giorno del mese, il sesto mese, il secondo anno del re Dario.


Il Signore ammonisce severamente, tramite il profeta Aggeo, Zorobabel e gli altri, che anziché dedicarsi alla ricostruzione del tempio, pensarono bene di dedicarsi ai loro affari personali. Sicuramente passavano il loro tempo in molteplici attività, ma nessuna di esse, come ci fa capire la scrittura, riusciva a soddisfare i loro bisogni.
Tutti noi cristiani, uomo o donna, giovane o vecchio, abbiamo un impegno da cui non possiamo sottrarci: servire Dio, e servirlo secondo i suoi piani! Certo siamo liberi di disubbidire o prendere l'impegno alla leggera, come fecero questi uomini, certamente non possiamo passarla franca, prima o poi dovremo fare i conti con il Signore, siamo all'altezza di poter discutere con il Creatore o di spiegargli, con ragione, il nostro comportamento? Non credo proprio(Ebrei 10:31 - E' cosa spaventevole cadere nelle mani dell'Iddio vivente).
Potremo lavorare per comprarci una bella casa, arredarla non dico lussuriosamente ma con gusto, dotarla di tanti accessori per il nostro confort; avere dei bei vestiti, magari firmati, permetterci tutto quello che non abbiamo mai avuto; avere un frigo ed una dispensa pieno di leccornie; uscire, vederci con gli amici, guarda caso proprio quando c'è la riunione di culto, un'ottima occasione per disertarla, desiderare il desiderabile ecc. Quando ci fa comodo andiamo in chiesa, preghiamo, ascoltiamo il sermone: bel messaggio, però alle nostre anime non ha portato nessun beneficio come un tempo, come mai? Abbiamo un problema, di qualsiasi natura, chiediamo al Signore di risolverlo: niente! Di benedizioni nemmeno a parlarne, che succede? Ripetiamo le parole dell'Eterno, tramite il profeta Aggeo:"Considerate bene il vostro comportamento". E possiamo dire ancora una volta Gloria a Dio, nonostante le nostre manchevolezze. Il Signore ci viene ancora una volta incontro, ancora una volta, se lo vogliamo, ci dà la possibilità di essere il nostro Dio ed il nostro Re!!! Zorobabel, Goiosuè e tutto il popolo riconobbero che si erano sviati dalla retta via e chiesero perdono al loro Dio.
Possiamo impegnare il nostro tempo in molteplici attività, anche piacevoli in apparenza, ma nessuna di esse potrà soddisfarci, alla fine avvertiremo sempre e solo un vuoto nel nostro cuore, niente e nessuna cosa potrà riempirlo che non sia la presenza di Gesù Cristo il Signore.

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La casa dell'Eterno

II Samuele 9: 1 -13

E Davide disse: "Evvi egli rimasto alcuno della casa di Saul, a cui io possa far del bene per amore di Gionathan?" Or v'era un servo della casa di Saul, per nome Tsiba, che fu fatto venire presso Davide. Il re gli chiese: "Sei tu Tsiba?" Quegli rispose: "Servo tuo".
Il re gli disse: "V'è egli più alcuno della casa di Saul, a cui io possa far del bene per amor di Dio?" Tsiba rispose al re: "V'è ancora un figliuolo di Gionathan, storpiato dei piedi".
Il re gli disse: "Dov'è egli?" Tsiba rispose al re: "E' in casa di Makir, figliuolo di Ammiel, a Lodebar".
Allora il re lo mandò a prendere in casa di Makir, figliuolo di Ammiel, a Lodebar. Lettura da: II Samuele
E Mefibosheth, figliuolo di Gionathan, figliuolo di Saul venne da Davide, si gettò con la faccia a terra e si prostrò dinanzi a lui. Davide disse: "Mefibosheth!" Ed egli rispose:
"Ecco il tuo servo!" Davide gli disse: "Non temere, perché io non mancherò di trattarti con bontà per amor di Gionathan tuo padre, e ti renderò tutte le terre di Saul tuo avolo, e tu mangerai sempre alla mia mensa".
Mefibosheth s'inchinò profondamente, e disse: "Che cos'è il tuo servo, che tu ti degni guardare un can morto come son io?"
Allora il re chiamò Tsiba, servo di Saul, e gli disse: "Tutto quello che apparteneva a Saul e a tutta la sua casa io lo do al figliuolo del tuo signore.
Tu dunque, coi tuoi figliuoli e coi tuoi servi, lavoragli le terre e fa' le raccolte, affinché il figliuolo del tuo signore abbia del pane da mangiare; e Mefibosheth, figliuolo del tuo signore, mangerà sempre alla mia mensa". Or Tsiba avea quindici figliuoli e venti servi.
Tsiba disse al re: "Il tuo servo farà tutto quello che il re mio signore ordina al suo servo". E Mefibosheth mangiò alla mensa di Davide come uno dei figliuoli del re.
Or Mefibosheth avea un figliuoletto per nome Mica; e tutti quelli che stavano in casa di Tsiba erano servi di Mefibosheth.
Mefibosheth dimorava a Gerusalemme perché mangiava sempre alla mensa del re. Era zoppo d'ambedue i piedi.

Davide era molto legato alla casa di Saul, nonostante questi aveva più volte cercato di ucciderlo, lui amava il suo re e soprattutto suo figlio Gionathan, a cui era legato in modo molto intimo, fraterno…Arrivato al potere in nome di quella grande amicizia volle far del bene a quelli che erano rimasti. Come abbiamo letto mandò a chiamare il servo Tsiba e chiese chi era rimasto della casa dì Saul e questi gli rispose Mefibosheth, figlio di Gionatahn, questi era storpio ad entrambi piedi per un incidente avuto all'età di cinque anni, cadde dalle braccia della sua balia. Quando Mefibosheth fu alla presenza di Davide, sicuramente non pensava che il re gli avrebbe concessa tanta benignità, anzi sicuramente si aspettava il peggio.
Il figlio di Gionathan rappresenta tutti noi prima di convertirci a Dio. Avevamo anche noi i piedi storpi (spiritualmente parlando) che ci facevano camminare per le vie che portano alla perdizione, eravamo attratti dalle gozzoviglie di questo mondo ingannevole, illusi dalle più subdole concupiscenze….
Lode a Dio che, per il suo grande amore verso la sua creatura, un giorno decise di darci la possibilità di raddrizzare i nostri piedi, mandando Gesù Cristo, il suo unigenito figliolo, a morire sul duro legno della croce al posto nostro. Eravamo solo degni di morte, immeritevoli di qualsiasi bene ed invece il Signore ci ha usato misericordia, appunto la parola di Dio ci rammenta che siamo salvati per grazia affinchè nessuno si glori, (Efesini 2: 8-9).
Come Mefibosheth siamo stati chiamati dal re tramite un servo, ovvero un fratello nella fede che ci ha annunciato l'evangelo, e quando abbiamo aperto il cuore alla sua Parola ci siamo riconosciuti miseri e peccatori, indegni di tanta grazia. Ci sentivamo già spacciati, con le nostre vite fallite, infelici di questa vita che non riesce ad offrire nulla di concreto e incerti della vita che ci aspettava, se credevamo, dopo la morte, quanti di noi vivevano nell'angoscia proprio por questo? Quante persone, non convertite, hanno paura di affrontare il tema della morte? Quali speranze essi hanno che la vita ultraterrena sarà migliore di quella terrena? Nessuna! Ognuno di noi deve diventare un Tsiba ed annunciare la buona novella, ad avvisare il prossimo che il Re lo aspetta ma non per condannarlo, bensì per usargli amore; non dimentichiamo mai che questo è il primo comandamento che ci viene assegnato all'atto della conversione: annunciare l'evangelo, guai a noi se teniamo questa perla di gran prezzo solo per noi!
Accettando la grazia dispensataci dal Signore questa ci dà il privilegio di essere chiamati figli di Dio, fratelli di Gesù, coeredi con lui del Regno dei Cieli! Che privilegio e che ricchezza, vero? In molti tentano la fortuna con i vari giochi per arricchirsi su questa terra, per vivere pochi anni agiatamente e non desiderare più niente e noi invece, scusate la modestia, senza spendere niente e fidandoci delle parole del Divino Maestro ci siamo assicurati la vita eterna e tutte le ricchezze che troveremo nella Gerusalemme celeste!!!
Tornando alla nostra riflessione sembra che il figlio di Gionatan visse una vita tutta in discesa, insomma potevamo concludere con il classico alla fine vissero tutti felici e contenti, lui e la sua famiglia, ma, purtroppo, non finisce così. Alla fine dei versetti che abbiamo preso in esame ritroviamo scritto che Mefiboshet era storpio di entrambi i piedi, chi conosce bene il personaggio sa che fu sospettato di aver congiurato contro re Davide e pertanto perse metà delle sue ricchezze.
Dobbiamo imparare a camminare dritti, secondo la volontà di Dio e non da storpi, tornando a fare le cose che facevamo un tempo, secondo la nostra volontà.
Se il nostro cammino non sarà conforme alla Parola di Dio non perderemo mezzo regno ma l'intera vita eterna.

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La donna sirofenicia

Marco 7: 24 -30

Poi partì di là e andò nel territorio di Tiro e di Sidone, entrò in una casa e non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.
Infatti una donna, la cui figlia aveva uno spirito immondo, avendo sentito parlare di Gesù, vene e gli si gettò ai piedi.
Or quella donna era greca, sirofenicia d'origine; e lo pregava di scacciare il demone da sua figlia;
ma Gesù le disse: "Lascia che si sazino prima i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini".
Ella rispose e gli disse: "Dici bene, o Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli".
Allora egli le disse: "Per questa tua parola, và; il demone è uscito da tua figlia".
Ed ella, tornata a casa sua, trovò la figlia coricata a letto, e il demone era uscito da lei.

Il nostro Signore non è un Dio esibizionista, non ha bisogno di mettersi in mostra, lui non farà mai un gran prodigio e poi ti dirà guarda che posso fare questo ed altro se crederai in me!Però, Lui, non può rimanere nascosto quando ci mettiamo alla sua ricerca con tutto il nostro cuore, non può privarci della sua presenza quando un cuore rotto lo ricerca con fede, come fece questa donna; lei aveva un gran problema, una figlia posseduta, immaginiamo che sia andata a destra ed a sinistra per trovare qualcuno che potesse liberare la ragazza, non trovò nessuno che potesse aiutarla! Sentii parlare di Gesù, dei suoi miracoli, delle sue opere…qualcosa colpì il suo cuore, credette a quello che si diceva in giro: Gesù era il Messia, il Cristo! Gesù era la soluzione al suo problema.
E tu, qual è il tuo problema? Che cosa ti affligge? Non riesci a liberarti della tua angoscia? Hai chiesto a Gesù? Gesù è la soluzione per ogni tuo problema, qualunque esso sia. Potrai rispondere dicendo che stai pregando ma non hai ottenuto nessun risultato concreto, potrei controbattere rispondendoti lo stai chiedendo con fede o dubiti? Stai veramente pregando con gran fede e non hai visto ancora niente, ti domandi il perché? Sicuramente Dio vuole vedere fin dove sei capace di amarlo, non demordere: Dio ti è vicino! Il Signore sa quando muoversi, il suo modo di concepire il tempo è diverso dal nostro; Lui sceglie sempre il tempo giusto, noi no! Quella donna si mise nel cuore di cercare e trovare il Messia, ci riuscì perché mise in atto tutta la fede che serbava; usa il suo stesso metodo per trovare il Cristo, non privarti della sua dolce presenza attiva tutta la tua fede, fallo con tutto il tuo cuore, ci riuscirai, tutti possono mettere in pratica e sperimentare quello che è scritto nella Parola di Dio se agiamo secondo i suoi criteri.
Finalmente la donna si trova faccia a faccia con il salvatore, gli espone il suo caso e Gesù prova la sua fede dicendole: "Lascia che si sazino prima i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini".
La donna rimane ostinata; "Dici bene, o Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli".
Questa scena c'insegna molto: la donna davanti alla prova rimane ferma, continua a confidare in Cristo e risponde con umiltà, abbassa la sua personalità, identificandosi con i cagnolini! Per vedere la gloria di Dio nella nostra vita, per ammirare la sua potenza dobbiamo essere come questa donna. Rimanere fermi, fedeli al Signore in qualsiasi prova che stiamo attraversando e annullare il nostro "io", il nostro modo di fare, abbassarlo fino alla polvere per permettere a Gesù di prendere il controllo della nostra vita.
Gesù rimase soddisfatto del comportamento della donna si congedò da lei invitandola a ritornare dalla figlia; si avviò verso casa senza fiatare, credette a quello che il figlio di Dio gli aveva detto e la sua fede fu premiata: trovò la giovane libera dal demone!
Il Signore è soddisfatto della nostra fede? Sappiamo essere umili? Crediamo ciecamente alla sua Parola?
Dio ci benedica

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L' esortazioni di Dio

2° Cronache 7: 15 - 22


I miei occhi saranno ormai aperti e le mie orecchie attente alla preghiera fatta in questo luogo;
infatti ora ho scelto e santificato questa casa, perché il mio nome vi rimanga per sempre, e i miei occhi e il mio cuore saranno qui per sempre.
E quanto a te, se tu cammini davanti a me come camminò Davide tuo padre, facendo tutto quello che ti ho comandato, e se osservi le mie leggi e miei precetti,
io stabilirò il trono del tuo regno, come promisi a Davide tuo padre, dicendo: Non ti mancherà mai qualcuno che regni sopra Israele.
Ma se vi allontanate da me e abbandonate le mie leggi e i miei comandamenti, che vi ho posti davanti, e andate invece a servire altri dèi e a prostrarvi davanti a loro,
io vi sradicherò dal mio paese che vi ho dato; e respingerò dalla mia presenza la casa che ho consacrata al mio nome, e la farò diventare la favola e lo zimbello di tutti i popoli.
Chiunque passerà vicino a questa casa, già cosí eccelsa, si stupirà e dirà: Perché il SIGNORE ha trattato in tal modo questo paese e questa casa?
Si risponderà: Perché hanno abbandonato il SIGNORE, Dio dei loro padri, che li fece uscire dal paese d'Egitto, si sono invaghiti di altri dèi, si sono prostrati davanti a loro e li hanno serviti; ecco perché il SIGNORE ha fatto venire tutti questi mali su di loro".


Salomone realizza il sogno di Davide, suo padre, portando a compimento la costruzione del tempio.
Leggendo dal primo versetto del capitolo cinque fino ai versetti presi in esame vediamo che furono giorni gloriosi, il re offrì a Dio un sacrificio a dir poco incredibile: ventiduemila buoi e centoventimila pecore!
A quei grandi giorni di festa e sacrificio Dio rispose così potentemente che i sacerdoti non poterono entrare nel tempio per la presenza dell'Eterno!
Sono incalcolabili le benedizioni che Dio può elargire quando agiamo secondo la sua volontà e soprattutto quando lo mettiamo al primo posto della nostra vita e consacriamo la nostra esistenza per servirlo, e notiamo che anche in questo la bibbia ci conferma, ancora una volta, che il Signore onora chi lo onora, Dio apparve di notte a Salomone per confermargli le sue promesse ma, soprattutto, per esortarlo, avvertirlo, anche duramente, a rimanere fedele ai suoi patti.
Ringraziamo il Signore che la parola di Dio non si limita a raccontarci dei fatti avvenuti migliaia d'anni fa, ma essa e viva e reale che continua a parlare anche ai giorni nostri.
Il Signore, come leggiamo nel ver. 15, ascolta le nostre preghiere, ci avverte che avrà gli occhi aperti e starà con le orecchie ben attente. Riscontrerà ogni nostra parola, esaminerà il nostro cuore e controllerà che quello che diciamo nell'orazione e conforme a quello che abbiamo nel cuore.

Possiamo ingannare il fratello, il vicino di casa dando l'impressione di essere dei buoni cristiani e covare odio, ed ogni sorta di male (Matteo 23: 28="Così anche voi di fuori apparite giusti davanti agli uomini; ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.").

Il Signore ci ha scelto per santificarci per essere il suo tempio! (Ebrei 10: 10 = "Per mezzo di questa volontà, noi siamo santificati mediante l'offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre").

Nella sua benignità, Dio, che è amore, ci dà sempre un'altra possibilità: confessando il nostro peccato, la nostra mancanza, la nostra debolezza nel mettere in pratica la Sua Parola;
se lo facciamo con sincerità, se ci umiliamo, se, realmente, ci pentiamo di quello che abbiamo commesso è desideriamo con tutto il cuore di riappacificarci, ricucire il rapporto che avevamo con l'Altissimo, la Sua parola ci incoraggia:

1 Giov. 9=" Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità".

Egli sarà pronto ad aspettarci con le braccia aperte e si riprenderà cura di noi, pronto ad accompagnarci durante il cammino della nostra vita, sempre disposto a darci il Suo aiuto in ogni momento.


Salmo 31: 23=" Amate l'Eterno, voi tutti suoi santi! L'Eterno custodisce i fedeli e retribuisce largamente quelli che agiscono con alterigia".

Conviene esserGli fedele, nulla di buono ci riserva il mondo, i versetti finali di questo capitolo ci avvertono che chi abbandonerà l'Eterno diventerà la favola e lo zimbello dei popoli, quante volte sentiamo le persone non convertite che parlano o meglio che sparlano di cristiani che danno scandalo(perché hanno preso la mala decisione di non seguire più il Maestro) con la loro testimonianza, quante volte abbiamo sentito dire che Tizio era tutto casa e chiesa e adesso fa
cose che prima non faceva? Queste persone non possono aspettarsi altro che calamità:


Salmo 73: 27=" Poiché ecco, quelli che si allontanano da te periranno; tu distruggi tutti quelli che, fornicando, si allontanano da te".

Abbiamo trovato la vita, il Cristo, il figlio di Dio, che è morto sulla croce per liberarci dalla schiavitù della morte, per donarci la vita eterna, per gustare la sua gloria, per ammirare la sua santità se perdiamo tutto questo con che cosa o con chi potremo rimpiazzarlo? Con niente, dobbiamo scegliere: o la vita in Cristo o la morte eterna nelle fiamme dell'inferno? Matteo 7: 13-14="Entrate per la porta stretta, perché è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono coloro che entrano per essa. Quanto stretta è invece la porta e angusta la via che conduce alla vita! E pochi sono coloro che la trovano!"

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Il traguardo del cristiano

Isaia 33: 17- 24

Gli occhi tuoi ammireranno il re nella sua bellezza, contempleranno il paese, che si estende lontano.
Il tuo cuore mediterà sui terrori passati: "Dov'è il contabile? Dov'è colui che pesava il denaro? Dov'è colui che teneva il conto delle torri?"
Tu non lo vedrai piú quel popolo feroce, quel popolo dal linguaggio oscuro che non si comprende, che balbetta una lingua che non si capisce.
Contempla Sion, la città delle nostre solennità! I tuoi occhi vedranno Gerusalemme, soggiorno tranquillo, tenda che non sarà mai trasportata, i cui picchetti non saranno mai divelti, il cui cordame non sarà mai strappato.
Là il SIGNORE sta per noi in tutta la sua maestà, in luogo di torrenti e di larghi fiumi, dove non giunge nave da remi, dove non passa potente vascello.
Poiché il SIGNORE è il nostro giudice, il SIGNORE è il nostro legislatore, il SIGNORE è il nostro re, egli è colui che ci salva.
I tuoi cordami, nemico, si sono allentati, non tengono piú fermo in piedi l'albero, e non spiegano piú le vele. Allora si spartirà la preda di un ricco bottino; gli stessi zoppi prenderanno parte al saccheggio.Nessun abitante dirà: "Io sono malato". Il popolo che abita Sion ha ottenuto il perdono della sua iniquità.

Questi versi iniziano con il traguardo d'ogni cristiano, la promessa di vedere Gesù faccia a faccia! Abbiamo accettato il figlio di Dio come personale salvatore della nostra vita, ottenendo il perdono dei nostri peccati, gustato il suo amore; questo non basta e non deve farci sentire arrivati, anzi, deve essere il punto di partenza della nostra vita in Cristo. Dobbiamo imparare ad ubbidire ai suoi comandamenti, mettere in pratica la sua Parola, servirlo fedelmente fino alla fine dei nostri giorni; se riusciamo a realizzare questo niente e nessuno c'impedirà d'incontrare il Messia e potremo ammirare quel paese, che adesso ci sembra lontano, che discenderà dal cielo: la nuova Gerusalemme.
Conviene essere fedeli a Cristo, sia per la nostra vita spirituale che materiale. Nessun popolo feroce e dal linguaggio oscuro ci farà paura. Quante volte siamo attaccati da strani avvenimenti, da svariate prove che non comprendiamo l' origine e che mai ci aspetteremo? Quante volte, attraversati da questi momenti oscuri, ci domandiamo: Perché mi accade questo, Signore, perché proprio a me? Se siamo attenti lettori della parola di Dio, dovremmo sapere che i credenti subiscono le stesse cose degli altri uomini (Matteo 5: 45="affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i malvagi, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti"), non dovremmo sgomentarci quando attraversiamo qualche prova, anzi, dovremmo cercare di rafforzare di più la nostra fede contando sull'appoggio ed il sostegno di Dio, rallegrandoci del momento che stiamo passando; quando il cristiano attraversa un momento critico significa che la sua vita spirituale è a buon regime, consideriamo la prova come un esame della nostra fede (Giacomo 1: 2- 3 ="Considerate una gran gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove dio vario genere, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza".) preoccupiamoci, invece, quando va tutto bene.
Perseveriamo nel camminare secondo l'Eterno proteggendoci dietro lo scudo della fede, il nemico non potrà niente contro di noi.

Quale sofferenza e che tipo di problema ci può impedire di ereditare la vita eterna?
Credo proprio nessuna e
se impariamo a tenere lo sguardo alla meta, non dovremmo vacillare in nessun modo; pensare che, quando saremo con Gesù, non dobbiamo più soffrire di niente, non ci sarà nessun ostacolo che c'impedirà di avere una piena e totale comunione con Lui ed Egli sarà sempre con noi a colmarci del suo grande amore. La vivremo in una pace assoluta, in eternità! Possiamo sperimentare il suo grande amore e la sua protezione già su questa terra, vivendo ed agendo secondo la sua volontà. Nel versetto 21 si menzionano nave a remo e un potente naviglio, rassicurandoci che essi ci lasceranno indenni. Anticamente, come tutti ben sanno, le navi navigavano a remi, nelle stive erano incatenati schiavi che erano costretti a remare, molte volte subendo terribili colpi di frusta; quando siamo attratti dal peccato non siamo, forse, legati da esso e costretti a seguirlo? Il nemico desidera imprigionarci e portarci via dalla Luce. Non è così, invece, per chi dimora nell'Eterno. Nessun potente naviglio ci potrà spaventare; esso passerà davanti a noi lasciandoci incolume, le funi che una volta ci tenevano prigionieri si sono allentate, la nostra corsa è terminata, siamo arrivati, non abbiamo più bisogno di cercare nel mondo qualcosa che ci può appagare, soddisfare: chi ha trovato Gesù ha tutto! Matteo 13: 44 - 46 =" Il regno de' cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per l'allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.
Il regno de' cieli è anche simile ad un mercante che va in cerca di belle perle;
e trovata una perla di gran prezzo, se n'è andato, ha venduto tutto quel che aveva, e l'ha comperata.")
Noi, che un giorno eravamo malati, zoppi, pazzi per il mondo siamo stati guariti dalle nostre infermità grazie al Suo sacrificio; ora siamo pazzi per il mondo ma questo non ci deve interessare perché aspiriamo ad avere.
Per la Sua immensa misericordia, la vita eterna!

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Inchinarsi al Messia

Matteo 9: 18- 26

Mentre egli diceva loro queste cose, uno dei capi della sinagoga, avvicinatosi, s'inchinò davanti a lui e gli disse: "Mia figlia è morta or ora; ma vieni, posa la mano su di lei ed ella vivrà".Gesù, alzatosi, lo seguiva con i suoi discepoli. Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, perché diceva fra sé: "Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita". Da quell'ora la donna fu guarita. Quando Gesù giunse alla casa del capo della sinagoga e vide i sonatori di flauto e la folla che faceva grande strepito, disse loro: "Allontanatevi, perché la bambina non è morta, ma dorme". Ed essi ridevano di lui. Ma quando la folla fu messa fuori, egli entrò, prese la bambina per la mano ed ella si alzò. E se ne divulgò la fama per tutto quel paese.

Uno dei capi della sinagoga, forse era stato anche un'acerrimo nemico di Cristo come la maggioranza degli scribi e dei farisei, si rivolge a Gesù per essere aiutato, riconosce che fino in quel momento si era sbagliato, aveva camminato fino a quel momento con il suo intendimento, aveva capito che per trovare Dio doveva abbassare il suo "io". Quanti di noi e quanti di loro, tutt'ora, abbiamo pensato e pensano di fare a meno di Dio oppure pensando di vivere secondo l'Eterno agiscono come meglio credono. Forti delle loro conoscenze si sentono padroni di ogni cosa, custodi di ogni sapienza, arroganti nel decidere per essi e per gli altri quello che sia più opportuno, abilitati dalle proprie coscienze a qualsiasi compromesso pur di soddisfare i propri bisogni, le proprie esigenze, di mettersi in mostra, di primeggiare su tutti e su tutto!
C'è un punto di non ritorno, che prima o poi tutti dobbiamo affrontare: Le esigenze della nostra anima, il desiderio del nostro spirito.Prma o poi dovremo rispondere alla donmanda che Dio fa ad ognuno di noi: (De 30:15 "Vedi, io metto oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male…")
Dio ci dà la possibilità di sistemare la nostra posizione nei suoi confronti, non ci obbliga a seguirlo, Lui ci ama molto e ci lascia la libertà di scegliere, ma dobbiamo scegliere….

Se il nostro spirito resiste al divino invito per spendere gli anni che ci restono al servizio del dio di questo mondo, subiremo un danno irreparabile: la morte eterna!
Rispondendo si alla chiamana del Padre celeste non ci resta che inchinarci, come fece quest'uomo, davanti all'autorità di Cristo Gesù il Signore, salvatore delle nostre anime. L'Eterno nella sua immensa miseriordia non si ricorderà delle nostre malefatte, non ci accuserà di niente, ci perdonerà perché lo abbiamo reso felice passando dalla sua parte, mettendoci sotto la sua protezione, faccendolo diventare la guida della nostra vita, Lui ama ogni uomo ma odia il peccato che abita in ognuno di noi, Lui desidera che ogni uomo si ravveda!
Facendo questo diventiamo veri sacerdoti del Dio altissimo ( 2 Pi 2:9 "Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente sana, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa").
Quando abbiamo riconosciuto Gesù come figlio di Dio allora gli potremo chiedere, con fiducia, di aiutarci, di prendersi cura della nostra vita, dei nostri problemi ( Mt 9: 29-30 "Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il giogo è dolce e il mio carico è leggero").
"Mia figlia e morta" dice l'uomo al Messia e con fede cieca, il suo cuore gli dice che Gesù può tutto":vieni, toccala ed ella vivrà", aggiunge senza dubitare.Gesù si alza, non parla né chiede niente e lo segue. Quando ci rivolgiamo a Lui, con vera fede, non dobbiamo temere di una risposta negativa, possiamo sempre contare sul suo aiuto, Dio andò in soccorso di quest'uomo, Dio verrà in nostro aiuto ogni qualvolta se ne presenterà il momento, Dio sarà sempre pronto ad ascoltarci, non dovremo temere più di niente, è anche scritto, per notra rassicurazione, se Dio è con noi chi potrà essere contro di noi? Non temiamo e continuiamo il nostro cammino…
Gesù cammina, verso la casa dell'uomo, insieme ai suoi discepoli; una donna, malata da ben dodici anni di un flusso di sangue li scorge e si avvicina. Quando i fratelli, la chiesa camminano uniti nel nome di Cristo sono una luce per gli altri, una prova per chi è alla ricerca della verità!
"Se riesco a toccare almeno la sua veste sarò guarita" disse fra se la donna, se crederò anch'io sarò come loro, questo in realtà era ed è il pensiero di coloro che vedono nei veri credenti qualcosa di diverso, attiriamo le attenzioni se serviamo e seguiamo il Signore come Egli desidera, perché vedendo noi vedranno il maestro (Gv 14:23 "Gesù gli rispose:Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui"). Se le persone ci vedono diversi, vedono guarigioni, liberati dai vizi, ci vedono radicalmente rinnovati nello spirito è perché Cristo vive, realmente, nella nostra vita e li attireremo a Dio con la nostra testimonianza, verrà in loro il desiderio di buttarsi nelle braccia del Creatore. La loro fede verrà, senza ombra di dubbio premiata: " Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita" gli risponde Gesù e il Cristo ti dice, se ancora devi deciderrti a conoscerlo: "Coraggio, abbi fede in me e non temere!". Dio premia con grandi benedizioni quel cuore che si dispone ad ospitarlo!
Gesù giunge davanti alla casa del capo della sinagoga, trova una folla che si disperava dal doloro ed i suonatori di flauto che eseguivano una litania per il lutto.Molte volte, soprattutto nei credenti, quando affrontano una prova difficile e la fede viene meno, nel nostro cuore c'è il buio, ci sentiamo, molte volte, morti nello spirito, come dimentichiamo presto le benedizioni di Dio. Cristo è fuori alla casa, fuori il nostro cuore, quasi quasi ci abituiamo a tenere il dolore, l'angoscia che ci affligge; quante volte questo accade perché cerchiamo di darci una spiegazione, vogliamo uscirne con le nostre forze, ci dimentichiamo che siamo incapaci di agire e che obbiamo contare solo su Gesù. Quante volte, evangelizzando, troviamo una persona che vive un momento particolare della propria vita, magari gli è stato tolto qualcosa a cui teneva molto, forse proprio un parente stretto, cerchiamo di parlarle dell'amore di Gesù e questa magari ride del Signore, la folla rideva del Maestro, non credeva che aveva il potere di far rivivere la ragazza, quante volte il mondo ci ride addosso, si prende gioco di noi, del Signore, perché non credono che la vera felicità, la vera essenza della vita e che Cristo abiti nei nostri cuori.
Basta poco, abbiamo letto per permettere a Dio di regnare nella nostra vita, basta un po' di fede, basta che lo sfioriamo appena e sufficiente che stendiamo la nostra mano verso di Lui, Egli stenderà la sua verso di noi e ci afferrerà. All'inizio di questa storia abbiamo letto che l'uomo s'inchinò al Messia, in questo modo gli permetteva di entrare nel nostro cuore, quando consegnamo il nostro centro di comando nelle mani del Signore niente può resistere alla forza purificatrice di Dio, la folla fu messa fuori, Gesù caccerà fuori dal nostro cuore ogni cosa che non sia buona, qualsiasi cosa, per Lui non ci sono limiti. Non saremo più angustiati di nulla, nemmeno dalla morte, Gesù afferrò la bambina ed ella visse, Gesù vuole afferrare la nostra vita per farci vivere secondo la sua volontà perché vuole che, attraverso di noi, gli altri giungano a conoscerlo come Signore della vita eterna!

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Non arrenderti mai

1° Samuele 1: 1 -19

C'era un uomo di Ramataim-Sofim, della regione montuosa di Efraim, che si chiamava Elcana, figlio di Ieroam, figlio di Eliù, figlio di Toù, figlio di Suf, efraimita.
Aveva due mogli: una di nome Anna e l'altra di nome Peninna. Peninna aveva dei figli, ma Anna non ne aveva.
Quest'uomo, ogni anno, saliva dalla sua città per andare ad adorare il SIGNORE degli eserciti e offrirgli dei sacrifici a Silo; e là c'erano i due figli di Eli, Ofni e Fineas, sacerdoti del SIGNORE.

Nel giorno in cui Elcana offrì il sacrificio diede a Peninna, sua moglie, e a tutti i figli e a tutte le figlie di lei le loro parti;
ma ad Anna diede una parte doppia, perché amava Anna, benché il SIGNORE l'avesse fatta sterile.
La rivale mortificava continuamente Anna per amareggiarla perché il SIGNORE l'aveva fatta sterile.
Così avveniva ogni anno; ogni volta che Anna saliva alla casa del SIGNORE, Peninna la mortificava a quel modo; perciò lei piangeva e non mangiava più.
Elcana, suo marito, le diceva: "Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Per te io non valgo forse più di dieci figli?
Dopo che ebbero mangiato e bevuto a Silo, Anna si alzò. Il sacerdote Eli stava in quell'ora seduto sulla sua sedia all'entrata del tempio del SIGNORE.
Lei aveva l'anima piena di amarezza e pregò il SIGNORE dirottamente.
Fece un voto e disse: "O SIGNORE degli eserciti, se hai riguardo all'afflizione della tua serva e ti ricordi di me, se non dimentichi la tua serva e dai alla tua serva un figlio maschio, io lo consacrerò al SIGNORE per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sulla sua testa".
La sua preghiera davanti al SIGNORE si prolungava, ed Eli osservava la bocca di lei.
Anna parlava in cuor suo e si movevano soltanto le sue labbra, ma non si sentiva la sua voce; perciò Eli credette che fosse ubriaca
e le disse: "Quanto durerà questa tua ubriachezza? Va' a smaltire il tuo vino!"
Ma Anna rispose e disse: "No, mio signore, io sono una donna tribolata nello spirito e non ho bevuto vino né bevanda alcolica, ma stavo solo aprendo il mio cuore davanti al SIGNORE.
Non prendere la tua serva per una donna da nulla; perché l'eccesso del mio dolore e della mia tristezza mi ha fatto parlare fino ad ora".
Ed Eli replicò: "Va' in pace e il Dio d'Israele esaudisca la preghiera che gli hai rivolta!"
Lei rispose: "Possa la tua serva trovare grazia agli occhi tuoi!" Così la donna se ne andò per la sua via, mangiò, e il suo aspetto non fu più quello di prima.
L'indomani lei e suo marito si alzarono di buon'ora e si prostrarono davanti al SIGNORE; poi partirono e ritornarono a casa loro, a Rama.
Elcana si unì ad Anna, sua moglie, e il SIGNORE si ricordò di lei.

La nostra storia ruoterà intorno alle due moglie di Elcana, Pennina ed Anna, che rappresentano due tipi di credenti.
La prima era riuscita a dare dei figli a suo marito, si sentiva soddisfatta ed appagata di aver svolto il suo compito di donna, sia come moglie che come madre. Si sentiva sicura di se, sicuramente il marito era contento di lei; talmente sicura di sé che si sentiva libera di prendere in giro,mortificare Anna che, fino a quel momento, risultò essere sterile.
Quanti credenti si sentono sicuri di sé, forti per il fatto che sono riusciti a realizzare qualcosa nel campo spirituale, contenti di un posto importante in chiesa, di un compito che, forse, Dio gli aveva dato in passato, ed ora svolto con arroganza, dimenticando l'amore di Dio, sentendosi superiori, quasi una classe elevata rispetto ai loro consimili? O, peggio ancora, quanti di loro si sentono forti di servire il Signore con il loro intendimento, senza sapere o, addirittura, ignorare la volontà di Dio?
(I Corinzi 4:7 Infatti, chi ti distingue dagli altri? E che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perché ti vanti come se tu non l'avessi ricevuto?)

Come dimentica presto, il cuore dell'uomo, che quello che abbiamo il Signore ce l'ha dato per la sua grande misericordia, come fa presto a credere che tutto quello che svolge e possiede è per i suoi meriti!
Dio non è come l'uomo, Lui non guarda alle nostre bravure, al nostro modo di fare , all'esteriorità, Lui scruta direttamente il cuore, il centro dell'uomo, lì è nascosto il nostro intimo, la nostra vera natura.

Anna al cospetto del marito si sentiva una nullità, si disperava ma questi l'amava di un amore grande, dell'amore grande che ci ama Gesù quando riconosciamo il nostro stato, quando ci umiliamo e siamo consapevoli di non aver fatto e di non poter fare nulla con le nostre forze.
Nonostante la sua grande tristezza Anna non si arrende, va nel tempio per pregare, per chiedere, per supplicare il suo Dio, sa che se persevera il Signore alla fine ascolterà il suo lamento…
Ricorda la parabola del giudice iniquo (Luca 18: 1-8).
Qual è la tua angoscia, caro fratello o sorella, che stai leggendo? Non temere. Non c'è niente che non sia risolvibile, chiuditi nella tua cameretta e prega, Dio non ti ha abbandonato o si è dimenticato di te, il Signore vuole che conti su di Lui, perché Lui è la soluzione di ogni tuo problema; Il nostro grande Dio vuole provvedere a tutti i tuoi bisogni e si compiace di te che fai affidamento, esclusivamente, sul suo aiuto!
Anna chiede un figlio da consacrare all'Eterno. Lo chiede con tutto il cuore, si umilia davanti al Signore, riconosce la sua debolezza. E, tu? Sei armato dello stesso sentimento di questa donna? Sei pronto a spandere la tua anima davanti al tuo Creatore? Dio esaudisce la preghiera della moglie di Elcana come esaudirà la tua preghiera e di chiunque si rivolgerà a Lui per chiedere qualcosa secondo la Sua volontà
Molte volte si prega per scopi egoistici (per un lavoro, un matrimonio, un affare ecc.…) nella Parola di Dio è scritto: "Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più (Matteo 6: 33). Dio conosce bene i nostri bisogni, Lui sa cosa darci, ma si rallegra di più quando chiediamo qualcosa per servirlo. Dio vuole questo da me, da te e da tutti i suoi figlioli, vuole servirsi di noi per annunciare a gli altri la salvezza in Cristo Gesù;
Anna chiese un figlio da consacrargli e mantenne la sua promessa. Noi chiediamo qualche compito per dargli Gloria e perseveriamo nelle sue vie.

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Degni del Vangelo

Leggiamo da Filippesi 1:27–30

Soltanto, comportatevi in modo degno del vangelo di Cristo, affinché, sia che io venga a vedervi sia che io resti lontano, senta dire di voi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede del vangelo,
per nulla spaventati dagli avversari. Questo per loro è una prova evidente di perdizione; ma per voi di salvezza; e ciò da parte di Dio.
Perché vi è stata concessa la grazia, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in Lui, ma anche di soffrire per lui,
sostenendo voi pure la stessa lotta che mi avete veduto sostenere e nella quale ora sentite dire che io mi trovo.

Un’importante esortazione ci rivolge la parola di Dio: siamo degni del vangelo di Cristo, comportandoci conformemente a quello che troviamo scritto, soprattutto un incitamento a chi vuol servirlo attivamente, a chi ha nel cuore di essere uno strumento per la Sua gloria, a chi vuole consacrare la sua vita! Dio si servirà di te se tu sarai degno della Sua Parola, se, oltre a leggerla con cura ti studierai di metterla in pratica; così facendo ti guadagnerai la sua fiducia; nel vangelo di Giovani troviamo scritto che se ubbidiamo a quello che è scritto nella Bibbia Lui e suo padre verranno a dimorare dentro di noi (Gv. 14: 23) e che se chiediamo qualcosa nel suo nome Egli ce la darà (Gv. 14: 14). Pertanto, se vuoi vedere la gloria di Dio nella tua vita, non dovrai fare altro che vivere della sua Parola.

Il nuovo comandamento che Gesù diede ai suoi discepoli era quello di amarsi, usando questo sentimento siamo sicuri di poter fare la sua volontà. Amare è dare senza ricevere o sperare di ricevere niente in cambio; l’amore che Dio c’infonde è un amore diverso da quello umano; il mondo ama per puri scopi egoistici; amiamo la persona dell’altro sesso perché lei ricambia il nostro sentimento; vogliamo bene ad un animale perché esso ci si affeziona; facciamo un favore ad un nostro amico perché siamo sicuri o speriamo che un giorno ci ricambierà il piacere!

L’amore che Egli c’infonde è incomprensibile per le persone non convertite. Il sentimento divino impone d’amare anche quando non si è stati amati, addirittura di amare i nostri nemici! I seguaci di Cristo devono essere uniti dallo stesso Spirito, fare a gara a cercare il vantaggio dell’altro; non ci deve essere per niente il sentimento di rivalità, i figlioli di Dio non sono fatti per guerreggiarsi; molte volte vediamo che un fratello si è comportato in un certo modo, conosciamo qualche particolare e veniamo a conoscenza che il suo modo di agire è scaturito da una provocazione di un altro fratello.

Chi provoca e chi risponde alla provocazione sono sullo stesso piano: vanno contro l’amore di Dio; prendiamo ad esempio 2° Samuele 2: 12 – 16, Giuda e Israele si affrontano in battaglia schierando 12 giovani per parte, leggiamo che ciascuno di loro prese il proprio avversario per la testa e lo uccise con la propria spada. Il Signore non vuole che combattiamo fra di noi, lui ci vuole uniti per vincere (chi si affida a Lui vince), il popolo di Dio è unito quando vince, lo aspetta la sconfitta quando è disunito, non ci mancano gli esempi, nell’antico testamento, delle tante battaglie che affrontava il popolo ebreo: perché questo? Dio è unità non divisione! Noi crediamo nella Trinità composta da Dio padre, Dio figlio e lo Spirito Santo; i tre sono uno! Noi che siamo creati a sua somiglianza e che siamo il suo corpo come faremo e spereremo di avanzare se siamo divisi?

Il nostro acerrimo nemico che non si stanca mai di aggirarsi come un leone per cercare di sbranare qualche preda, si troverà davanti ad un credente o in una chiesa intera fortificata dall’aver messo in pratica l’unità di Dio rimarrà spaventato perché non può far fronte alla luce di Cristo!

Unità di spirito è soprattutto unità con lo spirito di Cristo, vedere il mondo con i suoi occhi e vivere come Lui, anche se sappiamo benissimo che non raggiungeremo mai la sua perfezione, dobbiamo cercare di camminare come Lui camminò; finché resteremo su questo mondo dobbiamo essere pronti a qualsiasi tipo di lotta, fino all’ultimo giorno della nostra vita, è vero che siamo salvati per grazia ma la parola ci dice che abbiamo anche la grazia per soffrire per Lui.

Non stanchiamoci dei tanti problemi che siamo costretti ad affrontare, non sgomentiamoci per niente, con l’aiuto di Dio ci riusciremo e tanto meno non preoccupiamoci del futuro, l’esempio è sempre il Divino Maestro, che soffrì fino all’ultimo istante della sua vita morendo sulla croce per i nostri peccati, non ebbe riguardo alla sua vita perché aspirò a quello che gli aspettava, di sedere alla destra di Dio!
Non preoccupiamoci più di tanto di questa vita, preoccupiamoci di ubbidirgli e desiderando ardentemente che il giorno che lasceremo questo mondo raggiungeremo il nostro Gesù Cristo il Signore.

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