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MAJESTIC ... LA GRANDE SVOLTA

Il testo è un po' lungo L , ti consiglio di salvare e leggere offline




MAJESTIC CAMBIA VOLTO

La svolta del 1954. UFO e sicurezza nazionale. Segreto, sempre. L'omicidio del professor McDonald. Donald Menzel, un negatore d'ufficio. Il memo Twining sui dischi volanti.Un patologo seziona gli extraterrestri. Tutti gli apostoli della CIA. L'on- nipotente Kissinger. La zona grigia. La Trilateral Commission.

LA GRANDE PIRAMIDE

Durante la trasmissione UFO cover up live la casa produttrice, la LBS Extraterrestrials Inc.(!) trasmetteva uno schema realizzato al computer, in cui si vedeva l'organigramma del Majestic 12. Al vertice, il presidente degli Stati Uniti (quindi, all'epoca, Eisenhower). Che comandava su due organismi indipendenti e di pari grado, il National Security Council (NSC o, in italiano, CNS) e il gruppo majestic. Majestic, a sua volta, presiedeva la CIA, la NIA (National Intelligence Authority) che coordina i servizi di Intelligence, e due progetti segreti noti come Aquarius e Umbrella, strettamente collegati al recupero di UFO e ai contatti formali con gli extraterrestri. Aquarius-Umbrella avrebbero comandato la DIA. Al di sotto della quale troviamo quattro forze: la Psychology Research Unit, un gruppo di ricerca nel campo della psicologia e della parapsicologia; la Defense Advance Research Projects Agency (DARPA), che mette a punto le guerre del futuro, con supertecnologie (dal supercannone acceleratore di particelle ai virus killer che vedrete più avanti); l'enigmatico D.C.5 e l'Area 51. DARPA, a sua volta, sovrintenderebbe l'Esercito, l'Office of Naval Intelligence (ONI), cioè il servizio segreto della Marina; l'Air Force Intelligence Service (AFIS), il servizio segreto dell'Aeronautica. In pratica, DARPA sarebbe a capo delle Forze Armate.

Perché usiamo il condizionale? Perché non siamo in grado di confermare queste informazioni, che la giornalista Linda Howe ha ripreso nel suo splendido volume An alien harvest, a pagina 175. E questo perché stiamo parlando di segreti militari ad altissimo livello.

Il cui accesso ci è negato. Il reale organigramma delle Forze Armate e dei servizi segreti è conosciuto solamente dal presidente e dal ministro della Difesa. E forse da pochi altri intimi. Per questo ci è impossibile qualsiasi verifica. In più, il sapere che tale organigramma sia stato mostrato in una trasmissione semiscandalistica, e realizzato probabilmente grazie alle soffiate di noti rivelatori quali Bill Cooper, Falcon e Condor,non nuovi a dichiarazioni sensazionalistiche ai media, non aggiunge credibilità. Pure, questa struttura piramidale ha in sè una certa logica, che potrebbe renderla plausibile. É fuor di discussione, ad esempio, che i reparti di Intelligence dipendano da una struttura superiore. E ce lo dimostra la storia dell'ufologia, che documenta puntualmente i vani sforzi dei servizi segreti di Esercito, Marina e Aviazione, costantemente bloccati da qualcuno più in alto. Anche se noi siamo più inclini a ritenere che questo qualcuno non sia il DARPA ma la CIA stessa. Che dipendeva sì dal Majestic, ma allo stesso tempo ne faceva parte. E dipendeva sì dal presidente, ma tendeva talvolta a scavalcarlo (si pensi a Carter, al quale fu vietato l'accesso ai dossier UFO). Perché, sia detto per inciso, esistono due CIA, una che come Majestic si occupava degli UFO e l'altra che si interessa di controspionaggio, politica e quant'altro, che è la nota CIA di Langley e dei film di James Bond. La prima è al di sopra del presidente, la seconda ne dipende.

Ed è a questo punto che, osservando lo schema grafico della LBS, ci sorgono alcuni dubbi. Ad esempio, è vero che i presidente è il capo formale del Majestic 12, ma è anche vero che i Majestic in più occasioni lo abbiano snobbato, soprattutto dopo la grande svolta del '54 e nel periodo in cui la fazione economica del 54/12 (quella, per intenderci, di Kissinger e Brzezinski che fra poco conoscerete) fu enormemente forte. Nominalmente, comunque, il presidente è il capo del Majestic 12. E lo è di sicuro dell'NSC, struttura parallela al Majestic 12, con il quale questo ha moltissimi punti in comune. Al punto da giustificare l'ipotesi che una sia stata copiata dall'altra. NSC è stato creato nel '47, come il Majestic, grazie ad una legge "sulla Sicurezza Nazionale". Suo compito è vigilare sulla sicurezza e "agire in nome della nazione e di proteggerne i suoi interessi . Così come è costituito oggi, esso comprende il presidente ed il vicepresidente, il segretario di Stato e il segretario alla Difesa. Il presidente è il capo dell'NSC. Di volta in volta i presidenti hanno invitato i capi di altri dipartimenti o funzioni governative a presenziare alle riunioni o a parteciparvi come membri de facto, cioè il direttore della CIA e il capo del Comitato congiunto dei Capi di Stato Maggiore(1)".

In altre parole, quella che sarà la struttura del governo invisibile sotto Johnson, negli anni '50, il 54/12!

"L'NSC si occupa delle questioni più vitali della politica di sicurezza nazionale del Paese. É questo organismo che discute gli sviluppi recenti sul controllo degli armamenti e sullo scudo stellare...", scriveranno G.Josca e M.Platero nel Rapporto Tower (1). Poiché queste decisioni sono parte integrante della politica del governo invisibile, capite adesso perché è giustificato l'intreccio fra CIA-ex Majestic e l'NSC. Che, di fatto, è composto dagli stessi vertici del 54/12. Perché, allora, vi chiederete, il presidente mantiene in vita due strutture apparentemente identiche e con compiti pressoché uguali? Per un semplice motivo. L'NSC è pubblico e legale. La sua esistenza si trova citata in qualsiasi testo di politica, e financo nei libri di scuola, e risponde ad una precisa richiesta dei contribuenti americani. Ma poiché spesso le mani dell'NSC vengono legate da quella stessa legalità nel cui ambito questo si muove, ecco allora intervenire il 54/12. L'altra faccia della medaglia, la parte nera del Tao. Che agisce illegalmente e segretamente. E vince colà dove l'NSC, dovendosi arrestare, ha fallito. 54/12 è un supergoverno che si è attribuito, più o meno illegalmente, pieni poteri. L'NSC, invece, "non è un corpo decisionale. I suoi membri si riuniscono come consiglieri del presidente. Per alcuni presidenti, come Eisenhower, l'NSC ha costituito il principale organismo di sicurezza nazionale [per forza, Majestic all'epoca si occupava solo degli UFO, n.d.A.]. Altri presidenti, come Kennedy, si affidavano invece a gruppi di consiglieri più informali, gruppi che spesso includevano taluni, ma non tutti, membri del Consiglio...(2)". I JASONS del 54/12! "Kennedy, con la sua tendenza antiorganizzativa, smantellò tutti i comitati creati da Eisenhower e pose alla Casa Bianca un ristretto gruppo di consiglieri perfettamente in sintonia con la sua filosofia ed il suo approccio di gestione", confesserà un funzionario della Casa Bianca all'epoca del Rapporto Tower

(1987). "Johnson non apportò grandi cambiamenti...L'amministra-zione Nixon vide il ritorno all'impiego dell'NSC come principale foro consultivo per la sicurezza nazionale [grazie a Kissinger, n.d.A.]. Questo tipo di schema venne mantenuto dal presidente Ford e da Carter, e in larga misura anche da Reagan". Principale consigliere del presidente, e quindi vera anima dell'NSC sarebbe stato il consigliere del presidente per gli Affari della Sicurezza Nazionale. Sotto Johnson, McGeorge Bundy, sotto Nixon Kissinger, sotto Ford il duo composto da Kissinger, come segretario di Stato, e da Brent Scowcroft, consigliere per il presidente.

Come dite? Si tratta in realtà della stessa struttura del 54/12? É ovvio, ne fanno parte gli stessi membri, quelli che cioè sono presenti in entrambi i gruppi...Tra l'altro, è notevole come tale ente bifronte, NSC-54/12, si occupi di "sicurezza nazionale minacciata". E gli UFO sono sempre stati visti proprio come una minaccia alla sicurezza nazionale! Si pensi alle commissioni Robertson e Condon...

LA GRANDE SVOLTA DEL 1954

"Il 1954 fu l'anno di massimo pericolo per un attacco nucleare russo", ha dichiarato lo stratega nucleare Paul Nitze.

In quello stesso anno Majestic si è trasformato in Gruppo Speciale, riciclando alcuni politici che precedentemente avevano fatto parte di una setta nota come JASONS e che erano stati consiglieri del presidente, al cui tavolo si sedevano, noti come commensali dell'OCB.

La loro storia comincia probabilmente il 20 giugno 1949, quando il Congresso vara una nuova legge sulla sicurezza nazionale, che attribuisce alla CIA poteri senza precedenti, come l'utilizzo di ingenti fondi "senza riguardo alle disposizioni di legge ed ai regolamenti per l'uso degli stanziamenti del Governo (3)". In quella stessa data veniva creato un "potere esecutivo occulto" (4) noto come Authority 10/5. Authority era già stato costituito il 18 giugno dell'anno prima in seno alla CIA con l'inconfessato scopo di condurre operazioni politiche clandestine, alleggerendo così i compiti dell'NSC. All'epoca era stato battezzato Authority 10/2. Ed in seguito ribattezzato JASONS. A detta del ricercatore Jean Sider, questo gruppo di potere "doveva risolvere problemi più gravi di quelli affrontati normalmente dal potere ufficiale (5)". Authority-JASONS era dunque il corrispettivo in campo politico del Majestic. Con l'unica differenza che quest'ultimo gruppo era più ristretto: comprendeva infatti il direttore della CIA, il consigliere del presidente per la sicurezza nazionale (!), il sottosegretario di stato per gli affari politici, il vicesegretario della Difesa, il presidente della commissione dei capi di Stato Maggiore (6).

Nel 1952, con la creazione dell'NSA, i JASONS sarebbero confluiti nell'OCB, l'Operations Coordinating Board, o Consiglio di Coordinamento Operazioni. Una scelta che non dovette risultare felice, in quanto toglieva potere alla CIA per trasferirlo ad un altro ente, che con la CIA sarebbe spesso entrato in conflitto. E così, due anni dopo, OCB sarebbe stato sostituito dal 54/12.

IL NUOVO CORSO DEL '54

All'inizio della nostra indagine storica, frugando negli archivi e nelle biblioteche d'Italia e d'America, ci eravamo resi conto che il 1954 era stato un periodo molto particolare.

In quell'anno, infatti, sia l'establishment economico che quello scientifico stavano vivendo un momento assai difficile. Soprattutto per ciò che riguardava la navigazione aerea ed il fiorente commercio ad essa collegato.

Notammo infatti che, oltre al caso di Walesville, diversi altri incidenti aerei si erano verificati in altre parti del mondo. Nella notte del 30 giugno,per esempio, un bimotore era stato costretto ad un atterraggio di fortuna a Garden City. Il velivolo era guidato da un pilota con una notevole esperienza e con parecchie ore di volo alle spalle, il luogotenente H. L. Pickett. Il 2 luglio un altro aereo con cinque membri d'equipaggio e quindici passeggeri, tutti familiari degli avieri, si schiantò a Bahia. Non che questi incidenti avessero necessariamente a che fare con i dischi volanti ma,pensammo noi,dopo la tragedia di Walesville era probabile che una qual diffusa preoccupazione, dovuta al timore che dietro molte di queste sciagure ci fossero i dischi volanti, avesse assalito i membri del Majestic 12. Non riuscivamo infatti a spiegarci perché, tutt' a un tratto, si fosse formato un nuovo governo invisibile, proprio in quell'anno. Eravamo sicuri che l'evento fosse in relazione con il caso di Walesville. E pensavamo che il Majestic 12, allarmato dall'incognita UFO si fosse riformato. Su quest'ultimo punto sbagliavamo. Scoprimmo in seguito che Majestic aveva ormai terminato il proprio compito. I dodici, con la collaborazione di una commissione nota come IAC specificatamente istituita per trattare il problema dischi volanti, avevano ormai scoperto cosa fossero gli UFO, certamente grazie agli studi sullo scafo recuperato a Roswell; dovevano aver intuito in che modo volavano e come facevano per essere invisibili ai radar e forse sapevano anche da dove venivano. Su quest'ultimo dato la questione è ancora aperta,ma il punto della nostra indagine non è stabilire la verità sugli UFO quanto scoprire quale fosse la verità, vera o falsa non importa, per il Majestic 12, verità che ne condizionò il modo di operare. Solo in seguito scoprimmo che, soppresso Majestic 12, il neonato 54/12 proseguiva le ricerche sugli UFO non per sapere ma per controllare. Per controllare una eventuale aggressività di questi intrusi. Varie frasi ambigue pronunciate da importanti uomini politici nel corso degli anni, da McArthur sino a Reagan, hanno confermato questa supposizione. Le sciagure aeree potevano aver involontariamente indirizzato questa nuova corrente di pensiero all'interno della CIA. Ma non c'era solo questo. Ben altri fattori, assai più rilevanti, avrebbero condizionato le nuove scelte della CIA. Come il diffondersi dell'interesse verso il fenomeno a livello mondiale. Fenomeno che così rischiava di sfuggire alla pesante tutela del governo americano. Sempre in un Paese di lingua inglese.

Infatti l'Australia aveva da poco deciso di studiare gli UFO. Secondo alcuni rapporti classificati segreti e declassificati per il pubblico solo alcuni anni dopo,ma dei quali l'America doveva essere certamente al corrente, il 31 agosto un aereo Hawker Sea Fury della Marina si era avvicinato a due strane luci in volo a 5000 metri sopra Goulburn, New South Wales. Il pilota aveva avvisato immediatamente via radio la stazione aeronavale di Nowra, comunicando che le luci stavano schizzando via ad altissima velocità. Gli fu risposto che gli oggetti erano stati intercettati dal radar. Sappiamo che il Ministero della Marina venne immediatamente allertato e che, nello stesso anno, il ministro dell'Aria, William McMahon, incaricò l'Aeronautica Reale australiana di investigare sugli UFO. Altri si stavano muovendo, ed era necessario batterli sul tempo.

MARTE

Non solo, avevamo notato, sempre grazie alle nostre ricerche d'archivio, che in quel periodo si era tornato a parlare di possibili vite aliene non tanto a proposito dei vari avvistamenti UFO, quanto per un evento astronomico ben preciso e più serio. Il 2 luglio il pianeta Marte si era trovato a soli 64 milioni di chilometri dalla Terra (un'inezia!) e, per l'occasione, astronomi, meteorologi, fisici, biologi e matematici di dieci Paesi del mondo si erano radunati ed organizzati per fotografare il pianeta rosso, cercando di cogliere maggiori dettagli possibili e dunque per ricavarne il più alto numero di informazioni (ancora si era lontani dalla moderna radioastronomia). Il dottor E. C. Slipher, dell'osservatorio Lowell di Flagstaff in Arizona, si era recato fino in Sudafrica,a Bloemfontein, sull'esatta verticale di Marte, nella convinzione di poter ottenere prove fotografiche dell'esistenza di una forma di vita sul pianeta. A tale riguardo già Clyde Tombaugh, lo scopritore del pianeta Plutone già consulente di Truman nel '46 a seguito di un'ondata di razzi fantasma che avevano sorvolato parte del pianeta, si era dichiarato convinto della possibilità di vita su Marte, basandosi sulla supposta presenza di licheni nei canali marziani. In quell'estate, dunque, si parlava seriamente di extraterrestri. E le fonti non erano i soliti visionari ufologi, ma seri e accreditati scienziati, la cui voce aveva un certo peso sia sulla gente che negli ambienti di ricerca.

LA CRISI POLITICA

Ma il '54 passò alla storia anche per la grave crisi politica. Qui troviamo allora la chiave di lettura per la nascita di un nuovo governo segreto. La rivista Relazioni internazionali del 23 gennaio 1954 avrebbe scritto: "Il mondo tornò ad avvicinarsi alla Terza Guerra Mondiale allorché all'inizio del 1954, precisamente il 12 gennaio, il segretario del Dipartimento di Stato americano John Foster Dulles (fratello di Allen, capo della CIA,n.d.A.) enunciava una nuova formulazione della strategia statunitense che, ben al di là del vecchio contenimento dell'influenza comunista preludeva addirittura alla possibilità di scatenare una rappresaglia militare massiccia (una minaccia che, come ha ben visto uno dei più acuti critici americani della guerra fredda, il Fleming, implicava la guerra atomica illimitata) e di coinvolgere quindi anche gli alleati degli Stati Uniti in una guerra atomica distruttrice. L'intervento di Dulles rappresentò perciò uno dei momenti culminanti della guerra fredda, e fu forse proprio il carattere catastrofico e terrificante delle prospettive che esso apriva che indusse nei mesi seguenti gli stessi alleati degli Stati Uniti a ricercare i primi passi per un allentamento della tensione e per frenare la corsa alla guerra".

In un momento in cui si registrava un'acutissima crisi politica, il governo invisibile era costretto a sciogliersi e a rifondarsi in maniera completamente diversa. La politica, soprattutto internazionale, sarebbe stata l'obiettivo primario. Per far questo occorreva sbarazzarsi dei vecchi esperti ufologi del Majestic, che vennero in parte promossi e quindi spediti via verso altri incarichi; al loro posto subentrarono uomini politici molto vicini al presidente ed in punti chiave della Difesa e dei Rapporti con l'Estero. Si trattava per lo più di persone dell'alta borghesia, alcuni dei quali molto ricchi, che sovente si conoscevano già fra loro. Alcuni aveva persino studiato negli stessi istituti frequentati dai vecchi esponenti del Majestic, e questo garantiva uno schema mentale ben preciso. Altri avevano aderito, in gioventù, agli stessi club universitari e qualcun altro, come i Dulles, eran persino parenti. Questa forma di nepotismo, la storia lo insegna, è sempre molto utile allorché è necessario accentrare le cariche di governo nelle mani di pochi.

Gli UFO sarebbero stati l'ultimo dei problemi del neonato 54/12. Pure, il fenomeno c'era e, nei momenti di grave tensione politica, creava problemi non indifferenti alla sicurezza. In primo luogo, perché distoglieva le masse dai problemi concreti e soprattutto perché, come ribadirà la commissione Robertson, le continue segnalazioni di UFO avrebbero potuto assuefare le persone, soprattutto negli ambienti militari, alla presenza di ordigni misteriosi in cielo. Ordigni che, magari per una sola volta soltanto, avrebbero potuto essere sovietici. Radaristi e militari, vedendo i soliti eco fantasma sugli strumenti, avrebbero potuto pensare ai soliti fratelli dello spazio ed ignorare i segnali. Aprendo così involontariamente la strada ai caccia sovietici.

Questa era stata la preoccupazione principale del ministro della Difesa e majestic James Forrestal.

I CONTATTISTI

Per di più, mentre politici e militari erano con i nervi a fior di pelle,gli UFO, in maniera quanto mai inopportuna, si permettevano il lusso di scatenare una gigantesca ondata (flap)

su tutto il pianeta, con centinaia e centinaia di segnalazioni da ogni dove. L'ondata del '54 è una pietra miliare nella storia dell'ufologia. Le continue segnalazioni di UFO hanno contribuito in molti Paesi, soprattutto in Italia e Francia, all'uscita di nuovi libri sugli UFO, alcuni dei quali basilari. Un vero problema per il 54/12, che sperava ormai di essersi sbarazzato della questione grazie ai continui articoli ridicolizzanti sulla stampa. Inoltre, era necessario non solo controllare la risposta isterica delle masse dinnanzi ai flap, ma anche fronteggiare il fenomeno stesso. Come occorreva interpretare il passaggio massiccio di questi fantomatici velivoli nei cieli statunitensi? Come atti oltraggiosi, come provocazioni, come avanguardie di un'invasione? I dischi, nel frattempo, spingevano taluni individui a creare nuovi culti e nuove sette. Molti di questi si dichiaravano contattisti, cioè in contatto fisico o mentale continuo con gli abitanti degli altri pianeti. Dai quali ricevevano messaggi di pace e fratellanza universale che avevano una grande ascesa sul pubblico. Il più famoso di tutti era George Adamski, in contatto con i venusiani. E seguivano a ruota George Hunt Williamson, che parlava con profonda erudizione degli abitanti di Tyrantor; Truman Bethurum, collegato con la splendida aliena Aura Rhanes di Clarion; Salvador Villanueva Medina; George Van Tassel; Daniel Fry, autore di splendide foto e bellissimi filmati falsi di UFO; Mark Probert e Orfeo Angelucci. Lo scrittore Franco Ossola,al riguardo,avrebbe commentato: "I contattisti stavano prendendo ad imperversare e a far parlare di loro ad ogni istante".

Tutto ciò spiega perché, di fatto dalla metà del '54 e legalmente da dicembre, fu necessario ridimensionare e riorganizzare i vertici del governo invisibile. Assistiamo dunque ad una netta separazione della parte politico-amministrativa dal team di studio ufologico. Di questi ultimi non si sa gran che, e questo ci induce a pensare che il monopolio dell'informazione sugli UFO sia rimasto in mano ai politici.

Proprio la nuova guardia politica, che in seguito avrà tra le sue fila eminenti statisti come Kissinger o Brzezinski, non avrà più il tempo per correr dietro ai dischi volanti. La continua instabilità dello scacchiere internazionale assorbirà quasi totalmente questi pezzi da novanta: il problema dell'espansionismo sovietico, la corsa agli armamenti e, via via negli anni, la rivolta cubana, il nasserismo, il panarabismo, la questione palestinese, le rivolte in Sudamerica ed in Indocina, la guerra in Vietnam ed in Corea. Sino alle più recenti guerre in Nicaragua, Afghanistan, Iran-Irak, Somalia. E chi più ne ha più ne metta.

É evidente che il segretario alla Difesa o il presidente degli Stati Uniti non abbiano avuto più il tempo per occuparsi dei dischi volanti. Che, a dispetto di tutto e di tutti, continuavano e continuano ad apparire.

Se analizziamo a fondo i documenti rilasciati dal Governo grazie al FOIA e raccolti nel libro di Lawrence Fawcett e Barry Greenwood UFO cover up, notiamo subito che il coinvolgimento totale della CIA, secondo modalità differenti, comincia proprio nel '54 e si trascina sino al '77. In quell'anno, abbiamo scoperto, verrà creata la rete mondiale per la raccolta di informazioni UFO, capeggiata da quel Marshall Chadwell già membro della Commissione Robertson. Questo significa che dal '54 il Governo Segreto si sbarazza delle ricerche sugli UFO girandole direttamente a vari agenti della CIA. Precedentemente, invece, la questione era unicamente nelle mani del direttore della CIA e dei politici ad questi collegati.

É finita l'epoca della commistione fra politici, scienziati e militari tipica del Majestic. Ognuno per la sua strada sembra essere ora il nuovo motto del governo invisibile. Come avemmo modo di dichiarare durante una serie di trasmissioni a Radio Ambrosiana Milano: "...dal '54 in poi il nuovo interrogativo divenne: gli UFO sono pericolosi?". La risposta avrebbero dovuto darla le indagini di scienziati e militari, senza più intromettersi troppo a fondo nelle questioni di politica. In quest'ottica assume un nuovo significato il discorso pronunciato da Eisenhower il 17 gennaio 1961, allorché fu nuovamente necessario ribadire, più o meno implicitamente, la NETTA SEPARAZIONE fra politici e militari: "L'amministrazione governativa deve stare in guardia contro l'acquisizione di indebita influenza, raggiunta o no, da parte dei COMPLESSI MILITARI-INDUSTRIALI. Il pericolo di una disastrosa ascesa del potere in mani illegittime esiste potenzialmente e persisterà. Non dobbiamo permettere che il risultato di questa combinazione danneggi in qualche modo le nostre libertà e il nostro ordinamento democratico. Non bisogna fidarsi ciecamente di nulla".

Questo discorso, pronunciato alla vigilia del commiato di Eisenhower, fu un vero e proprio testamento spirituale nei confronti del neoeletto presidente Kennedy ed un invito a non lasciarsi sottomettere troppo dalle potenti istituzioni politico-militari.

Questa era stata l'inevitabile conseguenza di un massiccio accentramento di potere all'interno del governo invisibile, al quale facevano capo ormai organismi ultrapotenti. Il principale conflitto doveva esserci, specificatamente, fra l'onnipotente Consiglio per gli Affari Esteri o CFR, che radunava molti esponenti del mondo scientifico come Lloyd Berkner del Majestic, e gli economisti del 54/12. Scienza contro economia. Un conflitto disastroso che probabilmente ebbe il suo culmine con l'omicidio del presidente Kennedy. Ucciso, si badi bene, non per gli UFO ma, come sembrano confermare le indagini a posteriori degli anni '90, per intrighi di politica e con l'ausilio della CIA. Agli inizi del '94 l'amministrazione Clinton ha iniziato a declassficare i documenti sull'omicidio del giovane presidente. Questi probabilmente confermeranno un dato che non era sfuggito già agli storici: che John Fitzgerald avesse iniziato a rinnovare l'Amministrazione. Ovvero, a mandare a casa i vecchi elementi. E questo agli esclusi non doveva certo aver fatto piacere.

É forse casuale il fatto che il successore di Kennedy, Johnson, restituisse immediatamente potere alle vecchie classi dominanti?

E al vecchio potere se ne aggiunse di nuovo. Le Forze Armate vennero chiamate a svolgere un ruolo fondamentale nella politica estera, su scala planetaria, aprendo così la via all'intervento illegale e mascherato della CIA negli affari degli altri Paesi, intervento meglio noto come dottrina Bissell. Durante la relazione del bilancio del 21 gennaio 1964 Johnson consacrò l'US Army al ruolo di guardiana del pianeta. "Abbiamo scelto di non concedere ai nostri avversari la supremazia in qualsiasi tipo di contesa potenziale, sia guerra nucleare, sia guerra con i sistemi tradizionali, sia guerriglia", avrebbe dichiarato il presidente. E, al riguardo, l'esperto e giornalista Jack Raymond commentò: "Le Forze Armate americane hanno il compito di svolgere una politica strategica di cosiddetto intervento flessibile per affrontare piccoli e grandi conflitti". Il punto fondamentale di tutto questo sarebbe stata la sicurezza, la stessa che affliggeva la branca ufologica del 54/12, a proposito dei dischi volanti.

LA SICUREZZA DELLA NAZIONE

Il 54/12 venne realizzato come la copia fotostatica del Consiglio Nazionale di Sicurezza. Incredibile a dirsi, prescindendo dai dettami del Pentagono, segno che 54/12 era l'ultimo livello in alto della scala del potere.

Sempre Raymond ha scritto: "La strategia per la sicurezza nazionale non viene decisa dal Pentagono: soltanto il presidente, per quanto possa essere influenzato dal clamore di pubblici e privati propugnatori di varie tesi in materia di sicurezza nazionale, ha il potere di scegliere e decidere. Il presidente è il capo esecutivo che determina la condotta interna ed estera riguardante la sicurezza nazionale, il comandante in capo che può mobilitare la nazione e ordinare l'impiego delle armi nucleari". É qui che entra in gioco quest'altro ente sospettato di nascondere la verità sugli UFO. Il CNS. "Essendo divenuto il corpo dello Stato troppo grande e gli interessi dei suoi membri troppo diversi - scrive Raymond, - non è più il mezzo idoneo relativo alla sicurezza nazionale. Questa funzione è demandata al Consiglio di Sicurezza Nazionale, creato nel 1947. Esso è diretto dal presidente e ne fanno parte il vicepresidente, il segretario di Stato, il ministro della Difesa ed il direttore dell'ufficio piani d'emergenza della Casa Bianca. I funzionari aggiunti del Consiglio sono l'assistente speciale del presidente e l'assistente delegato per gli affari della sicurezza e un segretario esecutivo". Parte della politica del CNS era stata ispirata, rivela Raymond, da Forrestal e da Bedell Smith. Guarda caso, proprio da due membri del Majestic 12!

Al CNS il capo della CIA, pur non facendone parte, è di casa. E guarda caso, per riallacciarsi alla fine di Kennedy, proprio quest'ultimo lo aveva trovato "troppo complesso e poco pratico ed aveva eliminato il comitato di coordinamento. Del resto non gli piaceva neppure, anche per un fatto psicologico, essere tenuto a conformarsi all'opinione del CNS: preferiva riunioni ristrette di consiglieri ed esperti di sicurezza. Sotto Eisenhower il CNS era autorizzato a stabilire i termini della politica di sicurezza".

IL SEGRETO, SOPRA TUTTO

Nell'ambito della comunità 54/12, come pure nel MJ-12, il segreto è la prima regola fondamentale. Ma intendiamoci, esso non va inteso come il normale riserbo o la segretezza d'ufficio tipica degli avvocati o dei preti. Il segreto del Gruppo Speciale si scrive con la S maiuscola. É il secretum degli alchimisti, per i quali era preferibile morire sul rogo piuttosto che parlare. O è il segreto, paradossalmente in un gruppo anticomunista, inteso nella definizione di Mao, meglio morire che tradire. Quest'aura di segretezza si è riflessa persino sulle Forze Armate, per le quali sono state create varie procedure penali per costringer i militari a tenere la bocca chiusa. Due fra le più famose, il JANAP 146 e l'AFR-200-2 (7). JANAP (Joint Army Navy Air Publication) riguarda tutte e tre le Armi e fa riferimento al CIRVIS, alle comunicazioni d'istruzioni delle forze canadesi e americane sugli avvistamenti di possibili forme di vita intelligente. Nel testo si diceva che "...tutte le persone ,militari e civili, a conoscenza del contenuto o dell'esistenza di un rapporto CIRVIS si trovano sottomesse alla legge delle comunicazioni del 1934 ed alle leggi contro lo spionaggio". JANAP entrò in vigore nel 1953 su pressione del Comitato Robertson e, su indicazione della CIA, stabilisce che "chiunque riveli a livello di base aerea, e senza una speciale autorizzazione del servizio segreto, qualsiasi informazione su qualsiasi avvistamento UFO, compie un crimine punibile con 10 anni di carcere e 10.000 dollari di multa". "Come ben si può notare - avrebbe dichiarato il ricercatore Franco Ossola - una vera e propria bastonata per l'ufologia. E c'è ancora chi sostiene chela congiura del silenzio è una pura invenzione!"(8). Non meno duro l'AFR 200-2,o Air Force Regulation, regolamento per l'Aviazione che vietava ai piloti la divulgazione di informazioni sugli UFO. Il primo a parlare di questa procedura segreta fu il maggiore a riposo dei marines Donald Keyhoe, ma il primo a denunciarne spietatamente e pubblicamente l'antidemocratica esistenza fu, come già per l'esistenza del Comitato Robertson, il fisico James McDonald. AFR 200-2 stroncava ogni onesta e corretta informazione sugli UFO stabilendo, al paragrafo 9, che "per rispondere alle domande dei cittadini, le dichiarazioni alla stampa o al pubblico possono esser rilasciate se l'avvistamento è stato spiegato senza possibilità di dubbio con uno degli oggetti familiari o conosciuti". Se ancor oggi ci troviamo a leggere ripetutamente casi falsi e gonfiati sui giornali, lo dobbiamo, come riflesso, al vecchio AFR 200-2. Sempre Ossola commenta: "AFR e JANAP misero la museruola a tutti, riuscendo in buona parte ad insabbiare lo scottante problema. Ma se i militari furono costretti a tacere per molti anni, i civili continuarono egualmente la caccia agli UFO" (9). Sino a che, abolito l'AFR dopo ben 13 anni, esso venne sostituito, il 19 settembre 1966, dall' AFR 80/19, che cercava di imporre il segreto, inutilmente, anche presso gli enti non militari.

Questa politica delle bocche cucite a tutti costi portò la CIA ad interferire continuamente e ripetutamente anche presso altri servizi d'Intelligence, sovente in maniera molto fastidiosa.

Come nel 1964, allorché Todd Zechel, un impiegato dell' NSA, scoprì un messaggio del Servizio di Sicurezza Speciale dell'Aeronautica (AFSSS), indirizzato all'omologo ufficio della CIA. Il documento riferiva di un UFO che sembrava errare in cielo e che era stato notato durante una missione aerea. La risposta della CIA ed il tono usato non ammettevano repliche. L'Agenzia mandava rigide istruzioni sul da farsi e chiedeva immediatamente ogni informazione, ogni dettaglio utile. Interferendo pesantemente. Lo stesso Zechel dichiarerà :"Molti del personale con cui ho lavorato sono convinti della realtà degli UFO e molti hanno avuto esperienze personali durante il loro lavoro" (10). Pure, queste persone non parlano, grazie al JANAP e all'AFR 200-2.

Ma il riserbo della CIA non coinvolge soltanto gli UFO, ma anche tutte le tecniche e gli strumenti messi a punto per difendersi dalle minacce esterne. Se pensiamo alle guerre stellari di Reagan, è illuminante leggere un paragrafo del libro dello scienziato Francesco Lenci che, in SDI, l'illusione dello scudo spaziale (1987),ha scritto: "É ovvio che la stragrande maggioranza, se non la totalità, dei risultati delle ricerche militari siano classificati: non può essere quindi tutelata la fondamentale libertà di disseminare e far circolare le informazioni e le conoscenze scientifiche senza restrizione alcuna da parte di quelle Università ed istituti pubblici di ricerca che accettassero di svolgere ricerche integrate in un programma militare. E il libero flusso di informazione, lo scambio e la discussione aperta dei risultati sono condizioni imprescindibili per mantenere qualitativamente alto il livello della ricerca scientifica.

"In misura forse variabile, ma comunque consistente, si assisterebbe a forme di discriminazione nei confronti del personale scientifico e molti, se non tutti, tra quanti parteciperanno a programmi di ricerca militari, si troveranno in situazioni particolarmente delicate, proprio perché in possesso di informazioni e conoscenze classificate (tecnici ostaggio). La segretezza dei programmi e dei risultati delle ricerche impedirà una corretta e obbiettiva valutazione dell'attendibilità e della significatività del lavoro scientifico".

Riflettiamo su questo passaggio. Lenci arriva a comprendere,e fors'anche a giustificare, la politica di segretezza negli ambienti militari. E sottintende che, in virtù di questa logica, tutte le informazioni scientifiche potrebbero essere viziate e manipolate per ragion di stato. É il discorso che maggiormente ci interessa. Perché è quanto è successo per 50 anni con gli UFO. Solo che finchè questo veniva denunciato dagli ufologi, nessuno ci credeva. Adesso anche alcuni scienziati si stanno rendendo conto che su talune informazioni c'è una cappa di omertà. Questo succedeva in particolar modo nel periodo maccartista. In un articolo di Ugo Amaldi sul Corriere della Sera dell' 11 agosto 1992, si ricostruisce la corrispondenza del grande fisico Edoardo Amaldi al collega Gian Carlo Wick. Quest'ultimo lavorava a Berkeley, nel prestigioso Radiation Laboratory diretto da quel Lawrence nobel per l'invenzione del ciclotrone. Nelle lettere Wick si lamentava della mentalità oscurantista che pretendeva un giuramento di fedeltà agli scienziati, da sempre liberi in un proprio microcosmo, scrivendo: "Abbiamo anche noi i nostri problemi. L'Università sta avendo le convulsioni a causa di un giuramento di non essere comunista che i Reggenti hanno cercato di introdurre. Circa 70 professori si sono rifiutati di firmare. Qui stanno diventando tutti pazzi". Wick sarebbe stato costretto ad andarsene, prima a Pittsburg e poi a New York. Ed infine in Italia, a Pisa, Chi rimase, invece, entrò nell'ingranaggio di controllo del 54/12.

GLI UFO E GLI ASTRONOMI

L'estensione e l'accettazione della segretezza e della subordinazione scientifica ai politici è diventata uno status quo accettato. Così, all'Assemblea Internazionale dell'Unione Astronomica del 10 agosto 1991, gli astronomi venuti da ogni parte del mondo hanno ceduto alla logica del Gruppo Speciale, probabilmente inconsciamente, stilando un protocollo comportamentale in caso di contatto con gli extraterrestri. Il protocollo aveva, tra i suoi cardini, il riserbo sull'evento.
Il Corriere della Sera del giorno seguente così scrisse sull'avvenimento:«Gli scienziati riuniti a Buenos Aires per l'Assemblea Internazionale dell'Unione Astronomica hanno deliberato che ogni comunicazione con extraterrestri dovrà attenersi ad un preciso codice di comportamento. Le regole sono state messe nero su bianco nella Dichiarazione dei principi sulla ricezione di attività intelligenti extraterrestri. Chi si trovasse a captare messaggi provenienti da altri mondi, recita il decalogo, per prima cosa deve cercare di isolare la comunicazione, registrarla e verificarla. Subito dopo dovrà darne notizia tempestiva ai cinque enti internazionali preposti alla ricezione di simili messaggi e cioè:l'Unione Astronomica stessa, l'Ufficio Centrale per i telegrammi astronomici, l'ONU,l'Istituto per la Legge Spaziale e l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni. Solo a questo punto, controllata la genuinità del messaggio, spetta all' ONU darne notizia al pubblico». L'ONU, la stessa che, nel novembre del '77 si era fatta carico, su proposta del dittatore di Grenada, della commissione d'inchiesta sugli UFO con Hynek e Vallée. Guarda Caso.
«L'individuo o la collettività - prosegue l'articolo - che originariamente abbiano intercettato la comunicazione sono diffidati,inoltre, dal millantare credito: nessuno, infatti, potrà presentarsi come ambasciatore universale dell'umanità, né è concesso ad alcuna nazione di gestire in proprio il contatto» (esplicito riferimento alla politica di cover up perseguita per anni da Washington e da Mosca). «Le probabilità che un non addetto ai lavori venga a godere del privilegio di una simile celeste manifestazione sono,invero, assai remote. Ma sul silenzio dei colleghi gli scienziati sono pronti a mettere la mano sul fuoco. É la stampa, perciò, a rappresentare il reale spauracchio. Dice John Mason, della British Astronomical Society:«In un caso del genere vi sarebbero discussioni infinite tra gli scienziati. Un reporter potrebbe quindi impadronirsi della notizia e spetterebbe all' ONU METTERE IN RIGA I MASS-MEDIA. La stampa è irritata, tant'è vero che il Daily Telegraph dedicava ieri un editoriale semiserio sulla questione. Gli scienziati - si legge nell'articolo - dovrebbero ripensarci. Il cercar di nascondere alla stampa importanti informazioni sovente finisce in pianto. Sarebbe molto meglio se i mass-media venissero informati, così l'intero modo potrebbe prepararsi a festeggiare i visitatori. E poi, una forma di vita intelligente non attraversa l'universo solo per trovarsi di fronte all'embargo di noiosi scienziati».
Ciò nonostante, se una qualsiasi forma di vita avesse cercato di penetrare nel nostro pianeta da un altro mondo negli anni Cinquanta, a meno di atterrare in un Paese slegato dalla NATO, la copertura operata dal governo invisibile della CIA sarebbe stata pressoché perfetta. Grazie agli uomini del Gruppo insediati nei punti nevralgici della società. Ne ricordate i nomi? Dinanzi alla notizia di un UFO atterrato magari in Campidoglio, le Università non avrebbero certo ascoltato le farneticazioni di un centinaio di cittadini esaltati (come è spesso accaduto in casi di avvistamenti multipli) ma le disposizioni e gli autorevoli pareri di Donald Menzel e dei colleghi a lui subordinati; i radioastronomi avrebbero chiesto dettagli alla sezione informativa dell'astrofisico Lloyd Berkner, e sarebbero stati placati; gli ambienti militari avrebbero chinato il capo sotto le pressioni di Hillenkoetter, Twining, Montague e Vandemberg, che avrebbero provveduto a controllare Esercito,Aviazionee Marina. Tutti membri del Majestic 12. E ancora, l'informazione nei mass media sarebbe stata depistata, come al solito, dai boss della CIA Allen Dulles e McCone, con le buone o con le cattive; gli ambienti medici avrebbero fatto riferimento a Bronk e quelli atomici a Gray e,in seguito a Teller, esperti scientifici del Majestic e del 54/12. Infine, per controllare le notizie filtrate all'estero,sarebbe servita la censura del Council on Foreign Relactions ed, in seguito, di Brzezinski e Ural Alexis Johnson del Gruppo Speciale. Se è vero, come pare, che tutti questi esperti avevano lavorato per il Majestic 12 prima e,alcuni, per il 54/12, in breve nessun settore della vita sociale americana sarebbe stato risparmiato. Quand'anche un disco volante si fosse schiantato nel cuore di Manhattan, la gente chi avrebbe ascoltato? Le testimonianze di un pugno di terrorizzati newyorkesi o gli autorevoli pareri di eminenti professori? Fantasie? No, la storia lo prova. Durante l'affare di Roswell nessuno ascoltò i vaneggiamenti di William Brazel, ignorante allevatore, ma si dette credito ai dispacci stampa del Governo ed ai pacati e convincenti discorsi di Menzel, autorevole astrofisico di Harvard che, se negava il fenomeno UFO, doveva farlo a ragione, no? Voi, chi avreste ascoltato?
Certo, c'era sempre il pericolo che un UFO atterrasse in un Paese fuori della sfera americana. Questo non lo si poteva impedire. Si poteva pero' cercare di creare una rete informativa e di intercettazione per arrivare in tempo ad insabbiare tutto e,allo stesso tempo, una rete disinformativa, che ridicolizzasse mondialmente il fenomeno. Questo fu in parte possibile nel Paesi satelliti e nei Paesi amici. Ma non fu possibile farlo dappertutto. Come in Africa, in Asia o in Australia. E del resto, pazienza. L'essenziale era che gli UFO non atterrassero in America, sconvolgendo l'ordine naturale delle cose. Il resto del mondo poteva arrangiarsi.
Certo, poteva darsi che l'URSS stesse facendo le stesse considerazioni. Si cercò dunque un accordo con il KGB in due occasioni. Nel '55 a Ginevra, durante un incontro al vertice e nel '71, durante l'amministrazione Nixon.
Ci riferiamo agli accordi Rogers-Gromiko che dimostrano in che modo, nonostante la tanto sbandierata guerra fredda, USA e Urss abbiano trovato il modo di accordarsi almeno su un punto: gli UFO.
Quando l'ex vicedirettore della CIA Victor Marchetti dichiarò che le due superpotenze avrebbero potuto lavorare insieme, mettendo la parte la reciproca ostilità per un interesse comune e vitale, si riferiva forse all'episodio che stiamo per raccontare.
Il 30 settembre 1971, durante la presidenza Nixon, i ministri degli esteri americano e russo Rogers e Gromyko firmarono a Mosca un'intesa USA - URSS, intitolata Misure per la riduzione del pericolo dello scatenamento della guerra nucleare. Curiosamente (ma non è affatto casuale), all'articolo 3 leggiamo testualmente : «Le parti (USA e URSS) s'impegnano nell'informarsi immediatamente l'una con l'altra non appena rilevino oggetti volanti non identificati mediante i sistemi di preavviso di attacco missilistico, oppure qualora manifestino disturbi a questi sistemi o a corrispondenti mezzi di comunicazione, se siffatti fenomeni possono determinare il pericolo di scatenamento della guerra nucleare tra i loro due Paesi»(12). Guerra nucleare per colpa degli UFO? Già. Ci andremo molto vicini almeno un'occasione, nel 1983, nell'ambito del progetto R.Y.A.N. che vedremo più avanti.
L'accordo Rogers - Gromyko (forse preparato segretamente da
Brzezinski) coinvolgeva in realtà anche i Paesi appartenenti alla NATO ed al Patto di Varsavia. La prima, infatti, non si occupava direttamente del fenomeno UFO, ma otteneva informazioni dagli organi dei rispettivi Paesi membri del Patto Atlantico di Forrestal. Tali informazioni raggiungevano la CIA. Ed è logico pensare che tale sistema venisse attuato anche nei Paesi dell'Est, dai quali non riusciamo ad avere informazioni. USA e URSS, poi, hanno più volte collaborato in campo ufologico passandosi informazioni, in barba alla guerra fredda.
Persino uno dei maggiori rapporti segreti di intervento illegale, il rapporto John Doe, che in seguito si scoprì esser stato pubblicato non dal giornalista Lewis ma dalla stessa CIA, era stato inviato in copia al Cremlino perché venisse letto dal KGB, in modo tale che sapesse come stornare l'attenzione delle masse.
E tale rapporto era poi molto simile ad un altro, di fonte militare, redatto alla fine degli anni Cinquanta e scoperto dal ricercatore Marcello Coppetti (13). Nel rapporto scovato da questo studioso si parlava espressamente di dischi volanti. CIA e KGB, quindi, non solo studiavano assieme lo stesso fenomeno (la CIA arriverà a comprare parte degli archivi del KGB) ma addirittura si scambiavano i trucchi per un efficace cover up.

CLINTON E WOOLSEY

Attualmente il muro di gomma della CIA sembra essere stato intaccato. Sia Clinton che il nuovo direttore della CIA, un elemento più aperto e fresco di mente a nome James Woolsey, si stanno battendo per una politica di trasparenza (e questo spiega i continui attacchi sia contro il presidente che contro il capo della CIA, che stanno cercando di sottrarsi ad una connection vecchia di mezzo secolo). Trasparenza sia in ambito militare che scientifico (i tremendi test radioattivi sulle persone negli anni '50) che...ufologico. Durante il congresso di Berlino del 17 ottobre 1992, ufologi provenienti soprattutto dal Centro Europa e dall'Est hanno raccolto mille firme (500 di tedeschi, 500 di ungheresi) per la fine del cover up e le hanno inviate a Boutros Ghali, neo-presidente dell'ONU, e al presidente Clinton, su inziativa dell'Icufon del maggiore VonKeviczky, del maggiore inglese Hans Petersen e dello scrittore cileno Antonio Huneeus. Dei due, solo Clinton ha risposto personalmente, scrivendo: «Grazie per la vostra lettera. Le vostre idee sono benvenute e saranno adeguatamente considerate»(14). Una risposta di prammatica? Non diremmo. Visto che, il 15 dicembre dello stesso anno, durante un'intervista su Radio WAMU-FM, il nuovo direttore della CIA ha dichiarato: «So che molte persone si interessano agli UFO e recentemente ho domandato che informazioni, visto che ce ne sono, potremmo avere dalla comunità. Pare che la domanda di accesso ai documenti non abbian sortito effetto. Intendo occuparmi della questione per vedere se c'è qualcosa il cui accesso può esser stato rifiutato al pubblico in passato, dalla CIA, e che potrebbe ormai essere comunicato» (15).
Una promessa? Una vana speranza? Jacques Vallée sarebbe scettico di questa affermazione dato che, nel suo libro Révèlations (16), dimostra come ripetutamente, nel corso degli anni, il governo abbia promesso di rivelare la verità sugli UFO e poi non l'abbia mai fatto. Vallée è stato, assieme ad Hynek, direttamente coinvolto in queste false promesse. Quindi aspettiamo prima di gridar vittoria. Anche perchè, leggendo tra le righe del discorso di Woolsey, si scopre che il capo della CIA sta agendo di propria iniziativa, contro il volere del ministero della Difesa, e quindi di autorevoli membri del 54/12. Quanto durerà Woolsey? E quanto Clinton? Contro quest'ultimo, dopo i continui scandali recuperati, sia di letto che di tangenti, è intervenuto un prestigiosissimo uomo politico, spalleggiato dall'ex segretario di Stato Larry Eagleburger. Quest'uomo, ex consigliere della sicurezza sotto l'amministrazione Carter, ha preso a pretesto un fatto ignorato da quasi due anni, il genocidio in Bosnia, per attaccare il presidente. Accusandolo di non essere intervenuto per fermare i massacri, «contro l'abdicazione morale e politica che disonora l'America e la danneggia in tutto il mondo»(17). Una frase sintomatica, poichè rivela che al nostro preme di più l'immagine dell'America forte e guerriera, che il pacifista Clinton certo non incarna, che non la soluzione del problema jugoslavo. Problema che chiaramente viene strumentalizzato solo per colpire un presidente troppo rivoluzionario, troppo controcorrente. Chi è, vi chiederete voi, questo politico che ha attaccato così duramente il capo dello Stato? Un alto esponente del 54/12, Zbignew Brzezinski.

L'AFFARE MCDONALD

Nella storia dell'ufologia cospirativa esiste un caso esemplare di mantenimento del segreto a tutti i costi, l'affare McDonald.
James McDonald era un noto e stimato fisico atmosferico di Phoenix, Arizona, ed era divenuto un'autorità sugli UFO dopo una serie di indagini approfondite sugli avvistamenti di dischi volanti. Convintosi della realtà del fenomeno, McDonald aveva accusato apertamente la CIA, e non già l'USAF, di cover up. La prima volta, il 19 ottobre 1966, nel corso di una conferenza intitolata Il problema degli UFO, da lui tenuta alla Società Meteorologica Americana a Washington. Con notevole lungimiranza, il nostro -forse l'unico fra i tanti ufologi- aveva capito e scoperto che dietro il sistematico discredito degli UFO vi fosse la longa manus della CIA, e non tanto dell'Esercito, e la sua denuncia era stata fatta alla riunione nazionale dei direttori di quotidiani. Una presa di posizione gravissima, da parte di una persona molto credibile e dinnanzi alla stampa. James McDonald sarebbe stato trovato morto il 13 giugno 1971 alle ore 11, il suo corpo senza vita si trovava in una macchina, nel deserto dell'Arizona, con accanto un revolver calibro 38. Il referto della polizia fu «suicidio provocato da un critico problema familiare».
Recentemente abbiamo scritto a Betsy McDonald, la gentile vedova del professore, che si è abbandonata ad una confidenza. L'archivio segreto di McDonald, lo stesso che conteneva tutti quei casi che avevano convinto il fisico della realtà del fenomeno, archivio che fa gola a molti, è stato ceduto dalla signora McDonald ad una giornalista affinchè ne ricavi un libro bomba. Con la speranza inconfessata di mettere sott'inchiesta il Governo americano. Ci si riuscirà? Chissà...
Tra l'altro, ben pochi ufologi,all'epoca, avevano creduto alla
versione del suicidio del fisico.
Che dedurne, allora? McDonald venne effettivamente eliminato dagli uomini del governo invisibile? É possibile. Certo, questo non è avvenuto con tutti gli ufologi, spesso semplicemente screditati sulla stampa come ingenui sognatori autori di rivelazioni sensazionalistiche. Ma è avvenuto con uno specialista accreditato, al quale la popolazione avrebbe dato certo ascolto.
Solo la morte avrebbe potuto mettere in condizione di non nuocere un personaggio battagliero come McDonald...

QUALCHE DATA

1956. Eisenhower crea, il 13 gennaio, il PFIAB, President's Foreign Intelligence Advisory Board, che, per i giornalisti Wise e Ross, era un altro gruppo di potere occulto, probabilmente destinato a rimpiazzare il precedente OCB. Con compiti specifici nella politica estera e...nella ricerca atomica!
1961. Kennedy muta il PFIAB in PBCFIA (President's Board of Consultants on Foreign Intelligence Activities), un'altra fonte del governo invisibile, implicato in attività...straniere.
1964. Viene chiusa la commissione IAC, sopravvissuta al Majestic 12, rimpiazzata dall'USIB, l'United States Intelligence Board. Un gruppo altrettanto segreto. Nel giugno dello stesso anno il Gruppo 54/12 si trasforma nel Comitato 303. Al riguardo Sider ha scritto:«Sembra dunque stabilito che siano esistiti due poteri consultivi occulti, uno per gli UFO (IAC, poi USIB), l'altro per trattare problemi più tradizionali (settore nucleare, politica internazionale: OCB,PFIAB poi PBCFIA)...».
1970. Il Comitato 303 è rimpiazzato dal Comitato dei 40 voluto da Henry Kissinger. Tenete a mente questo specchietto perchè, più avanti, vedremo nei dettagli alcuni dei personaggi chiave dei governi invisibili.
1976. Una direttiva segreta del presidente Ford sopprime il Comitato dei 40 e lo sostituisce con la Commissione CFI (Committee on Foreign Intelligence). Di esso fan parte solo tre persone, tra cui il direttore della CIA, che all'epoca era George Bush.
L'USIB viene sostituito da un nuovo gruppo, l'Operations Advisory Group (OAB).
Un gran caos, vero? Beh, ricordatevi allora solo questo: con la nascita della Commissione CFI Ford riuscì a far approvare una legge particolarissima, che gli permetteva di incriminare qualsiasi funzionario che divulgasse informazioni riservate alla stampa o al pubblico. Anche informazioni sugli UFO, naturalmente. «Un giro di vite supplementare», commenterà Sider.
E dopo questo, vediamo adesso assieme (brevemente, per vostra fortuna) i personaggi chiave della congiura del silenzio, i dodici apostoli del Majestic 12...

L'ENIGMATICO PROFESSOR MENZEL

Nel 1973 lo storico Enzo Catania scriveva nel suo volume La lunga mano della CIA (18): «In questi ultimi anni c'è chi ha accusato il servizio segreto americano di assumere soprattutto laureati delle Università di Harvard, Princeton e Yale. E c'è chi ha scritto che molti ragazzi di famiglie-bene, sin dalle scuole secondarie, vengono seguiti con discrezione e segretamente inquadrati come elementi promettenti per l'organizzazione. Nessuno però è mai riuscito a provare che tutto ciò sia vero».
In un caso del genere avremmo scoperto da quale serbatoio la CIA attinge i suoi uomini-chiave.
Donald Menzel (11 aprile 1901 - 14 dicembre 1976) fu un astrofisico ad altissimo livello. Direttore dell'Osservatorio dell'Università di Harvard (!) nel Massachussetts, fu autore di ben tre libri sugli UFO (19), violentemente dissacranti, il primo dei quali, Flying saucers, venne pubblicato nel 1953. Nei tre volumi gli UFO venivano spiegati come fenomeni ottici associati a miraggi. «Accanito antiufologo - scrisse Franco Ossola - Menzel fu il primo ad elaborare e a sostenere a spada tratta la cosiddetta ipotesi naturale del fenomeno UFO, scontrandosi con estrema violenza e molto frequentemente con tutti coloro che,pur in una giusta dimensione critica e scientifica, non ne condividevano le semplicistiche affermazioni giustificative. In sintesi l'ipotesi di Menzel, detta poi anche menzelismo, si può ridurre a queste brevi parole: gli UFO non sono né macchine interplanetarie extraumane, né proiezioni psichiche né alcuna altra baggianata inventata dai dischisti; si tratta solo e semplicemente di fenomeni naturali mal interpretati. Sulla scorta di ciò Menzel portò avanti sino alla morte, ma soprattutto nei due decenni '50 e '60, una fortissima opposizione all'ufologia, cercando di smantellare sistematicamente e senza remissione ogni evento UFO. Dopo di lui, molti altri scienziati e tecnici condivisero apertamente la sua teoria, da Lawrence Tacker a Robert Loftin all'ingegnere elettronico Philip Klass, attualmente l'oppositore più accanito...» (20).
Apparentemente, quindi, un semplice scettico che parlava ex cathedra. Apparentemente. La scoperta del nome di Menzel nella lista del Majestic 12 ha immediatamente rimesso in discussione questa enigmatica figura. «Egli era dunque - ha scritto il sociologo Roberto Pinotti - solo un negatore d'ufficio che invece, dietro le quinte, come sostiene il Majestic 12, si occupava di studiare i presunti rottami di UFO precipitati suggerendo un'origine extraterrestre per i corpi dei piloti rinvenuti? Alla luce della congiura del silenzio tutto ciò è tutt'altro che improbabile...» (21).
É stato il fisico nucleare canadese Stanton Friedman che, frugando negli archivi delle più importanti biblioteche specialistiche, tra cui quella di Harvard, ha scoperto una serie di documenti che provano in maniera inequivocabile l'appartenenza di Menzel a specifici settori di ricerca sotto la direzione della CIA, come depositario di segreti militari. Alcuni di questi documenti hanno colpito Friedman in modo particolare. Prima di tutto, una dichiarazione del 22 maggio 1950 di Vannevar Bush, capo del Majestic 12, depositata presso un notaio,in cui l'ammiraglio descriveva lo scienziato, che conosceva da vecchia data, come un «soggetto leale agli USA» (22). Quindi rivelava che Menzel era stato sovente associato a lavori riguardanti la «sicurezza nazionale» (23). Friedman trovò anche una lettera indirizzata allo stesso Bush, del 13 gennaio 1951, da un legale di Boston, il dottor Robert Proctor, che ribadiva la lealtà dell'astrofisico dopo un'inchiesta voluta dall'Air Force sullo studioso, inchiesta necessaria per poter avere accesso ad un livello di informazioni riservate. Tipica procedura utilizzata dalla CIA come test sulla lealtà ed affidabilità. Quali furono le informazioni riservate alle quali Menzel ebbe accesso non ci è dato di saperlo, ma certamente riguardavano qualcosa di scottante visto che l'astrofisico, nella sua autobiografia, definì quell'inchiesta «la più traumatica di tutte le esperienze della sua vita» (24). Grazie ad essa, il nostro aveva avuto accesso al livello Ultra top secret. «Fui consulente presso la National Security Agency che rimpiazzò l'Unità Navale di Comunicazione, con il grado di Ultra top secret», ha scritto nella sua biografia il celebre astrofisico. Si trattava di uno dei più alti livelli di segretezza e, nel caso specifico, presso un organismo strettamente collegato con la CIA! Non meraviglia più a questo punto trovare il nome di Menzel nella lista dei dodici, nonostante le violente proteste dello psichiatra Ernest Taves, suo fedele amico che, dopo la pubblicazione dei nomi dei componenti del Majestic 12, ha recentemente smentito seccamente queste accuse sulle pagine di un periodico il cui titolo suona come Calunnie UFO (Saucers Smear) e che rappresenta degnamente il proseguo della linea antiufologica iniziata da Menzel. Membro dello scettico gruppo CSICOP e coautore dell'ultimo libro di Menzel, The UFO Enigma, Taves, intervistato dal ricercatore James Moseley (25) ha negato vigorosamente qualsiasi coinvolgimento dell'amico in ciò che Taves ritiene una colossale montatura. «Non è stata provata l'autenticità dei documenti del Majestic 12», ha dichiarato. Ma poi si è lasciato scappare: «Se una nave aliena fosse caduta, se i corpi degli alieni fossero stati recuperati, Menzel sarebbe stato certamente uno dei primi ad esser chiamato per partecipare alle indagini...».
Sempre di quest'ultimo sono state ritrovate due lettere, datate 3 novembre 1960 e 8 dicembre 1960, indirizzate al senatore John Fitzgerald Kennedy, in seguito diventato presidente degli Stati Uniti. In queste missive Menzel confessava di aver fatto parte, dal 1930, di un organismo in seguito divenuto l'NSA, come consulente top secret durante la Seconda Guerra Mondiale. In seguito avrebbe lavorato per la CIA (26) e sarebbe venuto a conoscenza di alcuni piani segreti politici di Eisenhower. Fin qui nulla di strano. Ma ciò che maggiormente colpisce, in questi documenti, è il tono affabile che Menzel utilizza nelle lettere, soprattutto nella seconda. Rivolgendosi a Kennedy chiamandolo «Caro Jack». Cosa gli consentiva una simile familiarità? La risposta è forse nell'ultimo documento trovato, un'altra lettera del 27 dicembre 1960, indirizzata sempre a Kennedy, in cui Menzel citava un altro membro del Majestic 12, il dottor Bronk, raccomandandolo come «un uomo che ha una forte influenza nel campo spaziale» (27). Questo ultimo dato è piuttosto strano: Bronk era un medico patologo, non un astrofisico, e non si capisce che ascendente potesse avere nell'ambiente aerospaziale. A meno che non fosse effettivamente uno dei dodici e come tale avesse le mani in pasta ovunque, soprattutto nell'ambiente ufologico. O spaziale, appunto.
Il fatto che Menzel raccomandasse Bronk ed anche se stesso come elementi fidati al senatore può voler dire che egli stesse cercando la complicità di uno dei politici più ricchi e famosi del momento. Ma queste oscure trame sarebbero state stroncate dall'improvviso quanto misterioso omicidio di Kennedy avvenuto nel 1963 a Dallas.
Di Menzel, si è scoperto ancora che viaggiò frequentemente da Washington nel Nuovo Messico tra il 1947 ed il 1947, proprio nel periodo e nella zona del ritrovamento del disco di Roswell ed il successivo ritrovamento di dischi ad Aztec, per «missioni governative» (28). Ciò viene testimoniato dalle dispense di viaggio disponibili presso la biblioteca dell'Università di Harvard. In questi spostamenti Menzel era solito recarsi all'Osservatorio di Sacramento Peak, che domina la base di White Sands Prowing Grounds e che appartiene, guarda caso, all'Air Force (29). Al riguardo l'ufologo Jean Sider (30) ha commentato: «Tutti questi elementi indicano in maniera inequivocabile che l'astrofisico Donald Menzel fu implicato nel grado più alto dei segreti di Stato, l'Ultra top secret. Di conseguenza, la sua presenza in un eventuale gruppo chiamato Majestic 12 non è più così fantasiosa come certi contestatori hanno voluto far credere. Al contrario, ciò risponde a un dato di fatto più che plausibile al punto che si potrebbe persino dire che la sua assenza in una simile compagnia sarebbe stata anomala. Infine, si capisce meglio per quali ragioni precise Menzel provò la necessità di scrivere e far pubblicare tre libri destinati a ridicolizzare il fenomeno UFO...».
In realtà la presenza di Menzel nel Majestic 12 fu motivata anche da un altro fatto. La semplice fedeltà dimostrata alla CIA garantiva il riserbo, ma che dire della competenza specifica? Nel '47 non esisteva nessuno al mondo competente in contatti con gli alieni... O forse no, forse uno c'era? Come si chiamava? Ah, già, Donald Menzel! Non molti lo sanno, ma il nostro aveva già cominciato, nel 1941, una serie di calcoli, «i calcoli iniziali per cercare un contatto radio con la Luna» (31). Menzel era dunque convinto che fosse possibile dialogare con i Seleniti e, antesignano del progetto SETI, stava cercando un codice con cui comunicare. Esperimenti analoghi, anche se al limite del ridicolo, verranno portati avanti, nello stesso periodo, da un neuropatologo dell'Università di Roma, il dottor Giuseppe Calligaris, convinto che fosse possibile entrare in contatto con gli abitanti della Luna per via paranormale (32). Non dimentichiamoci che all'epoca la pluralità dei mondi abitati era un'idea che affascinava molti astronomi, che correvano a comperare le opere dei colleghi Camille Flammarion, La pluralité des mondes abités (33), di Hiram Percy Maxim, Life's place in the Cosmos (34), di Leonid Andrenko, per il quale la vita organica era probabile anche sui pianeti privi d'acqua, di ossigeno, di idrogeno e di molti altri elementi. Come la Luna. All'epoca del Majestic 12, dunque, Menzel era forse l'unico al mondo ad avere la giusta competenza utile per giudicare il caso di Roswell!
Non solo, quando Menzel iniziò la sua crociata da negatore d'ufficio, nel '52, non arrivò sulla scena come la maggior parte dei suoi colleghi scettici, cattedratici che parlano per partito preso senza sapere nulla dell'argomento, ma che trascinavano il discorso sul proprio terreno culturale (35). Vediamo in dettaglio anche quest'altro episodio.
La stampa statunitense venne a conoscenza del menzelismo soprattutto grazie ad un lunghissimo articolo apparso sul New York Times il 3 agosto 1952. Sullo stesso numero di quel giorno il quotidiano americano dedicava altri due articoli sugli UFO. Nell'articolo principale, firmato da Waldemar Kaempfert e intitolato I dischi volanti, ciò che non sembrano - Varie spiegazioni, si può constatare come Menzel non fosse il classico sprovveduto. Il nostro, infatti, non si era avvicinato all'argomento nel '52, cioè nel momento in cui gli UFO avevano richiamato l'attenzione della scienza, ma se ne occupava, chiariva l'intervista, già da sei anni. Facciamo un rapido conto...Quindi dal 1947. Perchè da subito? Un simile interesse, in un ultrascettico, è più che sospetto. Se confrontiamo il caso Menzel con quello di un altro collega di scetticismo, le differenze si appalesano immediatamente. Anche Urner Liddel, dell'Istituto di Ricerca Navale, veniva presentato dalla stampa
come un ultrarazionalista. Ma le argomentazioni di quest'ultimo erano talmente deboli e superficiali che Liddel fu costretto a ritirarsi in disparte e a chiudere la bocca. Liddel, ad esempio, aveva razionalizzato un recente avvistamento sul New York Times del 14 febbraio 1951 con la scusa di rito, i palloni sonda. Neanche a farlo apposta, in quello stesso giorno un disco volante inseguiva proprio un pallone sonda lanciato da Alamogordo e veniva scorto da due ufficiali della base aerea di Wright Patterson, che potevano così fare un raffronto preciso fra l'UFO ed il pallone. A quel punto le spiegazioni di Liddel suonarono talmente idiote che si preferì ,per il futuro, lasciarlo cuocere nel suo brodo. Al contrario, Menzel dimostrava una straordinaria competenza unita ad una dialettica non indifferente. Dialettica e competenza tipiche non di un profano, ma di un esperto veramente addentro alla questione. Molto addentro...
Conferma di quella che Friedman definisce la «doppia vita di Donald Menzel» l'avemmo nell'agosto del 1992 a Imperia.

INTERVISTA A BINO BINI

Ci trovavamo presso l'Osservatorio meteorologico e sismico della cittadina ligure per intervistare il direttore, professor Bino Bini. Sapevamo che questo studioso, in più occasioni, aveva registrato il passaggio di UFO e sapevamo che sull'argomento manteneva la mente aperta, pur dichiarandosi incapace di dare una spiegazione alla natura del fenomeno.
Approfittando del fatto di essere in vacanza al mare, decidemmo di andare ad intervistarlo.
Come è nel suo carattere, Bini ci accolse con cordialità e gentilezza e,come introducemmo l'argomento UFO, con nostra sorpresa gli vedemmo estrarre da un armadio un gigantesco dossier. Non ci saremmo aspettati tanta manna. Dinnanzi ai nostri occhi Bini stava sparpagliando foto di UFO, segnalazioni sul registro meteo e persino due sismografie, datate 5 dicembre 1984, che avevano immortalato il boato prodotto da un ordigno non identificato per dodici secondi.
Dopo aver ripreso in video l'intervista, il discorso cadde inevitabilmente sugli scettici, E qui, con nostra grande sorpresa, Bini fece subito riferimento a Menzel.
Prima di presentarvi l'intervista, premettiamo che Bini non si occupa di ufologia, pur schedando gli avvistamenti per dovere d'ufficio, e non sa nulla del Majestic 12.
«Nel febbraio del '61 - ci disse Bini - il professor Menzel fu ospite del nostro Osservatorio. Era venuto per poter meglio osservare un'eclisse di sole. Parlando del più e del meno, il discorso ad un certo punto cadde sugli UFO. Menzel si dimostrava possibilista, dicendo che l'argomento meritava di essere studiato e che, inoltre, non bisognava mostrare quell'acredine, quell'astio che caratterizza molti scienziati scettici del fenomeno. Pochi mesi dopo questa visita mi capitò per le mani un libro di Menzel, in cui si attaccavano violentemente gli UFO. Rimasi molto meravigliato. Non riuscivo a capire questo repentino cambiamento...(36)».
Menzel, dunque, aveva due facce. Una privata, per i colleghi, ed una pubblica, scettica. Questo è tra l'altro un atteggiamento tipico di molti ricercatori UFO, sia tra gli scienziati che addirittura tra gli ufologi stessi.
Il 17 giugno 1952 la rivista Look aveva ospitato un articolo di Menzel in cui gli UFO erano smontati come «alterazioni termiche e ottiche della nostra atmosfera». Un anno dopo la tipografia di Harvard, la Harvard Press, avrebbe editato il primo libro anti-UFO. Pure, per non smentire la sua camaleontica personalità Menzel, in un incontro fra addetti ai lavori dell'Astronomical Society il 12 luglio 1954, assieme al collega Fred Whipple aveva dichiarato che c'erano buone possibilità che su Venere ci fossero degli oceani! E allora, direte voi? E allora, come ben sanno gli astrofisici, l'acqua è la condizione primaria per lo sviluppo della vita. Dire che su Venere c'era acqua equivaleva a dire che sul pianeta potesse esserci vita. Non male per uno studioso che considerava ufficialmente la vita extraterrestre come il fumo negli occhi. E questa affermazione è ancora più significativa in quanto, già da due anni, un certo George Adamski aveva dichiarato di esser stato contattato da un pilota venusiano e la sua esperienza era stata pubblicata con grande risalto sulla stampa ed aveva fatto il giro del mondo. Le affermazioni di Menzel, due anni dopo, dimostravano che il nostro fosse un attento conoscitore e sostenitore del fenomeno UFO.
E c'è ancora un altro episodio inquietante.
Prima della costituzione della Commissione Condon, l'Aeronautica interpellò sia l'Università di Harvard che il MIT di Princeton, per incaricarle di seguire gli studi sugli UFO. Ma le due rifiutarono seccamente. Così il Blue Book passò all'Università di Boulder (37).
Il rifiuto dei due istituti non ci meraviglia più di tanto. Ad Harvar il direttore era proprio Menzel, dal gennaio 1954, mentre Princeton aveva avuto l' onore della sua presenza dal 1921 al 1924 e non è da escludere che anche su quest'ultima Menzel avesse appoggi ed amici fedeli e compiacenti. Che Harvard fosse uno degli enti privati convenzionati e controllati dal governo, e quindi dalla CIA, è un dato di fatto. Nonostante la secca smentita, nel 1961, del rettore Nathan Pusey: «L'immagine di un governo coercitivo che decide che cosa deve e che cosa non deve essere fatto nei laboratori e nelle biblioteche delle università non rispecchia la situazione esistente ad Harvard». Affermazione smentita dallo stesso l'anno dopo,andatosene a Cambridge: «Certe dimostrazioni di CRESCENTE INFLUENZA che il governo tende ad esercitare nei laboratori, oltre a stabilire chi può accedervi, non possono mancare di apparire come un'INDEBITA INTERFERENZA!». L'interferenza principale era dovuta all'AEC, la Commissione per l'Energia Atomica guidata da un altro majestic, Detlev Bronk, la quale voleva impedire l'accesso ai laboratori di Harvard agli studenti stranieri, bollati come possibili spie. E non ci si venga più a dire che su Harvard il governo non aveva la sua longa manus!
Ci stupisce che, 30 anni dopo, proprio ad Harvard si sarebbe distinto uno psichiatra, John Mack, convinto assertore della realtà dei rapimenti UFO (38). O è un segno dei tempi che cambiano, o anche i pretesi rapimenti di umani da parte degli alieni sono un'ennesima tecnica di depistaggio e controinformazione con cui il governo crea sconcerto e confusione fra gli ufologi.

NATHAN TWINING

Nathan Farragut Twining (11 ottobre 1897 - 29 marzo 1982). Il nostro generale fu,come ha scoperto il giornalista Javier Sierra (39), «capo della vigente Forza Aerea del dopoguerra. Il suo Gruppo fu incaricato di lanciare la bomba atomica sopra il territorio giapponese. Dopodicchè, fu capo dell'Air Material Command della base di Wright Field nel 1947. Esattamente all'epoca del supposto incidente di Roswell!».
Twining era il classico militare in carriera. Presidente del Gruppo dei Primi dello Stato Maggiore sotto Eisenhower, era entrato a far parte dell'Army Air Corps nel 1926. La sua carriera era stata folgorante grazie al conflitto mondiale. Probabilmente qualcuno, nel nostro Paese, lo ricorderà ancora. Twining, infatti, era comandante dell'Air Force in Italia e nel Pacifico negli anni della Liberazione. Dopo i fatti di Roswell, forse per meriti speciali, divenne nientemeno che vice capo prima ,e capo dopo, dello Stato Maggiore dell'Aeronautica, dal 1950 al 1953. Con il nuovo corso del '54 viene deputato ad altri compiti. Diventa sovrintendente per l'istruzione dei reparti speciali (e chi meglio di lui aveva una simile competenza?) in Corea e in Indocina. Morirà nel 1982 nella base aerea texana di Lakeland.
Avendo diretto il Gruppo della bomba atomica, dovette certamente essere in buoni rapporti con Vannevar Bush. Oltre a comparire nella lista del Majestic 12 Twining viene citato in un discusso memoriale rinvenuto nel 1985 da William Moore, dopo estenuanti ricerche, negli archivi di Burbank a Washington. All'epoca del memoriale,come abbiamo visto,
Twining era capo supremo dell'Aeronautica e dell'Air Material Command, l'organismo che manovrava tutti i servizi d'informazione dell'USAF. Forse proprio questa particolare posizione garantiva al generale l'entrata di diritto all'interno del Majestic 12. La cui sigla è menzionata nel documento che qui traduciamo, meglio noto come memoriale Cutler-Twining:

14 luglio 1954.

INFORMAZIONE SEGRETISSIMA DI SICUREZZA LIMITATA

Memorandum per il generale Twining

Oggetto: Progetto di studi speciali N.S.C./MJ-12.

Il Presidente ha deciso che la riunione del progetto di studi speciali dell' MJ-12 dovrà tenersi durante l'incontro già programmato alla Casa Bianca il 16 luglio anzicchè dopo, come era stato previsto inizialmente. Disposizioni piu' precise vi saranno date dopo il vostro arrivo. Vogliate modificare i vostri progetti di conseguenza.
Contiamo sulla vostra cooperazione nell'adattarvi al cambio di disposizione sopra indicato.

Robert Cutler
Consigliere Speciale del Presidente


Come dite? Il testo non vi dice niente? Non ne dubitiamo. Ma analizziamolo assieme attentamente. In primo luogo questo memo è un invito perentorio ad abbandonare qualsiasi affare in corso per recarsi assolutamente alla riunione. Riunione della quale, si badi bene, lo scopo viene accuratamente taciuto. C'è però una sigla di riferimento, MJ-12. Questo significa che si trattava di un invito rivolto ai dodici, per discutere del loro Gruppo. Ma c'è un altro riferimento. L' oggetto menziona un progetto di studi speciali N.S.C. Ora, l'NSC è il Consiglio Nazionale di Sicurezza che voi ormai conoscete e sul quale potremmo parlare per ore. Facendo notare, per esempio, che quest'ultimo ente è stato spesso coinvolto nella ricerca sugli UFO, a livello di sicurezza, al punto che, quando il generale VonKeviczky ha scritto al presidente Reagan invitandolo a prendere in più seria considerazione il pericolo UFO, la lettera di risposta è arrivata tramite l'NSC.
Questo significa che l'NSC, al quale Bush si era ispirato per la creazione del Majestic 12, aveva chiesto una riunione con i dodici per uno studio speciale. Studio che doveva riguardare la sicurezza nazionale. Ora, se notiamo la data del memo, scopriamo che siamo in piena estate 1954. In agosto Majestic sarebbe stato chiuso e al suo posto sarebbe nato, prima in maniera abbozzata, poi in modo definitivo in dicembre, il nuovo gruppo 54/12. Dunque il memoriale Cutler-Twining altro non era che il canto del cigno del Majestic 12!

FOGLI MAJESTIC

Gli scettici obietteranno, come sempre, che non esiste prova dell'autenticità di quest'altro documento. In realtà parecchie ricerche sono state portate avanti dallo scrittore William Moore e dal produttore televisivo Jaime Shandera, ufologi, in merito. E si è scoperto che la carta di questo foglio, custodito in copia presso gli archivi nazionali di Burbank, è del tipo usato unicamente dalla Casa Bianca fra il 1950 ed il 1970. Questo verdetto sarebbe stato ottenuto da Moore, che avrebbe inoltre rintracciato la cartiera fornitrice di Stato. Che ha assicurato che quel tipo di carta non viene più fabbricata dal 1975. Il documento potrebbe essere dunque autentico. E perchè non dovrebbe, vi chiederete voi? Per il modo con cui Moore è arrivato ad ottenerlo. Ricevendo una serie di cartoline illustrate con messaggi in codice assolutamente incomprensibili, del tipo Per un look alla moda andate da Suiteland. In ognuno di questi messaggi, ricevuti anonimamente da Moore, c'era sempre qualche elemento di realta' che, come in un gigantesco gioco dell'oca, portava a scoprire un pezzettino di verità. É in questo modo che Moore ha avuto la soffiata che gli ha permesso di rintracciare il memo Cutler.
L'originalità e la stranezza di questa scoperta ha spaccato in due (o fors'anco di più) gli ufologi: c'è chi pensa che i documenti MJ-12, come pure il memo Cutler, siano stati spediti da qualche agente segreto pentito che vuole far sapere la verità senza rivelare il proprio nome, per paura di spiacevoli conseguenze; c'è chi pensa che l'intiera faccenda sia non tanto uno scherzo quanto un'azione di depistaggio. Il nostro ignoto mittente potrebbe, volta per volta, far trovare dei documenti contraffatti ai due ricercatori, per sviare le indagini. E non è casuale, hanno notato molti colleghi, che questi documenti siano stati spediti proprio a due dei ricercatori meno scrupolosi e più creduli (oseremmo dire meno seri). L'anonimo mittente sapeva di andare sul sicuro, di trovare l'interlocutore più predisposto.
Personalmente, riteniamo che il memo Cutler, vero o falso che sia, abbia comunque rispecchiato dei coinvolgimenti reali. Sappiamo, ad esempio, che proprio Twining (da non confondersi con il thé) era stato coinvolto profondamente nella questione UFO.
In una lettera del 23 settembre 1947 indirizzata al comando generale dell'Air Force, il nostro elencava le conclusioni di un'indagine sui dischi volanti. In questa missiva, naturalmente classificata top secret, l'alto ufficiale scriveva che «il fenomeno riferito è sovente reale e non fittizio o visionario. Esistono oggetti dalla forma simile a un disco e di grossezza simile a quella degli aerei terrestri. Essi sono controllati manualmente, automaticamente o a distanza. Sono metallici e con superficie che riflette la luce. Infine, hanno forma circolare o ellittica, piatti ai bordi e con una cupola in cima...». Quanti dati erano in possesso di Twining! Addirittura il nostro sapeva che alcuni UFO erano teleguidati mentre altri controllati manualmente. E che, forse il nostro era entrato dentro un disco? Se effettivamente aveva fatto parte del Majestic 12, senz'altro.
Desta meraviglia, difatti, una simile precisione di dettagli circa un fenomeno apparso meno di due mesi prima. E stupisce certamente gli ufologi che, dopo 50 anni di studi, sanno ancora ben poco della struttura dei dischi volanti.
Sappiamo per certo che Twining conoscesse i personaggi del caso Roswell. Uno almeno, il generale Ramey.

ANCORA BUGIE

Durante una conferenza-stampa dell'Air Force, tenuta il 29 luglio 1952 per dare spiegazioni all'opinione pubblica su alcuni avvistamenti recenti, i due apparvero assieme. Ramey, in veste di capo del Comando Difesa Aerea. Assieme a loro c'era il generale John Samford, direttore del servizio segreto dell'Aviazione (guarda caso!). L'unico credente degli UFO, in mezzo a tanti scettici d'ufficio, era il maggiore Ruppelt , ex del progetto Blue Book.
Durante la conferenza stampa il generale Samford cercò di ridimensionare i fatti, come d'obbligo, tirando in ballo l'inversione termica nell'atmosfera per sbugiardare i radar. Ma, di fronte a domande più insistenti, i reporter dovettero accontentarsi di risposte alquanto evasive. Soprattutto allorche' domandarono dei diversi piloti che in quei giorni erano stati testimoni diretti di avvistamenti ad alta quota. Dinnanzi a questa domanda, la risposta di Samford fu: «Non abbiamo spiegazioni da dare!». Non meno scettici ed imperturbabili Ramey e Twining, guarda caso proprio due dei personaggi maggiormente coinvolti nel fenomeno UFO.

GLI ALTRI PEZZI GROSSI

AIltri personaggi chiave del Majestic 12 furono Vannevar Bush, il generale Vandemberg, Detlev Bronk e Loyd Berkner. Questi quattro, con l'eccezione del generale, non furono apparentemente coinvolti nella questione UFO quanto lo furono Menzel e Twining. In realtà tutti e quattro ricoprirono posizioni chiave, al momento giusto nel posto giusto. Il lettore con memoria elefantina noterà ripetutamente questi quattro nomi, nelle pagine di questo libro. Di Bush diremo soltanto che fu l'organizzatore del Majestic 12. Aveva lavorato a stretto contatto con i servizi segreti, ed era stato a capo del Centro di tecnologia avanzata N.A.C.A.. Era uno scienziato di tutto rispetto. Vanbemberg fu il principale insabbiatore del Project Sign, mentre Bronk è attualmente passato alla storia come il fortunato patologo che ha potuto vedere gli alieni, sin dentro lo stomaco. Il potentissimo Berkner, astrofisico di grido, sarà un personaggio chiave in tutti quegli ambienti, sia scientifici che politici, riguardanti gli extraterrestri. Di più non vi diciamo in quanto rischieremmo di ripeterci, dato che questi nomi ricorrono ripetutamente in queste pagine. Solo Bronk merita un breve profilo, vista l'eccezionalità del suo incarico all'interno del Majestic.

IL DOTTOR BRONK

Detlev Bronk (13 agosto 1897 - 17 novembre 1975) fu un prestigiosissimo biofisico, pioniere della microscopia elettronica. Nel 1939 fu lecturer a Princeton, università ove si distinse al punto da ricevere ad honorem il dottorato in scienze, nel 1947. Nel giugno di quello stesso anno, pochi giorni prima del caso Roswell, venne nominato membro del Laboratorio Nazionale di Brookhaven. Una scelta determinante per la sua vita, visto che colà il nostro conoscerà uno dei principali artefici dell'utilizzo della bomba atomica, il dottor Condon. Lo stesso che,nel 1969, demolirà ufficialmente gli UFO. Non sappiamo chi dei due abbia influenzato negativamente l'altro, trasformandolo in un ingranaggio del cover up, ma è logico pensare che il manipolatore fu Bronk ed il manipolato Condon. Certo è che, pochi mesi più tardi, Bronk venne collocato in un posto di spicco nella Commissione per l'Energia Atomica (AEC), dove probabilmente si apparto' con la famiglia Gray (Gordon Gray era un altro majestic). Coordinatore della ricerca scientifica per il Quartier Generale dell'Air Force dal '42 al '46, Bronk divenne, nel 1946, membro della Naval Advisory Board, un ente strettamente collegato con l'Air Force e grazie al quale potè probabilmente continuare a lavorare spalla a spalla con Hillenkoetter e Forrestal. Nel giugno del 1948 entrò nel Comitato Nazionale per l'Aereonautica. Quattro mesi piu' tardi, probabilmente come ricompensa per l'ottimo lavoro svolto a Roswell, Vannevar Bush lo chiamò a sè per offrirgli un posto nello Stabilimento Militare Nazionale. Il massimo della carriera sarà per Bronk la presidenza della Rockefeller University, il cuore del governo invisibile negli anni '50!
Durante gli studi universitari, e anche dopo aver conseguito la laurea, Bronk ricevette i gradi di moltissime confraternite universitarie (alcune delle quali, JASONS e Teschio e Ossa, avrebbero fornito i futuri majestic alla CIA), confraternite che rappresentano la crema della società-bene americana, le stesse alle quali appartennero altri membri del Majestic:Phi Beta Kappa, Delta Sigma Rho, Sigma Xi, Sigma Tau, Alpha Omega Alpha, Phi Kappa Psi. Colà Bronk conobbe probabilmente i futuri debunkers dell'ufologia mondiale.
Consulente scientifico dei presidenti Truman, Eisenhower e Kennedy, diresse poi diverse prestigiose organizzazioni scientifiche:l'Associazione americana per il progresso scientifico,la Società dei fisici,la Società fisiologica angloamericana,la Società per gli esperimenti biologici. E via via, in un continuo (noioso) crescendo, sino all'Accademia delle Scienze.
Di quest'uomo, così legato agli alti vertici della politica americana, possiamo dire che fu un vero e proprio genio sconosciuto della scienza. Non ci stupisce minimamente, quindi, trovarlo nel Majestic 12.
E adesso, vediamo assieme,in sintesi, quegli altri personaggi oscuri del Majestic, dei quali generalmente si sa ben poco.

GLI ALTRI APOSTOLI DELLA CIA

Gli altri apostoli del Majestic 12 sono figure di scarso rilievo, per quanto riguarda l'ufologia. Sidney William Souers (30 giugno 1892 - 14 gennaio 1973) fu il primo direttore dell'Intelligence a partire dal 1946 e l'anno seguente divenne il primo segretario esecutivo del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Fu solo per questo che venne chiamato al Majestic. Molto vicino a Truman, quest'uomo d'affari con una carriera in Marina era noto per la sua proverbiale meticolosità, che ne faceva un'ottimo burocrate. Per questo motivo Forrestal nel '43 lo aveva nominato ammiraglio. Sorriso sotto i baffi, sguardo sornione, Souers sembrava più un buon nonnino che non un capo della CIA. Anche di Robert Montague, generale, non c'è molto da dire. Javier Sierra,al riguardo, ha scritto: «Capo della base di Fort Bliss a El Paso, all'epoca dell'incidente di Roswell si trovava -curiosamente- alla direzione dell'Area di Prova di White Sands» (40).La sua entrata nel Majestic fu dovuta dunque al suo incarico territoriale. Altro militare della banda fu Roscoe Hillenkoetter (8 maggio 1897 - 18 giugno 1982). Ammiraglio, fu direttore della CIA dal 1947 al 1950 e organizzò l'Agenzia come un' «avanguardia contro il comunismo». Hillenkoetter aveva già diretto i servizi segreti durante la guerra. Ritiratosi dalla Marina nel 1957, morì a New York. Un po' più vispo e meno anonimo dei precedenti fu Jerome Clarke Hunsaker (26 agosto 1886 - 10 settembre 1984). Ingegnere aeronautico, capo della N.A.C.A.dopo Bush, sebbene fosse uno dei più vecchi del gruppo, aveva una vitalità fuori dal comune. Se la CIA avesse avuto bisogno di un esperto in velivoli per capire il funzionamento dell'UFO di Roswell, non avrebbe potuto trovare di meglio. Professor emeritus presso il prestigioso Istituto di Tecnologia del Massachussets, Hunsaker ideò per primo i corsi in aeronautica per l'Istituto stesso nel 1914 diventando così un pioniere della materia. Disegnò e costruì aerei per le portaerei americane durante il secondo conflitto mondiale e legò il proprio nome al progetto del velivolo Shenandoah, largamente utilizzato negli Stati Uniti. Sviluppò per la Bell sistemi di comunicazione aerea e studiò alcuni gas per i dirigibili della Goodyear-Zeppelin Corporation. Morì a Boston, Massachussets. Con un simile curriculum tecnico non ci meraviglia trovarlo menzionato fra i membri del Majestic 12. Di Gordon Gray (30 maggio 1897 - 18 giugno 1982) Sierra ha scritto: «Fu un personaggio molto immerso nel lavoro d'intelletto». Difatti, era un legale. E meraviglierebbe trovarlo assieme a scienziati e generali, anzicchè in uno studio lussuoso e laccato a sbrigar pratiche notarili, se non sapessimo che quest'uomo apparentemente insignificante fu spesso coinvolto in incarichi di spionaggio. Assessore alla segreteria delle Forze Armate, lavorò per la Difesa e spicciò le faccende per Truman e Eisenhower. Di quest'ultimo divenne responsabile alla sicurezza. Fu promosso capo del Dipartimento di strategia psicologica della CIA. La commissione che nel '54 siluro' Oppenheimer, reo di non voler più contribuire alla grandezza della nazione costruendo bombe atomiche, porta il suo nome. Sapendo che costui era un esperto di strategia piscologica, il suo intervento a Roswell contribuì indubbiamente a ridimensionare nel pubblico l'allarme scatenato dalla caduta dell'UFO. In questo senso, Gray fu uno dei principali debunkers" (insabbiatori).
Fra queste figure apparentemente di scarso rilievo non fatica a torreggiare James Vincent Forrestal (15 febbraio 1892 - 22 maggio 1949). Uomo di fiducia del presidente Truman, fu il principale animatore del Patto Atlantico. Fino al 1915 aveva vissuto a Princeton, poi, dedicandosi alla politica, si ritrovò, nel 1933, già all'interno dell'amministrazione Roosevelt. Durante e dopo la guerra si distinse per il suo attivismo, al punto che quando morì tutti addebitarono la colpa allo stress. Nel '46 ricevette un'onorificenza dal Williams College e divenne ministro della Difesa, allorchè le Forze Armate, una volta divise, vennero unificate sotto un solo capo. Dopo l'evento di Roswell certamente non dovette dormire sonni tranquilli, come don Abbondio. Ma senza immaginare schioppettate o percosse, ma sognando dischi volanti con la falce e martello che sbarcavano sul suolo americano. É noto che Forrestal facesse parte,probabilmente persino all'interno del Majestic, di quella fazione che riteneva gli UFO ordigni sovietici. Nel maggio del '49 fu ricoverato per motivi di salute all'ospedale dei veterani navali di Bethesda. Si diceva che fosse talmente esaurito da vaneggiare di attacchi a sorpresa e di fortezze interplanetarie. Sia come sia, finì fuori dalla finestra, dal sedicesimo piano dell'ospedale. Il suo suicidio rimase e rimane un mistero. Un mistero che nemmeno noi vogliamo svelare, sebbene ci sembri strano che un cattolico praticante decidesse di togliersi la vita, ben sapendo di andare all'inferno. E si sembra insolito che almeno altri tre membri del Majestic 12 (Gray, Hillenkoetter e Twining) morirono
improvvisamente nello stesso anno, il 1982.
Morto Forrestal, il suo posto venne affidato al generale Walter Bedell Smith, eroe di guerra e successore di Hillenkoetter alla direzione della CIA. Questi fu uno degli appartenenti e fondatori del piano Robertson. Non fu comunque all'altezza del suo predecessore. Non sappiamo se Forrestal si suicidò o fu buttato, ma se questo è il modo con cui il Majestic 12 dimostra la sua riconoscenza, noi siamo lieti di non farne parte.

TUTTI GLI UOMINI DELLA CIA

Vedremo adesso alcuni dettagli sugli uomini chiave del governo invisibile (la CIA) degli anni '50. Ma, per evitare che i lettori caschino a terra morti di noia, ci limiteremo ai dati essenziali. L'enciclopedia in 12 volumi sul cover up la scriveremo un'altra volta.
A detta degli ufologi americani, Nelson Aldrich Rockefeller sarebbe uno dei foraggiatori del Governo Invisibile. Nato nel 1908, il noto uomo d'affari studiò nel 1926 al Darthmouth College e fu eletto vicepresidente della sua classe per un anno. Buon sangue non mente. Entrò nella confraternita Phi Beta Kappa, la stessa che sarà di Henry Kissinger. Dal 1935 al 1940 dirige la Creole Petroleum Corporation. I soldi gli escono anche dal naso e la sua consulenza al governo è motivata da ragioni economiche, essendo egli membro della Trilaterale.
Uomo-ombra di Johnson e Kennedy fu invece McGeorge Bundy, capo dello staff presidenziale.
Con lui fu Ural Alexis Johnson. Nato nel 1908, ambasciatore in Cecoslovacchia, per vent'anni ricoprì incarichi riguardanti le relazioni estere. Raggiunse uno dei massimi livelli nella diplomazia nel novembre 1953 quando, per l'appunto, gli venne assegnata la carica di ambasciatore in Cecoslovacchia. A partire dalla seconda metà degli anni '50 era considerato come uno dei diplomatici più capaci. Lavorò a Tokio, Seul, Tientsin e Rio de Janeiro. Fra l'ottobre 1949 ed il novembre 1951 fu nominato direttore del Dipartimento di Stato per le relazioni con il nord-est asiatico. Nel 1954 divenne il capo virtuale della delegazione USA per l'Estremo Oriente a Ginevra.In quest'ottica, la sua presenza nel Gruppo Speciale non sarebbe stata tanto attinente alla questione UFO, quanto alle relazioni transculturali. Del resto, non ci risulta che si sia mai interessato all'argomento. Quando si verificò il caso di Roswell, per esempio, si trovava in un'altra parte del globo. Tra il giugno 1947 e la primavera 1949 lavorava infatti al Consolato Generale di Yokohama, in Giappone. E quando nel '54 venne rifondato il Governo Segreto, si trovava in Svizzera.Pure, le speranze del presidente dovettero appuntarsi su di lui, come sarà per Zbigniew Brzezinski (41),per la sua straordinaria capacità psicologica di comunicare con altri cervelli.
Due i membri della CIA che maggiormente ci interessano. Il primo è Allen Dulles, membro del servizio spionistico alleato OSS. Durante la guerra fu l'animatore ed il restauratore della CIA per incarico di Truman. Nato nel 1893, laureatosi a Princeton nel 1914, lo troviamo nel 1948 membro di una commissione d'inchiesta incaricata di studiare la struttura ed i compiti della CIA, allora sotto la direzione di Hillenkoetter. In un momento in cui la neonata Agenzia veniva accusata di pericolose interferenze in campi in cui operavano già altri servizi segreti militari e civili. Dulles presentò i risultati del suo studio nel 1949 e, quattro anni più tardi, venne chiamato a dirigere, quale primo direttore civile,le strutture della CIA. Non è escluso che Dulles fosse al corrente del Majestic 12, ma certamentre fu più utile, nel '54, al Gruppo Speciale. In qualità di tessitore. Nel '46, infatti, aveva ricevuto la medaglia al merito per aver saputo organizzare, in meno di un anno, «un'ottima rete di informazioni che annoverava centinaia di agenti sin nel cuore della Germania, in Jugoslavia,in Cecoslovacchia,Bulgaria, Ungheria, Spagna, Nordafrica, Francia, Italia e Austria». E poi c'è qualcuno che nega che la CIA interferisca negli affari degli altri Paesi...
John Alex McCone è l'altro personaggio interessante.
Ingegnere, uomo d'affari ed in seguito direttore della CIA, McCone fu la punta di diamante della Commissione Energia Atomica (AEC), alla direzione della quale fu nominato da Eisenhower il 6 giugno 1958, probabilmente per i servigi resi. Consigliere di Truman, sottosegretario dell'USAF, fu anche uno dei più validi e fidati rappresentanti di "Ike". Nel 1947 lo troviamo come membro della Commissione di Polizia aerea di Truman. Un anno dopo è consigliere speciale del segretario alla Difesa Forrestal. Sottosegretario dell'USAF nel giugno 1950, l'anno dopo è autore di un memorandum per Truman sul programma degli embrio-missili con cui, da perfetto guerrafondaio, consigliava «la piena autorità ed il controllo dei fondi per esercitare il potere assoluto».
Certamente si interessò agli dischi volanti, ma fu molto abile
e discreto, in quanto il suo nome non compare nelle pubblicazioni ufologiche.
Ritiratosi a vita privata nel 1951, fu più volte richiamato a ricoprire incarichi speciali per il governo sino a quando, nel 1954, l'allora segretario di Stato Dulles lo nominò responsabile del Public Comitee on Personel, un ente incaricato di sorvegliare i corpi diplomatici. Si potrebbe dire che McCone fu tutto fuorchè uno spirito democratico. Di lui Kenneth Strong, autore de Gli uomini del servizio segreto, ha scritto: «In un certo senso Allen Dulles e John McCone rappresentano due epoche distinte. La prima si può definire come caratterizzata da grandi colpi di spionaggio, mentre la seconda si presenta maggiormente interessata a quella parte di lavoro che riguarda la valutazione delle informazioni, ovvero la formazione di giudizi sulla base di uno studio in cui sono tenuti presenti oltre ai fattori tecnici e scientifici, anche quelli politici, strategici e militari...» In quest'ottica molto analitica si colloca il viaggio di McCone, nel marzo 1964, in Vietnam con l'allora segretario della Difesa Robert McNamara (42), altro membro citato a proposito del Governo Invisibile. McCone lasciò la CIA nell'aprile 1965.
L'unico personaggio interessanto di questa clicca è Edward Teller (15 gennaio 1908 - vivente), denunciato dal fisico Bob lazar come ingranaggio delle ricerche sui dischi volanti precipitati nell'Area 51. Teller, geniale fisico padre della bomba H e, in un certo qual senso, responsabile dei provvedimenti disciplinari contro Oppenheimer della Commissione Gray. Nel '54 si distinse nella diatriba sulla corsa agli armamenti. É accertato il suo legame con Reagan (secondo il fisico Bob Lazar, Teller faceva avere ai suoi dipendenti le autorizzazioni firmate dal presidente). Quest'ultimo rimase affascinato dalle prospettive offensive e difensive che Mr. Bomb seppe offrirgli. Ispiratore della bomba atomica, genio controverso della meccanica quantistica, Teller è stato definito dallo scienziato Eugene Wigner «la nuova mente di Einstein», mentre il fisico I. Rabi lo ha bollato come un pericolo per il mondo.
Molte delle informazioni riguardanti la sua vita sono classificate. Sappiamo, però, che nel 1934 fu sovvenzionato dalla Rockefeller Foundation che lo mandò all'Università di Copenhagen, dove aveva studiato il grande fisico Niel Bohr. Nel 1943 fondò il laboratorio di Los Alamos nel Nuovo Messico. Lavorò per Truman e, in tempi più recenti, ritroviamo il suo nome accanto al progetto delle Guerre Stellari di Reagan. Dal 1956 al 1958 è stato membro dell'AEC.
Teller, sebbene non abbia mai voluto ammetterlo, è considerato un esperto di dischi volanti. Al punto che il New York Times gli dedicò, il 4 aprile 1966, un fondo che venne ripreso dalla rete televisiva CBS durante il programma Face the Nation, uno dei più seguiti dai telespettatori americani. «Professor Teller, cosa sono i dischi volanti?», chiese il conduttore. Ma Teller non voleva rispondere. Incalzato, rispose ridendo: «Miracoli». «Miracoli nostri o di qualcun altro?». «Sono miracoli, come faccio a sapere di chi?».
Questa veloce schermaglia dimostrò in realtà il disagio del fisico davanti alle centinaia di migliaia di telespettatori che volevano sapere la verità. Il rapporto Condon non era stato ancora divulgato e pertanto non esisteva ancora una posizione scientifica ufficiale e definitiva. Teller, pertanto, doveva tacere a tutti i costi, anche a costo di fare queste figuracce.

LA MENTE DI KISSINGER

Henry Kissinger è universalmente noto come un grande statista ed un grande uomo politico. Addirittura premio nobel per la pace. Di lui il giornalista Alberto Ronchey, ne La crisi americana, ha scritto:«Prima era un thinker, un uomo che pensa, e poi è stato un doer, un uomo che fa. O persino un arbiter mundi. É un intellettuale pratico, o forse un pratico. É tortuoso, inafferrabile, arrogante e lo è talvolta con successo indiscutibile».
Quest'arroganza aveva portato Kissinger a scontrarsi violentemente con un vecchio amico e protettore, Nelson Rockefeller del Gruppo Speciale, che Kissinger bollò come «una mente di second'ordine». Eppure fu proprio sotto questa mente che il nostro mosse i primi passi verso la scalata al potere, creandosi una dottrina che avrebbe fatto scuola nella vita politica ed economica del governo americano. Si trattava di una tesi sull'assetto mondiale riassumibile come segue: cinque erano le superpotenze mondiali. Di queste cinque l'Europa era passata in second'ordine e poteva fungere solo da tramite eCina e Giappone rimanevano in disparte, non avendo un compito peculiare. Restavano arbitri del mondo USA e URSS. Con questo principio del bipolarismo Kissinger si sarebbe apprestato a riorganizzare il 54/12. Pur insegnando continuamente ad Harvard (!) che «ogni intesa fra nazioni è un inganno», il nostro riuscì con la diplomazia ad allontanare la minaccia nucleare. Dal '69 al '73 questo abile tessitore riuscì ad aprire alla Cina e, di conseguenza, vincolò la Russia all'America. L'improvviso scoppio del conflitto aeabo-israeliano, con la guerra dello Yom Kippur, mise in crisi lo scacchiere internazionale da lui creato. Ma per poco. La conferenza di Washington, la smilitarizzazione di Suez e le relazioni con l'Egitto e la Siria furono altrettante mosse geniali che diedero allo statista un potere inimmaginabile, trasformandolo in arbitro della politica mondiale. E l'impegno per il negoziato sulle armi atomiche SALT 2, con l'Unione Sovietica, costituì un primo passo verso il disgelo.
Con Kissinger il 54/12 diventa una struttura strettamente economico-politica, ed il problema UFO passa in secondo piano.
Fondamentale, adesso, era il dominio del modo.
Ronchey si è domandato:«Dietro altre nazioni può esserci sempre l'America. Ma dietro l'America?».
Il governo invisibile.

LA ZONA GRIGIA

In una lettera di testimonianza resa dal direttore della CIA William Colby il 22 aprile 1974 davanti alla sottocommissione Forze Armate della Camera competente lo spionaggio, presieduta dal deputato Nedzi, veniva svelata con sorprendente sincerità l'attività clandestina della CIA in Cile. Per rovesciare il leader Allende, comperando politici e manovrando scioperanti ed oppositori per creare disordine ed indebolire l'economia del Paese. «La testimonianza - denunciava il giornalista Rodolfo Brancoli (43) - mette in chiaro che l'attività dell'Agenzia è stata preventivamente vagliata ed approvata dal Comitato 40, allora presieduto da Kissinger. Questo organismo ristretto, composto da cinque persone, è in pratica un sottocomitato nell'ambito del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e prende il nome dal numero dell'atto istitutivo. Il suo compito è appunto di vagliare e autorizzare le attività clandestine della CIA nel corso di riunioni mensili tanto segrete che non vengono tenute minute...».
Comitato 40. Questo il nome del nuovo 54/12 anni '70, con a capo Henry Kissinger. A seguito della separazione sempre più netta fra politici e scienziati, in una disgregazione che corre dal Majestic al 54/12 al JASONS, emerge negli anni che concludono tragicamente la saga dei Kennedy e l'epoca Johnson,un nuovo organismo segreto, un nuovo gruppo ancora più esclusivo e selettivo, da ridurre drasticamente il numero dei partecipanti. Il Comitato sarà definitivamente sganciato dagli ambienti scientifici, dopo che questi avevano terminato il proprio ruolo di insabbiatori con la commissione Condon. La scienza, ormai talmente incasellata da poter essere libera dalle alte sfere politiche, può proseguire per i fatti suoi. Le regole di comportamento sono state dettate ed accettate negli anni '40. Adesso, degli scienziati si può fare a meno. Costoro sanno già che se vogliono mangiare, debbono abbassare il capo (ci riferiamo naturalmente agli scienziati legati alle Forze Armate USA, non a tutti gli scienziati in generale).
Il nuovo Comitato, il cui nome forse non a caso ricorda il proprio omonimo sovietico, il Komitiet o KGB, dipende direttamente da Kissinger, che la stampa internazionale disegna come il principale «stratega ed arbitro della politica e dell'economia internazionale». E non solo per i motivi precedentemente visti, ma anche grazie anche alle sue pressioni nella concessione prestiti della Banca Mondiale e sull'Export-Import Bank.
La logica espansionistica del momento è sintetizzabile in una frase di Kissinger circa il caso Allende, riportata dal Washington Post il 10 settembre 1974: «Non vedo perchè dobbiamo starcene fermi a guardare un Paese diventare comunista per l'irresponsabilità del suo popolo». Evviva la ragion di stato! Al di là delle connotazioni politiche dell'episodio, la nuova mentalità è indicativa dell'ormai accettata politica d'ingerenza del suo gruppo ristretto IN QUALSIASI CAMPO, al di sopra di qualsiasi legge morale o autodeterminazione dei popoli. Questa linea di condotta fu abbracciata nella sua totalità dal neo-presidente Gerald Ford che, per esempio, non ebbe alcuna esitazione a riconoscere pubblicamente e a giustificare le attività sovversive della CIA negli altri Paesi, in una conferenza stampa tenutasi il 16 settembre 1974.
Quest'altro episodio è rivelatore del divario sempre più profondo fra i cervelli dell' ex JASONS. Politici da una parte, economisti dall'altra. A casa gli scienziati governativi e, in mezzo, i militari della CIA. Militari ormai ridotti a corpi senza volontà, manovrati dal Comitato a seconda delle circostanze. Certo, fu la situazione politica ad imporlo e fors'anche a giustificarlo. Non dimentichiamo che, in quegli anni, il comunismo dilaga a macchia d'olio e nel mondo si stava ripercuotendo l'eco delle contestazioni sessantottine, per lo più di sinistra. E non dimentichiamo che proprio Kissinger dimostrò un'abilità fenomenale nel contribuire alla distensione. Questa situazione storica portò inevitabilmente ad una serie di conflitti nelle alte sfere che, partendo proprio dal pretesto dell'ingerenza CIA in Cile, ebbero il culmine in una duplice indagine da parte del Parlamento. Indagine immediatamente seguita da un'altra, parallela, ordinata dall'esecutivo sotto la direzione di...Nelson Rockefeller! Il potente finanziatore del 54/12, la cui famiglia, già all'epoca della guerra, aveva appoggiato soldi alla mano le iniziative di pezzi grossi quali Vannevar Bush. L'attacco di Rockefeller, estromesso probabilmente
dal Comitato, indicava il punto di rottura raggiunto dagli alti vertici o, per dirla con Brancoli, «una crisi che a giudizio di molti ha seriamente indebolito la capacità operativa della CIA. Sia la commissione Rockefeller che quelle dei due rami del Congresso puntavano a formulare proposte di riforma dell'Agenzia, per accrescere il controllo esterno sul suo operato, mentre già si parlava di affidare la supervisione dell'intera Intelligence Community a una personalità PRESA DALL'ESTERNO». Sarebbe stata questa una sconfitta durissima per la CIA. Un esterno, un controllore non testato che veniva ad interferire nei propri affari... Quanto era già stato proposto sotto Dulles adesso si ripeteva con Colby, segno che il Congresso non dormiva. E ora, come allora, il presidente interveniva in prima persona per difendere i propri collaboratori, dimostrando una volta di più il suo coinvolgimento come JASONS. Il New York Times del 19 ottobre 1975, parafrasando un recente discorso di Ford, rivelava che «l'amministrazione resisterà con fermezza a qualsiasi sforzo del Congresso di impedire al governo degli Stati Uniti di intraprendere operazioni clandestine di spionaggio o di interferire nelle prerogative del presidente di ordinare questo tipo di azioni». Si trattava di un'imposizione violenta e gravissima, con la quale il presidente, in barba ai principi democratici della Costituzione, scavalcava il Congresso e addirittura ne rifiutava il controllo, lanciando un chiaro e minaccioso messaggio. Un intervento compromettente ma anche un atto di forza di un despota illuminato che doveva difendere il proprio potere. Inevitabile conseguenza, una crisi del Comitato, spinto per forza di cose a posizioni reazionarie, antidemocratiche e accentratrici.
Un'anticipazione di questo nuovo stile sarebbe arrivata da un'intervista di James Reston a Kissinger, il 13 ottobre 1974: «Penso che un'organizzazione spionistica sia essenziale per una grande potenza. NON CREDO CHE CI SIA MOLTO DA DISCUTERE SULLA PARTE DELL'ORGANIZZAZIONE CHE RACCOGLIE INFORMAZIONI, LE ANALIZZA E CERCA DI INTERPRETARE IL MONDO PER I LEADER POLITICI (un modo gentile per invitar la gente a farsi i fatti propri, n.d.A.). La discussione sorge là dove l'organizzazione spionistica diviene operativa e cerca di influire sugli eventi politici in altre parti del mondo. In questo caso c'è un problema serio, perchè esiste una zona grigia fra l'esercizio della diplomazia e l'uso della forza...». E in questo modo Kissinger ribadiva l'importanza, prioritaria, dei politici sugli agenti segreti, fra la mente ed il braccio, fra chi decide e chi deve obbedire.
Lo scandalo Allende avrebbe avuto però conseguenze impreviste per l'Agenzia. Una speciale commissione investigativa condotta dal senatore democratico Gary Hart (sì, lo stesso bruciato alle elezioni da uno scandalo rosa, la relazione con Shirley MacLaine, a favore di Reagan. Tipica tecnica della CIA) avrebbe ridotto notevolmente il potere del servizio segreto. «I capi della CIA -avrebbe commentato Brancoli - hanno indebolito il morale e la capacità operativa dell'Agenzia. Ci sono state numerose dimissioni, addirittura si è costituita un'associazione di ex funzionari per tutelare il buon nome di quanti lavorano nell'Agenzia, a testimonianza di un malessere abbastanza diffuso. All'estero informatori hanno tagliato i ponti nel timore di vedere il loro nome sui giornali e c'è minor volontà collaborativa da parte dei servizi segreti amici e il rifiuto di alcune grandi aziende americane di seguitare a garantire a uomini dell'Agenzia una copertura nelle proprie sussidiarie estere...» (44).
Questa fase calante, di crisi, durò a lungo, sino alla presidenza di George Bush, già capo della CIA, e colpì, di riflesso, anche l'informazione ufologica. Proprio in quegli anni migliaia di notizie uscirono dagli archivi: la Ground Saucer Watch di William Spaulding, l'associazione di oltre 500 scienziati con sede in Arizona, riuscì a far declassificare centinaia di documenti segreti, mentre i giornali cominciarono a riportare notizie di avvistamenti a ripetizione. Tra l'altro, fra il '78 ed il '79 un'ondata di avvistamenti interessò l'intero pianeta e gli UFO vennero filmati e fotografati, segnalati dai radar, intercettati dagli aerei e dalle navi talvolta con conseguenze tragiche per i terrestri (in Australia un pilota scomparve nel nulla, mentre nell'Adriatico due pescatori vennero trovati affogati, forse per lo spavento). Nel '77 gli UFO eran addirittura finiti all'ONU. E questo era comprensibile. Più l'Agenzia diventava debole e minore era la pressione esercitata sugli ambienti addetti ad incarichi minori. Gli stessi Ford e Kissinger non sembravano poi attribuire una grande importanza al fenomeno UFO al punto che, in differenti occasioni, i due
si lasceranno andare a dichiarazioni compromettenti.Il primo già nell'aprile del '66, prima dell'istituzione della Commissione Condon, quando aveva scritto al deputato Mendel Rivers: "Nella convinzione che l'opinione pubblica meriti una spiegazione migliore di quella finora fornita dall'Aeronautica militare, raccomando l'istituzione di una commissione d'inchiesta sugli UFO" (45). Ma la ragion di stato avrebbe prevalso, negli anni '60 come pure negli anni '70 (nel '77 la CIA riprenderà in pugno la situazione e creerà addirittura una rete informativa mondiale). E Kissinger, ormai vecchio e slegato da qualsiasi incarico politico, agli inizi dell''87 avrebbe dichiarato ad un cronista del Los Angeles Times:
«...E poi c'è la questione degli UFO. Una volta o l'altra bisognerà che il governo sia chiaro e preciso...». Quelle parole impressionarono molte persone. Al punto che, la settimana dopo, Kissinger fu invitato da Ronald Stamm alla popolarissima trasmissione esoterica Twillight Zone del canale ABC.
Stamm gli domandò: «Che cosa voleva significare quella frase?».
Kissinger rispose: «Oh, nulla di preciso. Soltanto che quel mistero dovrà essere svelato, non le pare?».
«Cioè? In che senso?».
«Non mi faccia parlare, non posso proprio» (46).
In perfetta linea col Comitato, i pezzi grossi lasciavano intendere di sapere ma di non volere (o non potere) parlare.

ATTENZIONE ALLA TRILATERAL!

L'appello parte dalla Francia ed è violentissimo, al limite della querela. A lanciarlo è un giornalista e ufologo, Jimmy Guieu, un pioniere delle investigazioni nel mondo dell'insolito. É Guieu che, in una serie nota come Le porte del futuro, proposta in videocassetta, accusa la potente Trilaterale di agire occultamente con il Majestic 12 ai danni dell'umanità. Assieme alla Trilaterale, o Trilateral, agirebbero secondo Guieu il Council on Foreign Relactions , del quale un majestic faceva effettivamente parte (Berkner), ed un clan di politici ed insegnanti universitari europei, la crema della società, soliti riunirsi per complottare presso l'albergo olandese di Bildeberg, a Oosterbeck e dal quale, sulla falsariga del JASONS, costoro avrebbero preso il nome. Bildeberg, Council e Trilateral, a detta di Guieu, non sarebbero altro che organizzazioni di facciata utilizzate dal Majestic 12 per gli intrallazzi più sporchi. Come il traffico della droga, che serve a finanziare illecitamente il Majestic. Scopo finale di tutto questo - è sempre Guieu che parla- è il raggiungimento della sinarchia, un governo mondiale equamente spartito fra le potenze industriali d'Europa, America e Asia (Giappone) (47).
«Una piovra malevola che prende il nome dall'hotel Bildeberg, che ha steso la propria assemblea costitutiva nel 1954!», ha denunciato Guieu. Attaccando, nel contempo i JASONS:«Una società segretissima americana, composta da scienziati del Project Manhattan [quello della bomba atomica, comprendente anche Condon, n.d.A.], un melting pot che doveva favorire l'emergere del Majestic 12...(48)».
Jimmy Guieu, che secondo alcuni ufologi marsigliesi in quest'ultimo periodo sta dando segni di squilibrio, è probabilmente una vittima inconsapevole della disinformazione che sta arrivando dall'America, alla quale il nostro è molto legato. «É noto che George Bush, prima di essere eletto presidente degli Stati Uniti, è stato fondatore della Trilaterale, che dirigeva la CIA e presiedeva la Zapata Petroleum Co.», ha urlato il nostro.
«E David Rockefeller finanziò la campagna elettorale di Dwight Eisenhower e, con questi, elaborò le strutture segrete del Majestic 12...(49)». Notizie in parte vere, ma dette con una tal foga ed una tal passione da aver generato un filone di dietrologia-spazzatura, alla quale il francese sta facendo da cassa di risonanza in Europa. Diventando portavoce dei deliri del discutibilissimo William Cooper, controverso personaggio del sottobosco folkloristico ufologico. É stato Cooper che ha denunziato pubblicamente (50) autorevoli personaggi della politica internazionale, da George Bush a Margareth Tatcher, di aver gettato il mondo in una disastrosa crisi economica con l'unico intento di stravolgere l'attuale situazione politica. Scopo finale, arrivare, attraverso la crisi, la disoccupazione e l'esasperazione, ad un recupero di autorità e di dominio tramite la sinarchia. Quando i popoli sono alla fame, non possono far altro che aggrapparsi a quel leader, spontaneo o costruito, che promette loro di uscire dalla recessione. Come era successo nella Germania pre-hitleriana. E c'è chi sostiene, anche se a livello di fantasy, che la sinarchia è di origine nazista (51). In ogni caso, essa sarebbe l'incarnazione del Grande Fratello di orwelliana memoria.
É fuor di discussione che queste nuove paure siano frutto dell'apertura delle frontiere e della crisi economica: i naziskin, il trattato economico USA-Americhe, il dominio del marco e Maastricht vengono visti da questi personaggi come punta dell'iceberg di una cospirazione mondiale. Che si ricollega a certi falsi storici stile Protocolli di Sion (52).
A complicare le cose, per Jimmy Guieu, ci si mettono anche gli alieni detti grigi, per il colore della pelle. Quest'ultimo dato è interessante perchè sottintende una forma di razzismo che ricompare, mascherata, negli anni. Gli alieni dal lungo naso e dalla pelle differente dalla nostra sono probabilmente figli di quei giudei che la propaganda antisionista (nazista, comunista e fascista) dipingeva crudelmente, alla ricerca di capri espiatori per i mali della società. Gli E.B.E., le Entità Biologiche Extraterrestri (gli alieni di una volta) altro non sarebbero che gli occulti manovratori di questa politica. Il loro scopo? Intromettersi nelle strutture politico-economiche della terra, per sfruttarla ed impoverirla, in modo da poterla meglio invadere e conquistare. Sembra la trama di un film di fantascienza. Ed infatti lo è. Il regista è quel John Carpenter che, con Il signore del male, si era scagliato contro la Chiesa
(rea di aver innalzato templi a Satana, spacciandolo per Dio), nuovamente all'attacco, nel 1988, con la pellicola di fantapolitica Essi vivono. In cui gli alieni sono mimetizzati fra di noi, nei posti chiave della società, e ci stanno sfruttando «come vacche da ingrasso», lasciando morire la Terra a poco a poco.
Che questa pellicola abbia acceso gli animi dei più esaltati è un dato di fatto. Volete un esempio? In una sequenza del film si scopre che i semafori inviano subliminalmente dei messaggi di sottomissione e di mansuetudine: «comprate», «dormite», «conformatevi» e «consumate». Ebbene, nell'agosto del '93 sui semafori di alcuni trafficati incroci di Manhattan sono comparsi dei messaggi tipo «conformati» e «consuma» al posto dei tradizionali «avanti» e «alt» (53). Segno che qualche idiota è rimasto molto impressionato dal film Essi vivono.
Ora, con questo non vogliamo dire che la pellicola di Carpenter sia stata responsabile della nascita del mito americano della sinarchia. Probabilmente queste paure erano già nell'aria e Carpenter se ne è fatto interprete. Anche perchè il tema della congiura segreta è sempre stata presente a livello letterario, dal mito della Maschera di ferro (54) alla congiura di Mayerling, dal libro Il santo Graal (55) ai Protocolli di Sion.
Fra tanta mitologia ci limitiamo a segnalare che, fra le molte assurdità focalizzate nei video di Guieu, una ci ha colpito. Il fatto che della Trilaterale abbia fatto parte, nell' '89, Hubert Curien, ministro francese della ricerca scientifica. Già sovrintendente del GEPAN e del successivo SEPRA, due commissioni governative d'investigazione UFO bollate da molti ufologi come la versione d'oltralpe della Commissione Condon. Anche il GEPAN ed il SEPRA, difatti, hanno investigato per anni gli UFO, smontando molti casi, rifiutando la collaborazione dei privati e non arrivando ad alcunchè di conclusivo. Intenzionalmente? Per molti ufologi francesi sì. Il cover up americano rimbalzerebbe così direttamente in Francia. Teste diverse, stesse idee e stessi metodi. Sempre nei documenti presentati da Guieu (56), scopriamo che non solo Curien ha fatto parte della Trilateral nell' '89; vi troviamo anche, nello stesso anno, il famosissimo statista Jacques Delors e Zbigniew Brzezinski, punta di diamante del Governo Invisibile sotto Carter. Ancora, con sorpresa sempre crescente, scopriamo un documento in cui si riporta di un incontro con il presidente Clinton all'hotel Bildeberg! Lo stesso ove, per Guieu, si radunano i componenti europei e americani del Governo Invisibile. Segno che dunque anche questo nuovo presidente, su cui riposano le speranze di molti ufologi, si sarebbe già conformato alla politica della CIA. E a prova di ciò Guieu presenta anche una testimonianza indipendente, quella di uno storico che non ha nulla a che fare con l'ufologia, il professor Pierre De Villemarest, che conferma dati alla mano l'esistenza di una Bildeberg Connection.
Quanto c'è di vero in queste affermazioni? E quanto è frutto dell'animo esasperato dei dietrologi? Difficile stabilirlo.
Certamente la Trilaterale (o Trilateral Commission) è reale. É un'organizzazione internazionale fondata nel 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e diretta fino al luglio 1976 da Zbigniew Brzezinski. Ispiratasi probabilmente al pensiero politico di Kissinger, Trilateral si batte per una piu' stretta collaborazione fra Paesi industrializzati, America, Europa Occidentale, Giappone, colpiti in varia misura dalle sfide dei Paesi socialisti e del Terzo Mondo e dalle crisi politiche interne ed esterne. Ne fanno parte 60 leaders politici e sindacali, studiosi (60 americani, 60 giapponesi, 85 europei) ed imprenditori. Oltre a Brzezinski, in seguito entrato nell'amministrazione Carter come consigliere per la politica estera, hanno fatto parte della Trilateral lo stesso Carter, W.F.Mondale, Cyrus Vance del Dipartimento di Stato americano, W.M.Blumenthal del Tesoro, Harold Brown del Pentagono (quest'ultimo, per inciso, ha partecipato il 5 aprile del '66 ad un dibattito sugli UFO ad opera del Comitato dei Servizi Armati alla Camera dei Rappresentanti, in qualità di segretario dell'Air Force. Con lui erano Hynek e Quintanilla del Blue Book e l'onorevole L.Mendel Rivers). Proprio l'appartenenza di alti personaggi del governo alla Trilateral deve aver generato la ridda di sospetti a cui fanno eco alcuni ricercatori in America e Francia. Sospetti che francamente non ci sentiamo di appoggiare. Sappiamo, difatti, che della Trilateral ha fatto parte una figura stimata della politica italiana quale il senatore Gianni Agnelli, e questo ci fa dubitare molto delle affermazioni dei vari Guieu, Cooper e van Helsing. Personalmente, non troviamo nulla di illegale in questa associazione, che è pubblica e che compare persino nelle enciclopedie, tanto è trasparente. Il conflitto che ad essa si oppone appare più ideologico, di sinistra, in una lotta di classe fra ricchi e poveri (la stessa evidenziata nel film di Carpenter). In questo senso rileggiamo le accuse di alcuni politologi, che hanno accusato la Trilateral di essere un «organismo decisionale con la pretesa di guidare il mondo capitalistico in luogo dei legittimi governi» (57). Prerogativa che è invece del governo invisibile.
Contro un simile sospetto la Trilateral si era già mossa con un manifesto che ne aveva segnato l'atto di nascita, il 15 marzo 1973. In esso si diceva che «la collaborazione tra cittadini qualunque delle tre regioni del globo non implicava l'instaurazione di un supergoverno che reggesse il mondo avanzato...Essa non progettava una nuova alleanza anticomunista, tanto che più avanti gli stati comunisti potevanoo scegliere di diventare soci» (58). Era questo il sogno di Brzezinski.
A questa organizzazione indubbiamente potente si sarebbe opposto Clinton, appena eletto, che, nel marzo del '93 si dimenticò di incontrarne i membri. Il giornalista Rodolfo Brancoli (59) avrebbe commentato:«Nel '77, con una presenza massiccia nell'amministrazione Carter, la Trilaterale sembrava aver messo le mani sulla Casa Bianca. Reagan ne diffidava. Clinton semplicemente l'ignora». In merito, qualcuno potrebbe vedere una vendetta della Trilaterale nella campagna diffamatoria scatenata prima contro Reagan (che aveva l'astrologa personale ed aveva paura dei marziani) e contro Clinton, continuamente coinvolto in scandali di ogni tipo. E fors'anche nell'attentato dinamitardo di New York alle Twin Towers (e nei sei successivi attentati rivolti espressamente contro Clinton),come precisi richiami all'ordine al presidente, magari culminati con un ritorno a Canossa al Bildeberg (60). Ma questa è quella fantapolitica alla quale siamo abituati noi italiani dopo la perdita di fiducia nelle istituzioni, dopo Tangentopoli. É comunque un dato di fatto che George Bush, ex capo della CIA, con la Trilateral fosse pappa e ciccia (61).
Ed è interessante scoprire che, contro la Trilaterale, l'Europa ha creato la Pentagonale, di cui fa parte «un membro della CEE (l'Italia), un Paese neutrale appartenente alla zona Efta (l'Austria), due Paesi appena usciti dal dirigismo comunista (Ungheria e Cecoslovacchia), un ultimo Paese infine con forti spinte verso l'Europa dei Dodici, la Jugoslavia (62)».

IL CFR

L'altro ente preso di mira di continuo dai rivelatori è il CFR. Il rispettabilissimo Consiglio per gli Affari Esteri (Council on Foreign Relactions) è il cervello ed il motore della politica internazionale americana. Appartenervi, oltre ad essere segno di grande prestigio, è sinonimo di grande potere. Non meraviglia dunque il fatto di trovarvi, all'interno, sia un membro del Majestic 12, Lloyd Berkner, che due membri del 54/12, Kissinger e Brzezinsky.
Il CFR non si occupa di ufologia ma di politica, ad altissimo livello. E questo spiega perchè, in passato, alcuni majestic le abbian tentate tutte pur di infiltrarvisi. Il cancelliere tedesco Schmidt così ha descritto, in Uomini al potere, il CFR:«I membri di questo centro di formazione erano avvocati, banchieri, alcuni industriali e docenti universitari. Il Council pubblicava, e pubblica tuttora, l'eccellente periodico Foreign Affairs, inizialmente sotto la direzione di Hamilton Fisch Armstrong e in seguito con William Bundy. Questo soleva accogliere nei propri dibattiti giovani accuratamente selezionati, preparandoli dapprima a compiti di minore importanza; nel corso della loro carriera essi finivano a volte per ricoprire cariche di responsabilità AL DIPARTIMENTO DI STATO, AL PENTAGONO, ALLA CASA BIANCA O IN ALTRI PUNTI CHIAVE DELLA POLITICA INTERNAZIONALE, DALLA POLITICA COMMERCIALE ALLA POLITICA DEL DISARMO...Nel dopoguerra John McCloy fu per molti anni presidente del Council. Più tardi assunsero posizioni di rilievo al suo interno David Rockefeller e Cyrus Vance...Ovviamente ne facevano parte alcuni PERSONAGGI DI SPICCO DI HARVARD, DEL MIT DI CAMBRIDGE E DELL'UNIVERSITA' DI PRINCETON. DEL PERIODO DEGLI ANNI SESSANTA RICORDO CON PIACERE HENRY KISSINGER E ZBIGNIEW BRZEZINSKY...». Oltre naturalmente a Nelson Rockefeller, in veste di governatore dello Stato di New York. Più di così...
Quello stesso Consiglio che aveva allevato tanti futuri membri della Trilaterale (Brzezinsky, Vance, David Rockefeller) sarebbe arrivato inevitabilmente a scontrarsi con la stessa, come ammette lo stesso Schmidt più avanti:«Mentre Carter subì l'influenza della concezione triangolare USA-Europa-Giappone, diffusa dalla cosiddetta Triateral Commission sotto David Rockefeller, verso la fine degli anni '70 si crearono nuovi slogan e nuove correnti di pensiero...». Correnti di pensiero destinate ad urtarsi con un potere ormai troppo frazionato e che stava inevitabilmente sfuggendo di mano al Governo Invisibile. Divisa e consumata in decine di Enti, Consigli e Commissioni, l'immensa forza che era stata del Governo Invisibile all'epoca della dottrina Bissell aveva subito dei durissimi colpi grazie anche ad alcuni disastri nello scacchiere internazionale, non ultima la sconfitta del Vietnam, che aveva decisamente incrinato il mito dell'invincibilità degli USA. Di fronte ad una perdita in continua ascesa, assisteremo ai farneticanti deliri di Reagan sulle invasioni dallo spazio, deliri in realtà ben soppesati, con l'evidente scopo di terrorizzare la popolazione per ottenere nuovi finanziamenti per le spese belliche e quindi il consolidamento di un certo tipo di potere, basato sui rapporti di forza militare. Ma anche per una malcelata, effettiva paura di un contatto celeste, che avrebbe poturo annichilire all'istante l'intricata tela di ragno tessuta per anni dai politici del Majestic 12.

L'UOMO DELLA TRILATERAL

Zbigniew Kazimierz Brzezinski (23 marzo 1928 - vivente) è un sociologo polacco specializzato negli studi sul comunismo e sulle relazioni con culture differenti da quella occidentale, quegli aliens e strangers, gli stranieri (come li chiamano in America), i cui usi e costumi sono enormememnte diversi dall' american style. Questo ci induce a pensare che la funzione di Brzezinski all'interno del Gruppo Speciale sia motivata dalla necessità di avere qualcuno in grado di comunicare con un modo di pensiero differente da quello occidentale. O magari terrestre.
Da dove arriva il nostro? Dalla solita Harvard, santuario del Governo Invisibile. Colà questo personaggio dall'impronunciabile nome è presente come ricercatore dal 1953 al 1960. Colà entrerà certamente in contatto con Menzel.
Nel 1956 lavora per il Centro di ricerca russo e per il Centro Affari Internazionali, ove opera un altro boss della politica discreta, Henry Kissinger.
Assistente del presidente McGeorge Bundy, difese quest'ultimo a spada tratta durante un dibattito televisivo alla CBS nel giugno 1965, dichiarandosi favorevole alla presenza americana in Vietnam. Per questo sarà ricompensato. Diventerà consulente del Dipartimento di Stato e della RAND Corporation. Fu forse il nostro che diresse le ricerche RAND sugli UFO, il cui esito venne raccolto in un rapporto intitolato significativamente UFO: che fare, ancora classificato e «non disponibile per la distribuzione esterna». Tra l'altro, la RAND aveva condotto, per conto del governo, uno studio sull'abitabilità dei pianeti.
Ma torniamo al nostro (scusate se non pronunciamo quel difficilissimo nome). Direttore della Trilaterale fino al 1976, costui raggiunse l'apice della carriera durante l'amministrazione Carter allorchè, pur essendo un semplice consigliere alla sicurezza, riuscì ad entrare talmente nelle grazie da diventare la sua ombra. Definito «onnipotente e onnipresente», il nostro riuscì a scavalcare il rivale Cyrus Vance e a presentarsi come il vero arbitro della politica internazionale. Al riguardo il cancelliere tedesco Helmut Schmidt, in Uomini al potere, ha scritto: «Nel corso del 1977 incontrai più volte sia Carter che Vance. Col passare del tempo, l'influenza di Brzezinski sul presidente si fece sempre più manifesta. Al consigliere di Stato veniva concesso uno spazio crescente per le proprie operazioni di politica estera e fu evidente,in numerose occasioni, la tendenza degli addetti alla Casa Bianca di scavalcare Vance. Sotto l'effetto del suo potere in continuo aumento, nel corso dell'anno Brzezinski venne due volte a Bonn, presentandosi senza falsi pudori come orgoglioso rappresentante di una superpotenza. É probabile che egli si considerasse un Realpolitiker; è certo che fu un falco in tema di politica estera nei confronti dell'URSS». E non solo verso l'URSS. Sua fu l'idea di sostenere Rezha Palhevi, lo scià iraniano che divenne buon amico e confidente di Washington (anche in materia di UFO, si pensi all'avvistamento di Teheran del 1976), sua fu la tendenza d'imporsi come arbitro fra le Germanie separate, sua fu l'idea di punire con un embargo l'Unione Sovietica all'indomani dell'occupazione dell'Afghanistan, sua fu probabilmente la sospensione della riduzione degli armamenti (progetto Salt 2), garantendo agli USA la possibilità di difendersi da qualsiasi minaccia esterna. E sua fu probabilmente la pressione che costrinse il presidente Carter a non mantenere la promessa, una volta eletto, di aprire gli archivi CIA sugli UFO.
Brzezinski fu un militarista ed un uomo tutto d'un pezzo, un falco e non certo una colomba. Questo straordinario potere, che arrivava persino a scavalcare il presidente, forse gli era concesso perchè membro dell'onnipotente Council on Foreign relations. Quello stesso ente ove, nel 1960, il sociologo Pinotti aveva scovato come membro non residente un pezzo da 90 del Majestic 12, Lloyd Berkner!
Infine, diamo un'ultima notizia, ma questa solo a titolo aneddotico, come curiosità.
Il ricercatore francese Jimmy Guieu, ha rintracciato, in un opuscolo intitolato Ceux qui tirent les fichelles de l'economie et de la politique mondiales (Quelli che tirano i fili dell'economia e della politica mondiale), un riferimento al meeting di Parigi(Trialogo 41) dell' '89,al quale partecipavano Hubert Curien (il ministro francese accusato di aver boicottato la ricerca sugli UFO), Jacques Delors, Jacques Chirac e Zbigniew Brzezinski. Assieme ad alcuni politici che si radunano all' Hotel Bildeberg di Maastricht e che, secondo Guieu,
William Cooper e lo scrittore Jan van Helsing (nessuna parentela con Dracula),avrebbero ordito una sinarchia, per governare segretamente TUTTO il mondo.

Ma qui ci fermiamo o si rischia di diventar matti.