MAJESTIC CAMBIA VOLTO
La
svolta del 1954. UFO e sicurezza nazionale. Segreto, sempre.
L'omicidio del professor McDonald. Donald Menzel, un negatore
d'ufficio. Il memo Twining sui dischi volanti.Un patologo seziona
gli extraterrestri. Tutti gli apostoli della CIA. L'on- nipotente
Kissinger. La zona grigia. La Trilateral Commission.
LA GRANDE PIRAMIDE
Durante la
trasmissione UFO cover up live la casa produttrice, la LBS
Extraterrestrials Inc.(!) trasmetteva uno schema realizzato al
computer, in cui si vedeva l'organigramma del Majestic 12. Al
vertice, il presidente degli Stati Uniti (quindi, all'epoca,
Eisenhower). Che comandava su due organismi indipendenti e di
pari grado, il National Security Council (NSC o, in italiano,
CNS) e il gruppo majestic. Majestic, a sua volta, presiedeva la
CIA, la NIA (National Intelligence Authority) che coordina i
servizi di Intelligence, e due progetti segreti noti come
Aquarius e Umbrella, strettamente collegati al recupero di UFO e
ai contatti formali con gli extraterrestri. Aquarius-Umbrella
avrebbero comandato la DIA. Al di sotto della quale troviamo
quattro forze: la Psychology Research Unit, un gruppo di ricerca
nel campo della psicologia e della parapsicologia; la Defense
Advance Research Projects Agency (DARPA), che mette a punto le
guerre del futuro, con supertecnologie (dal supercannone
acceleratore di particelle ai virus killer che vedrete più
avanti); l'enigmatico D.C.5 e l'Area 51. DARPA, a sua volta,
sovrintenderebbe l'Esercito, l'Office of Naval Intelligence
(ONI), cioè il servizio segreto della Marina; l'Air Force
Intelligence Service (AFIS), il servizio segreto
dell'Aeronautica. In pratica, DARPA sarebbe a capo delle Forze
Armate.
Perché
usiamo il condizionale? Perché non siamo in grado di confermare
queste informazioni, che la giornalista Linda Howe ha ripreso nel
suo splendido volume An alien harvest, a pagina 175. E questo
perché stiamo parlando di segreti militari ad altissimo livello.
Il cui
accesso ci è negato. Il reale organigramma delle Forze Armate e
dei servizi segreti è conosciuto solamente dal presidente e dal
ministro della Difesa. E forse da pochi altri intimi. Per questo
ci è impossibile qualsiasi verifica. In più, il sapere che tale
organigramma sia stato mostrato in una trasmissione
semiscandalistica, e realizzato probabilmente grazie alle
soffiate di noti rivelatori quali Bill Cooper, Falcon e
Condor,non nuovi a dichiarazioni sensazionalistiche ai media, non
aggiunge credibilità. Pure, questa struttura piramidale ha in
sè una certa logica, che potrebbe renderla plausibile. É fuor
di discussione, ad esempio, che i reparti di Intelligence
dipendano da una struttura superiore. E ce lo dimostra la storia
dell'ufologia, che documenta puntualmente i vani sforzi dei
servizi segreti di Esercito, Marina e Aviazione, costantemente
bloccati da qualcuno più in alto. Anche se noi siamo più
inclini a ritenere che questo qualcuno non sia il DARPA ma la CIA
stessa. Che dipendeva sì dal Majestic, ma allo stesso tempo ne
faceva parte. E dipendeva sì dal presidente, ma tendeva talvolta
a scavalcarlo (si pensi a Carter, al quale fu vietato l'accesso
ai dossier UFO). Perché, sia detto per inciso, esistono due CIA,
una che come Majestic si occupava degli UFO e l'altra che si
interessa di controspionaggio, politica e quant'altro, che è la
nota CIA di Langley e dei film di James Bond. La prima è al di
sopra del presidente, la seconda ne dipende.
Ed è a
questo punto che, osservando lo schema grafico della LBS, ci
sorgono alcuni dubbi. Ad esempio, è vero che i presidente è il
capo formale del Majestic 12, ma è anche vero che i Majestic in
più occasioni lo abbiano snobbato, soprattutto dopo la grande
svolta del '54 e nel periodo in cui la fazione economica del
54/12 (quella, per intenderci, di Kissinger e Brzezinski che fra
poco conoscerete) fu enormemente forte. Nominalmente, comunque,
il presidente è il capo del Majestic 12. E lo è di sicuro
dell'NSC, struttura parallela al Majestic 12, con il quale questo
ha moltissimi punti in comune. Al punto da giustificare l'ipotesi
che una sia stata copiata dall'altra. NSC è stato creato nel
'47, come il Majestic, grazie ad una legge "sulla Sicurezza
Nazionale". Suo compito è vigilare sulla sicurezza e
"agire in nome della nazione e di proteggerne i suoi
interessi . Così come è costituito oggi, esso comprende il
presidente ed il vicepresidente, il segretario di Stato e il
segretario alla Difesa. Il presidente è il capo dell'NSC. Di
volta in volta i presidenti hanno invitato i capi di altri
dipartimenti o funzioni governative a presenziare alle riunioni o
a parteciparvi come membri de facto, cioè il direttore della CIA
e il capo del Comitato congiunto dei Capi di Stato
Maggiore(1)".
In altre
parole, quella che sarà la struttura del governo invisibile
sotto Johnson, negli anni '50, il 54/12!
"L'NSC
si occupa delle questioni più vitali della politica di sicurezza
nazionale del Paese. É questo organismo che discute gli sviluppi
recenti sul controllo degli armamenti e sullo scudo
stellare...", scriveranno G.Josca e M.Platero nel Rapporto
Tower (1). Poiché queste decisioni sono parte integrante della
politica del governo invisibile, capite adesso perché è
giustificato l'intreccio fra CIA-ex Majestic e l'NSC. Che, di
fatto, è composto dagli stessi vertici del 54/12. Perché,
allora, vi chiederete, il presidente mantiene in vita due
strutture apparentemente identiche e con compiti pressoché
uguali? Per un semplice motivo. L'NSC è pubblico e legale. La
sua esistenza si trova citata in qualsiasi testo di politica, e
financo nei libri di scuola, e risponde ad una precisa richiesta
dei contribuenti americani. Ma poiché spesso le mani dell'NSC
vengono legate da quella stessa legalità nel cui ambito questo
si muove, ecco allora intervenire il 54/12. L'altra faccia della
medaglia, la parte nera del Tao. Che agisce illegalmente e
segretamente. E vince colà dove l'NSC, dovendosi arrestare, ha
fallito. 54/12 è un supergoverno che si è attribuito, più o
meno illegalmente, pieni poteri. L'NSC, invece, "non è un
corpo decisionale. I suoi membri si riuniscono come consiglieri
del presidente. Per alcuni presidenti, come Eisenhower, l'NSC ha
costituito il principale organismo di sicurezza nazionale [per
forza, Majestic all'epoca si occupava solo degli UFO, n.d.A.].
Altri presidenti, come Kennedy, si affidavano invece a gruppi di
consiglieri più informali, gruppi che spesso includevano taluni,
ma non tutti, membri del Consiglio...(2)". I JASONS del
54/12! "Kennedy, con la sua tendenza antiorganizzativa,
smantellò tutti i comitati creati da Eisenhower e pose alla Casa
Bianca un ristretto gruppo di consiglieri perfettamente in
sintonia con la sua filosofia ed il suo approccio di
gestione", confesserà un funzionario della Casa Bianca
all'epoca del Rapporto Tower
(1987).
"Johnson non apportò grandi
cambiamenti...L'amministra-zione Nixon vide il ritorno
all'impiego dell'NSC come principale foro consultivo per la
sicurezza nazionale [grazie a Kissinger, n.d.A.]. Questo tipo di
schema venne mantenuto dal presidente Ford e da Carter, e in
larga misura anche da Reagan". Principale consigliere del
presidente, e quindi vera anima dell'NSC sarebbe stato il
consigliere del presidente per gli Affari della Sicurezza
Nazionale. Sotto Johnson, McGeorge Bundy, sotto Nixon Kissinger,
sotto Ford il duo composto da Kissinger, come segretario di
Stato, e da Brent Scowcroft, consigliere per il presidente.
Come dite?
Si tratta in realtà della stessa struttura del 54/12? É ovvio,
ne fanno parte gli stessi membri, quelli che cioè sono presenti
in entrambi i gruppi...Tra l'altro, è notevole come tale ente
bifronte, NSC-54/12, si occupi di "sicurezza nazionale
minacciata". E gli UFO sono sempre stati visti proprio come
una minaccia alla sicurezza nazionale! Si pensi alle commissioni
Robertson e Condon...
LA GRANDE SVOLTA DEL 1954
"Il
1954 fu l'anno di massimo pericolo per un attacco nucleare
russo", ha dichiarato lo stratega nucleare Paul Nitze.
In quello
stesso anno Majestic si è trasformato in Gruppo Speciale,
riciclando alcuni politici che precedentemente avevano fatto
parte di una setta nota come JASONS e che erano stati consiglieri
del presidente, al cui tavolo si sedevano, noti come commensali
dell'OCB.
La loro
storia comincia probabilmente il 20 giugno 1949, quando il
Congresso vara una nuova legge sulla sicurezza nazionale, che
attribuisce alla CIA poteri senza precedenti, come l'utilizzo di
ingenti fondi "senza riguardo alle disposizioni di legge ed
ai regolamenti per l'uso degli stanziamenti del Governo
(3)". In quella stessa data veniva creato un "potere
esecutivo occulto" (4) noto come Authority 10/5. Authority
era già stato costituito il 18 giugno dell'anno prima in seno
alla CIA con l'inconfessato scopo di condurre operazioni
politiche clandestine, alleggerendo così i compiti dell'NSC.
All'epoca era stato battezzato Authority 10/2. Ed in seguito
ribattezzato JASONS. A detta del ricercatore Jean Sider, questo
gruppo di potere "doveva risolvere problemi più gravi di
quelli affrontati normalmente dal potere ufficiale (5)".
Authority-JASONS era dunque il corrispettivo in campo politico
del Majestic. Con l'unica differenza che quest'ultimo gruppo era
più ristretto: comprendeva infatti il direttore della CIA, il
consigliere del presidente per la sicurezza nazionale (!), il
sottosegretario di stato per gli affari politici, il
vicesegretario della Difesa, il presidente della commissione dei
capi di Stato Maggiore (6).
Nel 1952,
con la creazione dell'NSA, i JASONS sarebbero confluiti nell'OCB,
l'Operations Coordinating Board, o Consiglio di Coordinamento
Operazioni. Una scelta che non dovette risultare felice, in
quanto toglieva potere alla CIA per trasferirlo ad un altro ente,
che con la CIA sarebbe spesso entrato in conflitto. E così, due
anni dopo, OCB sarebbe stato sostituito dal 54/12.
IL NUOVO
CORSO DEL '54
All'inizio della nostra
indagine storica, frugando negli archivi e nelle biblioteche
d'Italia e d'America, ci eravamo resi conto che il 1954 era stato
un periodo molto particolare.
In quell'anno, infatti,
sia l'establishment economico che quello scientifico stavano
vivendo un momento assai difficile. Soprattutto per ciò che
riguardava la navigazione aerea ed il fiorente commercio ad essa
collegato.
Notammo infatti che, oltre
al caso di Walesville, diversi altri incidenti aerei si erano
verificati in altre parti del mondo. Nella notte del 30
giugno,per esempio, un bimotore era stato costretto ad un
atterraggio di fortuna a Garden City. Il velivolo era guidato da
un pilota con una notevole esperienza e con parecchie ore di volo
alle spalle, il luogotenente H. L. Pickett. Il 2 luglio un altro
aereo con cinque membri d'equipaggio e quindici passeggeri, tutti
familiari degli avieri, si schiantò a Bahia. Non che questi
incidenti avessero necessariamente a che fare con i dischi
volanti ma,pensammo noi,dopo la tragedia di Walesville era
probabile che una qual diffusa preoccupazione, dovuta al timore
che dietro molte di queste sciagure ci fossero i dischi volanti,
avesse assalito i membri del Majestic 12. Non riuscivamo infatti
a spiegarci perché, tutt' a un tratto, si fosse formato un nuovo
governo invisibile, proprio in quell'anno. Eravamo sicuri che
l'evento fosse in relazione con il caso di Walesville. E
pensavamo che il Majestic 12, allarmato dall'incognita UFO si
fosse riformato. Su quest'ultimo punto sbagliavamo. Scoprimmo in
seguito che Majestic aveva ormai terminato il proprio compito. I
dodici, con la collaborazione di una commissione nota come IAC
specificatamente istituita per trattare il problema dischi
volanti, avevano ormai scoperto cosa fossero gli UFO, certamente
grazie agli studi sullo scafo recuperato a Roswell; dovevano aver
intuito in che modo volavano e come facevano per essere
invisibili ai radar e forse sapevano anche da dove venivano. Su
quest'ultimo dato la questione è ancora aperta,ma il punto della
nostra indagine non è stabilire la verità sugli UFO quanto
scoprire quale fosse la verità, vera o falsa non importa, per il
Majestic 12, verità che ne condizionò il modo di operare. Solo
in seguito scoprimmo che, soppresso Majestic 12, il neonato 54/12
proseguiva le ricerche sugli UFO non per sapere ma per
controllare. Per controllare una eventuale aggressività di
questi intrusi. Varie frasi ambigue pronunciate da importanti
uomini politici nel corso degli anni, da McArthur sino a Reagan,
hanno confermato questa supposizione. Le sciagure aeree potevano
aver involontariamente indirizzato questa nuova corrente di
pensiero all'interno della CIA. Ma non c'era solo questo. Ben
altri fattori, assai più rilevanti, avrebbero condizionato le
nuove scelte della CIA. Come il diffondersi dell'interesse verso
il fenomeno a livello mondiale. Fenomeno che così rischiava di
sfuggire alla pesante tutela del governo americano. Sempre in un
Paese di lingua inglese.
Infatti l'Australia aveva
da poco deciso di studiare gli UFO. Secondo alcuni rapporti
classificati segreti e declassificati per il pubblico solo alcuni
anni dopo,ma dei quali l'America doveva essere certamente al
corrente, il 31 agosto un aereo Hawker Sea Fury della Marina si
era avvicinato a due strane luci in volo a 5000 metri sopra
Goulburn, New South Wales. Il pilota aveva avvisato
immediatamente via radio la stazione aeronavale di Nowra,
comunicando che le luci stavano schizzando via ad altissima
velocità. Gli fu risposto che gli oggetti erano stati
intercettati dal radar. Sappiamo che il Ministero della Marina
venne immediatamente allertato e che, nello stesso anno, il
ministro dell'Aria, William McMahon, incaricò l'Aeronautica
Reale australiana di investigare sugli UFO. Altri si stavano
muovendo, ed era necessario batterli sul tempo.
MARTE
Non solo,
avevamo notato, sempre grazie alle nostre ricerche d'archivio,
che in quel periodo si era tornato a parlare di possibili vite
aliene non tanto a proposito dei vari avvistamenti UFO, quanto
per un evento astronomico ben preciso e più serio. Il 2 luglio
il pianeta Marte si era trovato a soli 64 milioni di chilometri
dalla Terra (un'inezia!) e, per l'occasione, astronomi,
meteorologi, fisici, biologi e matematici di dieci Paesi del
mondo si erano radunati ed organizzati per fotografare il pianeta
rosso, cercando di cogliere maggiori dettagli possibili e dunque
per ricavarne il più alto numero di informazioni (ancora si era
lontani dalla moderna radioastronomia). Il dottor E. C. Slipher,
dell'osservatorio Lowell di Flagstaff in Arizona, si era recato
fino in Sudafrica,a Bloemfontein, sull'esatta verticale di Marte,
nella convinzione di poter ottenere prove fotografiche
dell'esistenza di una forma di vita sul pianeta. A tale riguardo
già Clyde Tombaugh, lo scopritore del pianeta Plutone già
consulente di Truman nel '46 a seguito di un'ondata di razzi
fantasma che avevano sorvolato parte del pianeta, si era
dichiarato convinto della possibilità di vita su Marte,
basandosi sulla supposta presenza di licheni nei canali marziani.
In quell'estate, dunque, si parlava seriamente di extraterrestri.
E le fonti non erano i soliti visionari ufologi, ma seri e
accreditati scienziati, la cui voce aveva un certo peso sia sulla
gente che negli ambienti di ricerca.
LA CRISI POLITICA
Ma il '54
passò alla storia anche per la grave crisi politica. Qui
troviamo allora la chiave di lettura per la nascita di un nuovo
governo segreto. La rivista Relazioni internazionali del 23
gennaio 1954 avrebbe scritto: "Il mondo tornò ad
avvicinarsi alla Terza Guerra Mondiale allorché all'inizio del
1954, precisamente il 12 gennaio, il segretario del Dipartimento
di Stato americano John Foster Dulles (fratello di Allen, capo
della CIA,n.d.A.) enunciava una nuova formulazione della
strategia statunitense che, ben al di là del vecchio
contenimento dell'influenza comunista preludeva addirittura alla
possibilità di scatenare una rappresaglia militare massiccia
(una minaccia che, come ha ben visto uno dei più acuti critici
americani della guerra fredda, il Fleming, implicava la guerra
atomica illimitata) e di coinvolgere quindi anche gli alleati
degli Stati Uniti in una guerra atomica distruttrice.
L'intervento di Dulles rappresentò perciò uno dei momenti
culminanti della guerra fredda, e fu forse proprio il carattere
catastrofico e terrificante delle prospettive che esso apriva che
indusse nei mesi seguenti gli stessi alleati degli Stati Uniti a
ricercare i primi passi per un allentamento della tensione e per
frenare la corsa alla guerra".
In un
momento in cui si registrava un'acutissima crisi politica, il
governo invisibile era costretto a sciogliersi e a rifondarsi in
maniera completamente diversa. La politica, soprattutto
internazionale, sarebbe stata l'obiettivo primario. Per far
questo occorreva sbarazzarsi dei vecchi esperti ufologi del
Majestic, che vennero in parte promossi e quindi spediti via
verso altri incarichi; al loro posto subentrarono uomini politici
molto vicini al presidente ed in punti chiave della Difesa e dei
Rapporti con l'Estero. Si trattava per lo più di persone
dell'alta borghesia, alcuni dei quali molto ricchi, che sovente
si conoscevano già fra loro. Alcuni aveva persino studiato negli
stessi istituti frequentati dai vecchi esponenti del Majestic, e
questo garantiva uno schema mentale ben preciso. Altri avevano
aderito, in gioventù, agli stessi club universitari e qualcun
altro, come i Dulles, eran persino parenti. Questa forma di
nepotismo, la storia lo insegna, è sempre molto utile allorché
è necessario accentrare le cariche di governo nelle mani di
pochi.
Gli UFO
sarebbero stati l'ultimo dei problemi del neonato 54/12. Pure, il
fenomeno c'era e, nei momenti di grave tensione politica, creava
problemi non indifferenti alla sicurezza. In primo luogo, perché
distoglieva le masse dai problemi concreti e soprattutto perché,
come ribadirà la commissione Robertson, le continue segnalazioni
di UFO avrebbero potuto assuefare le persone, soprattutto negli
ambienti militari, alla presenza di ordigni misteriosi in cielo.
Ordigni che, magari per una sola volta soltanto, avrebbero potuto
essere sovietici. Radaristi e militari, vedendo i soliti eco
fantasma sugli strumenti, avrebbero potuto pensare ai soliti
fratelli dello spazio ed ignorare i segnali. Aprendo così
involontariamente la strada ai caccia sovietici.
Questa era
stata la preoccupazione principale del ministro della Difesa e
majestic James Forrestal.
I CONTATTISTI
Per di
più, mentre politici e militari erano con i nervi a fior di
pelle,gli UFO, in maniera quanto mai inopportuna, si permettevano
il lusso di scatenare una gigantesca ondata (flap)
su tutto
il pianeta, con centinaia e centinaia di segnalazioni da ogni
dove. L'ondata del '54 è una pietra miliare nella storia
dell'ufologia. Le continue segnalazioni di UFO hanno contribuito
in molti Paesi, soprattutto in Italia e Francia, all'uscita di
nuovi libri sugli UFO, alcuni dei quali basilari. Un vero
problema per il 54/12, che sperava ormai di essersi sbarazzato
della questione grazie ai continui articoli ridicolizzanti sulla
stampa. Inoltre, era necessario non solo controllare la risposta
isterica delle masse dinnanzi ai flap, ma anche fronteggiare il
fenomeno stesso. Come occorreva interpretare il passaggio
massiccio di questi fantomatici velivoli nei cieli statunitensi?
Come atti oltraggiosi, come provocazioni, come avanguardie di
un'invasione? I dischi, nel frattempo, spingevano taluni
individui a creare nuovi culti e nuove sette. Molti di questi si
dichiaravano contattisti, cioè in contatto fisico o mentale
continuo con gli abitanti degli altri pianeti. Dai quali
ricevevano messaggi di pace e fratellanza universale che avevano
una grande ascesa sul pubblico. Il più famoso di tutti era
George Adamski, in contatto con i venusiani. E seguivano a ruota
George Hunt Williamson, che parlava con profonda erudizione degli
abitanti di Tyrantor; Truman Bethurum, collegato con la splendida
aliena Aura Rhanes di Clarion; Salvador Villanueva Medina; George
Van Tassel; Daniel Fry, autore di splendide foto e bellissimi
filmati falsi di UFO; Mark Probert e Orfeo Angelucci. Lo
scrittore Franco Ossola,al riguardo,avrebbe commentato: "I
contattisti stavano prendendo ad imperversare e a far parlare di
loro ad ogni istante".
Tutto ciò
spiega perché, di fatto dalla metà del '54 e legalmente da
dicembre, fu necessario ridimensionare e riorganizzare i vertici
del governo invisibile. Assistiamo dunque ad una netta
separazione della parte politico-amministrativa dal team di
studio ufologico. Di questi ultimi non si sa gran che, e questo
ci induce a pensare che il monopolio dell'informazione sugli UFO
sia rimasto in mano ai politici.
Proprio la
nuova guardia politica, che in seguito avrà tra le sue fila
eminenti statisti come Kissinger o Brzezinski, non avrà più il
tempo per correr dietro ai dischi volanti. La continua
instabilità dello scacchiere internazionale assorbirà quasi
totalmente questi pezzi da novanta: il problema
dell'espansionismo sovietico, la corsa agli armamenti e, via via
negli anni, la rivolta cubana, il nasserismo, il panarabismo, la
questione palestinese, le rivolte in Sudamerica ed in Indocina,
la guerra in Vietnam ed in Corea. Sino alle più recenti guerre
in Nicaragua, Afghanistan, Iran-Irak, Somalia. E chi più ne ha
più ne metta.
É
evidente che il segretario alla Difesa o il presidente degli
Stati Uniti non abbiano avuto più il tempo per occuparsi dei
dischi volanti. Che, a dispetto di tutto e di tutti, continuavano
e continuano ad apparire.
Se
analizziamo a fondo i documenti rilasciati dal Governo grazie al
FOIA e raccolti nel libro di Lawrence Fawcett e Barry Greenwood
UFO cover up, notiamo subito che il coinvolgimento totale della
CIA, secondo modalità differenti, comincia proprio nel '54 e si
trascina sino al '77. In quell'anno, abbiamo scoperto, verrà
creata la rete mondiale per la raccolta di informazioni UFO,
capeggiata da quel Marshall Chadwell già membro della
Commissione Robertson. Questo significa che dal '54 il Governo
Segreto si sbarazza delle ricerche sugli UFO girandole
direttamente a vari agenti della CIA. Precedentemente, invece, la
questione era unicamente nelle mani del direttore della CIA e dei
politici ad questi collegati.
É finita
l'epoca della commistione fra politici, scienziati e militari
tipica del Majestic. Ognuno per la sua strada sembra essere ora
il nuovo motto del governo invisibile. Come avemmo modo di
dichiarare durante una serie di trasmissioni a Radio Ambrosiana
Milano: "...dal '54 in poi il nuovo interrogativo divenne:
gli UFO sono pericolosi?". La risposta avrebbero dovuto
darla le indagini di scienziati e militari, senza più
intromettersi troppo a fondo nelle questioni di politica. In
quest'ottica assume un nuovo significato il discorso pronunciato
da Eisenhower il 17 gennaio 1961, allorché fu nuovamente
necessario ribadire, più o meno implicitamente, la NETTA
SEPARAZIONE fra politici e militari: "L'amministrazione
governativa deve stare in guardia contro l'acquisizione di
indebita influenza, raggiunta o no, da parte dei COMPLESSI
MILITARI-INDUSTRIALI. Il pericolo di una disastrosa ascesa del
potere in mani illegittime esiste potenzialmente e persisterà.
Non dobbiamo permettere che il risultato di questa combinazione
danneggi in qualche modo le nostre libertà e il nostro
ordinamento democratico. Non bisogna fidarsi ciecamente di
nulla".
Questo
discorso, pronunciato alla vigilia del commiato di Eisenhower, fu
un vero e proprio testamento spirituale nei confronti del
neoeletto presidente Kennedy ed un invito a non lasciarsi
sottomettere troppo dalle potenti istituzioni politico-militari.
Questa era
stata l'inevitabile conseguenza di un massiccio accentramento di
potere all'interno del governo invisibile, al quale facevano capo
ormai organismi ultrapotenti. Il principale conflitto doveva
esserci, specificatamente, fra l'onnipotente Consiglio per gli
Affari Esteri o CFR, che radunava molti esponenti del mondo
scientifico come Lloyd Berkner del Majestic, e gli economisti del
54/12. Scienza contro economia. Un conflitto disastroso che
probabilmente ebbe il suo culmine con l'omicidio del presidente
Kennedy. Ucciso, si badi bene, non per gli UFO ma, come sembrano
confermare le indagini a posteriori degli anni '90, per intrighi
di politica e con l'ausilio della CIA. Agli inizi del '94
l'amministrazione Clinton ha iniziato a declassficare i documenti
sull'omicidio del giovane presidente. Questi probabilmente
confermeranno un dato che non era sfuggito già agli storici: che
John Fitzgerald avesse iniziato a rinnovare l'Amministrazione.
Ovvero, a mandare a casa i vecchi elementi. E questo agli esclusi
non doveva certo aver fatto piacere.
É forse
casuale il fatto che il successore di Kennedy, Johnson,
restituisse immediatamente potere alle vecchie classi dominanti?
E al
vecchio potere se ne aggiunse di nuovo. Le Forze Armate vennero
chiamate a svolgere un ruolo fondamentale nella politica estera,
su scala planetaria, aprendo così la via all'intervento illegale
e mascherato della CIA negli affari degli altri Paesi, intervento
meglio noto come dottrina Bissell. Durante la relazione del
bilancio del 21 gennaio 1964 Johnson consacrò l'US Army al ruolo
di guardiana del pianeta. "Abbiamo scelto di non concedere
ai nostri avversari la supremazia in qualsiasi tipo di contesa
potenziale, sia guerra nucleare, sia guerra con i sistemi
tradizionali, sia guerriglia", avrebbe dichiarato il
presidente. E, al riguardo, l'esperto e giornalista Jack Raymond
commentò: "Le Forze Armate americane hanno il compito di
svolgere una politica strategica di cosiddetto intervento
flessibile per affrontare piccoli e grandi conflitti". Il
punto fondamentale di tutto questo sarebbe stata la sicurezza, la
stessa che affliggeva la branca ufologica del 54/12, a proposito
dei dischi volanti.
LA
SICUREZZA DELLA NAZIONE
Il 54/12 venne realizzato
come la copia fotostatica del Consiglio Nazionale di Sicurezza.
Incredibile a dirsi, prescindendo dai dettami del Pentagono,
segno che 54/12 era l'ultimo livello in alto della scala del
potere.
Sempre Raymond ha scritto:
"La strategia per la sicurezza nazionale non viene decisa
dal Pentagono: soltanto il presidente, per quanto possa essere
influenzato dal clamore di pubblici e privati propugnatori di
varie tesi in materia di sicurezza nazionale, ha il potere di
scegliere e decidere. Il presidente è il capo esecutivo che
determina la condotta interna ed estera riguardante la sicurezza
nazionale, il comandante in capo che può mobilitare la nazione e
ordinare l'impiego delle armi nucleari". É qui che entra in
gioco quest'altro ente sospettato di nascondere la verità sugli
UFO. Il CNS. "Essendo divenuto il corpo dello Stato troppo
grande e gli interessi dei suoi membri troppo diversi - scrive
Raymond, - non è più il mezzo idoneo relativo alla sicurezza
nazionale. Questa funzione è demandata al Consiglio di Sicurezza
Nazionale, creato nel 1947. Esso è diretto dal presidente e ne
fanno parte il vicepresidente, il segretario di Stato, il
ministro della Difesa ed il direttore dell'ufficio piani
d'emergenza della Casa Bianca. I funzionari aggiunti del
Consiglio sono l'assistente speciale del presidente e
l'assistente delegato per gli affari della sicurezza e un
segretario esecutivo". Parte della politica del CNS era
stata ispirata, rivela Raymond, da Forrestal e da Bedell Smith.
Guarda caso, proprio da due membri del Majestic 12!
Al CNS il capo della CIA,
pur non facendone parte, è di casa. E guarda caso, per
riallacciarsi alla fine di Kennedy, proprio quest'ultimo lo aveva
trovato "troppo complesso e poco pratico ed aveva eliminato
il comitato di coordinamento. Del resto non gli piaceva neppure,
anche per un fatto psicologico, essere tenuto a conformarsi
all'opinione del CNS: preferiva riunioni ristrette di consiglieri
ed esperti di sicurezza. Sotto Eisenhower il CNS era autorizzato
a stabilire i termini della politica di sicurezza".
IL SEGRETO, SOPRA TUTTO
Nell'ambito
della comunità 54/12, come pure nel MJ-12, il segreto è la
prima regola fondamentale. Ma intendiamoci, esso non va inteso
come il normale riserbo o la segretezza d'ufficio tipica degli
avvocati o dei preti. Il segreto del Gruppo Speciale si scrive
con la S maiuscola. É il secretum degli alchimisti, per i quali
era preferibile morire sul rogo piuttosto che parlare. O è il
segreto, paradossalmente in un gruppo anticomunista, inteso nella
definizione di Mao, meglio morire che tradire. Quest'aura di
segretezza si è riflessa persino sulle Forze Armate, per le
quali sono state create varie procedure penali per costringer i
militari a tenere la bocca chiusa. Due fra le più famose, il
JANAP 146 e l'AFR-200-2 (7). JANAP (Joint Army Navy Air
Publication) riguarda tutte e tre le Armi e fa riferimento al
CIRVIS, alle comunicazioni d'istruzioni delle forze canadesi e
americane sugli avvistamenti di possibili forme di vita
intelligente. Nel testo si diceva che "...tutte le persone
,militari e civili, a conoscenza del contenuto o dell'esistenza
di un rapporto CIRVIS si trovano sottomesse alla legge delle
comunicazioni del 1934 ed alle leggi contro lo spionaggio".
JANAP entrò in vigore nel 1953 su pressione del Comitato
Robertson e, su indicazione della CIA, stabilisce che
"chiunque riveli a livello di base aerea, e senza una
speciale autorizzazione del servizio segreto, qualsiasi
informazione su qualsiasi avvistamento UFO, compie un crimine
punibile con 10 anni di carcere e 10.000 dollari di multa".
"Come ben si può notare - avrebbe dichiarato il ricercatore
Franco Ossola - una vera e propria bastonata per l'ufologia. E
c'è ancora chi sostiene chela congiura del silenzio è una pura
invenzione!"(8). Non meno duro l'AFR 200-2,o Air Force
Regulation, regolamento per l'Aviazione che vietava ai piloti la
divulgazione di informazioni sugli UFO. Il primo a parlare di
questa procedura segreta fu il maggiore a riposo dei marines
Donald Keyhoe, ma il primo a denunciarne spietatamente e
pubblicamente l'antidemocratica esistenza fu, come già per
l'esistenza del Comitato Robertson, il fisico James McDonald. AFR
200-2 stroncava ogni onesta e corretta informazione sugli UFO
stabilendo, al paragrafo 9, che "per rispondere alle domande
dei cittadini, le dichiarazioni alla stampa o al pubblico possono
esser rilasciate se l'avvistamento è stato spiegato senza
possibilità di dubbio con uno degli oggetti familiari o
conosciuti". Se ancor oggi ci troviamo a leggere
ripetutamente casi falsi e gonfiati sui giornali, lo dobbiamo,
come riflesso, al vecchio AFR 200-2. Sempre Ossola commenta:
"AFR e JANAP misero la museruola a tutti, riuscendo in buona
parte ad insabbiare lo scottante problema. Ma se i militari
furono costretti a tacere per molti anni, i civili continuarono
egualmente la caccia agli UFO" (9). Sino a che, abolito
l'AFR dopo ben 13 anni, esso venne sostituito, il 19 settembre
1966, dall' AFR 80/19, che cercava di imporre il segreto,
inutilmente, anche presso gli enti non militari.
Questa
politica delle bocche cucite a tutti costi portò la CIA ad
interferire continuamente e ripetutamente anche presso altri
servizi d'Intelligence, sovente in maniera molto fastidiosa.
Come nel
1964, allorché Todd Zechel, un impiegato dell' NSA, scoprì un
messaggio del Servizio di Sicurezza Speciale dell'Aeronautica
(AFSSS), indirizzato all'omologo ufficio della CIA. Il documento
riferiva di un UFO che sembrava errare in cielo e che era stato
notato durante una missione aerea. La risposta della CIA ed il
tono usato non ammettevano repliche. L'Agenzia mandava rigide
istruzioni sul da farsi e chiedeva immediatamente ogni
informazione, ogni dettaglio utile. Interferendo pesantemente. Lo
stesso Zechel dichiarerà :"Molti del personale con cui ho
lavorato sono convinti della realtà degli UFO e molti hanno
avuto esperienze personali durante il loro lavoro" (10).
Pure, queste persone non parlano, grazie al JANAP e all'AFR
200-2.
Ma il
riserbo della CIA non coinvolge soltanto gli UFO, ma anche tutte
le tecniche e gli strumenti messi a punto per difendersi dalle
minacce esterne. Se pensiamo alle guerre stellari di Reagan, è
illuminante leggere un paragrafo del libro dello scienziato
Francesco Lenci che, in SDI, l'illusione dello scudo spaziale
(1987),ha scritto: "É ovvio che la stragrande maggioranza,
se non la totalità, dei risultati delle ricerche militari siano
classificati: non può essere quindi tutelata la fondamentale
libertà di disseminare e far circolare le informazioni e le
conoscenze scientifiche senza restrizione alcuna da parte di
quelle Università ed istituti pubblici di ricerca che
accettassero di svolgere ricerche integrate in un programma
militare. E il libero flusso di informazione, lo scambio e la
discussione aperta dei risultati sono condizioni imprescindibili
per mantenere qualitativamente alto il livello della ricerca
scientifica.
"In
misura forse variabile, ma comunque consistente, si assisterebbe
a forme di discriminazione nei confronti del personale
scientifico e molti, se non tutti, tra quanti parteciperanno a
programmi di ricerca militari, si troveranno in situazioni
particolarmente delicate, proprio perché in possesso di
informazioni e conoscenze classificate (tecnici ostaggio). La
segretezza dei programmi e dei risultati delle ricerche impedirà
una corretta e obbiettiva valutazione dell'attendibilità e della
significatività del lavoro scientifico".
Riflettiamo
su questo passaggio. Lenci arriva a comprendere,e fors'anche a
giustificare, la politica di segretezza negli ambienti militari.
E sottintende che, in virtù di questa logica, tutte le
informazioni scientifiche potrebbero essere viziate e manipolate
per ragion di stato. É il discorso che maggiormente ci
interessa. Perché è quanto è successo per 50 anni con gli UFO.
Solo che finchè questo veniva denunciato dagli ufologi, nessuno
ci credeva. Adesso anche alcuni scienziati si stanno rendendo
conto che su talune informazioni c'è una cappa di omertà.
Questo succedeva in particolar modo nel periodo maccartista. In
un articolo di Ugo Amaldi sul Corriere della Sera dell' 11 agosto
1992, si ricostruisce la corrispondenza del grande fisico Edoardo
Amaldi al collega Gian Carlo Wick. Quest'ultimo lavorava a
Berkeley, nel prestigioso Radiation Laboratory diretto da quel
Lawrence nobel per l'invenzione del ciclotrone. Nelle lettere
Wick si lamentava della mentalità oscurantista che pretendeva un
giuramento di fedeltà agli scienziati, da sempre liberi in un
proprio microcosmo, scrivendo: "Abbiamo anche noi i nostri
problemi. L'Università sta avendo le convulsioni a causa di un
giuramento di non essere comunista che i Reggenti hanno cercato
di introdurre. Circa 70 professori si sono rifiutati di firmare.
Qui stanno diventando tutti pazzi". Wick sarebbe stato
costretto ad andarsene, prima a Pittsburg e poi a New York. Ed
infine in Italia, a Pisa, Chi rimase, invece, entrò
nell'ingranaggio di controllo del 54/12.
GLI UFO E GLI ASTRONOMI
L'estensione
e l'accettazione della segretezza e della subordinazione
scientifica ai politici è diventata uno status quo accettato.
Così, all'Assemblea Internazionale dell'Unione Astronomica del
10 agosto 1991, gli astronomi venuti da ogni parte del mondo
hanno ceduto alla logica del Gruppo Speciale, probabilmente
inconsciamente, stilando un protocollo comportamentale in caso di
contatto con gli extraterrestri. Il protocollo aveva, tra i suoi
cardini, il riserbo sull'evento.
Il Corriere della Sera del giorno seguente così scrisse
sull'avvenimento:«Gli scienziati riuniti a Buenos Aires per
l'Assemblea Internazionale dell'Unione Astronomica hanno
deliberato che ogni comunicazione con extraterrestri dovrà
attenersi ad un preciso codice di comportamento. Le regole sono
state messe nero su bianco nella Dichiarazione dei principi sulla
ricezione di attività intelligenti extraterrestri. Chi si
trovasse a captare messaggi provenienti da altri mondi, recita il
decalogo, per prima cosa deve cercare di isolare la
comunicazione, registrarla e verificarla. Subito dopo dovrà
darne notizia tempestiva ai cinque enti internazionali preposti
alla ricezione di simili messaggi e cioè:l'Unione Astronomica
stessa, l'Ufficio Centrale per i telegrammi astronomici,
l'ONU,l'Istituto per la Legge Spaziale e l'Unione Internazionale
delle Telecomunicazioni. Solo a questo punto, controllata la
genuinità del messaggio, spetta all' ONU darne notizia al
pubblico». L'ONU, la stessa che, nel novembre del '77 si era
fatta carico, su proposta del dittatore di Grenada, della
commissione d'inchiesta sugli UFO con Hynek e Vallée. Guarda
Caso.
«L'individuo o la collettività - prosegue l'articolo - che
originariamente abbiano intercettato la comunicazione sono
diffidati,inoltre, dal millantare credito: nessuno, infatti,
potrà presentarsi come ambasciatore universale dell'umanità,
né è concesso ad alcuna nazione di gestire in proprio il
contatto» (esplicito riferimento alla politica di cover up
perseguita per anni da Washington e da Mosca). «Le probabilità
che un non addetto ai lavori venga a godere del privilegio di una
simile celeste manifestazione sono,invero, assai remote. Ma sul
silenzio dei colleghi gli scienziati sono pronti a mettere la
mano sul fuoco. É la stampa, perciò, a rappresentare il reale
spauracchio. Dice John Mason, della British Astronomical
Society:«In un caso del genere vi sarebbero discussioni infinite
tra gli scienziati. Un reporter potrebbe quindi impadronirsi
della notizia e spetterebbe all' ONU METTERE IN RIGA I
MASS-MEDIA. La stampa è irritata, tant'è vero che il Daily
Telegraph dedicava ieri un editoriale semiserio sulla questione.
Gli scienziati - si legge nell'articolo - dovrebbero ripensarci.
Il cercar di nascondere alla stampa importanti informazioni
sovente finisce in pianto. Sarebbe molto meglio se i mass-media
venissero informati, così l'intero modo potrebbe prepararsi a
festeggiare i visitatori. E poi, una forma di vita intelligente
non attraversa l'universo solo per trovarsi di fronte all'embargo
di noiosi scienziati».
Ciò nonostante, se una qualsiasi forma di vita avesse cercato di
penetrare nel nostro pianeta da un altro mondo negli anni
Cinquanta, a meno di atterrare in un Paese slegato dalla NATO, la
copertura operata dal governo invisibile della CIA sarebbe stata
pressoché perfetta. Grazie agli uomini del Gruppo insediati nei
punti nevralgici della società. Ne ricordate i nomi? Dinanzi
alla notizia di un UFO atterrato magari in Campidoglio, le
Università non avrebbero certo ascoltato le farneticazioni di un
centinaio di cittadini esaltati (come è spesso accaduto in casi
di avvistamenti multipli) ma le disposizioni e gli autorevoli
pareri di Donald Menzel e dei colleghi a lui subordinati; i
radioastronomi avrebbero chiesto dettagli alla sezione
informativa dell'astrofisico Lloyd Berkner, e sarebbero stati
placati; gli ambienti militari avrebbero chinato il capo sotto le
pressioni di Hillenkoetter, Twining, Montague e Vandemberg, che
avrebbero provveduto a controllare Esercito,Aviazionee Marina.
Tutti membri del Majestic 12. E ancora, l'informazione nei mass
media sarebbe stata depistata, come al solito, dai boss della CIA
Allen Dulles e McCone, con le buone o con le cattive; gli
ambienti medici avrebbero fatto riferimento a Bronk e quelli
atomici a Gray e,in seguito a Teller, esperti scientifici del
Majestic e del 54/12. Infine, per controllare le notizie filtrate
all'estero,sarebbe servita la censura del Council on Foreign
Relactions ed, in seguito, di Brzezinski e Ural Alexis Johnson
del Gruppo Speciale. Se è vero, come pare, che tutti questi
esperti avevano lavorato per il Majestic 12 prima e,alcuni, per
il 54/12, in breve nessun settore della vita sociale americana
sarebbe stato risparmiato. Quand'anche un disco volante si fosse
schiantato nel cuore di Manhattan, la gente chi avrebbe
ascoltato? Le testimonianze di un pugno di terrorizzati
newyorkesi o gli autorevoli pareri di eminenti professori?
Fantasie? No, la storia lo prova. Durante l'affare di Roswell
nessuno ascoltò i vaneggiamenti di William Brazel, ignorante
allevatore, ma si dette credito ai dispacci stampa del Governo ed
ai pacati e convincenti discorsi di Menzel, autorevole
astrofisico di Harvard che, se negava il fenomeno UFO, doveva
farlo a ragione, no? Voi, chi avreste ascoltato?
Certo, c'era sempre il pericolo che un UFO atterrasse in un Paese
fuori della sfera americana. Questo non lo si poteva impedire. Si
poteva pero' cercare di creare una rete informativa e di
intercettazione per arrivare in tempo ad insabbiare tutto e,allo
stesso tempo, una rete disinformativa, che ridicolizzasse
mondialmente il fenomeno. Questo fu in parte possibile nel Paesi
satelliti e nei Paesi amici. Ma non fu possibile farlo
dappertutto. Come in Africa, in Asia o in Australia. E del resto,
pazienza. L'essenziale era che gli UFO non atterrassero in
America, sconvolgendo l'ordine naturale delle cose. Il resto del
mondo poteva arrangiarsi.
Certo, poteva darsi che l'URSS stesse facendo le stesse
considerazioni. Si cercò dunque un accordo con il KGB in due
occasioni. Nel '55 a Ginevra, durante un incontro al vertice e
nel '71, durante l'amministrazione Nixon.
Ci riferiamo agli accordi Rogers-Gromiko che dimostrano in che
modo, nonostante la tanto sbandierata guerra fredda, USA e Urss
abbiano trovato il modo di accordarsi almeno su un punto: gli
UFO.
Quando l'ex vicedirettore della CIA Victor Marchetti dichiarò
che le due superpotenze avrebbero potuto lavorare insieme,
mettendo la parte la reciproca ostilità per un interesse comune
e vitale, si riferiva forse all'episodio che stiamo per
raccontare.
Il 30 settembre 1971, durante la presidenza Nixon, i ministri
degli esteri americano e russo Rogers e Gromyko firmarono a Mosca
un'intesa USA - URSS, intitolata Misure per la riduzione del
pericolo dello scatenamento della guerra nucleare. Curiosamente
(ma non è affatto casuale), all'articolo 3 leggiamo testualmente
: «Le parti (USA e URSS) s'impegnano nell'informarsi
immediatamente l'una con l'altra non appena rilevino oggetti
volanti non identificati mediante i sistemi di preavviso di
attacco missilistico, oppure qualora manifestino disturbi a
questi sistemi o a corrispondenti mezzi di comunicazione, se
siffatti fenomeni possono determinare il pericolo di scatenamento
della guerra nucleare tra i loro due Paesi»(12). Guerra nucleare
per colpa degli UFO? Già. Ci andremo molto vicini almeno
un'occasione, nel 1983, nell'ambito del progetto R.Y.A.N. che
vedremo più avanti.
L'accordo Rogers - Gromyko (forse preparato segretamente da
Brzezinski) coinvolgeva in realtà anche i Paesi appartenenti
alla NATO ed al Patto di Varsavia. La prima, infatti, non si
occupava direttamente del fenomeno UFO, ma otteneva informazioni
dagli organi dei rispettivi Paesi membri del Patto Atlantico di
Forrestal. Tali informazioni raggiungevano la CIA. Ed è logico
pensare che tale sistema venisse attuato anche nei Paesi
dell'Est, dai quali non riusciamo ad avere informazioni. USA e
URSS, poi, hanno più volte collaborato in campo ufologico
passandosi informazioni, in barba alla guerra fredda.
Persino uno dei maggiori rapporti segreti di intervento illegale,
il rapporto John Doe, che in seguito si scoprì esser stato
pubblicato non dal giornalista Lewis ma dalla stessa CIA, era
stato inviato in copia al Cremlino perché venisse letto dal KGB,
in modo tale che sapesse come stornare l'attenzione delle masse.
E tale rapporto era poi molto simile ad un altro, di fonte
militare, redatto alla fine degli anni Cinquanta e scoperto dal
ricercatore Marcello Coppetti (13). Nel rapporto scovato da
questo studioso si parlava espressamente di dischi volanti. CIA e
KGB, quindi, non solo studiavano assieme lo stesso fenomeno (la
CIA arriverà a comprare parte degli archivi del KGB) ma
addirittura si scambiavano i trucchi per un efficace cover up.
CLINTON
E WOOLSEY
Attualmente
il muro di gomma della CIA sembra essere stato intaccato. Sia
Clinton che il nuovo direttore della CIA, un elemento più aperto
e fresco di mente a nome James Woolsey, si stanno battendo per
una politica di trasparenza (e questo spiega i continui attacchi
sia contro il presidente che contro il capo della CIA, che stanno
cercando di sottrarsi ad una connection vecchia di mezzo secolo).
Trasparenza sia in ambito militare che scientifico (i tremendi
test radioattivi sulle persone negli anni '50) che...ufologico.
Durante il congresso di Berlino del 17 ottobre 1992, ufologi
provenienti soprattutto dal Centro Europa e dall'Est hanno
raccolto mille firme (500 di tedeschi, 500 di ungheresi) per la
fine del cover up e le hanno inviate a Boutros Ghali,
neo-presidente dell'ONU, e al presidente Clinton, su inziativa
dell'Icufon del maggiore VonKeviczky, del maggiore inglese Hans
Petersen e dello scrittore cileno Antonio Huneeus. Dei due, solo
Clinton ha risposto personalmente, scrivendo: «Grazie per la
vostra lettera. Le vostre idee sono benvenute e saranno
adeguatamente considerate»(14). Una risposta di prammatica? Non
diremmo. Visto che, il 15 dicembre dello stesso anno, durante
un'intervista su Radio WAMU-FM, il nuovo direttore della CIA ha
dichiarato: «So che molte persone si interessano agli UFO e
recentemente ho domandato che informazioni, visto che ce ne sono,
potremmo avere dalla comunità. Pare che la domanda di accesso ai
documenti non abbian sortito effetto. Intendo occuparmi della
questione per vedere se c'è qualcosa il cui accesso può esser
stato rifiutato al pubblico in passato, dalla CIA, e che potrebbe
ormai essere comunicato» (15).
Una promessa? Una vana speranza? Jacques Vallée sarebbe scettico
di questa affermazione dato che, nel suo libro Révèlations
(16), dimostra come ripetutamente, nel corso degli anni, il
governo abbia promesso di rivelare la verità sugli UFO e poi non
l'abbia mai fatto. Vallée è stato, assieme ad Hynek,
direttamente coinvolto in queste false promesse. Quindi
aspettiamo prima di gridar vittoria. Anche perchè, leggendo tra
le righe del discorso di Woolsey, si scopre che il capo della CIA
sta agendo di propria iniziativa, contro il volere del ministero
della Difesa, e quindi di autorevoli membri del 54/12. Quanto
durerà Woolsey? E quanto Clinton? Contro quest'ultimo, dopo i
continui scandali recuperati, sia di letto che di tangenti, è
intervenuto un prestigiosissimo uomo politico, spalleggiato
dall'ex segretario di Stato Larry Eagleburger. Quest'uomo, ex
consigliere della sicurezza sotto l'amministrazione Carter, ha
preso a pretesto un fatto ignorato da quasi due anni, il
genocidio in Bosnia, per attaccare il presidente. Accusandolo di
non essere intervenuto per fermare i massacri, «contro
l'abdicazione morale e politica che disonora l'America e la
danneggia in tutto il mondo»(17). Una frase sintomatica, poichè
rivela che al nostro preme di più l'immagine dell'America forte
e guerriera, che il pacifista Clinton certo non incarna, che non
la soluzione del problema jugoslavo. Problema che chiaramente
viene strumentalizzato solo per colpire un presidente troppo
rivoluzionario, troppo controcorrente. Chi è, vi chiederete voi,
questo politico che ha attaccato così duramente il capo dello
Stato? Un alto esponente del 54/12, Zbignew Brzezinski.
L'AFFARE MCDONALD
Nella
storia dell'ufologia cospirativa esiste un caso esemplare di
mantenimento del segreto a tutti i costi, l'affare McDonald.
James McDonald era un noto e stimato fisico atmosferico di
Phoenix, Arizona, ed era divenuto un'autorità sugli UFO dopo una
serie di indagini approfondite sugli avvistamenti di dischi
volanti. Convintosi della realtà del fenomeno, McDonald aveva
accusato apertamente la CIA, e non già l'USAF, di cover up. La
prima volta, il 19 ottobre 1966, nel corso di una conferenza
intitolata Il problema degli UFO, da lui tenuta alla Società
Meteorologica Americana a Washington. Con notevole lungimiranza,
il nostro -forse l'unico fra i tanti ufologi- aveva capito e
scoperto che dietro il sistematico discredito degli UFO vi fosse
la longa manus della CIA, e non tanto dell'Esercito, e la sua
denuncia era stata fatta alla riunione nazionale dei direttori di
quotidiani. Una presa di posizione gravissima, da parte di una
persona molto credibile e dinnanzi alla stampa. James McDonald
sarebbe stato trovato morto il 13 giugno 1971 alle ore 11, il suo
corpo senza vita si trovava in una macchina, nel deserto
dell'Arizona, con accanto un revolver calibro 38. Il referto
della polizia fu «suicidio provocato da un critico problema
familiare».
Recentemente abbiamo scritto a Betsy McDonald, la gentile vedova
del professore, che si è abbandonata ad una confidenza.
L'archivio segreto di McDonald, lo stesso che conteneva tutti
quei casi che avevano convinto il fisico della realtà del
fenomeno, archivio che fa gola a molti, è stato ceduto dalla
signora McDonald ad una giornalista affinchè ne ricavi un libro
bomba. Con la speranza inconfessata di mettere sott'inchiesta il
Governo americano. Ci si riuscirà? Chissà...
Tra l'altro, ben pochi ufologi,all'epoca, avevano creduto alla
versione del suicidio del fisico.
Che dedurne, allora? McDonald venne effettivamente eliminato
dagli uomini del governo invisibile? É possibile. Certo, questo
non è avvenuto con tutti gli ufologi, spesso semplicemente
screditati sulla stampa come ingenui sognatori autori di
rivelazioni sensazionalistiche. Ma è avvenuto con uno
specialista accreditato, al quale la popolazione avrebbe dato
certo ascolto.
Solo la morte avrebbe potuto mettere in condizione di non nuocere
un personaggio battagliero come McDonald...
QUALCHE DATA
1956.
Eisenhower crea, il 13 gennaio, il PFIAB, President's Foreign
Intelligence Advisory Board, che, per i giornalisti Wise e Ross,
era un altro gruppo di potere occulto, probabilmente destinato a
rimpiazzare il precedente OCB. Con compiti specifici nella
politica estera e...nella ricerca atomica!
1961. Kennedy muta il PFIAB in PBCFIA (President's Board of
Consultants on Foreign Intelligence Activities), un'altra fonte
del governo invisibile, implicato in attività...straniere.
1964. Viene chiusa la commissione IAC, sopravvissuta al Majestic
12, rimpiazzata dall'USIB, l'United States Intelligence Board. Un
gruppo altrettanto segreto. Nel giugno dello stesso anno il
Gruppo 54/12 si trasforma nel Comitato 303. Al riguardo Sider ha
scritto:«Sembra dunque stabilito che siano esistiti due poteri
consultivi occulti, uno per gli UFO (IAC, poi USIB), l'altro per
trattare problemi più tradizionali (settore nucleare, politica
internazionale: OCB,PFIAB poi PBCFIA)...».
1970. Il Comitato 303 è rimpiazzato dal Comitato dei 40 voluto
da Henry Kissinger. Tenete a mente questo specchietto perchè,
più avanti, vedremo nei dettagli alcuni dei personaggi chiave
dei governi invisibili.
1976. Una direttiva segreta del presidente Ford sopprime il
Comitato dei 40 e lo sostituisce con la Commissione CFI
(Committee on Foreign Intelligence). Di esso fan parte solo tre
persone, tra cui il direttore della CIA, che all'epoca era George
Bush.
L'USIB viene sostituito da un nuovo gruppo, l'Operations Advisory
Group (OAB).
Un gran caos, vero? Beh, ricordatevi allora solo questo: con la
nascita della Commissione CFI Ford riuscì a far approvare una
legge particolarissima, che gli permetteva di incriminare
qualsiasi funzionario che divulgasse informazioni riservate alla
stampa o al pubblico. Anche informazioni sugli UFO, naturalmente.
«Un giro di vite supplementare», commenterà Sider.
E dopo questo, vediamo adesso assieme (brevemente, per vostra
fortuna) i personaggi chiave della congiura del silenzio, i
dodici apostoli del Majestic 12...
L'ENIGMATICO PROFESSOR MENZEL
Nel
1973 lo storico Enzo Catania scriveva nel suo volume La lunga
mano della CIA (18): «In questi ultimi anni c'è chi ha accusato
il servizio segreto americano di assumere soprattutto laureati
delle Università di Harvard, Princeton e Yale. E c'è chi ha
scritto che molti ragazzi di famiglie-bene, sin dalle scuole
secondarie, vengono seguiti con discrezione e segretamente
inquadrati come elementi promettenti per l'organizzazione.
Nessuno però è mai riuscito a provare che tutto ciò sia
vero».
In un caso del genere avremmo scoperto da quale serbatoio la CIA
attinge i suoi uomini-chiave.
Donald Menzel (11 aprile 1901 - 14 dicembre 1976) fu un
astrofisico ad altissimo livello. Direttore dell'Osservatorio
dell'Università di Harvard (!) nel Massachussetts, fu autore di
ben tre libri sugli UFO (19), violentemente dissacranti, il primo
dei quali, Flying saucers, venne pubblicato nel 1953. Nei tre
volumi gli UFO venivano spiegati come fenomeni ottici associati a
miraggi. «Accanito antiufologo - scrisse Franco Ossola - Menzel
fu il primo ad elaborare e a sostenere a spada tratta la
cosiddetta ipotesi naturale del fenomeno UFO, scontrandosi con
estrema violenza e molto frequentemente con tutti coloro che,pur
in una giusta dimensione critica e scientifica, non ne
condividevano le semplicistiche affermazioni giustificative. In
sintesi l'ipotesi di Menzel, detta poi anche menzelismo, si può
ridurre a queste brevi parole: gli UFO non sono né macchine
interplanetarie extraumane, né proiezioni psichiche né alcuna
altra baggianata inventata dai dischisti; si tratta solo e
semplicemente di fenomeni naturali mal interpretati. Sulla scorta
di ciò Menzel portò avanti sino alla morte, ma soprattutto nei
due decenni '50 e '60, una fortissima opposizione all'ufologia,
cercando di smantellare sistematicamente e senza remissione ogni
evento UFO. Dopo di lui, molti altri scienziati e tecnici
condivisero apertamente la sua teoria, da Lawrence Tacker a
Robert Loftin all'ingegnere elettronico Philip Klass, attualmente
l'oppositore più accanito...» (20).
Apparentemente, quindi, un semplice scettico che parlava ex
cathedra. Apparentemente. La scoperta del nome di Menzel nella
lista del Majestic 12 ha immediatamente rimesso in discussione
questa enigmatica figura. «Egli era dunque - ha scritto il
sociologo Roberto Pinotti - solo un negatore d'ufficio che
invece, dietro le quinte, come sostiene il Majestic 12, si
occupava di studiare i presunti rottami di UFO precipitati
suggerendo un'origine extraterrestre per i corpi dei piloti
rinvenuti? Alla luce della congiura del silenzio tutto ciò è
tutt'altro che improbabile...» (21).
É stato il fisico nucleare canadese Stanton Friedman che,
frugando negli archivi delle più importanti biblioteche
specialistiche, tra cui quella di Harvard, ha scoperto una serie
di documenti che provano in maniera inequivocabile l'appartenenza
di Menzel a specifici settori di ricerca sotto la direzione della
CIA, come depositario di segreti militari. Alcuni di questi
documenti hanno colpito Friedman in modo particolare. Prima di
tutto, una dichiarazione del 22 maggio 1950 di Vannevar Bush,
capo del Majestic 12, depositata presso un notaio,in cui
l'ammiraglio descriveva lo scienziato, che conosceva da vecchia
data, come un «soggetto leale agli USA» (22). Quindi rivelava
che Menzel era stato sovente associato a lavori riguardanti la
«sicurezza nazionale» (23). Friedman trovò anche una lettera
indirizzata allo stesso Bush, del 13 gennaio 1951, da un legale
di Boston, il dottor Robert Proctor, che ribadiva la lealtà
dell'astrofisico dopo un'inchiesta voluta dall'Air Force sullo
studioso, inchiesta necessaria per poter avere accesso ad un
livello di informazioni riservate. Tipica procedura utilizzata
dalla CIA come test sulla lealtà ed affidabilità. Quali furono
le informazioni riservate alle quali Menzel ebbe accesso non ci
è dato di saperlo, ma certamente riguardavano qualcosa di
scottante visto che l'astrofisico, nella sua autobiografia,
definì quell'inchiesta «la più traumatica di tutte le
esperienze della sua vita» (24). Grazie ad essa, il nostro aveva
avuto accesso al livello Ultra top secret. «Fui consulente
presso la National Security Agency che rimpiazzò l'Unità Navale
di Comunicazione, con il grado di Ultra top secret», ha scritto
nella sua biografia il celebre astrofisico. Si trattava di uno
dei più alti livelli di segretezza e, nel caso specifico, presso
un organismo strettamente collegato con la CIA! Non meraviglia
più a questo punto trovare il nome di Menzel nella lista dei
dodici, nonostante le violente proteste dello psichiatra Ernest
Taves, suo fedele amico che, dopo la pubblicazione dei nomi dei
componenti del Majestic 12, ha recentemente smentito seccamente
queste accuse sulle pagine di un periodico il cui titolo suona
come Calunnie UFO (Saucers Smear) e che rappresenta degnamente il
proseguo della linea antiufologica iniziata da Menzel. Membro
dello scettico gruppo CSICOP e coautore dell'ultimo libro di
Menzel, The UFO Enigma, Taves, intervistato dal ricercatore James
Moseley (25) ha negato vigorosamente qualsiasi coinvolgimento
dell'amico in ciò che Taves ritiene una colossale montatura.
«Non è stata provata l'autenticità dei documenti del Majestic
12», ha dichiarato. Ma poi si è lasciato scappare: «Se una
nave aliena fosse caduta, se i corpi degli alieni fossero stati
recuperati, Menzel sarebbe stato certamente uno dei primi ad
esser chiamato per partecipare alle indagini...».
Sempre di quest'ultimo sono state ritrovate due lettere, datate 3
novembre 1960 e 8 dicembre 1960, indirizzate al senatore John
Fitzgerald Kennedy, in seguito diventato presidente degli Stati
Uniti. In queste missive Menzel confessava di aver fatto parte,
dal 1930, di un organismo in seguito divenuto l'NSA, come
consulente top secret durante la Seconda Guerra Mondiale. In
seguito avrebbe lavorato per la CIA (26) e sarebbe venuto a
conoscenza di alcuni piani segreti politici di Eisenhower. Fin
qui nulla di strano. Ma ciò che maggiormente colpisce, in questi
documenti, è il tono affabile che Menzel utilizza nelle lettere,
soprattutto nella seconda. Rivolgendosi a Kennedy chiamandolo
«Caro Jack». Cosa gli consentiva una simile familiarità? La
risposta è forse nell'ultimo documento trovato, un'altra lettera
del 27 dicembre 1960, indirizzata sempre a Kennedy, in cui Menzel
citava un altro membro del Majestic 12, il dottor Bronk,
raccomandandolo come «un uomo che ha una forte influenza nel
campo spaziale» (27). Questo ultimo dato è piuttosto strano:
Bronk era un medico patologo, non un astrofisico, e non si
capisce che ascendente potesse avere nell'ambiente aerospaziale.
A meno che non fosse effettivamente uno dei dodici e come tale
avesse le mani in pasta ovunque, soprattutto nell'ambiente
ufologico. O spaziale, appunto.
Il fatto che Menzel raccomandasse Bronk ed anche se stesso come
elementi fidati al senatore può voler dire che egli stesse
cercando la complicità di uno dei politici più ricchi e famosi
del momento. Ma queste oscure trame sarebbero state stroncate
dall'improvviso quanto misterioso omicidio di Kennedy avvenuto
nel 1963 a Dallas.
Di Menzel, si è scoperto ancora che viaggiò frequentemente da
Washington nel Nuovo Messico tra il 1947 ed il 1947, proprio nel
periodo e nella zona del ritrovamento del disco di Roswell ed il
successivo ritrovamento di dischi ad Aztec, per «missioni
governative» (28). Ciò viene testimoniato dalle dispense di
viaggio disponibili presso la biblioteca dell'Università di
Harvard. In questi spostamenti Menzel era solito recarsi
all'Osservatorio di Sacramento Peak, che domina la base di White
Sands Prowing Grounds e che appartiene, guarda caso, all'Air
Force (29). Al riguardo l'ufologo Jean Sider (30) ha commentato:
«Tutti questi elementi indicano in maniera inequivocabile che
l'astrofisico Donald Menzel fu implicato nel grado più alto dei
segreti di Stato, l'Ultra top secret. Di conseguenza, la sua
presenza in un eventuale gruppo chiamato Majestic 12 non è più
così fantasiosa come certi contestatori hanno voluto far
credere. Al contrario, ciò risponde a un dato di fatto più che
plausibile al punto che si potrebbe persino dire che la sua
assenza in una simile compagnia sarebbe stata anomala. Infine, si
capisce meglio per quali ragioni precise Menzel provò la
necessità di scrivere e far pubblicare tre libri destinati a
ridicolizzare il fenomeno UFO...».
In realtà la presenza di Menzel nel Majestic 12 fu motivata
anche da un altro fatto. La semplice fedeltà dimostrata alla CIA
garantiva il riserbo, ma che dire della competenza specifica? Nel
'47 non esisteva nessuno al mondo competente in contatti con gli
alieni... O forse no, forse uno c'era? Come si chiamava? Ah,
già, Donald Menzel! Non molti lo sanno, ma il nostro aveva già
cominciato, nel 1941, una serie di calcoli, «i calcoli iniziali
per cercare un contatto radio con la Luna» (31). Menzel era
dunque convinto che fosse possibile dialogare con i Seleniti e,
antesignano del progetto SETI, stava cercando un codice con cui
comunicare. Esperimenti analoghi, anche se al limite del
ridicolo, verranno portati avanti, nello stesso periodo, da un
neuropatologo dell'Università di Roma, il dottor Giuseppe
Calligaris, convinto che fosse possibile entrare in contatto con
gli abitanti della Luna per via paranormale (32). Non
dimentichiamoci che all'epoca la pluralità dei mondi abitati era
un'idea che affascinava molti astronomi, che correvano a
comperare le opere dei colleghi Camille Flammarion, La pluralité
des mondes abités (33), di Hiram Percy Maxim, Life's place in
the Cosmos (34), di Leonid Andrenko, per il quale la vita
organica era probabile anche sui pianeti privi d'acqua, di
ossigeno, di idrogeno e di molti altri elementi. Come la Luna.
All'epoca del Majestic 12, dunque, Menzel era forse l'unico al
mondo ad avere la giusta competenza utile per giudicare il caso
di Roswell!
Non solo, quando Menzel iniziò la sua crociata da negatore
d'ufficio, nel '52, non arrivò sulla scena come la maggior parte
dei suoi colleghi scettici, cattedratici che parlano per partito
preso senza sapere nulla dell'argomento, ma che trascinavano il
discorso sul proprio terreno culturale (35). Vediamo in dettaglio
anche quest'altro episodio.
La stampa statunitense venne a conoscenza del menzelismo
soprattutto grazie ad un lunghissimo articolo apparso sul New
York Times il 3 agosto 1952. Sullo stesso numero di quel giorno
il quotidiano americano dedicava altri due articoli sugli UFO.
Nell'articolo principale, firmato da Waldemar Kaempfert e
intitolato I dischi volanti, ciò che non sembrano - Varie
spiegazioni, si può constatare come Menzel non fosse il classico
sprovveduto. Il nostro, infatti, non si era avvicinato
all'argomento nel '52, cioè nel momento in cui gli UFO avevano
richiamato l'attenzione della scienza, ma se ne occupava,
chiariva l'intervista, già da sei anni. Facciamo un rapido
conto...Quindi dal 1947. Perchè da subito? Un simile interesse,
in un ultrascettico, è più che sospetto. Se confrontiamo il
caso Menzel con quello di un altro collega di scetticismo, le
differenze si appalesano immediatamente. Anche Urner Liddel,
dell'Istituto di Ricerca Navale, veniva presentato dalla stampa
come un ultrarazionalista. Ma le argomentazioni di quest'ultimo
erano talmente deboli e superficiali che Liddel fu costretto a
ritirarsi in disparte e a chiudere la bocca. Liddel, ad esempio,
aveva razionalizzato un recente avvistamento sul New York Times
del 14 febbraio 1951 con la scusa di rito, i palloni sonda.
Neanche a farlo apposta, in quello stesso giorno un disco volante
inseguiva proprio un pallone sonda lanciato da Alamogordo e
veniva scorto da due ufficiali della base aerea di Wright
Patterson, che potevano così fare un raffronto preciso fra l'UFO
ed il pallone. A quel punto le spiegazioni di Liddel suonarono
talmente idiote che si preferì ,per il futuro, lasciarlo cuocere
nel suo brodo. Al contrario, Menzel dimostrava una straordinaria
competenza unita ad una dialettica non indifferente. Dialettica e
competenza tipiche non di un profano, ma di un esperto veramente
addentro alla questione. Molto addentro...
Conferma di quella che Friedman definisce la «doppia vita di
Donald Menzel» l'avemmo nell'agosto del 1992 a Imperia.
INTERVISTA A BINO BINI
Ci
trovavamo presso l'Osservatorio meteorologico e sismico della
cittadina ligure per intervistare il direttore, professor Bino
Bini. Sapevamo che questo studioso, in più occasioni, aveva
registrato il passaggio di UFO e sapevamo che sull'argomento
manteneva la mente aperta, pur dichiarandosi incapace di dare una
spiegazione alla natura del fenomeno.
Approfittando del fatto di essere in vacanza al mare, decidemmo
di andare ad intervistarlo.
Come è nel suo carattere, Bini ci accolse con cordialità e
gentilezza e,come introducemmo l'argomento UFO, con nostra
sorpresa gli vedemmo estrarre da un armadio un gigantesco
dossier. Non ci saremmo aspettati tanta manna. Dinnanzi ai nostri
occhi Bini stava sparpagliando foto di UFO, segnalazioni sul
registro meteo e persino due sismografie, datate 5 dicembre 1984,
che avevano immortalato il boato prodotto da un ordigno non
identificato per dodici secondi.
Dopo aver ripreso in video l'intervista, il discorso cadde
inevitabilmente sugli scettici, E qui, con nostra grande
sorpresa, Bini fece subito riferimento a Menzel.
Prima di presentarvi l'intervista, premettiamo che Bini non si
occupa di ufologia, pur schedando gli avvistamenti per dovere
d'ufficio, e non sa nulla del Majestic 12.
«Nel febbraio del '61 - ci disse Bini - il professor Menzel fu
ospite del nostro Osservatorio. Era venuto per poter meglio
osservare un'eclisse di sole. Parlando del più e del meno, il
discorso ad un certo punto cadde sugli UFO. Menzel si dimostrava
possibilista, dicendo che l'argomento meritava di essere studiato
e che, inoltre, non bisognava mostrare quell'acredine,
quell'astio che caratterizza molti scienziati scettici del
fenomeno. Pochi mesi dopo questa visita mi capitò per le mani un
libro di Menzel, in cui si attaccavano violentemente gli UFO.
Rimasi molto meravigliato. Non riuscivo a capire questo repentino
cambiamento...(36)».
Menzel, dunque, aveva due facce. Una privata, per i colleghi, ed
una pubblica, scettica. Questo è tra l'altro un atteggiamento
tipico di molti ricercatori UFO, sia tra gli scienziati che
addirittura tra gli ufologi stessi.
Il 17 giugno 1952 la rivista Look aveva ospitato un articolo di
Menzel in cui gli UFO erano smontati come «alterazioni termiche
e ottiche della nostra atmosfera». Un anno dopo la tipografia di
Harvard, la Harvard Press, avrebbe editato il primo libro
anti-UFO. Pure, per non smentire la sua camaleontica personalità
Menzel, in un incontro fra addetti ai lavori dell'Astronomical
Society il 12 luglio 1954, assieme al collega Fred Whipple aveva
dichiarato che c'erano buone possibilità che su Venere ci
fossero degli oceani! E allora, direte voi? E allora, come ben
sanno gli astrofisici, l'acqua è la condizione primaria per lo
sviluppo della vita. Dire che su Venere c'era acqua equivaleva a
dire che sul pianeta potesse esserci vita. Non male per uno
studioso che considerava ufficialmente la vita extraterrestre
come il fumo negli occhi. E questa affermazione è ancora più
significativa in quanto, già da due anni, un certo George
Adamski aveva dichiarato di esser stato contattato da un pilota
venusiano e la sua esperienza era stata pubblicata con grande
risalto sulla stampa ed aveva fatto il giro del mondo. Le
affermazioni di Menzel, due anni dopo, dimostravano che il nostro
fosse un attento conoscitore e sostenitore del fenomeno UFO.
E c'è ancora un altro episodio inquietante.
Prima della costituzione della Commissione Condon, l'Aeronautica
interpellò sia l'Università di Harvard che il MIT di Princeton,
per incaricarle di seguire gli studi sugli UFO. Ma le due
rifiutarono seccamente. Così il Blue Book passò all'Università
di Boulder (37).
Il rifiuto dei due istituti non ci meraviglia più di tanto. Ad
Harvar il direttore era proprio Menzel, dal gennaio 1954, mentre
Princeton aveva avuto l' onore della sua presenza dal 1921 al
1924 e non è da escludere che anche su quest'ultima Menzel
avesse appoggi ed amici fedeli e compiacenti. Che Harvard fosse
uno degli enti privati convenzionati e controllati dal governo, e
quindi dalla CIA, è un dato di fatto. Nonostante la secca
smentita, nel 1961, del rettore Nathan Pusey: «L'immagine di un
governo coercitivo che decide che cosa deve e che cosa non deve
essere fatto nei laboratori e nelle biblioteche delle università
non rispecchia la situazione esistente ad Harvard». Affermazione
smentita dallo stesso l'anno dopo,andatosene a Cambridge: «Certe
dimostrazioni di CRESCENTE INFLUENZA che il governo tende ad
esercitare nei laboratori, oltre a stabilire chi può accedervi,
non possono mancare di apparire come un'INDEBITA INTERFERENZA!».
L'interferenza principale era dovuta all'AEC, la Commissione per
l'Energia Atomica guidata da un altro majestic, Detlev Bronk, la
quale voleva impedire l'accesso ai laboratori di Harvard agli
studenti stranieri, bollati come possibili spie. E non ci si
venga più a dire che su Harvard il governo non aveva la sua
longa manus!
Ci stupisce che, 30 anni dopo, proprio ad Harvard si sarebbe
distinto uno psichiatra, John Mack, convinto assertore della
realtà dei rapimenti UFO (38). O è un segno dei tempi che
cambiano, o anche i pretesi rapimenti di umani da parte degli
alieni sono un'ennesima tecnica di depistaggio e
controinformazione con cui il governo crea sconcerto e confusione
fra gli ufologi.
NATHAN TWINING
Nathan
Farragut Twining (11 ottobre 1897 - 29 marzo 1982). Il nostro
generale fu,come ha scoperto il giornalista Javier Sierra (39),
«capo della vigente Forza Aerea del dopoguerra. Il suo Gruppo fu
incaricato di lanciare la bomba atomica sopra il territorio
giapponese. Dopodicchè, fu capo dell'Air Material Command della
base di Wright Field nel 1947. Esattamente all'epoca del supposto
incidente di Roswell!».
Twining era il classico militare in carriera. Presidente del
Gruppo dei Primi dello Stato Maggiore sotto Eisenhower, era
entrato a far parte dell'Army Air Corps nel 1926. La sua carriera
era stata folgorante grazie al conflitto mondiale. Probabilmente
qualcuno, nel nostro Paese, lo ricorderà ancora. Twining,
infatti, era comandante dell'Air Force in Italia e nel Pacifico
negli anni della Liberazione. Dopo i fatti di Roswell, forse per
meriti speciali, divenne nientemeno che vice capo prima ,e capo
dopo, dello Stato Maggiore dell'Aeronautica, dal 1950 al 1953.
Con il nuovo corso del '54 viene deputato ad altri compiti.
Diventa sovrintendente per l'istruzione dei reparti speciali (e
chi meglio di lui aveva una simile competenza?) in Corea e in
Indocina. Morirà nel 1982 nella base aerea texana di Lakeland.
Avendo diretto il Gruppo della bomba atomica, dovette certamente
essere in buoni rapporti con Vannevar Bush. Oltre a comparire
nella lista del Majestic 12 Twining viene citato in un discusso
memoriale rinvenuto nel 1985 da William Moore, dopo estenuanti
ricerche, negli archivi di Burbank a Washington. All'epoca del
memoriale,come abbiamo visto,
Twining era capo supremo dell'Aeronautica e dell'Air Material
Command, l'organismo che manovrava tutti i servizi d'informazione
dell'USAF. Forse proprio questa particolare posizione garantiva
al generale l'entrata di diritto all'interno del Majestic 12. La
cui sigla è menzionata nel documento che qui traduciamo, meglio
noto come memoriale Cutler-Twining:
14 luglio 1954.
INFORMAZIONE SEGRETISSIMA DI SICUREZZA LIMITATA
Memorandum per il generale Twining
Oggetto: Progetto di studi speciali N.S.C./MJ-12.
Il Presidente ha deciso che la riunione del progetto di studi
speciali dell' MJ-12 dovrà tenersi durante l'incontro già
programmato alla Casa Bianca il 16 luglio anzicchè dopo, come
era stato previsto inizialmente. Disposizioni piu' precise vi
saranno date dopo il vostro arrivo. Vogliate modificare i vostri
progetti di conseguenza.
Contiamo sulla vostra cooperazione nell'adattarvi al cambio di
disposizione sopra indicato.
Robert Cutler
Consigliere Speciale del Presidente
Come dite? Il testo non vi dice niente? Non ne dubitiamo. Ma
analizziamolo assieme attentamente. In primo luogo questo memo è
un invito perentorio ad abbandonare qualsiasi affare in corso per
recarsi assolutamente alla riunione. Riunione della quale, si
badi bene, lo scopo viene accuratamente taciuto. C'è però una
sigla di riferimento, MJ-12. Questo significa che si trattava di
un invito rivolto ai dodici, per discutere del loro Gruppo. Ma
c'è un altro riferimento. L' oggetto menziona un progetto di
studi speciali N.S.C. Ora, l'NSC è il Consiglio Nazionale di
Sicurezza che voi ormai conoscete e sul quale potremmo parlare
per ore. Facendo notare, per esempio, che quest'ultimo ente è
stato spesso coinvolto nella ricerca sugli UFO, a livello di
sicurezza, al punto che, quando il generale VonKeviczky ha
scritto al presidente Reagan invitandolo a prendere in più seria
considerazione il pericolo UFO, la lettera di risposta è
arrivata tramite l'NSC.
Questo significa che l'NSC, al quale Bush si era ispirato per la
creazione del Majestic 12, aveva chiesto una riunione con i
dodici per uno studio speciale. Studio che doveva riguardare la
sicurezza nazionale. Ora, se notiamo la data del memo, scopriamo
che siamo in piena estate 1954. In agosto Majestic sarebbe stato
chiuso e al suo posto sarebbe nato, prima in maniera abbozzata,
poi in modo definitivo in dicembre, il nuovo gruppo 54/12. Dunque
il memoriale Cutler-Twining altro non era che il canto del cigno
del Majestic 12!
FOGLI MAJESTIC
Gli
scettici obietteranno, come sempre, che non esiste prova
dell'autenticità di quest'altro documento. In realtà parecchie
ricerche sono state portate avanti dallo scrittore William Moore
e dal produttore televisivo Jaime Shandera, ufologi, in merito. E
si è scoperto che la carta di questo foglio, custodito in copia
presso gli archivi nazionali di Burbank, è del tipo usato
unicamente dalla Casa Bianca fra il 1950 ed il 1970. Questo
verdetto sarebbe stato ottenuto da Moore, che avrebbe inoltre
rintracciato la cartiera fornitrice di Stato. Che ha assicurato
che quel tipo di carta non viene più fabbricata dal 1975. Il
documento potrebbe essere dunque autentico. E perchè non
dovrebbe, vi chiederete voi? Per il modo con cui Moore è
arrivato ad ottenerlo. Ricevendo una serie di cartoline
illustrate con messaggi in codice assolutamente incomprensibili,
del tipo Per un look alla moda andate da Suiteland. In ognuno di
questi messaggi, ricevuti anonimamente da Moore, c'era sempre
qualche elemento di realta' che, come in un gigantesco gioco
dell'oca, portava a scoprire un pezzettino di verità. É in
questo modo che Moore ha avuto la soffiata che gli ha permesso di
rintracciare il memo Cutler.
L'originalità e la stranezza di questa scoperta ha spaccato in
due (o fors'anco di più) gli ufologi: c'è chi pensa che i
documenti MJ-12, come pure il memo Cutler, siano stati spediti da
qualche agente segreto pentito che vuole far sapere la verità
senza rivelare il proprio nome, per paura di spiacevoli
conseguenze; c'è chi pensa che l'intiera faccenda sia non tanto
uno scherzo quanto un'azione di depistaggio. Il nostro ignoto
mittente potrebbe, volta per volta, far trovare dei documenti
contraffatti ai due ricercatori, per sviare le indagini. E non è
casuale, hanno notato molti colleghi, che questi documenti siano
stati spediti proprio a due dei ricercatori meno scrupolosi e
più creduli (oseremmo dire meno seri). L'anonimo mittente sapeva
di andare sul sicuro, di trovare l'interlocutore più
predisposto.
Personalmente, riteniamo che il memo Cutler, vero o falso che
sia, abbia comunque rispecchiato dei coinvolgimenti reali.
Sappiamo, ad esempio, che proprio Twining (da non confondersi con
il thé) era stato coinvolto profondamente nella questione UFO.
In una lettera del 23 settembre 1947 indirizzata al comando
generale dell'Air Force, il nostro elencava le conclusioni di
un'indagine sui dischi volanti. In questa missiva, naturalmente
classificata top secret, l'alto ufficiale scriveva che «il
fenomeno riferito è sovente reale e non fittizio o visionario.
Esistono oggetti dalla forma simile a un disco e di grossezza
simile a quella degli aerei terrestri. Essi sono controllati
manualmente, automaticamente o a distanza. Sono metallici e con
superficie che riflette la luce. Infine, hanno forma circolare o
ellittica, piatti ai bordi e con una cupola in cima...». Quanti
dati erano in possesso di Twining! Addirittura il nostro sapeva
che alcuni UFO erano teleguidati mentre altri controllati
manualmente. E che, forse il nostro era entrato dentro un disco?
Se effettivamente aveva fatto parte del Majestic 12, senz'altro.
Desta meraviglia, difatti, una simile precisione di dettagli
circa un fenomeno apparso meno di due mesi prima. E stupisce
certamente gli ufologi che, dopo 50 anni di studi, sanno ancora
ben poco della struttura dei dischi volanti.
Sappiamo per certo che Twining conoscesse i personaggi del caso
Roswell. Uno almeno, il generale Ramey.
ANCORA BUGIE
Durante
una conferenza-stampa dell'Air Force, tenuta il 29 luglio 1952
per dare spiegazioni all'opinione pubblica su alcuni avvistamenti
recenti, i due apparvero assieme. Ramey, in veste di capo del
Comando Difesa Aerea. Assieme a loro c'era il generale John
Samford, direttore del servizio segreto dell'Aviazione (guarda
caso!). L'unico credente degli UFO, in mezzo a tanti scettici
d'ufficio, era il maggiore Ruppelt , ex del progetto Blue Book.
Durante la conferenza stampa il generale Samford cercò di
ridimensionare i fatti, come d'obbligo, tirando in ballo
l'inversione termica nell'atmosfera per sbugiardare i radar. Ma,
di fronte a domande più insistenti, i reporter dovettero
accontentarsi di risposte alquanto evasive. Soprattutto allorche'
domandarono dei diversi piloti che in quei giorni erano stati
testimoni diretti di avvistamenti ad alta quota. Dinnanzi a
questa domanda, la risposta di Samford fu: «Non abbiamo
spiegazioni da dare!». Non meno scettici ed imperturbabili Ramey
e Twining, guarda caso proprio due dei personaggi maggiormente
coinvolti nel fenomeno UFO.
GLI ALTRI PEZZI GROSSI
AIltri
personaggi chiave del Majestic 12 furono Vannevar Bush, il
generale Vandemberg, Detlev Bronk e Loyd Berkner. Questi quattro,
con l'eccezione del generale, non furono apparentemente coinvolti
nella questione UFO quanto lo furono Menzel e Twining. In realtà
tutti e quattro ricoprirono posizioni chiave, al momento giusto
nel posto giusto. Il lettore con memoria elefantina noterà
ripetutamente questi quattro nomi, nelle pagine di questo libro.
Di Bush diremo soltanto che fu l'organizzatore del Majestic 12.
Aveva lavorato a stretto contatto con i servizi segreti, ed era
stato a capo del Centro di tecnologia avanzata N.A.C.A.. Era uno
scienziato di tutto rispetto. Vanbemberg fu il principale
insabbiatore del Project Sign, mentre Bronk è attualmente
passato alla storia come il fortunato patologo che ha potuto
vedere gli alieni, sin dentro lo stomaco. Il potentissimo
Berkner, astrofisico di grido, sarà un personaggio chiave in
tutti quegli ambienti, sia scientifici che politici, riguardanti
gli extraterrestri. Di più non vi diciamo in quanto rischieremmo
di ripeterci, dato che questi nomi ricorrono ripetutamente in
queste pagine. Solo Bronk merita un breve profilo, vista
l'eccezionalità del suo incarico all'interno del Majestic.
IL DOTTOR BRONK
Detlev
Bronk (13 agosto 1897 - 17 novembre 1975) fu un prestigiosissimo
biofisico, pioniere della microscopia elettronica. Nel 1939 fu
lecturer a Princeton, università ove si distinse al punto da
ricevere ad honorem il dottorato in scienze, nel 1947. Nel giugno
di quello stesso anno, pochi giorni prima del caso Roswell, venne
nominato membro del Laboratorio Nazionale di Brookhaven. Una
scelta determinante per la sua vita, visto che colà il nostro
conoscerà uno dei principali artefici dell'utilizzo della bomba
atomica, il dottor Condon. Lo stesso che,nel 1969, demolirà
ufficialmente gli UFO. Non sappiamo chi dei due abbia influenzato
negativamente l'altro, trasformandolo in un ingranaggio del cover
up, ma è logico pensare che il manipolatore fu Bronk ed il
manipolato Condon. Certo è che, pochi mesi più tardi, Bronk
venne collocato in un posto di spicco nella Commissione per
l'Energia Atomica (AEC), dove probabilmente si apparto' con la
famiglia Gray (Gordon Gray era un altro majestic). Coordinatore
della ricerca scientifica per il Quartier Generale dell'Air Force
dal '42 al '46, Bronk divenne, nel 1946, membro della Naval
Advisory Board, un ente strettamente collegato con l'Air Force e
grazie al quale potè probabilmente continuare a lavorare spalla
a spalla con Hillenkoetter e Forrestal. Nel giugno del 1948
entrò nel Comitato Nazionale per l'Aereonautica. Quattro mesi
piu' tardi, probabilmente come ricompensa per l'ottimo lavoro
svolto a Roswell, Vannevar Bush lo chiamò a sè per offrirgli un
posto nello Stabilimento Militare Nazionale. Il massimo della
carriera sarà per Bronk la presidenza della Rockefeller
University, il cuore del governo invisibile negli anni '50!
Durante gli studi universitari, e anche dopo aver conseguito la
laurea, Bronk ricevette i gradi di moltissime confraternite
universitarie (alcune delle quali, JASONS e Teschio e Ossa,
avrebbero fornito i futuri majestic alla CIA), confraternite che
rappresentano la crema della società-bene americana, le stesse
alle quali appartennero altri membri del Majestic:Phi Beta Kappa,
Delta Sigma Rho, Sigma Xi, Sigma Tau, Alpha Omega Alpha, Phi
Kappa Psi. Colà Bronk conobbe probabilmente i futuri debunkers
dell'ufologia mondiale.
Consulente scientifico dei presidenti Truman, Eisenhower e
Kennedy, diresse poi diverse prestigiose organizzazioni
scientifiche:l'Associazione americana per il progresso
scientifico,la Società dei fisici,la Società fisiologica
angloamericana,la Società per gli esperimenti biologici. E via
via, in un continuo (noioso) crescendo, sino all'Accademia delle
Scienze.
Di quest'uomo, così legato agli alti vertici della politica
americana, possiamo dire che fu un vero e proprio genio
sconosciuto della scienza. Non ci stupisce minimamente, quindi,
trovarlo nel Majestic 12.
E adesso, vediamo assieme,in sintesi, quegli altri personaggi
oscuri del Majestic, dei quali generalmente si sa ben poco.
GLI ALTRI APOSTOLI DELLA CIA
Gli
altri apostoli del Majestic 12 sono figure di scarso rilievo, per
quanto riguarda l'ufologia. Sidney William Souers (30 giugno 1892
- 14 gennaio 1973) fu il primo direttore dell'Intelligence a
partire dal 1946 e l'anno seguente divenne il primo segretario
esecutivo del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Fu solo per
questo che venne chiamato al Majestic. Molto vicino a Truman,
quest'uomo d'affari con una carriera in Marina era noto per la
sua proverbiale meticolosità, che ne faceva un'ottimo burocrate.
Per questo motivo Forrestal nel '43 lo aveva nominato ammiraglio.
Sorriso sotto i baffi, sguardo sornione, Souers sembrava più un
buon nonnino che non un capo della CIA. Anche di Robert Montague,
generale, non c'è molto da dire. Javier Sierra,al riguardo, ha
scritto: «Capo della base di Fort Bliss a El Paso, all'epoca
dell'incidente di Roswell si trovava -curiosamente- alla
direzione dell'Area di Prova di White Sands» (40).La sua entrata
nel Majestic fu dovuta dunque al suo incarico territoriale. Altro
militare della banda fu Roscoe Hillenkoetter (8 maggio 1897 - 18
giugno 1982). Ammiraglio, fu direttore della CIA dal 1947 al 1950
e organizzò l'Agenzia come un' «avanguardia contro il
comunismo». Hillenkoetter aveva già diretto i servizi segreti
durante la guerra. Ritiratosi dalla Marina nel 1957, morì a New
York. Un po' più vispo e meno anonimo dei precedenti fu Jerome
Clarke Hunsaker (26 agosto 1886 - 10 settembre 1984). Ingegnere
aeronautico, capo della N.A.C.A.dopo Bush, sebbene fosse uno dei
più vecchi del gruppo, aveva una vitalità fuori dal comune. Se
la CIA avesse avuto bisogno di un esperto in velivoli per capire
il funzionamento dell'UFO di Roswell, non avrebbe potuto trovare
di meglio. Professor emeritus presso il prestigioso Istituto di
Tecnologia del Massachussets, Hunsaker ideò per primo i corsi in
aeronautica per l'Istituto stesso nel 1914 diventando così un
pioniere della materia. Disegnò e costruì aerei per le
portaerei americane durante il secondo conflitto mondiale e legò
il proprio nome al progetto del velivolo Shenandoah, largamente
utilizzato negli Stati Uniti. Sviluppò per la Bell sistemi di
comunicazione aerea e studiò alcuni gas per i dirigibili della
Goodyear-Zeppelin Corporation. Morì a Boston, Massachussets. Con
un simile curriculum tecnico non ci meraviglia trovarlo
menzionato fra i membri del Majestic 12. Di Gordon Gray (30
maggio 1897 - 18 giugno 1982) Sierra ha scritto: «Fu un
personaggio molto immerso nel lavoro d'intelletto». Difatti, era
un legale. E meraviglierebbe trovarlo assieme a scienziati e
generali, anzicchè in uno studio lussuoso e laccato a sbrigar
pratiche notarili, se non sapessimo che quest'uomo apparentemente
insignificante fu spesso coinvolto in incarichi di spionaggio.
Assessore alla segreteria delle Forze Armate, lavorò per la
Difesa e spicciò le faccende per Truman e Eisenhower. Di
quest'ultimo divenne responsabile alla sicurezza. Fu promosso
capo del Dipartimento di strategia psicologica della CIA. La
commissione che nel '54 siluro' Oppenheimer, reo di non voler
più contribuire alla grandezza della nazione costruendo bombe
atomiche, porta il suo nome. Sapendo che costui era un esperto di
strategia piscologica, il suo intervento a Roswell contribuì
indubbiamente a ridimensionare nel pubblico l'allarme scatenato
dalla caduta dell'UFO. In questo senso, Gray fu uno dei
principali debunkers" (insabbiatori).
Fra queste figure apparentemente di scarso rilievo non fatica a
torreggiare James Vincent Forrestal (15 febbraio 1892 - 22 maggio
1949). Uomo di fiducia del presidente Truman, fu il principale
animatore del Patto Atlantico. Fino al 1915 aveva vissuto a
Princeton, poi, dedicandosi alla politica, si ritrovò, nel 1933,
già all'interno dell'amministrazione Roosevelt. Durante e dopo
la guerra si distinse per il suo attivismo, al punto che quando
morì tutti addebitarono la colpa allo stress. Nel '46 ricevette
un'onorificenza dal Williams College e divenne ministro della
Difesa, allorchè le Forze Armate, una volta divise, vennero
unificate sotto un solo capo. Dopo l'evento di Roswell certamente
non dovette dormire sonni tranquilli, come don Abbondio. Ma senza
immaginare schioppettate o percosse, ma sognando dischi volanti
con la falce e martello che sbarcavano sul suolo americano. É
noto che Forrestal facesse parte,probabilmente persino
all'interno del Majestic, di quella fazione che riteneva gli UFO
ordigni sovietici. Nel maggio del '49 fu ricoverato per motivi di
salute all'ospedale dei veterani navali di Bethesda. Si diceva
che fosse talmente esaurito da vaneggiare di attacchi a sorpresa
e di fortezze interplanetarie. Sia come sia, finì fuori dalla
finestra, dal sedicesimo piano dell'ospedale. Il suo suicidio
rimase e rimane un mistero. Un mistero che nemmeno noi vogliamo
svelare, sebbene ci sembri strano che un cattolico praticante
decidesse di togliersi la vita, ben sapendo di andare
all'inferno. E si sembra insolito che almeno altri tre membri del
Majestic 12 (Gray, Hillenkoetter e Twining) morirono
improvvisamente nello stesso anno, il 1982.
Morto Forrestal, il suo posto venne affidato al generale Walter
Bedell Smith, eroe di guerra e successore di Hillenkoetter alla
direzione della CIA. Questi fu uno degli appartenenti e fondatori
del piano Robertson. Non fu comunque all'altezza del suo
predecessore. Non sappiamo se Forrestal si suicidò o fu buttato,
ma se questo è il modo con cui il Majestic 12 dimostra la sua
riconoscenza, noi siamo lieti di non farne parte.
TUTTI GLI UOMINI DELLA CIA
Vedremo
adesso alcuni dettagli sugli uomini chiave del governo invisibile
(la CIA) degli anni '50. Ma, per evitare che i lettori caschino a
terra morti di noia, ci limiteremo ai dati essenziali.
L'enciclopedia in 12 volumi sul cover up la scriveremo un'altra
volta.
A detta degli ufologi americani, Nelson Aldrich Rockefeller
sarebbe uno dei foraggiatori del Governo Invisibile. Nato nel
1908, il noto uomo d'affari studiò nel 1926 al Darthmouth
College e fu eletto vicepresidente della sua classe per un anno.
Buon sangue non mente. Entrò nella confraternita Phi Beta Kappa,
la stessa che sarà di Henry Kissinger. Dal 1935 al 1940 dirige
la Creole Petroleum Corporation. I soldi gli escono anche dal
naso e la sua consulenza al governo è motivata da ragioni
economiche, essendo egli membro della Trilaterale.
Uomo-ombra di Johnson e Kennedy fu invece McGeorge Bundy, capo
dello staff presidenziale.
Con lui fu Ural Alexis Johnson. Nato nel 1908, ambasciatore in
Cecoslovacchia, per vent'anni ricoprì incarichi riguardanti le
relazioni estere. Raggiunse uno dei massimi livelli nella
diplomazia nel novembre 1953 quando, per l'appunto, gli venne
assegnata la carica di ambasciatore in Cecoslovacchia. A partire
dalla seconda metà degli anni '50 era considerato come uno dei
diplomatici più capaci. Lavorò a Tokio, Seul, Tientsin e Rio de
Janeiro. Fra l'ottobre 1949 ed il novembre 1951 fu nominato
direttore del Dipartimento di Stato per le relazioni con il
nord-est asiatico. Nel 1954 divenne il capo virtuale della
delegazione USA per l'Estremo Oriente a Ginevra.In quest'ottica,
la sua presenza nel Gruppo Speciale non sarebbe stata tanto
attinente alla questione UFO, quanto alle relazioni
transculturali. Del resto, non ci risulta che si sia mai
interessato all'argomento. Quando si verificò il caso di
Roswell, per esempio, si trovava in un'altra parte del globo. Tra
il giugno 1947 e la primavera 1949 lavorava infatti al Consolato
Generale di Yokohama, in Giappone. E quando nel '54 venne
rifondato il Governo Segreto, si trovava in Svizzera.Pure, le
speranze del presidente dovettero appuntarsi su di lui, come
sarà per Zbigniew Brzezinski (41),per la sua straordinaria
capacità psicologica di comunicare con altri cervelli.
Due i membri della CIA che maggiormente ci interessano. Il primo
è Allen Dulles, membro del servizio spionistico alleato OSS.
Durante la guerra fu l'animatore ed il restauratore della CIA per
incarico di Truman. Nato nel 1893, laureatosi a Princeton nel
1914, lo troviamo nel 1948 membro di una commissione d'inchiesta
incaricata di studiare la struttura ed i compiti della CIA,
allora sotto la direzione di Hillenkoetter. In un momento in cui
la neonata Agenzia veniva accusata di pericolose interferenze in
campi in cui operavano già altri servizi segreti militari e
civili. Dulles presentò i risultati del suo studio nel 1949 e,
quattro anni più tardi, venne chiamato a dirigere, quale primo
direttore civile,le strutture della CIA. Non è escluso che
Dulles fosse al corrente del Majestic 12, ma certamentre fu più
utile, nel '54, al Gruppo Speciale. In qualità di tessitore. Nel
'46, infatti, aveva ricevuto la medaglia al merito per aver
saputo organizzare, in meno di un anno, «un'ottima rete di
informazioni che annoverava centinaia di agenti sin nel cuore
della Germania, in Jugoslavia,in Cecoslovacchia,Bulgaria,
Ungheria, Spagna, Nordafrica, Francia, Italia e Austria». E poi
c'è qualcuno che nega che la CIA interferisca negli affari degli
altri Paesi...
John Alex McCone è l'altro personaggio interessante.
Ingegnere, uomo d'affari ed in seguito direttore della CIA,
McCone fu la punta di diamante della Commissione Energia Atomica
(AEC), alla direzione della quale fu nominato da Eisenhower il 6
giugno 1958, probabilmente per i servigi resi. Consigliere di
Truman, sottosegretario dell'USAF, fu anche uno dei più validi e
fidati rappresentanti di "Ike". Nel 1947 lo troviamo
come membro della Commissione di Polizia aerea di Truman. Un anno
dopo è consigliere speciale del segretario alla Difesa
Forrestal. Sottosegretario dell'USAF nel giugno 1950, l'anno dopo
è autore di un memorandum per Truman sul programma degli
embrio-missili con cui, da perfetto guerrafondaio, consigliava
«la piena autorità ed il controllo dei fondi per esercitare il
potere assoluto».
Certamente si interessò agli dischi volanti, ma fu molto abile
e discreto, in quanto il suo nome non compare nelle pubblicazioni
ufologiche.
Ritiratosi a vita privata nel 1951, fu più volte richiamato a
ricoprire incarichi speciali per il governo sino a quando, nel
1954, l'allora segretario di Stato Dulles lo nominò responsabile
del Public Comitee on Personel, un ente incaricato di sorvegliare
i corpi diplomatici. Si potrebbe dire che McCone fu tutto
fuorchè uno spirito democratico. Di lui Kenneth Strong, autore
de Gli uomini del servizio segreto, ha scritto: «In un certo
senso Allen Dulles e John McCone rappresentano due epoche
distinte. La prima si può definire come caratterizzata da grandi
colpi di spionaggio, mentre la seconda si presenta maggiormente
interessata a quella parte di lavoro che riguarda la valutazione
delle informazioni, ovvero la formazione di giudizi sulla base di
uno studio in cui sono tenuti presenti oltre ai fattori tecnici e
scientifici, anche quelli politici, strategici e militari...» In
quest'ottica molto analitica si colloca il viaggio di McCone, nel
marzo 1964, in Vietnam con l'allora segretario della Difesa
Robert McNamara (42), altro membro citato a proposito del Governo
Invisibile. McCone lasciò la CIA nell'aprile 1965.
L'unico personaggio interessanto di questa clicca è Edward
Teller (15 gennaio 1908 - vivente), denunciato dal fisico Bob
lazar come ingranaggio delle ricerche sui dischi volanti
precipitati nell'Area 51. Teller, geniale fisico padre della
bomba H e, in un certo qual senso, responsabile dei provvedimenti
disciplinari contro Oppenheimer della Commissione Gray. Nel '54
si distinse nella diatriba sulla corsa agli armamenti. É
accertato il suo legame con Reagan (secondo il fisico Bob Lazar,
Teller faceva avere ai suoi dipendenti le autorizzazioni firmate
dal presidente). Quest'ultimo rimase affascinato dalle
prospettive offensive e difensive che Mr. Bomb seppe offrirgli.
Ispiratore della bomba atomica, genio controverso della meccanica
quantistica, Teller è stato definito dallo scienziato Eugene
Wigner «la nuova mente di Einstein», mentre il fisico I. Rabi
lo ha bollato come un pericolo per il mondo.
Molte delle informazioni riguardanti la sua vita sono
classificate. Sappiamo, però, che nel 1934 fu sovvenzionato
dalla Rockefeller Foundation che lo mandò all'Università di
Copenhagen, dove aveva studiato il grande fisico Niel Bohr. Nel
1943 fondò il laboratorio di Los Alamos nel Nuovo Messico.
Lavorò per Truman e, in tempi più recenti, ritroviamo il suo
nome accanto al progetto delle Guerre Stellari di Reagan. Dal
1956 al 1958 è stato membro dell'AEC.
Teller, sebbene non abbia mai voluto ammetterlo, è considerato
un esperto di dischi volanti. Al punto che il New York Times gli
dedicò, il 4 aprile 1966, un fondo che venne ripreso dalla rete
televisiva CBS durante il programma Face the Nation, uno dei più
seguiti dai telespettatori americani. «Professor Teller, cosa
sono i dischi volanti?», chiese il conduttore. Ma Teller non
voleva rispondere. Incalzato, rispose ridendo: «Miracoli».
«Miracoli nostri o di qualcun altro?». «Sono miracoli, come
faccio a sapere di chi?».
Questa veloce schermaglia dimostrò in realtà il disagio del
fisico davanti alle centinaia di migliaia di telespettatori che
volevano sapere la verità. Il rapporto Condon non era stato
ancora divulgato e pertanto non esisteva ancora una posizione
scientifica ufficiale e definitiva. Teller, pertanto, doveva
tacere a tutti i costi, anche a costo di fare queste figuracce.
LA MENTE DI KISSINGER
Henry
Kissinger è universalmente noto come un grande statista ed un
grande uomo politico. Addirittura premio nobel per la pace. Di
lui il giornalista Alberto Ronchey, ne La crisi americana, ha
scritto:«Prima era un thinker, un uomo che pensa, e poi è stato
un doer, un uomo che fa. O persino un arbiter mundi. É un
intellettuale pratico, o forse un pratico. É tortuoso,
inafferrabile, arrogante e lo è talvolta con successo
indiscutibile».
Quest'arroganza aveva portato Kissinger a scontrarsi
violentemente con un vecchio amico e protettore, Nelson
Rockefeller del Gruppo Speciale, che Kissinger bollò come «una
mente di second'ordine». Eppure fu proprio sotto questa mente
che il nostro mosse i primi passi verso la scalata al potere,
creandosi una dottrina che avrebbe fatto scuola nella vita
politica ed economica del governo americano. Si trattava di una
tesi sull'assetto mondiale riassumibile come segue: cinque erano
le superpotenze mondiali. Di queste cinque l'Europa era passata
in second'ordine e poteva fungere solo da tramite eCina e
Giappone rimanevano in disparte, non avendo un compito peculiare.
Restavano arbitri del mondo USA e URSS. Con questo principio del
bipolarismo Kissinger si sarebbe apprestato a riorganizzare il
54/12. Pur insegnando continuamente ad Harvard (!) che «ogni
intesa fra nazioni è un inganno», il nostro riuscì con la
diplomazia ad allontanare la minaccia nucleare. Dal '69 al '73
questo abile tessitore riuscì ad aprire alla Cina e, di
conseguenza, vincolò la Russia all'America. L'improvviso scoppio
del conflitto aeabo-israeliano, con la guerra dello Yom Kippur,
mise in crisi lo scacchiere internazionale da lui creato. Ma per
poco. La conferenza di Washington, la smilitarizzazione di Suez e
le relazioni con l'Egitto e la Siria furono altrettante mosse
geniali che diedero allo statista un potere inimmaginabile,
trasformandolo in arbitro della politica mondiale. E l'impegno
per il negoziato sulle armi atomiche SALT 2, con l'Unione
Sovietica, costituì un primo passo verso il disgelo.
Con Kissinger il 54/12 diventa una struttura strettamente
economico-politica, ed il problema UFO passa in secondo piano.
Fondamentale, adesso, era il dominio del modo.
Ronchey si è domandato:«Dietro altre nazioni può esserci
sempre l'America. Ma dietro l'America?».
Il governo invisibile.
LA ZONA GRIGIA
In
una lettera di testimonianza resa dal direttore della CIA William
Colby il 22 aprile 1974 davanti alla sottocommissione Forze
Armate della Camera competente lo spionaggio, presieduta dal
deputato Nedzi, veniva svelata con sorprendente sincerità
l'attività clandestina della CIA in Cile. Per rovesciare il
leader Allende, comperando politici e manovrando scioperanti ed
oppositori per creare disordine ed indebolire l'economia del
Paese. «La testimonianza - denunciava il giornalista Rodolfo
Brancoli (43) - mette in chiaro che l'attività dell'Agenzia è
stata preventivamente vagliata ed approvata dal Comitato 40,
allora presieduto da Kissinger. Questo organismo ristretto,
composto da cinque persone, è in pratica un sottocomitato
nell'ambito del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e prende il
nome dal numero dell'atto istitutivo. Il suo compito è appunto
di vagliare e autorizzare le attività clandestine della CIA nel
corso di riunioni mensili tanto segrete che non vengono tenute
minute...».
Comitato 40. Questo il nome del nuovo 54/12 anni '70, con a capo
Henry Kissinger. A seguito della separazione sempre più netta
fra politici e scienziati, in una disgregazione che corre dal
Majestic al 54/12 al JASONS, emerge negli anni che concludono
tragicamente la saga dei Kennedy e l'epoca Johnson,un nuovo
organismo segreto, un nuovo gruppo ancora più esclusivo e
selettivo, da ridurre drasticamente il numero dei partecipanti.
Il Comitato sarà definitivamente sganciato dagli ambienti
scientifici, dopo che questi avevano terminato il proprio ruolo
di insabbiatori con la commissione Condon. La scienza, ormai
talmente incasellata da poter essere libera dalle alte sfere
politiche, può proseguire per i fatti suoi. Le regole di
comportamento sono state dettate ed accettate negli anni '40.
Adesso, degli scienziati si può fare a meno. Costoro sanno già
che se vogliono mangiare, debbono abbassare il capo (ci riferiamo
naturalmente agli scienziati legati alle Forze Armate USA, non a
tutti gli scienziati in generale).
Il nuovo Comitato, il cui nome forse non a caso ricorda il
proprio omonimo sovietico, il Komitiet o KGB, dipende
direttamente da Kissinger, che la stampa internazionale disegna
come il principale «stratega ed arbitro della politica e
dell'economia internazionale». E non solo per i motivi
precedentemente visti, ma anche grazie anche alle sue pressioni
nella concessione prestiti della Banca Mondiale e
sull'Export-Import Bank.
La logica espansionistica del momento è sintetizzabile in una
frase di Kissinger circa il caso Allende, riportata dal
Washington Post il 10 settembre 1974: «Non vedo perchè dobbiamo
starcene fermi a guardare un Paese diventare comunista per
l'irresponsabilità del suo popolo». Evviva la ragion di stato!
Al di là delle connotazioni politiche dell'episodio, la nuova
mentalità è indicativa dell'ormai accettata politica
d'ingerenza del suo gruppo ristretto IN QUALSIASI CAMPO, al di
sopra di qualsiasi legge morale o autodeterminazione dei popoli.
Questa linea di condotta fu abbracciata nella sua totalità dal
neo-presidente Gerald Ford che, per esempio, non ebbe alcuna
esitazione a riconoscere pubblicamente e a giustificare le
attività sovversive della CIA negli altri Paesi, in una
conferenza stampa tenutasi il 16 settembre 1974.
Quest'altro episodio è rivelatore del divario sempre più
profondo fra i cervelli dell' ex JASONS. Politici da una parte,
economisti dall'altra. A casa gli scienziati governativi e, in
mezzo, i militari della CIA. Militari ormai ridotti a corpi senza
volontà, manovrati dal Comitato a seconda delle circostanze.
Certo, fu la situazione politica ad imporlo e fors'anche a
giustificarlo. Non dimentichiamo che, in quegli anni, il
comunismo dilaga a macchia d'olio e nel mondo si stava
ripercuotendo l'eco delle contestazioni sessantottine, per lo
più di sinistra. E non dimentichiamo che proprio Kissinger
dimostrò un'abilità fenomenale nel contribuire alla
distensione. Questa situazione storica portò inevitabilmente ad
una serie di conflitti nelle alte sfere che, partendo proprio dal
pretesto dell'ingerenza CIA in Cile, ebbero il culmine in una
duplice indagine da parte del Parlamento. Indagine immediatamente
seguita da un'altra, parallela, ordinata dall'esecutivo sotto la
direzione di...Nelson Rockefeller! Il potente finanziatore del
54/12, la cui famiglia, già all'epoca della guerra, aveva
appoggiato soldi alla mano le iniziative di pezzi grossi quali
Vannevar Bush. L'attacco di Rockefeller, estromesso probabilmente
dal Comitato, indicava il punto di rottura raggiunto dagli alti
vertici o, per dirla con Brancoli, «una crisi che a giudizio di
molti ha seriamente indebolito la capacità operativa della CIA.
Sia la commissione Rockefeller che quelle dei due rami del
Congresso puntavano a formulare proposte di riforma dell'Agenzia,
per accrescere il controllo esterno sul suo operato, mentre già
si parlava di affidare la supervisione dell'intera Intelligence
Community a una personalità PRESA DALL'ESTERNO». Sarebbe stata
questa una sconfitta durissima per la CIA. Un esterno, un
controllore non testato che veniva ad interferire nei propri
affari... Quanto era già stato proposto sotto Dulles adesso si
ripeteva con Colby, segno che il Congresso non dormiva. E ora,
come allora, il presidente interveniva in prima persona per
difendere i propri collaboratori, dimostrando una volta di più
il suo coinvolgimento come JASONS. Il New York Times del 19
ottobre 1975, parafrasando un recente discorso di Ford, rivelava
che «l'amministrazione resisterà con fermezza a qualsiasi
sforzo del Congresso di impedire al governo degli Stati Uniti di
intraprendere operazioni clandestine di spionaggio o di
interferire nelle prerogative del presidente di ordinare questo
tipo di azioni». Si trattava di un'imposizione violenta e
gravissima, con la quale il presidente, in barba ai principi
democratici della Costituzione, scavalcava il Congresso e
addirittura ne rifiutava il controllo, lanciando un chiaro e
minaccioso messaggio. Un intervento compromettente ma anche un
atto di forza di un despota illuminato che doveva difendere il
proprio potere. Inevitabile conseguenza, una crisi del Comitato,
spinto per forza di cose a posizioni reazionarie,
antidemocratiche e accentratrici.
Un'anticipazione di questo nuovo stile sarebbe arrivata da
un'intervista di James Reston a Kissinger, il 13 ottobre 1974:
«Penso che un'organizzazione spionistica sia essenziale per una
grande potenza. NON CREDO CHE CI SIA MOLTO DA DISCUTERE SULLA
PARTE DELL'ORGANIZZAZIONE CHE RACCOGLIE INFORMAZIONI, LE ANALIZZA
E CERCA DI INTERPRETARE IL MONDO PER I LEADER POLITICI (un modo
gentile per invitar la gente a farsi i fatti propri, n.d.A.). La
discussione sorge là dove l'organizzazione spionistica diviene
operativa e cerca di influire sugli eventi politici in altre
parti del mondo. In questo caso c'è un problema serio, perchè
esiste una zona grigia fra l'esercizio della diplomazia e l'uso
della forza...». E in questo modo Kissinger ribadiva
l'importanza, prioritaria, dei politici sugli agenti segreti, fra
la mente ed il braccio, fra chi decide e chi deve obbedire.
Lo scandalo Allende avrebbe avuto però conseguenze impreviste
per l'Agenzia. Una speciale commissione investigativa condotta
dal senatore democratico Gary Hart (sì, lo stesso bruciato alle
elezioni da uno scandalo rosa, la relazione con Shirley MacLaine,
a favore di Reagan. Tipica tecnica della CIA) avrebbe ridotto
notevolmente il potere del servizio segreto. «I capi della CIA
-avrebbe commentato Brancoli - hanno indebolito il morale e la
capacità operativa dell'Agenzia. Ci sono state numerose
dimissioni, addirittura si è costituita un'associazione di ex
funzionari per tutelare il buon nome di quanti lavorano
nell'Agenzia, a testimonianza di un malessere abbastanza diffuso.
All'estero informatori hanno tagliato i ponti nel timore di
vedere il loro nome sui giornali e c'è minor volontà
collaborativa da parte dei servizi segreti amici e il rifiuto di
alcune grandi aziende americane di seguitare a garantire a uomini
dell'Agenzia una copertura nelle proprie sussidiarie estere...»
(44).
Questa fase calante, di crisi, durò a lungo, sino alla
presidenza di George Bush, già capo della CIA, e colpì, di
riflesso, anche l'informazione ufologica. Proprio in quegli anni
migliaia di notizie uscirono dagli archivi: la Ground Saucer
Watch di William Spaulding, l'associazione di oltre 500
scienziati con sede in Arizona, riuscì a far declassificare
centinaia di documenti segreti, mentre i giornali cominciarono a
riportare notizie di avvistamenti a ripetizione. Tra l'altro, fra
il '78 ed il '79 un'ondata di avvistamenti interessò l'intero
pianeta e gli UFO vennero filmati e fotografati, segnalati dai
radar, intercettati dagli aerei e dalle navi talvolta con
conseguenze tragiche per i terrestri (in Australia un pilota
scomparve nel nulla, mentre nell'Adriatico due pescatori vennero
trovati affogati, forse per lo spavento). Nel '77 gli UFO eran
addirittura finiti all'ONU. E questo era comprensibile. Più
l'Agenzia diventava debole e minore era la pressione esercitata
sugli ambienti addetti ad incarichi minori. Gli stessi Ford e
Kissinger non sembravano poi attribuire una grande importanza al
fenomeno UFO al punto che, in differenti occasioni, i due
si lasceranno andare a dichiarazioni compromettenti.Il primo già
nell'aprile del '66, prima dell'istituzione della Commissione
Condon, quando aveva scritto al deputato Mendel Rivers:
"Nella convinzione che l'opinione pubblica meriti una
spiegazione migliore di quella finora fornita dall'Aeronautica
militare, raccomando l'istituzione di una commissione d'inchiesta
sugli UFO" (45). Ma la ragion di stato avrebbe prevalso,
negli anni '60 come pure negli anni '70 (nel '77 la CIA
riprenderà in pugno la situazione e creerà addirittura una rete
informativa mondiale). E Kissinger, ormai vecchio e slegato da
qualsiasi incarico politico, agli inizi dell''87 avrebbe
dichiarato ad un cronista del Los Angeles Times:
«...E poi c'è la questione degli UFO. Una volta o l'altra
bisognerà che il governo sia chiaro e preciso...». Quelle
parole impressionarono molte persone. Al punto che, la settimana
dopo, Kissinger fu invitato da Ronald Stamm alla popolarissima
trasmissione esoterica Twillight Zone del canale ABC.
Stamm gli domandò: «Che cosa voleva significare quella
frase?».
Kissinger rispose: «Oh, nulla di preciso. Soltanto che quel
mistero dovrà essere svelato, non le pare?».
«Cioè? In che senso?».
«Non mi faccia parlare, non posso proprio» (46).
In perfetta linea col Comitato, i pezzi grossi lasciavano
intendere di sapere ma di non volere (o non potere) parlare.
ATTENZIONE ALLA TRILATERAL!
L'appello
parte dalla Francia ed è violentissimo, al limite della querela.
A lanciarlo è un giornalista e ufologo, Jimmy Guieu, un pioniere
delle investigazioni nel mondo dell'insolito. É Guieu che, in
una serie nota come Le porte del futuro, proposta in
videocassetta, accusa la potente Trilaterale di agire
occultamente con il Majestic 12 ai danni dell'umanità. Assieme
alla Trilaterale, o Trilateral, agirebbero secondo Guieu il
Council on Foreign Relactions , del quale un majestic faceva
effettivamente parte (Berkner), ed un clan di politici ed
insegnanti universitari europei, la crema della società, soliti
riunirsi per complottare presso l'albergo olandese di Bildeberg,
a Oosterbeck e dal quale, sulla falsariga del JASONS, costoro
avrebbero preso il nome. Bildeberg, Council e Trilateral, a detta
di Guieu, non sarebbero altro che organizzazioni di facciata
utilizzate dal Majestic 12 per gli intrallazzi più sporchi. Come
il traffico della droga, che serve a finanziare illecitamente il
Majestic. Scopo finale di tutto questo - è sempre Guieu che
parla- è il raggiungimento della sinarchia, un governo mondiale
equamente spartito fra le potenze industriali d'Europa, America e
Asia (Giappone) (47).
«Una piovra malevola che prende il nome dall'hotel Bildeberg,
che ha steso la propria assemblea costitutiva nel 1954!», ha
denunciato Guieu. Attaccando, nel contempo i JASONS:«Una
società segretissima americana, composta da scienziati del
Project Manhattan [quello della bomba atomica, comprendente anche
Condon, n.d.A.], un melting pot che doveva favorire l'emergere
del Majestic 12...(48)».
Jimmy Guieu, che secondo alcuni ufologi marsigliesi in
quest'ultimo periodo sta dando segni di squilibrio, è
probabilmente una vittima inconsapevole della disinformazione che
sta arrivando dall'America, alla quale il nostro è molto legato.
«É noto che George Bush, prima di essere eletto presidente
degli Stati Uniti, è stato fondatore della Trilaterale, che
dirigeva la CIA e presiedeva la Zapata Petroleum Co.», ha urlato
il nostro.
«E David Rockefeller finanziò la campagna elettorale di Dwight
Eisenhower e, con questi, elaborò le strutture segrete del
Majestic 12...(49)». Notizie in parte vere, ma dette con una tal
foga ed una tal passione da aver generato un filone di
dietrologia-spazzatura, alla quale il francese sta facendo da
cassa di risonanza in Europa. Diventando portavoce dei deliri del
discutibilissimo William Cooper, controverso personaggio del
sottobosco folkloristico ufologico. É stato Cooper che ha
denunziato pubblicamente (50) autorevoli personaggi della
politica internazionale, da George Bush a Margareth Tatcher, di
aver gettato il mondo in una disastrosa crisi economica con
l'unico intento di stravolgere l'attuale situazione politica.
Scopo finale, arrivare, attraverso la crisi, la disoccupazione e
l'esasperazione, ad un recupero di autorità e di dominio tramite
la sinarchia. Quando i popoli sono alla fame, non possono far
altro che aggrapparsi a quel leader, spontaneo o costruito, che
promette loro di uscire dalla recessione. Come era successo nella
Germania pre-hitleriana. E c'è chi sostiene, anche se a livello
di fantasy, che la sinarchia è di origine nazista (51). In ogni
caso, essa sarebbe l'incarnazione del Grande Fratello di
orwelliana memoria.
É fuor di discussione che queste nuove paure siano frutto
dell'apertura delle frontiere e della crisi economica: i
naziskin, il trattato economico USA-Americhe, il dominio del
marco e Maastricht vengono visti da questi personaggi come punta
dell'iceberg di una cospirazione mondiale. Che si ricollega a
certi falsi storici stile Protocolli di Sion (52).
A complicare le cose, per Jimmy Guieu, ci si mettono anche gli
alieni detti grigi, per il colore della pelle. Quest'ultimo dato
è interessante perchè sottintende una forma di razzismo che
ricompare, mascherata, negli anni. Gli alieni dal lungo naso e
dalla pelle differente dalla nostra sono probabilmente figli di
quei giudei che la propaganda antisionista (nazista, comunista e
fascista) dipingeva crudelmente, alla ricerca di capri espiatori
per i mali della società. Gli E.B.E., le Entità Biologiche
Extraterrestri (gli alieni di una volta) altro non sarebbero che
gli occulti manovratori di questa politica. Il loro scopo?
Intromettersi nelle strutture politico-economiche della terra,
per sfruttarla ed impoverirla, in modo da poterla meglio invadere
e conquistare. Sembra la trama di un film di fantascienza. Ed
infatti lo è. Il regista è quel John Carpenter che, con Il
signore del male, si era scagliato contro la Chiesa
(rea di aver innalzato templi a Satana, spacciandolo per Dio),
nuovamente all'attacco, nel 1988, con la pellicola di
fantapolitica Essi vivono. In cui gli alieni sono mimetizzati fra
di noi, nei posti chiave della società, e ci stanno sfruttando
«come vacche da ingrasso», lasciando morire la Terra a poco a
poco.
Che questa pellicola abbia acceso gli animi dei più esaltati è
un dato di fatto. Volete un esempio? In una sequenza del film si
scopre che i semafori inviano subliminalmente dei messaggi di
sottomissione e di mansuetudine: «comprate», «dormite»,
«conformatevi» e «consumate». Ebbene, nell'agosto del '93 sui
semafori di alcuni trafficati incroci di Manhattan sono comparsi
dei messaggi tipo «conformati» e «consuma» al posto dei
tradizionali «avanti» e «alt» (53). Segno che qualche idiota
è rimasto molto impressionato dal film Essi vivono.
Ora, con questo non vogliamo dire che la pellicola di Carpenter
sia stata responsabile della nascita del mito americano della
sinarchia. Probabilmente queste paure erano già nell'aria e
Carpenter se ne è fatto interprete. Anche perchè il tema della
congiura segreta è sempre stata presente a livello letterario,
dal mito della Maschera di ferro (54) alla congiura di Mayerling,
dal libro Il santo Graal (55) ai Protocolli di Sion.
Fra tanta mitologia ci limitiamo a segnalare che, fra le molte
assurdità focalizzate nei video di Guieu, una ci ha colpito. Il
fatto che della Trilaterale abbia fatto parte, nell' '89, Hubert
Curien, ministro francese della ricerca scientifica. Già
sovrintendente del GEPAN e del successivo SEPRA, due commissioni
governative d'investigazione UFO bollate da molti ufologi come la
versione d'oltralpe della Commissione Condon. Anche il GEPAN ed
il SEPRA, difatti, hanno investigato per anni gli UFO, smontando
molti casi, rifiutando la collaborazione dei privati e non
arrivando ad alcunchè di conclusivo. Intenzionalmente? Per molti
ufologi francesi sì. Il cover up americano rimbalzerebbe così
direttamente in Francia. Teste diverse, stesse idee e stessi
metodi. Sempre nei documenti presentati da Guieu (56), scopriamo
che non solo Curien ha fatto parte della Trilateral nell' '89; vi
troviamo anche, nello stesso anno, il famosissimo statista
Jacques Delors e Zbigniew Brzezinski, punta di diamante del
Governo Invisibile sotto Carter. Ancora, con sorpresa sempre
crescente, scopriamo un documento in cui si riporta di un
incontro con il presidente Clinton all'hotel Bildeberg! Lo stesso
ove, per Guieu, si radunano i componenti europei e americani del
Governo Invisibile. Segno che dunque anche questo nuovo
presidente, su cui riposano le speranze di molti ufologi, si
sarebbe già conformato alla politica della CIA. E a prova di
ciò Guieu presenta anche una testimonianza indipendente, quella
di uno storico che non ha nulla a che fare con l'ufologia, il
professor Pierre De Villemarest, che conferma dati alla mano
l'esistenza di una Bildeberg Connection.
Quanto c'è di vero in queste affermazioni? E quanto è frutto
dell'animo esasperato dei dietrologi? Difficile stabilirlo.
Certamente la Trilaterale (o Trilateral Commission) è reale. É
un'organizzazione internazionale fondata nel 1973 per iniziativa
di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e
diretta fino al luglio 1976 da Zbigniew Brzezinski. Ispiratasi
probabilmente al pensiero politico di Kissinger, Trilateral si
batte per una piu' stretta collaborazione fra Paesi
industrializzati, America, Europa Occidentale, Giappone, colpiti
in varia misura dalle sfide dei Paesi socialisti e del Terzo
Mondo e dalle crisi politiche interne ed esterne. Ne fanno parte
60 leaders politici e sindacali, studiosi (60 americani, 60
giapponesi, 85 europei) ed imprenditori. Oltre a Brzezinski, in
seguito entrato nell'amministrazione Carter come consigliere per
la politica estera, hanno fatto parte della Trilateral lo stesso
Carter, W.F.Mondale, Cyrus Vance del Dipartimento di Stato
americano, W.M.Blumenthal del Tesoro, Harold Brown del Pentagono
(quest'ultimo, per inciso, ha partecipato il 5 aprile del '66 ad
un dibattito sugli UFO ad opera del Comitato dei Servizi Armati
alla Camera dei Rappresentanti, in qualità di segretario
dell'Air Force. Con lui erano Hynek e Quintanilla del Blue Book e
l'onorevole L.Mendel Rivers). Proprio l'appartenenza di alti
personaggi del governo alla Trilateral deve aver generato la
ridda di sospetti a cui fanno eco alcuni ricercatori in America e
Francia. Sospetti che francamente non ci sentiamo di appoggiare.
Sappiamo, difatti, che della Trilateral ha fatto parte una figura
stimata della politica italiana quale il senatore Gianni Agnelli,
e questo ci fa dubitare molto delle affermazioni dei vari Guieu,
Cooper e van Helsing. Personalmente, non troviamo nulla di
illegale in questa associazione, che è pubblica e che compare
persino nelle enciclopedie, tanto è trasparente. Il conflitto
che ad essa si oppone appare più ideologico, di sinistra, in una
lotta di classe fra ricchi e poveri (la stessa evidenziata nel
film di Carpenter). In questo senso rileggiamo le accuse di
alcuni politologi, che hanno accusato la Trilateral di essere un
«organismo decisionale con la pretesa di guidare il mondo
capitalistico in luogo dei legittimi governi» (57). Prerogativa
che è invece del governo invisibile.
Contro un simile sospetto la Trilateral si era già mossa con un
manifesto che ne aveva segnato l'atto di nascita, il 15 marzo
1973. In esso si diceva che «la collaborazione tra cittadini
qualunque delle tre regioni del globo non implicava
l'instaurazione di un supergoverno che reggesse il mondo
avanzato...Essa non progettava una nuova alleanza anticomunista,
tanto che più avanti gli stati comunisti potevanoo scegliere di
diventare soci» (58). Era questo il sogno di Brzezinski.
A questa organizzazione indubbiamente potente si sarebbe opposto
Clinton, appena eletto, che, nel marzo del '93 si dimenticò di
incontrarne i membri. Il giornalista Rodolfo Brancoli (59)
avrebbe commentato:«Nel '77, con una presenza massiccia
nell'amministrazione Carter, la Trilaterale sembrava aver messo
le mani sulla Casa Bianca. Reagan ne diffidava. Clinton
semplicemente l'ignora». In merito, qualcuno potrebbe vedere una
vendetta della Trilaterale nella campagna diffamatoria scatenata
prima contro Reagan (che aveva l'astrologa personale ed aveva
paura dei marziani) e contro Clinton, continuamente coinvolto in
scandali di ogni tipo. E fors'anche nell'attentato dinamitardo di
New York alle Twin Towers (e nei sei successivi attentati rivolti
espressamente contro Clinton),come precisi richiami all'ordine al
presidente, magari culminati con un ritorno a Canossa al
Bildeberg (60). Ma questa è quella fantapolitica alla quale
siamo abituati noi italiani dopo la perdita di fiducia nelle
istituzioni, dopo Tangentopoli. É comunque un dato di fatto che
George Bush, ex capo della CIA, con la Trilateral fosse pappa e
ciccia (61).
Ed è interessante scoprire che, contro la Trilaterale, l'Europa
ha creato la Pentagonale, di cui fa parte «un membro della CEE
(l'Italia), un Paese neutrale appartenente alla zona Efta
(l'Austria), due Paesi appena usciti dal dirigismo comunista
(Ungheria e Cecoslovacchia), un ultimo Paese infine con forti
spinte verso l'Europa dei Dodici, la Jugoslavia (62)».
IL CFR
L'altro
ente preso di mira di continuo dai rivelatori è il CFR. Il
rispettabilissimo Consiglio per gli Affari Esteri (Council on
Foreign Relactions) è il cervello ed il motore della politica
internazionale americana. Appartenervi, oltre ad essere segno di
grande prestigio, è sinonimo di grande potere. Non meraviglia
dunque il fatto di trovarvi, all'interno, sia un membro del
Majestic 12, Lloyd Berkner, che due membri del 54/12, Kissinger e
Brzezinsky.
Il CFR non si occupa di ufologia ma di politica, ad altissimo
livello. E questo spiega perchè, in passato, alcuni majestic le
abbian tentate tutte pur di infiltrarvisi. Il cancelliere tedesco
Schmidt così ha descritto, in Uomini al potere, il CFR:«I
membri di questo centro di formazione erano avvocati, banchieri,
alcuni industriali e docenti universitari. Il Council pubblicava,
e pubblica tuttora, l'eccellente periodico Foreign Affairs,
inizialmente sotto la direzione di Hamilton Fisch Armstrong e in
seguito con William Bundy. Questo soleva accogliere nei propri
dibattiti giovani accuratamente selezionati, preparandoli
dapprima a compiti di minore importanza; nel corso della loro
carriera essi finivano a volte per ricoprire cariche di
responsabilità AL DIPARTIMENTO DI STATO, AL PENTAGONO, ALLA CASA
BIANCA O IN ALTRI PUNTI CHIAVE DELLA POLITICA INTERNAZIONALE,
DALLA POLITICA COMMERCIALE ALLA POLITICA DEL DISARMO...Nel
dopoguerra John McCloy fu per molti anni presidente del Council.
Più tardi assunsero posizioni di rilievo al suo interno David
Rockefeller e Cyrus Vance...Ovviamente ne facevano parte alcuni
PERSONAGGI DI SPICCO DI HARVARD, DEL MIT DI CAMBRIDGE E
DELL'UNIVERSITA' DI PRINCETON. DEL PERIODO DEGLI ANNI SESSANTA
RICORDO CON PIACERE HENRY KISSINGER E ZBIGNIEW BRZEZINSKY...».
Oltre naturalmente a Nelson Rockefeller, in veste di governatore
dello Stato di New York. Più di così...
Quello stesso Consiglio che aveva allevato tanti futuri membri
della Trilaterale (Brzezinsky, Vance, David Rockefeller) sarebbe
arrivato inevitabilmente a scontrarsi con la stessa, come ammette
lo stesso Schmidt più avanti:«Mentre Carter subì l'influenza
della concezione triangolare USA-Europa-Giappone, diffusa dalla
cosiddetta Triateral Commission sotto David Rockefeller, verso la
fine degli anni '70 si crearono nuovi slogan e nuove correnti di
pensiero...». Correnti di pensiero destinate ad urtarsi con un
potere ormai troppo frazionato e che stava inevitabilmente
sfuggendo di mano al Governo Invisibile. Divisa e consumata in
decine di Enti, Consigli e Commissioni, l'immensa forza che era
stata del Governo Invisibile all'epoca della dottrina Bissell
aveva subito dei durissimi colpi grazie anche ad alcuni disastri
nello scacchiere internazionale, non ultima la sconfitta del
Vietnam, che aveva decisamente incrinato il mito
dell'invincibilità degli USA. Di fronte ad una perdita in
continua ascesa, assisteremo ai farneticanti deliri di Reagan
sulle invasioni dallo spazio, deliri in realtà ben soppesati,
con l'evidente scopo di terrorizzare la popolazione per ottenere
nuovi finanziamenti per le spese belliche e quindi il
consolidamento di un certo tipo di potere, basato sui rapporti di
forza militare. Ma anche per una malcelata, effettiva paura di un
contatto celeste, che avrebbe poturo annichilire all'istante
l'intricata tela di ragno tessuta per anni dai politici del
Majestic 12.
L'UOMO DELLA TRILATERAL
Zbigniew
Kazimierz Brzezinski (23 marzo 1928 - vivente) è un sociologo
polacco specializzato negli studi sul comunismo e sulle relazioni
con culture differenti da quella occidentale, quegli aliens e
strangers, gli stranieri (come li chiamano in America), i cui usi
e costumi sono enormememnte diversi dall' american style. Questo
ci induce a pensare che la funzione di Brzezinski all'interno del
Gruppo Speciale sia motivata dalla necessità di avere qualcuno
in grado di comunicare con un modo di pensiero differente da
quello occidentale. O magari terrestre.
Da dove arriva il nostro? Dalla solita Harvard, santuario del
Governo Invisibile. Colà questo personaggio dall'impronunciabile
nome è presente come ricercatore dal 1953 al 1960. Colà
entrerà certamente in contatto con Menzel.
Nel 1956 lavora per il Centro di ricerca russo e per il Centro
Affari Internazionali, ove opera un altro boss della politica
discreta, Henry Kissinger.
Assistente del presidente McGeorge Bundy, difese quest'ultimo a
spada tratta durante un dibattito televisivo alla CBS nel giugno
1965, dichiarandosi favorevole alla presenza americana in
Vietnam. Per questo sarà ricompensato. Diventerà consulente del
Dipartimento di Stato e della RAND Corporation. Fu forse il
nostro che diresse le ricerche RAND sugli UFO, il cui esito venne
raccolto in un rapporto intitolato significativamente UFO: che
fare, ancora classificato e «non disponibile per la
distribuzione esterna». Tra l'altro, la RAND aveva condotto, per
conto del governo, uno studio sull'abitabilità dei pianeti.
Ma torniamo al nostro (scusate se non pronunciamo quel
difficilissimo nome). Direttore della Trilaterale fino al 1976,
costui raggiunse l'apice della carriera durante l'amministrazione
Carter allorchè, pur essendo un semplice consigliere alla
sicurezza, riuscì ad entrare talmente nelle grazie da diventare
la sua ombra. Definito «onnipotente e onnipresente», il nostro
riuscì a scavalcare il rivale Cyrus Vance e a presentarsi come
il vero arbitro della politica internazionale. Al riguardo il
cancelliere tedesco Helmut Schmidt, in Uomini al potere, ha
scritto: «Nel corso del 1977 incontrai più volte sia Carter che
Vance. Col passare del tempo, l'influenza di Brzezinski sul
presidente si fece sempre più manifesta. Al consigliere di Stato
veniva concesso uno spazio crescente per le proprie operazioni di
politica estera e fu evidente,in numerose occasioni, la tendenza
degli addetti alla Casa Bianca di scavalcare Vance. Sotto
l'effetto del suo potere in continuo aumento, nel corso dell'anno
Brzezinski venne due volte a Bonn, presentandosi senza falsi
pudori come orgoglioso rappresentante di una superpotenza. É
probabile che egli si considerasse un Realpolitiker; è certo che
fu un falco in tema di politica estera nei confronti dell'URSS».
E non solo verso l'URSS. Sua fu l'idea di sostenere Rezha
Palhevi, lo scià iraniano che divenne buon amico e confidente di
Washington (anche in materia di UFO, si pensi all'avvistamento di
Teheran del 1976), sua fu la tendenza d'imporsi come arbitro fra
le Germanie separate, sua fu l'idea di punire con un embargo
l'Unione Sovietica all'indomani dell'occupazione
dell'Afghanistan, sua fu probabilmente la sospensione della
riduzione degli armamenti (progetto Salt 2), garantendo agli USA
la possibilità di difendersi da qualsiasi minaccia esterna. E
sua fu probabilmente la pressione che costrinse il presidente
Carter a non mantenere la promessa, una volta eletto, di aprire
gli archivi CIA sugli UFO.
Brzezinski fu un militarista ed un uomo tutto d'un pezzo, un
falco e non certo una colomba. Questo straordinario potere, che
arrivava persino a scavalcare il presidente, forse gli era
concesso perchè membro dell'onnipotente Council on Foreign
relations. Quello stesso ente ove, nel 1960, il sociologo Pinotti
aveva scovato come membro non residente un pezzo da 90 del
Majestic 12, Lloyd Berkner!
Infine, diamo un'ultima notizia, ma questa solo a titolo
aneddotico, come curiosità.
Il ricercatore francese Jimmy Guieu, ha rintracciato, in un
opuscolo intitolato Ceux qui tirent les fichelles de l'economie
et de la politique mondiales (Quelli che tirano i fili
dell'economia e della politica mondiale), un riferimento al
meeting di Parigi(Trialogo 41) dell' '89,al quale partecipavano
Hubert Curien (il ministro francese accusato di aver boicottato
la ricerca sugli UFO), Jacques Delors, Jacques Chirac e Zbigniew
Brzezinski. Assieme ad alcuni politici che si radunano all' Hotel
Bildeberg di Maastricht e che, secondo Guieu,
William Cooper e lo scrittore Jan van Helsing (nessuna parentela
con Dracula),avrebbero ordito una sinarchia, per governare
segretamente TUTTO il mondo.
Ma qui ci fermiamo o si rischia di
diventar matti.
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