Spero che questo diventi
un sito simpatico
dove conoscersi, fare amicizia e scambiarsi opinioni,
idee e notizie sugli argomenti che vedete.
Il
decalogo dell’Internet-dipendente
elenco dei dieci sintomi che dovrebbero contraddistinguere il perfetto Internet-dipendente:
1) Vi alzate
alle tre di notte per andare in bagno e prima di ritornare a letto vi fermate
a controllare la vostra e-mail.
2) Vi fate fare un tatuaggio con su scritto: «Questo corpo viene visualizzato
al meglio con Netscape Navigator versione 1.1 o superiore».
3) Chiamate i vostri figli Eudora, Mozilla o Dotcom.
4) Spegnete il modem e sentite quell'orribile sensazione di vuoto, come se aveste
appena troncato con una persona amata.
5) Trascorrete metà del vostro viaggio aereo con il vostro computer in
grembo e vostro figlio nel vano bagagli sopra il sedile.
6) Decidete di proseguire l'università per altri due anni, giusto per
conservare l'accesso gratuito a Internet.
7) Ridete in faccia ai tipi con dei modem da 2400 baud.
8) Avete cominciato a usare le faccine nella vostra posta cartacea.
9) L'ultima compagna o compagno che avete rimediato era un JPEG.
10) Il vostro hard disk va in crash. Sono due ore che non vi collegate. Incominciate
ad avere delle contrazioni nervose. Prendete il telefono e cominciate a digitare
manualmente il numero di accesso del vostro provider. Cercate di comunicare
sibilando con il modem e ..... CE LA FATE!!!!.
Agli amici della chat
È
diventato un appuntamento fisso per me, ormai. All'inizio sinceramente non pensavo,
non credevo. Era più di un anno che navigavo su Internet ed era la prima
volta che sentivo parlare delle chat e sinceramente, avevo delle perplessità.
I primi giorni in chat sono stati strani. Ero la', con un «nick»
e niente di particolarmente esaltante. Poi, lentamente, ho cominciato a conoscere
le persone. A ritrovarle. A ricordarmi i particolari che mi avevano raccontato
di se stesse, a riprendere discorsi lasciati in sospeso magari qualche giorno
prima... «scusa ciao devo andare è arrivato il capo in ufficio»
oppure - i più stakanovisti, e sono pochi - «finita la pausa pranzo».
Li ritrovi. Sempre. Ognuno dalla sua città, ognuno con la sua realtà,
ognuno con il suo lavoro, le sue storie, la sua umanità, le sue antipatie,
le sue simpatie. Anche se cambiano nick ...a distanza di giorni, ti dicono la
stessa cosa. Hanno lo stesso tono. Gli stessi umori, gli stessi guai. Non mentono.
Sono loro stessi, e lentamente cominci a sentire qualcosa. Affetto. O, semplicemente,
voglia di «vederli». Appena entri nella chat subito scorri l'elenco
dei nick per vedere se ci sono «i tuoi amici». Poi ne arrivano di
nuovi.
E la cosa più bella è quando non hai più bisogno di ripetere
la domanda per ricordarti con chi stai parlando, che cosa gli è successo
l'ultima volta e di cosa avete parlato. La tua mente si trasforma in un hard
disk, ogni cartellina al suo posto, ogni cluster perfettamente in sintonia con
l'emotività legata a un nick o all'altro.
Non ci si confonde più, proprio come accadrebbe con degli amici «reali»,
di quelli che incontri tutte le sere per vedere la partita o per andare insieme
a bere qualcosa.
Le loro storie personali... fin qui, forse, niente di nuovo, almeno per me.
Sono sempre stato capace di attirare le confidenze delle persone. Il fatto nuovo
è che, dopo un po', ho iniziato io a raccontare le mie faccende personali.
Vorrei continuare a chattare. Gli amici ci sono, sono pazienti anche più
degli amici reali. E il bello è che non vogliono parlare e basta. La
comunicazione su schermo tipica delle chat presuppone che tu legga attentamente
ciò che è stato detto prima per poter rispondere. Lo scambio è
reale, rapidissimo, a volte profondo, molto più profondo di quanto accade
nella vita non virtuale perché lo schermo del computer fa da... schermo.
Non c'è l'impatto fisico, l'imbarazzo dei gesti, dei movimenti magari
sgraziati, la timidezza di chi è intimamente convinto di non essere bello
o di non avere sufficiente fascino. La comunicazione si svolge a livello mentale,
ci si affascina con le parole, con il cervello, con le idee, con le opinioni.
Diciamo che per qualcuno la chat ha un po' la funzione di un'enorme banca dati
personale dove inserire il meglio di se stessi per colpire e impressionare chi
lo legge. L'eliminazione dell'impatto reale aiuta, e in moltissimi casi si sente
il bisogno di «ampliare» la comunicazione: prima magari soltanto
con la voce, al telefono. Poi, a volte ma non sempre, anche con l'incontro nella
realtà. Salvo magari scoprire più avanti che la chat ha un suo
ritmo particolare, il susseguirsi delle frasi sul monitor consente pause di
silenzio che dal vivo o al telefono andrebbero riempite. Si pensa meglio a ciò
che si sta per dire.
Si parla tanto e tanto a sproposito del virtuale, ma il senso di concretezza
e di realtà che sento dentro di me nel vedere alcuni nick nella finestrella
a destra della schermata a volte è molto più intenso di quello
che provo vedendo il viso di un conoscente nella realtà fisica.