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Cyber Moto Ritrovo delle Orobie 1a edizione.

Lovere (Bg) 18-19-20 luglio 2003

Promosso ed organizzato da Alfredmann, da un'idea di Rick-Pipino

 



 

 

Programma

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Venerdi 18 luglio pomeriggio.........

 

Venerdi 18 ore 21.....................


Sabato 19 ore 9........................
 

 

Sabato 19 ore 18 circa .............

Sabato 19 ore 21......................


Domenica 20 ore 9 ...................

 

Domenica 20 ora imprecisata

 

 

Inizio degli arrivi e sistemazione in albergo degli alloggiati.


Cena in ristorante agrituristico a mezza costa.

Partenza per il giro programmato.(percorso n° 1)
Per il pranzo massima libertà (panini, ristorante, pasto del canguro a scelta)

Rientro in albergo

Cena presso il ristorante dell'albergo.

Giro breve (percorso n° 2) con possibilità di sganciarsi in qualsiasi momento per il rientro

Saluti & baci

Sistemazione

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Si è scelto di sistemare i partecipanti in un albergo di buon livello, situato vicino al lago. Nonostante la stagione turistica i prezzi concordati non sono elevatissimi, considerato lo standard dell'Hotel (4 stelle). I prezzi per pernottamento e prima colazione, sono i seguenti:
Sistemazione in camera doppia 39 euro
Sistemazione in camera tripla 36 euro
Supplemento singola 15 euro
Posto moto in garage compreso
Supplemento cena presso il ristorante dell'albergo 20 euro

 L'albergo lo potete vedere  qui
 
http://www.corviscompany.it/homeita.html.

 

Percorsi

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Il percorso programmato per la giornata del sabato si snoda intorno al complesso montuoso delle Prealpi Orobie, tra montagne maestose e vallate verdeggianti. Prevalentemente si tratta di strade di montagna, con tratti ripidi e tortuosi alternati ad altri più guidati e rilassanti. Inevitabili alcuni noiosi trasferimenti sulle trafficate statali di fondovalle.

Si parte dalla riva del lago d'Iseo per risalire brevemente la Valle Camonica sulla SS42 fino a Cividate Camuno. Qui si abbandona la statale per imboccare la provinciale che sale verso l'altopiano di Borno. Si tratta di una strada larga e bella, con fondo perfetto, adatta a chi vuole pennellare un po' di curve veloci (il tratto è sede di una delle più note gare di velocità in salita). Sfogati gli istinti corsaioli (con la debita prudenza, ovviamente) si attraversa l'altopiano per scendere verso la valle del Dezzo. Scesi fino all'omonima località si trova immediatamente il bivio che porta al Passo della Presolana. La strada risale repentinamente, con alcuni punti molto ripidi (14%) in un vasto scenario con il massiccio montuoso sopra di sé  e la profonda vallata al di sotto.

Valicato il Presolana si scende verso Clusone su un'ampia strada di scorrimento. Oltrepassato Clusone si scende ancora brevemente (attenzione a due tornanti molto insidiosi e con fondo irregolare) fino ad incrociare la strada provinciale che scende verso Bergamo. La si percorre per un breve tratto fin oltre l'abitato di Ponte Nossa, dove si trova, sulla destra, il bivio da cui si dirama la "Valle del Riso" che sale, ampia e ricca di curve, fino al valico del Colle di Zambla. Purtroppo una buona parte del fondo stradale è stato devastato da recenti lavori di metanizzazione che hanno lasciato fastidiose ondulazioni. Valicato il colle (1257 metri) inizia una discesa altrettanto bella per la guida, durante la quelle non bisogna disdegnare di gettare un'occhiata sull'imponente vetta dell'Alpe Arera, che sovrasta la zona.

A metà circa della discesa, oltrepassato l'abitato di Valpiana, s'incontra un bivio che porta verso il paese di Dossena. Imboccandolo si continua la discesa verso la Val Brembana, su una strada poco trafficata. Si sbocca, poco a monte di San Pellegrino, sulla SS 470 della Val Brembana e la si risale fino a Lenna, dove si biforca per condurre a destra verso Foppolo, mentre il nostro percorso piega a sinistra per iniziare la risalita verso il Passo di San Marco. Dopo un tratto iniziale abbastanza rettilineo e dal fondo molto ondulato, si entra, oltrepassato Mezzoldo, in un'ampia vallata di cui risaliamo i versante di sinistra, con un repentino cambio di pendenza. Ci vogliono 12 Km di curve per arrivare ai 1992 metri del passo di Ca' San Marco, ma la vista che si gode da lassù ripaga sicuramente della fatica. Il paesaggio è quello tipico dell'alta montagna, privo di vegetazione, aspro e selvaggio. La successiva discesa verso Morbegno è un po' più dolce e distesa, ma occorre fare attenzione alla ristrettezza della carreggiata in alcuni punti.

Raggiunta Morbegno siamo all'imbocco sud della Valtellina e qui inizia la parte meno interessante di tutto il viaggio. Risalire la SS 38, in mezzo al traffico intenso, su una strada pressoché rettilinea non è certo il massimo, specie d'estate, ma è purtroppo un male necessario per raggiungere la parte finale del percorso. Si oltrepassa Sondrio mediante una scorrevole variante e si continua a risalire fino a Tirano. Si oltrepassa il grosso centro e si prosegue ancora per qualche Km, fino a Mazzo di Valtellina. Qui siamo al cospetto di una delle strade più amate e temute dai ciclisti di tutto il mondo. Strada quasi dimenticata che è divenuta famosa dopo che è stata scoperta dal Giro d'Italia ciclistico. E' una salita lunga, ripida e tortuosa che  in moto si percorre  comunque abbastanza agevolmente, nonostante i numerosi tornanti e le notevoli pendenze. Il fatto impressionante, nel percorrere questa strada, è immaginare quegli atleti che la salgono con la sola forza dei loro muscoli. Anche se tra ciclisti e motociclisti spesso non corre buon sangue, non possiamo negare loro la nostra ammirazione. Giunti in vetta (1852 m) inizia una discesa decisamente più rilassante, almeno superata la breve sequenza di tornanti molto stretti che troviamo poco sotto il valico.

Terminata la discesa ci troviamo sul fondo della Valle Camonica, dove si imbocca la SS42 verso destra. Percorsi alcuni Km (12) troviamo il piccolo centro di Forno Allione, dove ci attende l'ultima impresa di questo percorso: la salita al passo Vivione. E' un valico forse poco noto, ma che ha una sua grande suggestione. Prima si sale abbastanza dolcemente, costeggiando la valle tra folte abetaie. Poi la strada s'impenna di colpo per inerpicarsi ripida fino al passo. Qui, in una conca verdissima, sovrastata da montagne imponenti, si può gustare il piacere di respirare un'aria sottile e profumata e di godere di un mondo ancora quasi incontaminato. La successiva discesa è da percorrere con estrema prudenza, soprattutto il primo tratto in cui la carreggiata è molto stretta e lo strapiombo ai nostri piedi non ha certo un'aria rassicurante. Non è però possibile evitare di ammirare le frastagliate cime che sovrastano la vallata. Poi la strada si fa meno ripida e si giunge infine a Schilpario, piacevole centro turistico che conserva antiche tradizioni. Ormai siamo giunti quasi al termine. Si ripassa dal Dezzo (dove eravamo transitati all'inizio). Rimane solo da discendere una suggestiva strada incassata nella stretta valle, strada che a suo tempo s'è guadagnata la denominazione di "Via Mala". Oggi i punti più pericolosi (ma anche più suggestivi) sono stati scavalcati con lunghe gallerie. Bisogna fare molta attenzione all'ultima di queste, perché è lunghissima, non è illuminata ed è pure in curva.

Si arriva così all'abitato di Angolo Terme e di seguito a Boario Terme. Qui ormai non rimane che percorrere pochi Km nel traffico per ritrovarsi al punto di partenza.

In caso di tempo inclemente o di esigenze di vario genere è possibile accorciare di molto il percorso (se non altro in termini di tempo) in due occasioni. La prima in Valtellina dove, a Tresenda si può abbandonare l'idea del Mortirolo e percorrere la più breve e comoda statale del Passo Aprica. Se fosse necessario un ulteriore taglio, basta, giunti a Forno Allione, proseguire dritti invece di attaccare la salita del Vivione, arrivando così alla base in una mezz'ora.

 

Il percorso programmato per la giornata di domenica è decisamente più breve, anche per dare la possibilità a chi volesse rientrare presto di stringere i tempi.

Si parte percorrendo sempre la SS42 verso Edolo, uscendo stavolta allo svincolo di Esine. Attraversati Berzo Inferiore e Bienno, inizia l'ascesa verso il passo Crocedomini. La strada, un tempo molto stretta, è stata ampiamente rimaneggiata negli ultimi anni ed ora si presenta abbastanza comoda e sicura, tranne alcuni punti rimasti inspiegabilmente intatti. Si sale fino ai 1892 metri del passo, anch'esso divenuto famoso per merito del ciclismo.

Qui è necessario operare una scelta. Chi non si vuole affaticare troppo o semplicemente non ha il mezzo adatto imboccherà la discesa che, lungo un percorso suggestivo tra boschi di conifere, lo porterà prima  a Bagolino e poi ad imboccare la statale del Caffaro per arrivare, dopo aver percorso la sponda destra del lago D'Idro, all'omonima località, dove avverrà il ricongiungimento con coloro che hanno lasciato sul Crocedomini, alle prese con una scelta avventurosa (si fa per dire).

Infatti chi vorrà (e potrà) avrà l'orgoglio di annoverare tra le proprie imprese motociclistiche la traversata del Maniva. Si tratta di 9 Km di strada sterrata. Ampia, dal fondo ottimo, senza eccessive pendenza, ma pur sempre uno sterrato d'alta montagna. L'apprensione sarà ripagata da un panorama da lasciarci il cuore, un ambiente selvaggio e incontaminato. Ritrovato l'asfalto si scende leggermente di quota per arrivare al vero e proprio Passo Maniva. Sarebbe troppo facile ora imboccare la strada asfaltata che ci porterebbe a Bagolino: l'avventura, una volta iniziata, reclama il suo tributo. Ed il richiamo ancestrale si chiama Passo Baremone. Fino a non molto tempo fa anche questa strada era completamente sterrata; poi le esigenze del turismo di massa hanno portato anche qui l'asfalto. L'ultimo di questi misfatti è stato commesso proprio quest'anno. Rimane ancora un breve tratto, ma di una suggestione unica, che ripaga in parte la perdita. Ad un certo punto la strada si infila tra alcune roccette, si snoda nella viva roccia fino a sbucare poi su pascoli verdeggianti. Segue un tratto in falsopiano (delitto asfaltico-bituminoso dell'anno passato) e poi, oltrepassato il passo Baremone propriamente detto, ci si getta in un impressionante toboga che, tornante dopo tornante, porta sulle sponde del lago d'Idro, a ricongiungerci con il resto dei partecipanti.

Idro è un punto strategico: chi vuole può raggiungere in breve tempo le autostrade o il Garda per un eventuale rientro. Chi deve andare verso ovest o deve ripassare dall'albergo può proseguire sul percorso che segue.

Lasciato alle spalle il lago, si oltrepassa il centro di Vestone e si raggiunge la sua frazione Nozza. Qui sulla destra troviamo un bivio che ci porta verso Casto e Lodrino e quindi in Val Trompia. Questo è un percorso piuttosto veloce, con strada a tratti molto ampia e curvoni veloci e, soprattutto, poco trafico. Arrivati al termine incrociamo la statale della Valtrompia che si risale per qualche Km fino all'abitato di Lavone. Qui si trova il bivio per Pezzaze, che imbocchiamo per affrontare l'ultima fatica: la salita del Colle di San Zeno. Si sale per una strada tortuosa per alcuni km tra boschi di latifoglie fino a giungere al passo ed all'annesso rifugio. Qui inizia una discesa, prima con carreggiata stretta fino alla zona denominata "Palot". Da qui in poi la strada si fa più ampia ed agevole e consente una suggestiva vista sull'alto lago d'Iseo. Si scende fino a Pisogne e da qui si prosegue verso Lovere e verso la fine della lunga cavalcata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Requisiti per la partecipazione

 

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Postare su IHM (o lurkare, ma non è indispensabile);

Avere la moto (ma non è indispensabile);

Avere la passione per la moto (beh, questo sì);

Aver voglia di fare nuove amicizie;

Aver voglia di rivedere vecchi amici;

Aver voglia di fare tanti ilometri in compagnia;

Saper apprezzare i piaceri della tavola (non è indispensabile, però è gradito);

Insomma, soltanto se vi attira l'idea di venirci, ebbene veniteci! Sicuramente ci divertiremo. Sicuramente avremo qualche indolenzimento in più, ma anche un'esperienza in più da raccontare.

Il motto è sempre lo stesso: Chi viene si diverte, gli altri a casa a rodere!

 

Cartina itinerario di sabato 19

 

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Legenda: p/a base logistica, località di partenza e di arrivo
             V1 variante passo Aprica per evitare il Mortirolo.
             V2 variante di fondovalle per evitare il passo del Vivione

   
 

Cartina itinerario di domenica 20

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Legenda: p/a base logistica, località di partenza e di arrivo
             Vs variante Maniva-Baremone parzialmente sterrata

Contattatemi

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Se quanto avete letto fin qui vi ha interessato e vi è venuta voglia di partecipare scrivetemi una mail all'indirizzo alfredmann@libero.it anche per avere informazioni e chiarimenti.

Oppure fate un post su it.hobby.motociclismo. Salvo particolari problemi lo leggo quotidanamente.

L'unico vincolo è quello di dare una risposta per l'albergo entro la fine del mese di giugno. Eventuali richieste di sistemazione pervenute in seguito potrebbero venir comunque esaudite, ma è possibile che non lo siano. Regolatevi.

Ciascuno è comunque libero di avvalersi di altre strutture o di fare da sé, secondo il proprio gusto personale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disclaimer

 

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Questo avvenimento non è un motoraduno, non essendo organizzato da alcuna istituzione. E' un ritrovo spontaneo di singoli che si riuniscono col solo scopo di fare un tratto di strada insieme. Non è una competizione, non c'è nessun premio in palio ed i partecipanti si attengono alle regole della circolazione stradale.

 L'autore di queste pagine si è solamente fatto carico di coordinare l'iniziativa facendo semplicemente da tramite tra i partecipanti e gli esercenti.

L'autore di queste pagine non ricava alcun utile personale dalla presente iniziativa

L'autore di queste pagine non è un giornalista e le stesse non sono da ritenersi pubblicazione periodica, ma semplici informazioni personali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aknowledgements

 

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Un sentito grazie a chi ha avuto l'idea e mi ha spinto a realizzarla, a tutti quelli che si sono da subito resi disponibili a dare una mano, a quelli che hanno dato da subito la loro adesione e, naturalmente, a tutti quelli  che ci saranno.

Un particolare ringraziamento alla mia signora ed ai miei bimbi, che sopportano tutto questo in nome di una passione che non capiscono e non condividono, ma che sanno mi regala tanta felicità.