| La Sila |
|
(Clicca per ingrandire)
La
MAGNA GRAECIA
(letteralmente Grande Grecia, in greco Megále Hellás), espressione con cui
i Greci designavano il complesso delle colonie da loro fondate nell'Italia
meridionale,in particolare quelle del golfo di Taranto, della
CALABRIA,
della Lucania. L'esigenza di procurare nuovi mercati e di cercare nuove
terre per soddisfare i bisogni alimentari della popolazione spinse i
Greci, intorno all'VIII secolo A.C., a fondare colonie nel Mediterraneo
centrale. Dopo aver raggiunto la Silicia, dove sorsero importanti colonie
quali Messina, Nasso,Leontiti, Siracura, i Greci si spinsero nel
continente fondando Reggio sullo stretto, Taranto sul golfo, poi sulle
coste della Lucania Metaponto e Siri, su quelle della
CALABRIA,
SIBARI,
CROTONE,SCHILLEZIO
(odierna
SQUILLACE).
Gli abitanti di queste colonie, chiamati dagli scrittori antichi
ITALIOTI,
per distinguerli dagl'indigeni
ITALI,
fondarono a loro volta altre colonie, tra cui ricordiamo
PAESTUM,
dovuta all'espansione dei
SIBARITI.
Quelle dei
CALCIDESI
che, muovendo dall'EUBEA, occuparono
PITECUSA
(ISCHIA),
spingendosi poi da lì a fondare CUMA e da Cuma, NAPOLI, sarebbero, secondo
la tradizione, le colonie più antiche della
MAGNA
GRAECIA
e di tutto l'occidente mediterraneo. Le colonie Italiote, rette per lo più
da governi oligarchici, a differenza di quelle sicule dove trionfavano le
tirannidi, raggiunsero nel VI secolo A.C. il loro apogeo politico,
economico e culturale, divenendo centri di richiamo per filosofi come
SENOFANE
e
PITAGORA
e dedicandosi a floridi commerci. La ricerca di sempre maggiori ricchezze
e potenza portò a numerosi conflitti tra le città Italiote;
SIBARI
e
METAPONTO
abbatterono
SIRI
(530 A.C.) ma
SIBARI
fu a sua volta vinta da
CROTONE
(510 A.C.) che impose per alcuni decenni la propria egemonia. I dissidi
interni resero le colonie GRECHE sempre più deboli e facilmente
attaccabili sia dagli
ETRUSCHI
sia dalle tribù
ITALICHE,
nei cui territori si erano insediate; minacciate dagli indigeni,
sopratutto
LUCANI
e
BRUZI,
le città Italiote furono più volte sconfitte. Dalla fine del IV secolo
A.C. la presenza di
ROMA
sulla scena politica rese ancora più critica la situazione.
TARANTO,senza
risultati efficaci, chiese aiuti ora a SPARTA, ora a
SIRACUSA,
finché, scomparsi i ROMANI nel golfo, si rivolse a Pirro re dell'Epiro, il
quale non riuscì a impedire la conquista romana della città (262 A.C.).
Dopo la seconda guerra punica, con il predominio romano in Italia, le
città della
MAGNA
GRAECIA
finirono di avere una storia autonoma. |