Anno 1 Numero 14 Mercoledì 10.07.02 ore 00.05 

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Direttore Responsabile Guido Donati

   

AIDS: nuovo allarme dal XIV International Conference on AIDS Barcelona, 7-12 July 2002

 

 

di Guido Donati e Paola Franz

Da quando nel 1981 furono segnalati i primi casi di AIDS e fu prospettata una visione apocalittica delle conseguenze di questa pandemia le cose sono molto cambiate. Grazie alla prevenzione che è stata esercitata all'inizio, soprattutto tra la comunità omosessuale e nei riguardi dei tossicodipendenti, nei paesi industrializzati la progressione della malattia è stata inferiore alle previsioni; ma questi dati non ci debbono tranquillizzare in quanto da alcuni anni vi è una scarsa attenzione da parte degli eterosessuali con un conseguente aumento impressionante della malattia. Nei paesi poveri vi è stata pochissima prevenzione, ritenendola un inutile sperpero di denaro.... come al solito! Naturalmente, oltre alle spaventose dimensioni che questa malattia ha raggiunto in posti come l'Africa dove i malati di AIDS arrivano oggi a 29.000.000, non si è tenuto conto che le malattie non hanno confini. Purtroppo le ultime notizie provenienti dalla Conferenza Mondiale, che si sta svolgendo a Barcellona, non sono tranquillizzanti. Secondo il rapporto dell'UNAIDS l'epidemia è solo all'inizio. Si calcola che tra il 2000 e il 2020, nei 45 Paesi maggiormente colpiti, probabilmente moriranno 68 milioni di persone, 55 milioni solo in Africa, contro i 13 milioni degli ultimi 20 anni. Solo 730.000 persone nel mondo, meno del 2%, ricevono le terapie. Nell'Africa subsahariana la speranza di vita media si è spostata da 62 anni di età a 47; in Botswana, vi è il più alto indice al mondo di sieropositivi, il 39% degli adulti, ciò si traduce in una enorme diminuzione della forza lavoro; tutti i comparti vengono colpiti, compreso quello dell'istruzione. La popolazione diviene sempre più povera e aumentano i flussi migratori verso l'Occidente che già ne aveva minato l'economia, automaticamente la malattia si sparge a macchia d'olio dai Paesi poveri a quelli ricchi. In Asia nel 2001 sono state infettate un milione di persone, cioè 3000 al giorno, 125 l'ora, il rapporto dell'UNAIDS prevede un'espansione della malattia simile a quella dell'Africa. In Cina c'è stato un aumento del 70% solo nella prima metà del 2001. Anche nella ex Unione Sovietica i dati sono allarmanti si valuta che nei prossimi 5 anni una persona su 20 si infetterà con il virus. L'Ukraina è il paese più colpito d'Europa. La speculazione occidentale della prostituzione a basso costo si traduce in malattia. 
In Italia ogni giorno si infettano 10-15 persone, 4.500 l'anno. Nel 1987 il Ministero della Sanità indicava come percentuali di sieropositivi, tra le categorie più colpite, il 56,4% fra i tossicodipendenti, il 24,9% per gli omosessuali e il 1,6% tra gli eterosessuali con contatti a rischio. Attualmente i più colpiti sono gli eterosessuali 34,3%, quindi i tossicodipendenti 32,5% e gli omosessuali 17,8%. La metà dei 110.000 sieropositivi italiani non sa di essere stata contagiata; il 62% delle persone arriva negli ospedali, con i sintomi della malattia, ignorando di esserne affetta. Negli ultimi anni vi è stato un costante calo dell'attenzione, soprattutto perché l'informazione si è ridotta notevolmente, ciò ha causato ignoranza sull'argomento particolarmente tra i più giovani. Questo coincide con la situazione mondiale dove la maggior parte dei giovani non sa come si trasmette ne come si previene l'AIDS. Inoltre vi è l'illusione di essere immuni ("non è una cosa che mi riguarda") e che comunque esistono le cure. L' 80% dei contagi avviene per via sessuale, in particolare i più colpiti sono i maschi fra i 40 e i 60 anni che hanno rapporti con prostitute o occasionali e le donne che sono contagiate dal partner fisso (39,3%). L'unica arma di difesa è il profilattico che purtroppo ha un alto costo per i giovani e molti uomini che vanno con la prostitute non vuole utilizzarlo. Inoltre circa il 50% dei transessuali è sieropositivo.
Il virus dell'AIDS ha sviluppato nei vari Paesi ben 25 mutazioni genetiche (11 sottotipi e 14 forme ricombinanti) con caratteristiche nuove e resistenze ai farmaci. In Europa occidentale e negli Stati Uniti predomina il sottotipo HIV-B, in Africa soprattutto HIV-A e HIV-C. Gli studi sui farmaci sono stati effettuati sull'HIV-B, in Africa il virus è resistente ai nostri farmaci, sarà necessario studiare nuove terapie.
La prevenzione deve essere globale. Aristotele scriveva: "vedrà meglio le cose colui che ne seguirà lo sviluppo fin dalle origini". Le malattie a trasmissione sessuale hanno delle caratteristiche di propagazione particolari, seguono i costumi sessuali dei popoli. La sifilide iniziò a propagarsi nel 1495 e fino al 1945 seminò il terrore in tutto il mondo.



Epidemia HIV/Aids alla fine del 2001

Persone che hanno l'HIV/Aids 40.000.000

Nuove infezioni HIV/Aids 5.000.000

Morti per Aids 3.000.000

Bambini orfani per l'Aids 14.000.000

Nord America 950.000

Caraibi 420.000

America Latina 1.500.000

Europa occidentale 550.000

Europa Orientale e Asia centrale 1.000.000

Asia orientale e Pacifico 1.000.000

Asia del sud e sudorientale 5.600.000

Africa del Nord e Medio Oriente 500.000

Africa subsahariana 28.500.000

Australia e Nuova Zelanda 15.000
 

 

 

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