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Anno 2 Numero 56 Mercoledì 30.04.03 ore 23.45

 

Direttore Responsabile Guido Donati

 

anti matter spectrometer: la scienza italiana alla ricerca dell'antimateria e delle origini dell'universo

 

di Guido Donati

Fin dagli albori dell'umanità l'uomo si è posto una serie di domande sulle proprie origini e sull'Universo che lo circonda. È riuscito a darsi alcune risposte, ma altre rimangono insolute. Come si è formato l'Universo? Come è avvenuto il Big Bang? Di cosa è composta la cosiddetta "materia oscura" che compone un quarto della massa dell'Universo? Di cosa sono composti i raggi cosmici? Esiste l'antimateria? Perchè l'Universo è fatto di materia e non di antimateria?

Se si riuscisse a trovare un solo atomo di antielio si rivoluzionerebbero le nostre conoscenze e si potrebbero immaginare interi sistemi organizzati in modo completamente opposto al nostro. In tutte le ricerche finora effettuate non è mai stata trovata antimateria. La teoria del Big Bang vede l'Universo, prima di questo evento, composto in parti eguali di materia e antimateria. Con il Big Bang la materia si sarebbe separata dall'antimateria a formare le galassie che conosciamo, mentre l'antimateria si sarebbe distrutta o sarebbe andata a formare antigalassie in modo del tutto simmetrico alla materia. Le particelle e le antiparticelle non possono coesistere fra loro avendo la tendenza a distruggersi vicendevolmente. 

Per dare risposta a queste e ad altre domande fondamentali di astrofisica e cosmologia è nato l'esperimento AMS (Anti Matter Spectrometer), che prende il nome dagli strumenti inviati nello spazio per la ricerca dell'antimateria Spettrometri Magnetici Alpha. Gli AMS istallati a bordo di una stazione Spaziale Internazionale Alfa (ISSA) saranno in grado di rivelare l'antimateria presente nei raggi cosmici che giungono nel nostro sistema solare da galassie ancora sconosciute. Gli AMS riescono a rintracciare una particella di antimateria in dieci miliardi di particelle di materia.

L'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), gruppi di ricercatori dell'Università di Bologna e Perugia in collaborazione con l'ASI e le principali industrie aerospaziali italiane, ha creato i rilevatori di particelle più grandi mai realizzati per un esperimento nello spazio utilizzando la tecnologia che l'INFN ha sviluppato negli ultimi dieci anni per gli acceleratori di particelle. L'Agenzia Spaziale Italiana è la responsabile della realizzazione di ACOP, il computer di bordo che gestirà i dati di AMS.

L'esperimento AMS è potuto essere realizzato grazie alla collaborazione internazionale comprendente scienziati Europei, Cinesi, Americani e Russi. La Cina ha fornito un magnete permanente di 3 m per lato, cioè di ben 3 metri cubi, del peso di 1,8 tonnellate circondato da 3 metri cubi di elio che verrà mantenuta a meno 272 °C.

Il 28 di questo mese è stato firmato dal premio nobel per la fisica Samuel C.C. Ting del MIT/CERN e il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Sergio Vetrella l'accordo di collaborazione per l'esperimento AMS. 

Il primo esperimento AMS è stato effettuato dal 2 al 12 giugno 1998 durante il volo STS-91 dello Space Shuttle Discovery, con la collaborazione della NASA, dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)  ed è stato utilizzando lo spettrometro AMS-01; il nuovo Anti Matter Spectrometer si chiama AMS-02.

 

 

 


 

 

 

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