Anno 2 Numero 50 Mercoledì 19.03.03 ore 23.45

 

Direttore Responsabile Guido Donati

 

 

 

L'Alto Commissario Lubbers esorta i paesi confinanti con l'Iraq a tenere aperte le frontiere

www.unhcr.it

20 marzo 2003 - L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Ruud Lubbers, ha oggi rivolto un urgente appello ai governi dei paesi confinanti con l'Iraq a tenere le proprie frontiere aperte a coloro che avranno bisogno di protezione temporanea e assistenza.
Lubbers ha inoltre richiesto che lo staff di emergenza dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) possa avere accesso incondizionato a tutte le aree di frontiera, in modo da poter monitorare gli arrivi provenienti dall'Iraq e assicurare il rispetto dei diritti dei rifugiati. Tale accesso permetterà allo staff dell'UNHCR di assistere i paesi d'asilo a fronteggiare la crisi.
"Nonostante gli sforzi delle Nazioni Unite per una soluzione pacifica, oggi dobbiamo affrontare la triste realtà di una guerra in Iraq e di ulteriori sofferenze per il popolo iracheno", ha affermato Lubbers. "Dobbiamo fare quanto possibile per alleviare queste sofferenze e mantenere le frontiere aperte per dare la possibilità a tutti coloro che temono per propria vita di mettersi in salvo nei paesi limitrofi" ha aggiunto.
"L'UNHCR è impegnato ad assistere i governi dei paesi confinanti affinché questi siano in grado di fornire protezione temporanea e assistenza materiale ai rifugiati. Abbiamo personale e risorse nella regione ed ogni giorno aumentano. Tuttavia, per salvare vite umane, è assolutamente necessario lasciare le frontiere aperte e permettere l'accesso a tutti coloro che richiedono protezione temporanea".
Da mesi l'UNHCR si sta preparando all'eventualità di un conflitto, in collaborazione con partner internazionali sia all'interno che fuori del sistema delle Nazioni Unite.
Attualmente l'UNHCR dispone nella regione di uno staff di 200 persone e ha pre-posizionato beni di emergenza nei depositi di Iskenderun in Turchia, Kermanshah in Iran e Aqaba in Giordania per assistere 300mila persone. L'UNHCR dispone anche di 7 squadre specializzate in emergenze, composte da 15/20 membri ciascuna, che possono attivarsi in 72 ore. Questi team si compongono di esperti in emergenze e rispondono ad esigenze tecniche, di protezione e di assistenza.
Il piano d'emergenza dell'UNHCR si basa su una cifra ipotizzata di 600mila rifugiati in caso di conflitto. Questo piano iniziale richiede 60 milioni dollari. Finora sono stati donati 21 milioni di dollari, ma ne sono stati spesi 28, compresi i fondi presi in prestito dal fondo di riserva.
"Auspichiamo che i paesi limitrofi si assumano la responsabilità di proteggere i rifugiati", sostiene Lubbers "e ci aspettiamo che l'intera comunità internazionale faccia la sua parte nel sostenere le operazioni umanitarie in tutta la regione". 

 

Inizio pagina | Home | Archivio  Motori di Ricerca Links  mail

Autorizzazione del Tribunale di Roma n 524/2001 del 4/12/2001 Agenzia di Stampa a periodicità Settimanale