Anno 2 Numero 54 Mercoledì 16.04.03 ore 23.45

 

Direttore Responsabile Guido Donati
 

AMNESTY INTERNATIONAL PRESENTA I DATI SULLA PENA DI MORTE
NEL 2002: PIÙ DI 1526 ESECUZIONI

www.amesty.it 

Amnesty International ha presentato oggi a Ginevra i dati relativi all’applicazione della pena di morte durante il 2002: secondo l’organizzazione per i diritti umani, sono state messe a morte più di 1526 persone in 31 paesi.
Amnesty International ha chiesto alla Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani di intraprendere, nella sua sessione annuale attualmente in corso a Ginevra, una incisiva azione contro la pena di morte e di stabilire una moratoria universale sulle esecuzioni. 
“La Commissione sui diritti umani, auspicabilmente, adotterà un’altra forte risoluzione in cui verrà rinnovata la richiesta di un’immediata moratoria sulle esecuzioni in tutto il mondo e verrà chiesto agli Stati di rispettare le disposizioni del diritto internazionale, compreso il divieto di mandare a morte minorenni al momento del reato” – ha dichiarato l’organizzazione per i diritti umani. “Le Nazioni Unite devono assumere l’iniziativa e prendere misure concrete e positive per proteggere coloro che rischiano la pena di morte”.
Amnesty International ha sottolineato che i dati resi noti oggi sono relativi ai soli casi conosciuti dall’organizzazione. “E’ impossibile fornire il totale completo, poiché molti paesi mantengono volutamente il segreto sul numero effettivo delle esecuzioni, smentendo in questo modo il presunto effetto deterrente della pena di morte”.
Sempre nel 2002, Amnesty International ha registrato oltre 3248 condanne a morte in 67 paesi.
“In molti casi la pena di morte è stata applicata in palese violazione delle disposizioni del diritto internazionale” - ha precisato l’organizzazione. “Vi sono state condanne a morte inflitte a seguito di processi irregolari e tre esecuzioni, tutte negli Stati Uniti, di persone che avevano commesso il reato quando avevano meno di 18 anni”.
Amnesty International ha ottenuto informazioni su 1060 esecuzioni in Cina e 113 esecuzioni in Iran, ma ritiene che in entrambi i casi il dato effettivo sia molto più elevato. Negli Stati Uniti sono state eseguite 71 condanne a morte, cinque in più rispetto al 2001. 
“Le cifre relative a Cina, Iran e Stati Uniti costituiscono l’81% di tutte le esecuzioni registrate nel 2002,” ha affermato Amnesty International.
Amnesty International evidenzia che anche nel corso del 2002 vi sono stati progressi verso l’abolizione della pena di morte. Alla fine dell’anno, 111 paesi avevano rinunciato alla pena di morte per legge o di fatto.
Durante l’anno, Cipro e la Repubblica Federale di Jugoslavia (ora Serbia-Montenegro) hanno abolito la pena di morte per tutti i reati. La Turchia l'ha abolita di fatto.
Amnesty International ha inoltre accolto favorevolmente la decisione del presidente della Tanzania di commutare le condanne a morte di 100 persone accusate di omicidio e la commutazione di 17 condanne in Arabia Saudita.
Più recentemente, il governatore dell’Illinois (USA), George Ryan, ha concluso il proprio mandato commutando le sentenze di tutti i 167 prigionieri nel braccio della morte dello Stato. Una sospensione delle esecuzioni e’ stata annunciata in Guatemala, nelle Filippine e nel Maryland (USA). Nel Kirghizistan, nel gennaio 2003, il presidente ha annunciato la proroga di un altro anno della moratoria sulle esecuzioni.
Inoltre, nel 2002 Gibuti, Lituania e Sudafrica hanno ratificato il II Protocollo Opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici. Il Protocollo stabilisce l’abolizione totale della pena di morte ed attualmente risulta ratificato da 49 paesi.
In Europa, il XIII Protocollo alla Convenzione europea sui diritti umani, un nuovo trattato che prevede l’abolizione totale della pena di morte senza alcuna eccezione, e’ stato adottato e aperto alla firma degli Stati. Alla fine dell’anno era stato ratificato da 5 paesi e firmato da altri 34. 
Un’altra positiva novità del 2002 è stata rappresentata dalla nascita di una Coalizione mondiale contro la pena di morte, comprendente sindacati, associazioni legali, governi locali e regionali e organizzazioni dei diritti umani. La Coalizione si sta battendo per l’abolizione universale della pena capitale. Amnesty International ha ricevuto l’appoggio degli altri membri della Coalizione nelle sue richieste alla Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani.
“La pena di morte è l’estrema punizione crudele, inumana e degradante e costituisce una violazione del diritto alla vita”, ha affermato Amnesty International. “E’ giunto il momento di liberarsi di questa barbara pena per sempre”. 

 

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