Anno 1 Numero 3 Mercoledì 24.04.02 ore 00.01  

 

Direttore Responsabile Guido Donati

 

 

 

Roma tra le due guerre nelle fotografie dell'Istituto Luce   

Roma 6 marzo-5 maggio

 

di  Paola Franz

 

Sta terminando la splendida mostra fotografica, curata egregiamente da Italo Insolero, autore di numerosi studi e libri su Roma. La raccolta di foto, effettuate fra gli anni '20 e la seconda guerra mondiale, dai fotografi dell'Istituto Luce testimonia i terribili scempi cui è andata incontro Roma. Vi sono inoltre foto provenienti dal Gabinetto Fotografico del Comune di Roma, dipinti della Galleria Comunale d'arte Moderna e Contemporanea e di collezioni private. Fuori mostra e presenti nel museo di Roma, fanno da cornice e la completano i sempre splendidi dipinti del Franz, che ci fanno rivivere quelle bellezze e quelle atmosfere della città che sono ormai una reminiscenza. Ricordiamo le distruzioni fra la fine dell'800 e gli inizi del '900 alle pendici nord del Campidoglio per la costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II e la demolizione delle costruzioni che si affacciavano sul Tevere per operare  la creazione degli argini; scomparve così il porto di Ripetta.

Roma tra le due guerre nelle fotografie dell'Istituto Luce 

Tra il '26 e il '43 il "raschiamento del Campidoglio" con la distruzione di chiese, torri, palazzi e l'intero quartiere posizionato verso il Foro di Cesare. Tra il '24 e il '26 la distruzione della zona medioevale per effettuare gli scavi ai Fori di Traiano, Augusto e Cesare. Tra il '27 e il '33 la demolizione del quartiere del '600 composto da 5000 vani abitativi posto fra piazza Venezia e via Cavour; vengono demolite la chiesa ed il convento di S. Urbano, la collina Velia fino a 40-60 metri di profondità e 300.000 metri cubi di roccia e ruderi; ci vorranno 30 anni perché il palazzo di Pirro Ligorio venga rimontato a piazza Campitelli.  Dal 22 ottobre del '34  al '38 si riesce a far scomparire l'intero quartiere che Sisto V aveva fatto costruire nel '500 per i profughi dei balcani e gli immigrati dalla zona lombarda intorno al mausoleo di Augusto, nonché l'Auditorio di Roma.

Nel 1907 la lungimiranza del Ribacchi aveva fatto trasformare l'Augusteo, grazie alla sua acustica, da arena per circhi in attrazione  internazionale della musica. L'Ara Pacis viene sistemata dove è attualmente invece che su via del Corso. Fra il '36 e il '37 viene demolita totalmente la "spina" fra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo per costruire via della Conciliazione. Vengono smantellate chiese, conventi, ospedali, palazzi e rimossi 550.000 metri cubi di fabbricati, 4.992 persone vengono trasferite in quartieracci periferici. Il palazzo del Governatore di Borgo venne spostato.  Nel '40 la Chiesa di Santa Rita di Carlo Fontana venne rimossa dai piedi della scalinata dell'Ara coeli e rimontata a piazza Campitelli.

 

 

 

 

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