Anno 2 Numero 69 Mercoledì 30.07.03 ore 23.45

 

Direttore Responsabile Guido Donati

 

POLLI THAILANDESI SICURI? PIU' DI UN LEGITTIMO DUBBIO CI INDUCE A SCONSIGLIARNE IL CONSUMO

www.aduc.it 

La Commissione Europea ha deciso di ridurre i
controlli sui polli che arrivano dalla Thailandia. Obbligatori da marzo del
2002, dopo la scoperta di pollame con residui di nitrofuran (antibiotico
proibito nell'Ue), i controlli saranno ora applicati solo al 20% della merce
importata e gia' certificata come sana dalle autorita' sanitarie
thailandesi. Secondo la Commissione il piano d'azione intrapreso dalle
autorita' thailandesi e i risultati dei controlli effettuati dagli Stati
membri hanno dimostrato un "netto miglioramento della situazione", anche
perche' la Thailandia ha garantito che tutte le esportazioni, da settembre
2002, sono state sottoposte a test sistematici.

La situazione, a nostro avviso, e' tutt'altro che rassicurante. Per due
motivi:
- Il "netto miglioramento della situazione", cosa vuol dire? Che prima, per
esempio, venivano individuati dieci polli su 100 con tracce di nitrofuran ed
ora sono solo due? E quand'anche fosse cosi', perche' per la nostra
sicurezza alimentare ci dovremmo accontentare di un "netto miglioramento" e
non di un'assenza di pericolo?
- le garanzie della Thailandia sui test sistematici, cosa vogliono dire? Che
le autorita' sanitarie della Ue ne hanno fatto verifiche cartacee o
controlli paralleli autonomi?

Due motivi per cui abbiamo piu' che un legittimo dubbio che ci induce a
sconsigliare il consumo di questi polli, ricordando che le etichette della
carne devono contenere obbligatoriamente l'indicazione del Paese d'origine
dell'animale.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc


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