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Associazione Sostegno Attività Handicap

Sede di San Giovanni Bianco

19 Luglio 2003
Disabili, 15,5 milioni per l'inserimento lavorativo
I fondi alle Province per favorire l'ingresso nel mondo produttivo

Lombardia Notizie

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell'assessore al Lavoro, Istruzione e Formazione, Alberto Guglielmo, i criteri per la gestione e per il riparto tra le Province lombarde del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili.
In base a questi nuovi criteri verranno ripartiti anche i 15,5 milioni di euro già disponibili; quasi 5 milioni e 800 mila euro del Fondo del 2002 e altri 9 milioni e 700 mila euro, che sono le somme residue dei Fondi nazionali 2000 e 2001.
Le risorse verranno fatte affluire in un unico Fondo provinciale al quale le Province stesse attingeranno per rimborsare agli imprenditori i contributi previdenziali e assistenziali sostenuti per i lavoratori disabili assunti nel rispetto delle disposizioni stabilite dalla normativa nazionale e dopo aver sottoscritto, con l'ente pubblico, una convenzione.
La concessione di questi contributi ha lo scopo di favorire la realizzazione di percorsi integrati per sostenere e accompagnare l'inserimento nel mondo del lavoro dei disabili, favorendone così l'uscita dal circuito assistenziale. (Ln)

20 Giugno 2003
Anziani e disabili, 3,3 milioni per minialloggi e comunità
Prioritari gli interventi nei Comuni fino a 10.000 abitanti

Lombardia Notizie

Stanziati dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale Gian Carlo Abelli, 3 milioni e 372mila euro per ristrutturare o ammodernare minialloggi protetti, comunità alloggio, centri diurni integrati, ecc., cioè tutte quelle strutture per disabili e anziani alternative al ricovero, come le case di riposo. I contributi, a fondo perduto (70% del costo ammissibile), sono destinati a enti pubblici e a enti privati senza scopo di lucro, con priorità agli interventi nei Comuni con meno di 10.000 abitanti.
Questo stanziamento va ad aggiungere agli altri 28 milioni del finanziamento FRISL (Fondo ricostituzione infrastrutture sociali Lombardia), stanziati, per lo stesso fine, dalla Regione nel 2003 e ai 52 milioni del Fondo di rotazione, per il 2003, per la realizzazione di interventi strutturali in campo socio-assistenziale e socio-sanitario integrato.
Altre priorità riugardano gli interventi proposti da enti che non hanno già beneficiato di contributi regionali per la realizzazione di opere socio-sanitarie o socio-assistenziali o che siano volti alla sperimentazione di nuove unità di offerta non standardizzate.
Gli enti interessati avranno 120 giorni a partire dalla prossima pubblicazione della delibera sul BURL (Bollettino ufficiale della Regione Lombardia) per presentare la domanda in Regione. Gli immobili, per la ristrutturazione dei quali è stato ottenuto il contributo, dovranno essere sottoposti a vincolo di destinazione d'uso per un periodo non inferiore ai 20 anni.

25 Febbraio 2003
Numero Verde 800 18 99 66 per il Collocamento Disabili
Collocamento mirato dei disabili

Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha dato vita al primo call center interamente dedicato al collocamento mirato dei disabili, per informare sugli strumenti e le iniziative in materia di occupazione offerti dalla Legge n. 68/99. Se un quesito è particolarmente complesso, l'operatore prima di rispondere lo sottopone ad un esperto e nel giro di poche ore richiama l'utente per soddisfare la sua richiesta. Il numero verde 800 18 99 66 risponde tutti i giorni, dal lunedi' al venerdi', dalle ore 9,00 alle ore 17,00.

12 Agosto 2003
Disabili, nuove tariffe per ricovero nelle Rsd
Da 41 a 108 euro le tariffe riconosciute dalla Regione

Lombardia Notizie

Vanno da 108 euro al giorno come massimo a 41 euro per un'assistenza di base, le nuove tariffe che la Regione riconosce alle Residenze per disabili (Rsd), per coprire la parte dedicata alle prestazioni terapeutiche per i loro ospiti.
Come per le Rsa, le Residenze socio assistenziali per anziani, anche in questo caso la Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla famiglia e solidarietà sociale Gian Carlo Abelli, ha diversificato le remunerazioni, legandole alla effettive cure assicurate agli ospiti.

Infatti i contributi riconosciuti sono determinati secondo 5 classi che fanno riferimento alla gravità dei casi e quindi alla maggiore o minore richiesta di assistenza strettamente sanitaria.
Per un caso che richiede 900 minuti di assistenza sanitaria alla settimana (quindi poco piu' di 2 ore al giorno) il contributo sarà di 41 euro giornalieri , per passare a 51 quando il carico assistenziale richiede 1200 minuti, a 65 per 1600 minuti , a 83 per 2000 minuti e infine a 108 euro per 2500 minuti settimanali, (circa 4 ore al giorno dedicate esclusivamente alle cure sanitarie del paziente).

Con l'applicazione di queste nuove remunerazioni il Fondo sanitario regionale garantisce e copre tutte le prestazioni terapeutiche e socio-riabilitative per l'assistenza di una persona disabile in queste strutture, come stabiliscono le norme statali del 2001 sui 'Livelli essenziali di assistenza' , quindi il 70 per cento del costo globale dei ricoveri. Resta a carico dei Comuni e/o degli utenti stessi, la quota del 30 per cento legata alla parte 'alberghiera'.
Per ottenere il riconoscimento economico delle nuove 'tariffe', le strutture dovranno naturalmente essere 'accreditate' , ovvero dovranno garantire il possesso dei requisiti strutturali, gestionali e di qualità richiesti dalla Regione


15 Aprile 2003
Politiche sociali, il nuovo welfare lombardo
La Regione aumenta i contributi per contenere il costo delle rette

Lombardia Notizie

La Giunta regionale ha varato - su proposta dell'assessore Gian Carlo Abelli - un pacchetto di provvedimenti in materia di Politiche sociali che danno una prima consistente attuazione al Piano socio-sanitario.
I provvedimenti riguardano la riqualificazione delle RSA (residenze per anziani); la riorganizzazione delle Residenze per disabili; la riorganizzazione dei servizi per tossico e alcool dipendenti; l'accreditamento degli hospice per malati terminali. Essi sono accompagnati da un notevole sforzo economico (1121 milioni di euro per il 2003) per migliorare i servizi, soprattutto per quanto riguarda la componente sanitaria, e per permettere il contenimento delle rette a carico dei cittadini.
Cambiano radicalmente i criteri di fondo. "Si passa - spiega il presidente Roberto Formigoni - da un sistema statico che prendeva come riferimento la struttura, e finanziava il servizio con un contributo fisso per posto letto, a un sistema dinamico che mette al centro la persona e quindi mette a disposizione risorse via via proporzionate a qualità e quantità dei servizi erogati per rispondervi".

L'impegno economico - Il fondo sanitario per questi servizi è per quest'anno di 1121 milioni, oltre 100 milioni in più dello scorso anno (10%). 60 milioni aggiuntivi, in particolare, sono destinati a incrementare i contributi della Regione alle strutture per anziani, disabili e tossico dipendenti e per la riabilitazione. In dettaglio:
- alle RSA andranno 29,4 milioni;
- ai servizi socio sanitari per disabili 17,4 milioni;
- ai servizi per la riabilitazione 12,2 milioni;
- ai servizi per i tossico e per gli alcool dipendenti 1,2 milioni.
Le tariffe rimborsate alle RSA aumenteranno, in media del 5,4 per cento (per i non autosufficienti totali + 4,2, per i non autosufficienti parziali + 15,2 per cento, per i malati di alzheimer + 1,7 per cento).
Aumenteranno del 5 per cento le tariffe pagate giornalmente sia ai servizi di riabilitazione extra-ospedaliera che alle strutture residenziali e semiresidenziali che ospitano tossicodipendenti e alcooldipendenti. L'incremento è commisurato al tasso di inflazione riscontrato negli ultimi due anni. L'aumento più consistente è stato quello riconosciuto ai servizi socio sanitari per disabili; si va dal 57,6 per cento di aumento delle tariffe nel caso dei CSE (Centri socio educativi) al 22 per cento degli IEAH (istituiti educativi assistenziali) al 12,3 per cento dei CRH (centri residenziali per handicappati). La media è del 32,8 per cento.
Proprio per finanziare il processo di riforma in atto e rendere operativo il nuovo sistema di accreditamento, la Regione ha provveduto ad accantonare altri 65 milioni di euro del fondo sanitario per i servizi socio-integrati, che verranno successivamente ripartiti tra le Asl.
Oltre a ciò la Giunta ha provveduto ad assegnare alle Asl lombarde e al Comune di Milano anche il fondo sociale regionale che è di 100 milioni. "Siamo inoltre in attesa - afferma l'assessore Abelli - della quota del fondo nazionale per le politiche sociali per l'anno 2003, che non è stato ancora ripartito tra le Regioni perché sulla proposta del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali che prevedeva una drastica riduzione delle risorse, le Regioni stesse hanno espresso parere negativo".

Le residenze per anziani - La riforma che scatterà dal 1° maggio 2003 sostituirà gradualmente l'attuale classificazione tra posti letto per non autosufficienti totali, parziali e Alzheimer, perchè troppo riduttiva, sia rispetto alla capacità di rappresentare adeguatamente i diversi tipi di esigenze degli anziani ospitati, che rispetto alle risorse effettivamente impiegate per curarli e assisterli.
Verrà invece introdotta una nuova classificazione che fa riferimento al SOSIA (Scheda di osservazione intermedia dell'assistenza), dove verranno raccolti e aggiornati, ogni sei mesi, i dati sanitari e sociali di ciascun anziano. Questo costante monitoraggio permetterà di collegare il finanziamento regionale al reale grado di fragilità dell'ospite e di "attribuirgli" una delle 8 categorie di riferimento stabilite per classificare le condizioni complessive degli ospiti.

I disabili - Le strutture residenziali che in Lombardia accolgono, curano ed assistono le persone disabili saranno riclassificate e ricomprese in un unico tipo di struttura, denominata RSD (residenza sanitaria per l'assistenza a persone con disabilità). In essa quindi confluiranno gli attuali Istituti Educativi Assistenziali per Handicappati (IEAH), i Centri Residenziali per Handicappati (CRH) e una parte degli Istituti di Riabilitazione extraospedaliera (IDR). Gli ospiti quindi verranno ''classificati'' in relazione al loro grado di fragilità, ai loro bisogni assistenziali, educativi, riabilitativi e sanitari. In base a ciò sono state previste cinque categorie di assistenza, ciascuna con una propria remunerazione.

Malati terminali- I 68 posti letto attualmente a disposizione dei malati terminali negli Hospice della Lombardia diventeranno tra breve 159: un numero superiore a quello stabilito dalla normativa vigente che prevede, per la nostra regione, 135 posti letto (0,15 posti letto ogni 10 mila abitanti).
La giunta regionale ha approvato i "Requisiti per l'autorizzazione al funzionamento e per l'accreditamento delle strutture residenziali per pazienti terminali, altrimenti dette Hospice".
La delibera regionale recepisce le indicazioni stabilite dalla normativa statale, per autorizzare l'apertura di un Hospice, soltanto per quanto riguarda il possesso dei requisiti strutturali e tecnologici.
Per gli Hospice che invece vorranno accreditarsi e sottoscrivere il contratto con l' ASL, la Regione ha stabilito che debbano possedere ulteriori requisiti e cioè degli standard migliorativi, rispetto a quelli previsti dalla normativa statale; e questo sia per quanto riguarda il personale sia per quanto riguarda l'ambiente e il tipo di assistenza. In ogni caso devono avere una dimensione limitata: dagli 8 ai 20 posti letto ciascuno.

Dipendenze - Il provvedimento completa il processo di riorganizzazione del settore, valorizza il patrimonio di capacità e di organizzazione esistente e nel contempo migliora e aumenta l'efficienza e la qualità dell'assistenza offerta. Uno dei punti cardine è la gestione paritetica pubblico/privato nella erogazione dei servizi sul territorio Si tratta di servizi per la prevenzione, per la terapia, per la riabilitazione, sia a carattere ambulatoriale che residenziale e semiresidenziale. I diversi soggetti pubblici e privati accreditati, infatti, con un effettiva pari titolarità realizzeranno un programma di interventi coerenti e coordinati con le linee della programmazione regionale. Il progetto regionale stabilisce i criteri sia di carattere funzionale/organizzativo che di carattere strutturale che i centri, pubblici e privati, devono avere per ottenere l'autorizzazione al funzionamento. Inoltre ne stabilisce altri, più severi di quelli richiesti dalla normativa statale, per potersi accreditare, per poter instaurare cioè rapporti contrattuali e economici con l'ASL.

13 Giugno 2003
Tram, bus e treni scontati o gratis a invalidi e anziani
Prorogata al 31 dicembre di quest'anno la validità delle attuali tessere

Lombardia Notizie

Gli invalidi al 100% potranno viaggiare gratis sui mezzi pubblici regionali. Per gli invalidi dal 67% al 99% e per gli anziani con pensione al minimo viene introdotta una tessera annuale, valida per tutti i mezzi di trasporto (anche per i treni), il cui costo verrà definito della Giunta regionale, ma sarà certamente inferiore ai 100 euro. Le tessere attuali, che scadono il 31 luglio, sono prorogate fino al 31 dicembre del 2003.
E' la principale novità contenuta nel progetto di legge sul trasporto pubblico approvato all'unanimità dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Massimo Corsaro. Il provvedimento passerà in tempi brevi all'esame del Consiglio regionale.

Tessere gratuite anche per i cavalieri di Vittorio Veneto, gli invalidi di guerra e di servizio, i deportati nei campi di sterminio nazisti, gli invalidi a causa di atti di terrorismo e le vittime della criminalità organizzata, i privi della vista, i sordomuti e gli appartenenti alle Forze dell'Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale nello svolgimento delle loro funzioni.

"E' un forte impegno finanziario da parte della Regione - ha spiegato l'assessore Corsaro - che punta anche ad incentivare l'utilizzo del mezzo di trasporto pubblico". "Uno sforzo significativo - ha aggiunto il presidente della Regione, Roberto Formigoni - tanto più in un momento di difficoltà economica, destinato ad anziani e disabili, che sono al centro dell'attenzione e delle priorità strategiche della Giunta".

 

4 Febbraio 2003
Vacanze per disabili
Arriva l'inverno? Una vacanza accessibile!

Anche l´inverno può essere una stagione ideale per concedersi una pausa: lo Sportello Vacanze Disabili - Regione Lombardia offre da anni la propria competenza sulle vacanze «accessibili a tutti».

Il servizio è a disposizione dei turisti disabili e offre consulenza su: strutture ricettive e turistiche senza barriere; accessibilità dei mezzi di trasporto; agenzie viaggi e associazioni che organizzano viaggi « per tutti ».

Si rivolgono al servizio persone disabili, familiari, gruppi e associazioni interessate ad avere informazioni sulle opportunità di viaggio fruibili dalle persone con disabilità ma anche operatori turistici che desiderano aprire le porte delle loro proposte ai turisti 'con bisogni speciali'.

Sono sempre di più infatti le persone disabili che vanno in vacanza e che richiedono proposte di qualità. Tra i tanti problemi che ancora impediscono la loro piena mobilità vi è proprio la mancanza di informazioni certe e affidabili sulle strutture ricettive, sui mezzi di trasporto e sui pacchetti vacanza. Per questo motivo la Regione Lombardia ha previsto all´interno di Spazio Regione uno sportello informativo dedicato al tempo libero e al turismo delle persone disabili.

Sportello Vacanze Disabili - Regione Lombardia
Via Fabio Filzi, 22 Milano tel : 02 67654740
Martedì e giovedì: ore 9 - 18:30 ; sabato: 9 - 13:30
Email: sportello_disabil@regione.lombardia.it
Sito: www.milanopertutti.it

12 Febbraio 2003
Varata la riforma delle IPAB
Potranno trasformarsi in enti di diritto privato o rimanere nel pubblico

Lombardia Notizie

Le 757 IPAB (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza) lombarde potranno decidere liberamente se trasformarsi in enti di diritto privato, senza scopo di lucro (Fondazioni o Associazioni), oppure rimanere nell'ambito del diritto pubblico, diventando Aziende di Servizio alla Persona (ASP). Lo prevede la nuova legge sulla riforma delle IPAB, proposta dall'assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale Gian Carlo Abelli, e approvata dal Consiglio regionale. ''Con questa riforma tutte le IPAB - afferma l'assessore Abelli - possono tornare ad essere, con rinnovato slancio, ciò che i loro fondatori hanno voluto che fossero: realtà sussidiarie, che rispondono con libertà ai bisogni sociali del territorio. La legge riaffida a queste istituzioni, nate dalle libera iniziativa di benefattori, il loro ruolo originario che era quello di gestire direttamente, e al meglio, il patrimonio e non trasferirne o delegarne l'amministrazione allo Stato o agli enti pubblici''. Delle IPAB lombarde, 187 sono quelle che operano nel campo educativo, 570 in quello dell'assistenza (114 scuole materne, 221 residenze sanitarie assistenziali, 176 che svolgono attività socio-assistenziali e 59 attività di beneficenza). Se l'IPAB sceglie di diventare ente di diritto privato, la Regione avrà il compito di verificare che la depubblicizzazione avvenga nel rispetto delle norme e che l'ente continui a svolgere attività di pubblica utilità in conformità a quanto stabilisce lo statuto dell'ente stesso. Se l'IPAB si trasformerà in ASP, il controllo effettivo, gestionale e politico sarà del suo consiglio di amministrazione. In esso i rappresentanti della Regione saranno in minoranza, rispetto a quelli dei Comuni e ai soci fondatori. Infatti, dei sette membri che comporranno il nuovo CDA delle ASP, derivanti dalle IPAB di prima classe (quelle più grandi, con più personale e patrimonio), la Giunta regionale ne nominerà solo tre e soltanto due sui cinque che comporranno quelle derivanti dalle attuali IPAB di seconda classe (le più piccole). Il consiglio di amministrazione autonomamente nominerà il presidente al suo interno. La trasformazione delle IPAB in persone giuridiche di diritto privato (Fondazioni o associazioni) o in Aziende di servizi alla persona dovrà avvenire entro il 30 settembre 2003.

9 Maggio 2003
Voucher socio-sanitari: 80 milioni per l'assistenza domiciliare
Entreranno in vigore dal 1 luglio. Quota mensile fino a 619 euro

Lombardia Notizie

Dal prossimo 1 luglio l'assistenza domiciliare in Lombardia inizia il suo percorso di cambiamento: diventano infatti operativi in tutta la regione i voucher socio-sanitari.
Di conseguenza tutte le persone anziane, disabili e le persone "fragili" che hanno bisogno di assistenza per rimanere in famiglia, potranno utilizzare questi voucher per acquistare direttamente da soggetti accreditati, cioè garantiti dalle ASL, le prestazioni socio-sanitarie integrate di cui hanno bisogno e che saranno svolte a domicilio da personale professionalmente qualificato.

La Giunta regionale della Lombardia ha infatti approvato, su proposta dell'assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale, Gian Carlo Abelli, il provvedimento che estende a tutta la regione l'applicazione di questo nuovo sistema che è già stato sperimentato, per circa un anno, nelle ASL di Lecco e di Milano 3 (Monza). La delibera ha già ottenuto l'assenso della competente commissione consiliare.
"Questo nuovo sistema - afferma l'assessore Abelli - avvia una nuova organizzazione del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), rivedendone l'organizzazione e il finanziamento. Consente infatti la partecipazione di erogatori pubblici e privati e rende effettiva la libertà di scelta del paziente che può acquistare le prestazioni dove meglio crede".

Per ottenere il voucher l'iter da seguire è quello previsto per accedere ai servizi ADI: proposta del proprio medico di famiglia e autorizzazione dell'ASL. Non ci sono limitazioni né per età, né per reddito.
Il valore del voucher socio-sanitario varia in relazione alla complessità e all'intensità degli interventi di assistenza necessari. Per ora, in via transitoria, sono stati definiti tre livelli di assistenza: quella per i pazienti terminali, il cui voucher mensile sarà di 619 euro, per i pazienti complessi, con voucher di 464 euro e per tutti gli altri di 362 euro.
Al finanziamento dei voucher la Regione Lombardia destinerà sia le attuali risorse stanziate per i servizi ADI (circa 50 milioni di euro), sia risorse aggiuntive (altri 30 milioni di euro), destinate al potenziamento di questo tipo di assistenza.

 

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