| Avvertenza:
Il termine "Universo" che sarà impiegato in tutta questa
relazione rappresenta il substrato dal quale scaturisce, agisce e poi
scompare tutto ciò che consideriamo come materia, energia e
tempo. Qui l’universo è inteso come il Tutto. L’esistente , la realtà ultima. n.d.r. Sotto certi aspetti, l’universo contiente anche il nemico, una forza che tende a riportare l’equilibrio, e cosi’ facendo cerca di cancellare le individualità, o le differenzazioni che dir si voglia.
L'Universo può essere paragonato ad un enorme bacino d'acqua,
dotato di volume tridimensionale nel quale ogni cosa vive il suo
periodo di sussistenza così come fanno le creature del mare. Prima di iniziare potrebbe essere utile dedicare qualche minuto per conoscere la storia dell'Atomo. La
creazione di onde da parte dell’Universo è, a prima
vista, un idea inconcepibile. Tutte le filosofie hanno avuto grosse
difficoltà a valutare questo aspetto. prima obbiezione "Perché ad un certo punto e perchè non prima ?" Seconda obbiezione “come puo’ una supermente per cui non esiste il tempo, creare una gioco-realtà in cui essendo Lei al di fuori del tempo, sa già il finale? Che senso ha?" Questo fa pensare ad un concetto di predeterminazione che porterebbe all’idea della negazione della libertà dell’individuo. Per risolvere questa contraddizione è stato ipotizzato che la SuperMente si separi virtualmente, escludendo da se stessa la conoscenza della soluzione, e crei un’aspetto di probabilità indeterminata per quello che riguarda l’andamento della sua creazione. Questo implica che la mente si scinda anche’essa virtualmente in almeno due parti che rappresentano due tempi differenti. In un tempo c’è la creazione delle cause, nell’altro ci sono isolate le conoscenze degli effetti. Quando è stato introdotto il principio di indeterminazione di Heisenberg, forse è stato individuato un ‘aspetto intrinseco della Super Mente creatrice che è alla base del concetto di “libertà”, intesa come libertà relativa. Qualsiasi modificazione dell’Universo potrà essere vista sempre come onda. Nell’onda infatti abbiamo l’alto, il basso, la direzione la frequenza, la modulazione… Queste nuove onde potranno essere percepite da un osservatore indifferentemente come onde o come materia in funzione del metodo e del mezzo che sarà utilizzato per identificarle. Questo duplice aspetto delle onde deriva dal fatto che esse in realtà non esistono anche se è possibile vederle, misurare e godere dei loro effetti. In fisica l’onda è sostanzialmente la propagazione di una perturbazione energetica. La perturbazione per esistere deve oscillare in almeno due aspetti. Per esempio se l’onda è elettrica avremo elettricità e magnetismo che si alternano, se l’onda è elastica avremo un alternazione di dilatazioni e compressioni , se l’onda e in un liquido avremo movimenti in su e in giu’ etcc. Un’onda puo’ essere in movimento o stazionaria, ma comunque l’onda esiste per chi la percepisce solo nel momento in cui viene rilevata dagli strumenti, pertanto tra la realtà dell’onda e la conoscenza dell’onda si frappone l’atto di rilevamento e percezione. Ed è questo che introduce nella consapevolezza la certezza dell’onda, ma potrebbe anche trattarsi di un'inganno dei sistemi di rilevamento. Per esempio una persona che si trovi al buio non puo percepire la realtà, sentendo il fischio di un treno e il rumore di un treno che si sta avvicinando, non può che pensare che stà arrivando un treno, ma in realtà potrebbero esserci solo degli altoparlanti ad alta fedeltà che creano gli effetti. Pertanto è fondamentale analizzare l’atto percettivo perché ribadiamo, tra l’uomo e la realtà si frappone : L’atto percettivo Nella
fisica ordinaria l'onda è considerata come un modo bizzarro per
trasportare energia e nessuno si domanda la ragione del suo oscillare. Qui è evidente l’attenzione posta sul meccanismo di percezione da parte dello scrittore Fortunatamente per noi e se non incontra problemi l'Universo muove tutte le cose in linea retta e non gioca a fare l'altalena. Questo concetto è un po’ piu’ difficile da capire e anche da condividere. Cosa si vuole intendere con questa affermazione? Per tentare di chiarire il concetto pensiamo di essere su un treno mentre guardiamo nell’oscurità un lampione. Lo vediamo andare avanti e indietro. Possiamo interpretare che il vento lo sta facendo oscillare, ma potrebbe anche essere che sia il treno ad andare avanti e indietro, mentre il lampione è fermo . Quante volte ci è capitato, di essere in treno mentre guardavamo fuori dal finestrino, e di non capire se il treno della rotaia vicino stava partendo oppure se eravamo noi a partire? L’autore ipotizza che sia la coscienza di chi percepisce che oscilla tra i diversi tempi.
La ragione per la quale noi percepiamo un movimento rettilineo come
un'oscillazione non è assolutamente difficile da capire e per
fare un esempio figurato si immagini un disco in vetro perfettamente trasparente che
si muove ruotando lungo un binario piano percorrendo dunque una retta
(similmente ad una ruota che poggia il cerchione sulla strada), si
supponga anche che il disco ha un puntino rosso disegnato sulla sua circonferenza maggiore. .
Un particolare tipo di onda : l' Onda Temporale. Il concetto di onda temporale non è di immediata comprensione. Per capire di cosa si tratta immaginiamo di assistere alla caduta della famosa mela newtoniana. Per un motivo misterioso subito dopo aver visto la mela cadere a terra, rivediamo l’azione della mela che torna verso l’albero e così di seguito, in un loop, come la proiezione di un filmato continuamente prima mandato in "play" e poi in "re-wind". Questa è una classica onda temporale. Questo effetto deriva dal fatto che noi percepiamo fotogrammi sequenziali e li associamo nella mente dando continuità. Ma, mentre nel filmato sono i fotogrammi che vengono presentati uno alla volta e l’osservatore è fermo, in alternativa si potrebbe avere la situazione in cui i fotogrammi sono fermi allineati lungo una sequenza ed è l’osservatore che”salta” da un fotogramma all’altro e crea la continuità. Questo discorso ribadisce l’importanza dell’atto percettivo. Il comprendere a fondo l’atto percettivo non è per niente banale. Tutto l’universo potrebbe essere una sequenza di fotogrammi rappresentativi di istanti di realtà, ed essere la coscienza che si muove tra essi. Quindi il movimento non sarebbe del fotogramma, ma è della coscienza . L'onda temporale ha
un comportamento ideale simile a quello del cerchio appena descritto ma
ciò che ci restituisce la sensazione di onda deriva dal nostro
sistema di misura che in presenza dell'onda si altera e registra dati
non reali. Da quanto fin qui esposto è ora possibile estrapolare e concretizzare l'ipotesi iniziale e cioè che non esiste alcun corpo e nessuna onda e ciò che misuriamo potrebbe non essere reale. Viene qui introdotto il concetto di potenziale temporale. il tempo trascorre in modo diverso a seconda della velocità relativa in cui si trova la materia rispetto ad un punto di riferimento. Se noi definiamo il punto di riferimento come luogo in cui un certo intervallo di tempo è posto uguale a uno, un corpo che viaggi più veloce avrà un tempo diverso; la diversità potrà essere quantificata con un valore che sarà positivo, se il tempo scorre piu velocemente, e negativo se il tempo scorre piu lentamente rispetto al riferimento. L’ipotetico valore numerico quantitativo, viene qui definito come “potenziale temporale”. Se due oggetti hanno lo stesso potenziale temporale significa che stanno sullo stesso tempo. Il concetto va approfondito con degli esempi. Pensiamo a due oggetti che si trovano su un vagone ferroviario avranno di base lo stesso tempo. Se uno dei due si muove all’interno del vagone avrà una piccola differenza del potenziale temporale. Se il vagone è in movimento rispetto alla stazione, gli oggetti della stazione avranno un potenziale temporale sicuramente diverso. Va tenuto presente che il principale fattore temporale è dato dalla velocità relativa, di uno oggetto rispetto all’altro. Il concetto sarà ampliato più avanti quando prenderemo in considerazione non solo la velocità in valore assoluto, ma anche l'aspetto della velocità riguardante la direzione (in geometria la direzione è individuata da una retta, mentre nel linguaggio corrente si parla di direzione indicando implicitamente il verso; per esempio in geometria se due persone si muovono su una retta uno verso destra e uno verso sinistra, diremo che hanno un movimento lungo la stessa direzione, ma con versi opposti, nel linguaggio corrente invece, diciamo che hanno direzioni diverse, questo è un punto che crea molti errori di incomprensioni nel passaggio tra i due linguaggi). A parità di velocità se c’è diversità di direzione si hanno tempi diversi. Per chiarire meglio questo concetto che esula dalle esperienze comune, consideriamo un disco rotante. Il tempo di riferimento in questo caso sarà quello che trascorre nel centro del disco. I punti posti su raggi diversi hanno veolocità tangenziali differenti e quindi potenziali temporali differenti; non solo, ma considerando punti sullo stesso cerchio c’è una variazione di tempo ulteriore dovuta al fatto che pur avendo la stessa velocità tangenziale hanno direzioni differenti, quindi sostanzialmente un disco rotante ha tutti i punti che lo compongono con potenziali temporali differenti, come vedremo si tratta di un puro ibrido temporale. Riprendendo ora in considerazione il discorso della coscienza che si muove attraverso i fotogrammi, avremo ancora dei potenziali differenti. Prendiamo per esempio un bambino ed un’adulto in una stessa stanza che vivono uno stesso episodio, ebbene, tutti hanno sperimentato il fatto che per il bambino un’ora è un’eternità, per l’adulto un’ora è… niente. Un’anno per un bambino è un tempo incredibile, per un vecchio è un battito di ciglia. Questo fenomeno generalizzato è stato studiato a fondo e si è visto che dipende dalla quantità di nuove informazioni che entrano nell’individuo con la percezione. Per il bambino naturalmente tutto quello che viene vissuto è una nuova esperienza, mentre per l’adulto, si tratta solo di aggiungere piccoli dettagli a cio’ che già sa. Inoltre va detto che la vecchiaia è un fenomeno di irrigidimento della consapevolezza che si rifugia nel già vissuto piuttosto che nel nuovo. Quante volte andando con un bambino in un parco con nuove giostre, il piccolo vuole sperimentare, e per esempio, ci vuole trascinare nelle montagne russe. E noi rispondiamo “ vai tu che io ho già… “ il rifiuto di nuove esperienze, o di una nuova rivisitazione di cose già vissute è classico della vecchiaia. (ndr: Questa informazione potrebbe aiutare molti che vivono una vita ripetitiva con abitudini cristallizzate, a riprendere la crescita interiore e ritrovarsi almeno un po’ piu giovani se non nell’aspetto fisico almeno nell’atteggiamento, ma va detto pero’ che a volte cambiando l’atteggiamento, … cambia anche l’aspetto fisico. )
(ndr in fisica il vocabolo potenziale indica una quantità, un numero che in qualche modo quantifica in questo caso lo stato del tempo.) Se ad esempio un oggetto contiene tempi diversi noi vedremo o misureremo questo oggetto come se fosse deformato. La deformazione visibile ovviamente sarà proporzionale alla valore della differenza dei potenziali temporali. (ndr questo aspetto è verissimo, vediamo il fenomeno chiaramente quando da un’oggetto in corsa osserviamo in lontananza il paesaggio. Piu andiamo veloce, piu i segmenti sembrano corti, ma c’è un’ulteriore aspetto che è quello della consapevolezza che cresce. Proviamo ad andare con la mente a quando eravamo bambini e giocavamo in un luogo. Quello stesso luogo visto con gli occhi dell adulto ora sembra piccolo, ma nei nostri ricordi gli ambienti hanno dimensioni molto piu grandi, questo perché ci trovavamo in un altro gradiente temporale … di coscienza.) Nell'animazione qui sotto come apparirebbe una scena quando attraversata da una variazione temporale sinusoidale e trasversale. .
. Il secondo aspetto è
relativo al fatto che un potenziale temporale degrada il suo effetto
con la distanza, in definitiva valgono le stesse regole della
prospettiva o di un campo generico. .
. Il terzo aspetto è
relativo al fatto che un potenziale temporale come quello di un'onda
modifica apparentemente la sua frequenza e la sua ampiezza in funzione
dell'angolo di osservazione rispetto alla direzione del movimento
dell'onda stessa. In altre parole la frequenza e l'ampiezza
risulteranno diverse per ogni possibile angolo di osservazione del
movimento. .
. In prima analisi l'atomo si può immaginare come una sfera costituita da due semisfere dove ogni semisfera è fatta di tempo opposto, una ha tempo positivo e l'altra negativo. . . Il tempo inoltre è distribuito con variazione incrementale e con direzione opposta al centro. . ![]() . . Si introduce qui il nuovo concetto di " effetto elettrone". Si può pensare che la disposizione dei due opposti che compongono l'atomo siano alla base dell'effetto elettrone. Il movimento rotatorio con direzione opposta e verso opposto crea una perturbazione temporale che coinvolge e da forma all’atomo. Gli strumenti di misura in nostro possesso, colgono questa perturbazione come il richiamo di una necessità di compensazione. Questa perturbazione viene interpretata come effetto elettrone. Quindi nell’atomo c’è una sorta di pulsazione, un’effetto centrifugo e centripeto; per estensione possiamo dire che anche le sub particelle che sembrano formare l’atomo avranno ancora questo aspetto duplice di espansione e contrazione. L’atomo a questo punto puo’ essere interpretato come onda pulsante. Come sappiamo dopo Louis-Victor de Broglie ogni particella è vista nella doppia veste, materiale e ondulatoria. Esperimenti di fisica quantistica con la doppia fenditura hanno dimostrato che non è solo una questione interpretativa, ma si forma il fenomeno dell’interferenza anche con particelle grosse formate da 60 atomi come il fullerene.
Se si pone l'atomo in rotazione si ricaverà l'impressione
tramite i nostri sensi o strumenti che esso sia un generatore di onde.
Ogni tipo differente di materia ha un suo modo caratteristico di
reagire sia alle onde sia agli atomi posti in sua vicinanza.
Senza approfondire altre questioni inerenti il comportamento dell'atomo
si può affermare che esso è simile al modello semplice
che è usato in chimica ma senza gli elettroni.
Una delle sue proprietà è appunto quella di modificare il
suo stato temporale in funzione di altri stati temporali che sono posti
vicini. .
. L'atomo non perde mai le sue caratteristiche quantitative ma come appena descritto cause esterne possono spostare temporaneamente il suo baricentro temporale facendo si che esso sembri con prevalenza positiva o negativa oppure oscillante fra i due stati.
L'atomo inoltre può mostrare differenti effetti in funzione
dell'angolo d'inclinazione della sfera rispetto agli assi
tridimensionali dell'Universo.
L'atomo in definitiva pur essendo stabile nei suoi elementi costituenti
può essere sbilanciato nei suoi potenziali temporali e nella sua
disposizione angolare.
Lo scopo di questa relazione è appunto descrivere gli effetti
dei corpi in rotazione e l'equilibrio generato dalle "Onde Portanti"
rimandando ad altra occasione la descrizione puntuale dell'atomo e
dell'Universo. |